Ifigenia in Aulide, ma anche in Tauride.

Quello che sfuggiva sempre un po’ agli altri e che non sfuggì invece alla psicologa da cui andai per saltare due ore di letteratura inglese in terza liceo è che a me del giudizio degli altri è sempre importato mediamente meno dell’andamento dell’indice nasdaq.

Io sono già così infinitamente severa e stronza con me stessa che non c’è nessuno che si può permettere di trattarmi peggio, deve essere una cosa riservata a me. Che è una pippa mentale, ma se ci pensiamo assieme è straordinaria dal punto di vita filosofico. Oddio, nella vita di tutti i giorni è pesante, ma utile per studiare medicina e lavorare.

Dicevo, a me bazzicare lo psicologo o qualcuno che faceva psichiatria ha sempre divertito.
Tranne una volta. Una volta, quando stavo in Baviera mia zia mi fece conoscere un suo ex compagno di studi, ora noto psichiatra che si occupa di ipnosi regressiva. Curiosa quanto un gatto non in terre vicentine mi ci sottoposi, a delle sedute. Un bel po’ a dire il vero, perché iniziata una, sebbene molto scettica, vivere e vedere certe cose [dal motivo perché a tre anni si è creato il mio blocco che non mi fa nuotare alle mie quattro vite precedent… ehm] da una parte era bello come vedersi il Dr House, 24 e Prison Break assieme [e all’epoca non c’erano, ste cose] e anche insomma, boh, molta curiosità. Però insomma, le mie presunte vite precedenti non furono delle passeggiate, se davvero son esistite. Certo, se non sono esistite io ci ho la fantasia di Spielberg e Abrams messi insieme e sono sprecata, qui. E con il senno di ora devo dire che anche la vita attuale sta avviandosi sugli stessi binari. Oh, ma un ritardo ferroviario quando serve, mai eh?

Dicevo voi psicologi siete tipi divertenti.
Tutte le volte tento di servirvi su un piatto d’argento il mancato complesso di Elettra e voi fuffa.
L’ultima volta anziché abboccare piuttosto mi han chiesto se avevo istinti suicidi. Risposi che no, piuttosto pulsioni omicide. La donna scrisse che forse meditavo il suicidio. Col cazzo, oserei dire. Io ci ho un mutuo, una casa, mica posso pensare a lasciare tutto questo.

Per questo poi una scrive.
In pratica io il complesso di Elettra, che è più un po’ tutta la Marsigliese di Berlioz più che un complesso, ce l’ho con due figuri (erano tre, ma mio nonno incidentalmente nel 93 si trovò a morire):
– mio cugino, scemo quanto il mio lato scemo, donnaiolo, incazzoso, geniale, bavarese, categorico, incostante ma alla fine mi vuole bene.
– il mio migliore amico, che in pratica è mia sorella dice lui. Non nel senso che è gay, ma nel senso che dei due quella con più palle sono io, e per palle non si parla delle mie tette.
Quando ho bisogno di decisioni seriopaterne debbo rivolgermi al primo figuro, di anni quasi 34. Quando ci ho le decisioni che non riguardano "oddio devo mettere su casa" ma "oggesù, papà mi fa gli squilli dal telefono del fax da quattro giorni, secondo te è normale?" al secondo che ne ha futuramente 29.
La cosa tremenda che uno è nato il 28 aprile e uno il 25 aprile.

Dicevo, secondo la psicologia classica che si studia nei libri quelli economici il rapporto padre e figlia influenza gli affetti.
Da una parte è vero, dall’altra tranquillizzo il futuro fidanzato: non penserò mai di farti a pezzi e scioglierti nella calce (a meno che tutto questo non ti faccia eccitare, ma se è così hai grossi problemi e stasera sento di avere del mal di testa)
Per capirci, il mio ex moroso tutt’ora gioca a calcio, e ci ha chi lo apprezza. Altroché, è un discreto ragazzo [sì discreto che il mio compagno di università propendeva a farmi una maglietta che informasse il gineceo della facoltà che ebbi anni fa rapporti stretti con costui per vedere travasi di bile] ma insomma, ecco, lo so che magari vedendo le immagini dire "ma a me gli uomini mi debbono piacere di testa" sarebbe quasi una frase da velina perché l’intelligenza del fanciullo non è così spiccata, però mi cospargo il capo di cenere e sì, penso che all’epoca per finire assieme io ero così stranita dalla morte del precedente moroso che dimenticai che a me l’uomo-deve-piacere-di-testa. Ma lo ricordai la prima volta che volevo tirargli un bastone al campo di allenamento. In cosa influenzava il rapporto con mio padre? L’angoscia zeccosa.
Lele tendeva a chiamarmi sette volte al giorno. E ci vedevamo molto spesso. Mio padre mi ha sempre chiamato tre volte al giorno dicendo "c’è niente di nuovo?". Quando l’altro disse una volta "novità?" sbroccai dicendo "sì, tra trenta secondi ti mando affanculo, mi pare sia una novità".

