Rihanna però è più bassa di me.

Che dire, è stata un’esperienza figa. Non ci credevo, non ci pensavo, sinceramente non ci speravo. Sai quando sei abituata a far concerti come spettatrice, come quelli che si prendono birretta e panino e stanno lì ai cancelli dalle 15. Io quest’anno ho visto un turbinio di concerti (devo contarli) e molti prevedevano il “ci vediamo al soundcheck per 15 minuti di intervista, mi raccomando puntuale” e quindi li ho vissuti tutti con una stretta allo stomaco e una tensione nervosa come se dovessi andare a Rischiatutto.
Rihanna live at Palaisozaki Torino
Invece no, qui ospite di Nivea Italia, di cui Rihanna è testimonial per il centenario del brand, ero servita e coccolata così tanto che continuavo a chiedere “ma davvero? ma posso? ma sicura?” che non mi sembrava vero: mi sono venuti a prendere con una Lancia Thema e l’autista, mi han portato in un cinquestelle firmato Renzo Piano al Lingotto, mi hanno passato le birrette, mi hanno fatto incontrare Rihanna, ho potuto fare quante foto volevo come un giapponese in gita senza che nessuno mi abbattesse. Per pareggiare tutto questo karma naturalmente il mio operatore di telefonia ha deciso di non funzionare (strano: ogni volta che ci sono eventi con più di cinquemila persone il mio operatore telefonico si suicida. Forse è un segnale), ma il team che mi accompagnava (grazie Lia, grazie Gaia) mi ha anche fornito l’iphone per twittare e farvi vivere un po’ di concerto con me. Dodicimila persone a Rihanna per Torino per questo appuntamento del Loud tour…
Me + Rihanna, in Turin
Un sogno, davvero.

Anzitutto: Rihanna da vicino è più bassa di me (sì, ma tu sei un metroeottantadue. Sì, ma dallo stacco di coscia credevo fossimo alte uguali) ma non ha nulla della star sensuale che interpreta sul palco: felpone da rapper e sguardo da ragazzina, una freschezza che traspare anche dalla sua voce quasi timida, ma dolce. Carinissima, disponibile, caruccia, estremamente naturale sebbene circondata da cordoni di sicurezza quasi inespugnabili. Forse testimonial azzeccata per qualunque cosa.

Poi ecco, vi risparmio le mie due ore e mezza di treni e due ore di permanenza per lo scambio in stazione che però vi fanno capire la mia aria allucinata nella fotina. Arrivo al Palaisozaki e prendo tutto il kit vips (mioddio, il pass col cordino! Ai festival a volte si scordano anche di darmi il cordino! Scusate: purtroppo è vero) e noto tutti gli stand Nivea presenti: chi era in fila per fare una foto che poi era montata assieme a quella di Rihanna in modo digitale, chi era in fila per farsi un tattoo (ricordate i trasferelli di quando eravamo piccoli?), chi era al bus per le tanto ricercate mini tin con l’immagine della cantante. Vere e proprie code incredibili che superavano i soliti banchi del merchandize.

Quando entro c’è già Calvin Harris che suona i dischi: scenografia pazzesca con led da ognipparte come i ChemBro e una setlist suonata da sballo. Ammetto: è l’unico dj-producer per cui grupizzo un po’ (w la Scozia)

Dopo il suo set in apertura c’è un rapidissimo cambio palco e si inizia ad allestire per la “Madonna delle Barbados” come l’han definita nella freepress distribuita. Sul palco Rihanna sembra per davvero ispirarsi alla Ciccone: balletti frenetici, tanta sensualità, riferimenti allo stesso periodo Madonna in Erotica (era il 1993, cioè, Rihanna in quell’anno aveva 5 anni. Io 10) per la coerografia durante la cover di Prince in cui viene anche direttamente coinvolta una delle fan sul palco.
Rihanna live at Palaisozaki Torino
Rihanna è una macchina da guerra, e rispetto alle altre dirette concorrenti al titolo di principessa del pop ha uno show che non conosce davvero pause e riesce a calamitare l’attenzione per tutte le due ore. Quando scompare c’è la pedana a calamitarla nel sottopalco e si cambia in pochissimi secondi. E si cambia spesso: entra con un impermeabilino azzurro fluo e scarpe lo stesso fluo arancio fuscia, rimane in bikini a vita alta floreale, rientra in suit da uomo che si trasforma in un body bustier in pelle, ritorna in mantella e miniabito argentato in paillettes, torna per il momento più melodico in lungo abito giallo oro con svolazzi, continua in hotpants in jeans a vita alta e top per poi finire con giacca, top, e hotpants sempre a vita alta a righe.

