Per me i ciclamini in casa incrementano i moscerini.

Sono sempre quelle giornate un po’ così.
Che poi mio mi sento nervosa il giorno prima, ed è meglio, perché il giorno dopo sono così stanca che non mi reggo in piedi così almeno non ho la forza di incazzarmi.

Credo sia per questo motivo che non ho ancora fermato la mia bici e mi sia data alla rissa col primo ciclista di merda capitatomi. Mi beccano alle 18, e io sono stanchissima a quell’ora e non gliela fo neppure a scacciare i moscerini.

Però dicevo, sono sempre quelle giornate un po’ così.
Oggi ho scoperto che da noi, una certa sostanza che puoi adoprare anche per far biscotti, non gira più buona. Ma che la pubblicità Bayerland circa i pascoli verdi che viziano le mucche è reale. Che bello parlare in codice, eh?

Dicevo, sono quelle giornate che tendono ad assumere quel colore di emocateresi, susseguente all’urobilinogeno.
Nel 2004 moriva di questi giorni, anzi di queste notti, la mia nipotina omonima. Ora, è una cosa che ho raccontato spesso, spezzettato e male. Anche perché sto accorgendomi che non ricordo mai una sega, di quel che scrivo. Però dovrebbe farvi piacere che le versioni sono congruenti, quindi non è che qui si inventano cazzate. Oltre che la mia nipotina che si spegneva nel peggiore dei modi ricordo anche il mio zigomo destro rotto. Nella scala personale dei dolori viene tra l’addome acuto e il toccare la pleura. Fortuna che nei momenti di dolore improvviso e acuto perdo conoscenza due o tre secondi, e devo dire che al quarto avevo già timore che fosse il naso. Mah, sì, cose così. Sì, diciamo che ebbi uno scambio di vedute con la madre che andò al di là di una serie di parole da adunata oceanica a Norimberga, e non parlo del Rock am Ring.

Poi vabbè, sono quei momenti in cui tutto quello che tenti di gettare indietro ti viene ricordato. Il problema non è quello ma l’imparare ad affrontarlo magari in modo diverso. Pazienza.

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