Oh, se è tavernello poi…

Io non capisco la fatica che vi hanno inculcato pensando che scrivere è un lavoro pesante. Può esserlo quando hai anche da ragionare cosa scrivere. Ma dai, d'esempio, chi lo fa tutti i giorni sui quotidiani? A parte che, almeno quando scrivo sulla Gazzetta di Parma mi vien sempre da pensare che il pezzo che ho scritto non lo leggerà nessuno oppure finirà come coprilettiera del gatto tra la sabbietta e la plastica…

Detto questo: ogni volta che scrivo un pezzo in venti minuti perché si erano scordati a dirmelo o non so, altre cose d'urgenza, tenendo sempre a mente l'adagio "rem tene, verba sequuntur" in meno di venti minuti, io e lo schermo, riusciamo a scendere a 2000 battute comprese correzioni etc etc.

Qui poi parliamo di una generazione di lavoratori della parola che sono entrati facilmente, non come adesso che tutti vogliono scrivere e l'editoria è in crisi, e che han studiato per quello. Gente che dice: "ho da scrivere due pezzi, ora apro due bottiglie di vino". Gente che lima, che sta lì, che credo che anche per scrivere un post stia lì a smenarsi su come essere più arguta o ribloggabile su tumblr. E invece poi ci siamo noi che siamo sempre stati abituati a scrivere cose così, di getto. Che il digitale ci ha abituato che tra due minuti una cosa è già vecchia. Io ho paura dei media cartacei italici, perché nessuno capisce questo. C'è una scissura paurosa che separa noi e voi. Solo che voi avete la nomea, noi no. Il web viene visto qualcosa come ancora che non vale un cazzo. E da un po' fastidio. Però è come ricordare che ci sono quotidiani di merda e siti di merda. Però questa distinzione non vale. Non so, quindi quanto possa essere bello dire di essere blogger e poi diventati scrittori quotidiani o rivistici altrove. In altri paesi è "wow", qui è "embé". Noi, voi. Però io almeno rispondo alle email.

[per scrivere questo post ci sono voluti 4 minuti, compreso farsi un caffè con la nespresso e risposto a cose su twitter]


0 thoughts on “Oh, se è tavernello poi…”

  1. Beh, sulla difficoltà inspiegabile che hanno in molti a mettere giù qualcosa nero su bianco è stato molto efficace Carlo Verdone quando, nel ruolo del coatto Ivano nel film "Viaggi di nozze", sbotta con un "me sta a scoppia' a' testa" perchè non riesce a scrivere dei saluti su una cartolina da spedire ad una coppia di amici…..e dire che ai tempi internet non era ancora così diffuso….

  2. beh, si…
    però è così!
    l'unica differenza è che a te riesce in 4 minuti con il caffè e magari chiacchierando al cell
    Io non ho una scrittura così sciolta, c'è chi è dotato e gli viene facile e chi no. io no.
    mi piace , non è il mio  lavoro, ma mi cercano uguale, quindi almeno "rem tene" ma  è decisamente  meglio lo svacco digitale .
    F

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