Il Femminismo ha i giorni contati.

Insomma ieri sera ero lì con una fame che avevo voglia di sbranarmi e sbriciolarmi anche il compensato dei mobili e in casa è squillato il telefono.
Quindi stavo lì con il coltello in mano tipo pirata dei caraibi e sto qui, che non ricordo il nome e cognome perché sapete che la mia memoria fa cacare a tratti, che fa il chirurgo vascolare mi inizia con un panegirico che momenti si fa tutto freddo e noi tutti sappiamo che la carne da fredda se non è vitello tonnato ha lo stesso appeal di una soletta di scarpe.
Ergo questa cosa andava un po’ a smuovermi il sistema della pazienza, ma non so, quando m’ha detto chirurgo, io non è che al telefono ci ho sta vivezza di comprendonio, mi ci vogliono quei sette otto secondi in più, preferisco le cose scritte, anche perché al telefono se mi tieni lì da un pochino io mi scordo anche di come mi ti sei presentato all’inizio della telefonata, perché io le informazioni che il mio cervello valuta come inutili tendo a tralasciarle.
Sì, ché poi il mio cervello è anarchico e si ricorda quelcazzocheglipare è un’altra menata, ma a volte se lo convinci bene le cose le ricorda.
Dicevo mi chiama sto chirurgo vascolare, e i vascolari son gente che guadagna tantissimo magari anche se ti sta lì solo a cauterizzare una vena mentre si gratta il naso, e tu che pensi quando ti chiamano dall’ospedale di Belcolle di Viterbo? Che magari tua nonna sta male. Invece no, ‘sto chirurgo vascolare ha una morosa che ha scritto un libro o l’ha stampato, ora non so bene, su Civita di Bagnoregio e voleva propormi in pratica una joinventure in modo che io, siccome si sta nel turismo, lo smaronassi in giro ai turisti.

E sto qui, credo o per sgombrare il garage dalle copie invendute e metterci il mercedes o perché ha paura che la morosa non gliela dia più, si mette a fare chiamate di un quarto d’ora a un cellulare dal suo posto di lavoro all’ora di cena in ospedale.

Poi dicono che la sanità va male.

***

Poi c’è la mia amichetta che fa i tirocini in una notissima azienda ospedaliera in Italia. Insomma, ieri siam dovute andare in giro a comprare scarpe di quelle fighe da donna col tacco e robe eleganti perché lei la mattina la vogliono in versione velina fighissima e tiratissima nel tragitto ospedale-spogliatoio alle sei di mattina. Poi dopo le danno gli abiti da indossare dentro, ma nel tragitto vogliono la gente vestita bene per dare prestigio alla azienda ospedaliera.
Apparte che io alle sei di mattina miro solo a rendermi presentabile, ma qua da noi non ci danno un tubo: il camice è nostro. Le scarpe pure. Quindi col cazzo che mi metto un paio di prada tacco 12 per poi cresimare le scarpe alla prima vomitata. Non so, a Milano ci han giri strani, in quell’ospedale tanto rinomato.
Perché sto discorso dell’infighimento a noi una docente di gastroenterologia ce lo fece cosi: "vestitevi dignitosamente, non truccatevi da zoccole, lavatevi e voi maschi fatevi la barba. Insomma, andiamo in mezzo a dei pazienti…"


0 thoughts on “Il Femminismo ha i giorni contati.”

  1. a parte il mio supporto a qualsiasi gradevole presenza femminile in corsia o meno, suggerivo all’emerito servo della gleba nonchè chirurgo, un abbondante dose di benzina abbinata a cerino per smaltire la giacenza. Si consiglia come ecoalternativa nonchè funzione sociale: si presenta belbello a qualsiasi casa protetta o centro per gli anziani ed elargisce fino al completo sgombero dell’occupato vano…..

    F

  2. Genio la gastroenterologa!ma anche tu “più push up per tutti”. perché è l’alza-e-rimpannuccia-tette il migliore amico delle donne altro che i diamanti. Anche perché in un mondo migliore il primo dovrebbe adiuvare nell’euristica dei secondi!

  3. Bah, presentarsi truccate e con i tacchi per lavorare in una struttura del genere???

    Non so chi sia il/la tutor della tua amica in questione, ma conciate in quella mise vedo solo i rappresentanti e gli assicuratori.

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