Baby, did you forget to take your meds?

Placebo, Villafranca di Verona.Io ieri non è che ci avevo freddo. Un momento, non è che è una rappresentazione scritta che voglia evocare l’immagine di "beh, fino a che non stavo zompettando No hesitation, no delay, You come on just like special k, Just like I swallowed half my stash, I never ever wanna crash non è che mi stesse proprio prendendo, come suonavano Molko e soci, sebbene bravi". Poi stavo facendo confronti tra il live visto in stream da italiawave (Rai: diobono, che mezzi avete? Parliamone. Sono meglio i miei video fatti con la canon tra i pogo)

Parlo proprio che al ritorno fuori eran 16 gradi mi pare, almeno fino a Mantova. E io nel bizona ne avevo sparati 25.5 addosso a me. Con mia madre che sudava, e io con la doppia maglietta. Con gli altri che si avvicinavano a me, mi sentivano gelata, e io che dicevo "no, ma respiro ancora". Boh.

Probabilmente ho finito il giro concerti, e avendo visto in una settimana i due concerti dell’anno (Editors a parte) che mi han galvanizzato di più ecco, quasi andrei a vedere Marco Carta laiv al parcheggio del centrocommerciale dietro casa per abbassare la media.

Quello che mi ha sorpreso più di tutti è il biondino batterista nuovo. Alle ottoemezza, quando tutti si sono alzati come pecore (io, l’intelligenza, di gruppo, lì ho avuto la testimonianza che non esiste) è uscito fuori col chitarrino acustico in mano a strimpellare e ad autofarsi da supporter. Adorabile (e bravo)


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