Enfin Seul.

Pére Lachaise:Ho un problema: non ho mai pianto per una morte che sia una.
Quando ho avuto lutti ho sempre evitato di piangere, tranne magari quei 30 secondi dove qualcuno ti diceva qualcosa e tu proprio avevi lì quasi un conato di pianto. Qualcosa che non riuscivi a trattenere perché tutta la disperazione, la sconfitta risaliva dalla pancia e vomitava fuori.
Invece no, quando muore qualcuno vicino a me a cui tengo particolarmente la sensazione è quel bruciore al petto che non sai classificare ma senti che ti strozza ogni respiro.

Però non mi viene da piangere: in primis perché sono in pubblico, e come seconda cosa ho capito che o le lacrime scendono da sole seguendo la forza di gravità quando non te l'aspetti assolutamente, oppure inizi a singhiozzare in un modo indecente quando ti ranicchi nel letto in preda al panico. Che alla fine sì, ok, è la cazzo di sommatoria, è la presa a terra di tutto quello che elabori ogni giorno.

La morte è una cosa tanto grossa e tanto misteriosa che tu non puoi farci su le misure.
Ogni volta che è morta una persona, che alla fine ho ragionato -qui è il problema- che fosse un passo inevitabile e naturale, mi scioccava solo il fatto di poi non poterci interagire più. Ma sono arrivata a farmene una ragione: la morte è altro da te. Qualcosa con cui tu non puoi competere. Un taglio netto che arriva la maggior parte delle volte fuori dalla tua volontà, e cambia le situazioni in cui eri. E no, se c'era qualcosa da risolvere non puoi davvero più. Per quello mi da fastidio quando invece la gente a cui vuoi bene interrompe il tuo cammino con te: oh, o siete tanto orgogliosi o non avete sofferto abbastanza. La cosa bella, e che ancora non sapete, è che quella cosa che ad alcune latitudini chiamano karma esiste, sapete? Una ruota che gira: vi posso dire che ad esempio per quanto voi vi sareste augurati la propria morte c'è questo, boh, Destino che fa in modo di strapparvi le persone care che avete intorno. E da una parte, voi che invece volevate perire faticate il triplo a soffocare la vostra tendenza a voler rimanere infine soli, dall'altra è un casino perché vedi come se fosse uno specchio.

Voi domattina prendete questo post e glielo linkate in mail al fratello che vi ha dato della chiattona dicendo "oh, è scritto da cani, ma guarda che forse ecco, prima che sia tardi"


0 thoughts on “Enfin Seul.”

  1. La foto riprende un particolare della tomba di un pittore e scultore francese
    Armand Pierre Fernandez nato a Nizza nel 1928 morto a N.Y,nel 2005.
    Le parole "Enfin Seul"-" Finalmente solo" ci dicono molto di questo artista
    che durante la sua vita è stato a contatto con molte persone ed ha allestito
    600 mostre.
    Graziella2204

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