Riesco però anche a mettermi i calcagni dietro al collo.

Ho uno strano rapporto con il mio corpo.

Spettate, non parlo di onanismi vari, sebbene quando studio oltre a massacrarmi sistematicamente il viso grattandolo (infatti il mio acne juvenilis -lol- non ne giova) mi cadono un po’ anche le mani sull’apparato mammario. Non so, deve essere una cosa tipo quando voi maschi vi dirigete a controllare se qualcosa lì a livello cavallo-dei-pantaloni non sia volata via (del resto si appella anche col nome di volatile, posso capire che vi prema verificare che lì sia tutto apposto).

Ho uno strano rapporto col mio corpo perché fosse per me io vivrei bene come una delle teste di Futurama.

Vi racconto: io la sera, quando mi assopisco, mi sento meglio dacché pare che il mio corpo prema con la gravità sul materasso e che mi senta non so, come più leggera. Tipo le squinzie lì delle pubblicità in-quei-giorni.
Poi se non ce la faccio ad addormentarmi c’è l’annoso problema di dove mettere le braccia se mi addormento sul fianco destro. Capita poche volte, dacché il sinistro, essendo consigliato per noi malati d’intestino, è arrivato ad essere il mio preferito. Col braccio destro, causa iperestensione della spalla e cazzi vari che portano la stessa a fare rumori che Dario Argento campionerebbe volentieri per il prossimo film, è un troiaio.
Stanotte provavo a dormire ma sentivo il rumore della mia tachicardia e mi dava noia.

La cosa più ganza però è svegliarsi la mattina (turutur… ehm) e pensare: "toh, ora mi gratto il naso con la mano destra".
Attendere.
La mano destra non si adduce verso il viso.
Riprovare la connessione neuronale.
Nisba.
Armeggiare con la mano sinistra verso la parte destra del corpo e trovare il braccio.
Una volta trovato non preoccuparsi se freddo e se lo senti come corpo estraneo ma dargli una scrollatina come se fosse quell’aggeggino lì che i maschi usano per mingere.
Muoverlo un altro po’, e appena lo risenti un po’ parte del tuo corpo continuare a muoverlo così tanto per dargli della dignità.

Per quello sono ambidestra.

0 thoughts on “Riesco però anche a mettermi i calcagni dietro al collo.”

  1. anche a me capita talvolta, soprattutto d’estate: ho caldo e dormo con le braccia sopra la testa, immancabilmente una delle 2 va in coma; poi, in fase di bootstrap mi accorgo che mi manca un braccio e rimedio mettendolo a penzoloni dal letto :-)

  2. succede… alle volte mi è capitato anche studiando (ehhmm.. diciamo che mi ero addormentato sul libro in biblioteca..) svegliato avevo il sinistro come il braccio di un manichino… con un po’ di riscaldamento è andato tutto ok e sono potuto tornare a studiare!

  3. vanillaaa: eeeh, come no.

    Giorgia: si fa quel che si può, complimenti per la trasmissione.

    Ciocci: che bello postare delle cose e sentire che poi non è un problema isolato (un po’ come il braccio)

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