Il tutto inserito in una scenografia azzeccatissima, grandi luci che ti permettono grandi fotografie (commozione), ottimi ballerini, buoni musicisti che tengono vivo lo spettacolo e trovate sceniche a dir poco pazzesche.

Musicalmente non è propriamente il mio genere (ammetto: conosco gran parte della sua produzione post SOS-Pon de Replay-Don’t stop the music- Umbrella grazie alle soundtrack imposte in palestra, ehm) ma devo ammettere che mi ha sorpreso una cosa: la ragazza ha una gran voce e soprattutto una grande naturalezza e facilità nel canto. Altro punto a suo favore.
Rihanna live at Palaisozaki Torino
Altre interazioni poi con i fan: tipo scendere a prendere la bandiera della fandom italiana, suonare le percussioni durante una canzone, il dare le mani a chi è sottopalco. Non si sottrae, si dona generosamente.

Spiccano comunque le interpretazioni di California King Bed (la più emozionante, dove Rihanna esprime la sua vocalità, ed era veramente bella: vah la foto sotto) e la stessa suonatissima Umbrella dove RiRi ha avuto il buon gusto di riarrangiarla rispetto al già sentito.
Rihanna live at Palaisozaki Torino

Ha lasciato il palco dopo più di 20 pezzi, non prima di aver brindato con uno shottino alcolico al nostro Paese e al pubblico di Torino (ringraziandolo perché uno dei pubblici migliori di sempre, e ci ha detto che non lo dice tutte le sere… noi le crediamo) pronunciando il nome della città in inglese e in Italiano.
Brava, bella. Le si augura ogni bene (specie umanamente, visto che la ragazza è stata sinora sfortunata in amore) (per quello e per i fianchi generosi come noi donnine mediterranee le vogliamo del bene)

Grazie Nivea! (ma credo già di averlo detto)

Setlist:
Only Girl (In The World)
Disturbia
Shut Up And Drive
Man Down
Darling Nikki (Prince cover)
S&M
Skin
Raining Men
Hard
Breakin’ Dishes
Run This Town/Live Your Life
Unfaithful
Hate That I Love You
California King Bed
What’s My Name?
Rude Boy
Cheers (Drink To That)
Don’t Stop The Music
Take A Bow
Encore:
Love The Way You Lie (Part II)
Umbrella
We Found Love


5 thoughts on “Rihanna però è più bassa di me.”

  1. Neanch’io sono una grande fan di Rihanna e del suo pop senza pensieri, però il quasi-reggae di “Man Down”, racconto in prima persona di uno stupro subito da una ragazza che successivamente si fà, con dolore, giustizia da sè, mi ha fatto pensare ad una cosa. Sicuramente la cantante delle Barbados voleva mettere in luce il fatto che in paesi poveri come quello da cui lei proviene le donne non vengano tutelate in nessun modo dalla legge, ma quanti episodi del genere capitano anche da noi in Italia, e quante volte le donne comunque devono essere costrette a doversi difendere da sè perchè le leggi antiviolenza, sugli stalking e sulle molestie sessuali, non prevedono pene troppo aspre??? Ed il paradosso è che, seppure una donna imbraccia una pistola, come capita nel video di Rihanna, rischia pure la galera per eccesso di legittima difesa!!

  2. ciaoooo!! che bell’articolo :)
    ti prego, se tu sei unoesettantadue, rihanna secondo te quanto è alta??
    sei l’unica risorsa che ho che l’ha vista da vicino che può aiutarmi a sciogliere questo dubbio :) di lei senza tacco 15!
    ti prego rispondimiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii!!!!!!
    baci :)

    1. Ciao Mara! io sono 182 e avevo scarpe molto basse, lei ad occhio è 170 circa, e non ricordo le scarpe però che aveva… non le ho viste! Baci.

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