Post che sarebbero dovuti finire su Grazia, ma quanto pare non ci sono arrivati*.

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Insomma, c’è questa cosa di cui tutti si preoccupano ora, un po’ dai
presidi di facoltà al presidente dell’ordine dei medici: a medicina ci
sono troppe donne.

Non è un paese per le pari opportunità.

Dopo, si lamentano che una donna deve fare l’urologa e gli uomini si
vergognano e non si faranno visitare e succederanno disastri. E noi
donne dal ginecologo uomo? Premesso che già esistono, le specializzate
in urologia, non vedo dove sia il problema visto che il medico al
lavoro è un operatore sanitario e non la bella lavanderina.

Ché poi la cosa della misoginia di ritorno da noi è emersa in special
modo con due professori.

Uno era il professore di Istologia. Uno che doveva essere vicino alle
donne, perché ginecologo, te pensi. No, le donne lui le irrideva. A
partire dal parlare a lezione che "il diaframma è un contraccettivo da
borsetta" (perché, intendeva, lo usano le donne che han pochi
rapporti. Ma per capirlo non s’era capito) agli esami. Passando per i
casi clinici con tanto di morale "ma tanto le donne son stupide a…".
Cioè, finché lo dice mio zio che le donne son tutte oche perché
tengono la borsetta sulle ginocchia col finestrino aperto e poi si
lamentano che le scippano è una cosa. Un prof universitario, che pago,
un po’ mi da noia.
Giustamente o no lui cacciava chi non era vestito in modo accollato o
con le gonne più corte del ginocchio, invitando lo studente a
ripresentarsi il giorno dopo vestito in modo più consono. Ché poi non
era una premessa sbagliata visto che la menava col fattore che noi,
diventando professionisti, dovevamo mantenere un po’ di decoro. Quindi
l’estate scorsa quando ho visto lo specializzando di nefrologia coi
rasta e il pantalone bracalone volevo fotografarlo, mandare la foto al
prof e vedere l’effetto che gli faceva. Visto che il prof è del 1935.

L’altra che odiava le donne era una di quelli di Anatomia. Una specie
di Rosy Bindi fisicamente che però parlava con la voce di Gene
Gnocchi. Dopo un impatto del genere e dopo un minuto che ci scrutava
in aula esordì: "Bene bene, ai miei tempi eravamo solo quattro donne.
Ma ora siete davvero troppe. Ma tanto ci penso io"

*no, è che ci scrissi nel momento di transumanza di gestione, m’ha detto sfiga: me ne pubblicarono solo un paio.


0 thoughts on “Post che sarebbero dovuti finire su Grazia, ma quanto pare non ci sono arrivati*.”

  1. Mamma mia, peccato che non sia arrivato. Comunque è verissimo: le donne sono la vera “razza” discriminata in tutto il mondo, figuriamoci nella nostra Italia che è sempre un po’ in affanno rispetto agli altri paesi. Quello che tu affermi per la tua facoltà trova tristissimo riscontro in quello che ho visto accadere nella mia breve vita professionale da p.avv: giudici, colleghi e perfino cancellieri hanno un comportamento diversissimo con le donne, soprattutto se giovani. Io lo dico anche se non mi è mai accaduto, il mio atteggiamento sempre “battutistico” predispone bene la maggior parte delle persone con le quali m’interfaccio, ma mie colleghe più essenziali sono trattate, se tutto va bene, come delle bambine che giocano intralciando chi lavora veramente.

  2. Io sarò fatto alla mia maniera ma il mio pene preferirei farlo maneggiare da un urologo donna.

    L’idea che un uomo diverso dal sottoscritto lo maneggi, sinceramente, non mi entusiasma…

    -Davide

  3. A proposito di battutacce infelici sulla presenza femminile nel mondo del lavoro, mi avete fatto tornare in mente una freddura del mio prof. di Economia Politica, che, riportando durante una lezione le lamentele di una sua amica in difficoltà ad ottenere un determinato posto da dirigente,(“per entrare nelle STANZE DEI BOTTONI bisogna passare per tanti letti) lui blaterò un “così ti riposi meglio” .

    Giusto perchè quello era il professore con cui dovevo far l’esame resistetti alla tentazione di alzarmi dal banco e rifilargli uno sganassone…..

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