Le uniche volte in cui abbiamo litigato io e mio padre sono state per la gestione dell’hotel.
Papàdifran: "Sei piccola, non sapresti gestire."
Fran: "Insegnami."
Papàdifran: "No, comanda un Fiorini alla volta…"
Fran: "Figo, e se fallisci io dove comando?"
Papàdifran: "Io non fallisco"
Fran: "Scusa, se rimetti circa 400milioni l’anno è altamente probabile. Ora che ci penso, non insegnarmi a gestire gli affari, sia mai che disimparo visto che non sei capace"

Quando avevo 14 anni la mia zia dermatologa mi disse che per l’acne era meglio prendessi la pillola.
Andai a farmela scrivere da mio padre che firmò la ricetta e non mi chiese nulla.
In farmacia invece la farmacista, che mi aveva regalato le apine da mettere sulla culla, mi guardò con la faccia che diceva: "Ohibò, già la dai?"
Prontamente dissi: "Ehm, non ricordo se la zia consigliò per uso locale l’eritromicina in gel o in crema. In che si differenzia? Ché quest’acne mi inizia a far segnare il cuscino, dopo sembra che ci sia stato a dormire uno stigmatizzato…"
Fortuna che la mia epatopatia ed epatomegalia risparmiano altre scene simili.

0 thoughts on “Ifigenia in Aulide, ma anche in Tauride.”

  1. Guarda proprio ieri mi era venuto in mente che devo chiamare il mio amico che studia psicologia per farmi dare un’interpretazione di un mio sogno ricorrente che faccio ultimamente…. Comunque gente strana gli psicologi…

  2. ciocci: io ieri gli ho detto dell’incubo trimestrale, a un mio amico in dirittura d’arrivo con psicologia e mi ha detto che probabilmente ora se lo sognerà anche lui. Ehm.

    Mc: come capisco il tuo amico :P

    Nicole: suvvia, meglio un padoaschioppa oggi che un morelli domani (no, eh?)

    Ciccio: Sì, a volte ho una sfiga che mi supera. Però quando passano è bello poterne parlare serenamente, di questi periodi no.

  3. …che poi mi chiedo, ma se uno (indipendentemente dal motivo) si ritrova da uno psicologo che gli chiede se ha pensato di suicidarsi, anche fosse, chi è che risponderebbe di sì?

    Mah. (cit.)

  4. Me la vedo la scena

    -Mai pensato al sucidio?

    -Mai!

    “…istinti suicidi e tendenza alla menzogna…”

    Se vai dallo psicologo, perché gli devi mentire, comunque?

  5. Provo: magari menti allo psicologo perché estraneo e quindi non vuoi che sappia i cazzi tua anche incoscentemente o perché prima menti a te stesso

    (belli ‘sti sviluppi nei commenti…. :D)

  6. Si mente spudoratamente allo psicologo semplicemente perchè è normale che ci siano delle resistenze. Altrimenti sarebbe tutto così semplice. Immagini uno che va dallo psicologo e subito dice: Si è vero, è proprio come dice lei; che fortuna sono guarito….

  7. Faccio notare solo di non fare di tutta l’erba un fascio, o come cavolo si dice. Esiste anche la psicologia cognitiva, che si occupa di disturbi dell’apprendimento, della memoria, del linguaggio et similia. Che di Freud e compagni non se ne occupa poi così tanto. Un pò di rispetto per questi psicologi, almeno. Distinguendoli da quelli clinici.

  8. Beh, ovvio. Come se io parlassi male dei dermatologi dicendo solo medici. Il problema è che si va per categoria professionale, bisognerebbe magari scendere nome per nome, branca per branca, ma alla fine è noioso.

    Tipo, mi incazzo anche io se ce l’hanno coi chirurghi e se la prendono coi clinici. Quindi capisco.

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