Dieci artisti che ho visto quest'anno in concerto e li guardavo tipo Spank.

Questa è un po’ una cosa diversa: anziché fare le classifiche come coi voti di Pitchfork, serissime ma fatte totalmente a cazzo estraendo i voti come la nonna estrae i numeri dal sacchetto della tombola, qui si farà una cosa ancora meno seria. Una tripartizione di post ove si parlerà di concerto dell’anno (dannazione, devo lasciare fuori i festival), artista live da rivedere (gente che voi in Italia non conoscete), concerto più fangirlizzato dell’anno (robe viste anche ai festival dove io ero lì cogli occhi a cuore e insomma la dignità random a pupazze).

Naturalmente iniziamo dall’ultimo, i dieci concerti che mi hanno più mosso qualcosa e non era a livello intestinale:

10. Kaizers Orchestra live at Sankt Poelten, Frequency Festival.
Kaizers Orchestra live at Frequency Festival
I Kaizers sono il miglior gruppo non metal scandinavo. Raramente un concerto riesce a gasarti così tanto, ma sono completi. La musica non è forte ed estraniante ma è quella che entra dentro e ti fa sentire come se hai una di quelle ciucche bellissime dove ti prende a ridere. Dannato metà set soltanto. Ma è stato bello uguale. Forse perché li aspettavo da almeno un lustro.

9. Linkin’ Park live at Sonisphere Imola
Linkin Park live at Sonisphere, Imola
Molti di voi qui ci avrebbero messo il gruppo che ascoltavamo da giovani e ora boh, ci dice più un cazzo. Sì, i Coldplay. Invece per me, quella nicchia che voi avete occupata da Chris Martin, è occupata da ‘sti cialtroni qui. Che contaminano e macinano in modo che al mio orecchio resta ancora un live più convincente di altri. Concerto che avrei voluto vedere volentieri un decennio prima.

8. Sondre Lerche live at Teatro Martinitt Milano
Sondre Lerche live at Teatro Martinitt Milano
Il giorno dopo il concerto l’altro sondrelerchiano di ferro che conosco, Michele Boroni, mi chiese “come è stato Sondrino?” “non ti so rispondere: era molto pop” “direi che questo rende perfettamente l’idea”. E dietro c’è un ragazzo che sembra lì, umilino, precisino ma che invece ha un carattere della madonna. Concerto visto in quota “era l’ultimo che si era visto assieme, invece adesso l’ho rivisto con le mie amiche splendide ed era anche meglio”.

7. Anna Calvi live at Locomotiv, Bologna

Anna Calvi live at Locomotiv club

Ho visto tre volte Anna quest’anno, e ogni volta migliorava a vista d’occhio. Acquisisce consapevolezza, aumenta il mestiere, migliora con la voce da dosare sul palco. Ma dico al Locomotiv perché non era in perfetta forma, era reduce da un infortunio al braccio a causa del quale non poteva esprimersi al meglio con la chitarra, sua naturale estensione, ma ce l’ha messa tutta per davvero. Per la tappa all’Alcatraz quando mi hanno chiesto se andassi però ho detto no, perché ecco, forse quattro volte per un’artista che emozionalmente mi da molto, che sono tra le prime ad aver intervistato in Italia al di là del “oh, sei mezza italiana” e tutto questo mi sembrava troppo. Al secondo album ci si risente.

6. Interpol live at Sankt Poelten, Frequency Festival.
Interpol live at Frequency Festival
Figli di puttana. Uno dei live più “provaci ancora Sam”, il loro a Milano dell’anno scorso. Qualcosa che non girava. E lì invece tra i crucchi se ne escono con un’ora e dieci di set della madonna (cosa che se avessero inanellato un paio di tracce meglio guadagnavano due posizioni). E io lì tra i pubblico, a preferirli al resto perché l’intervista con Fogarino è stata tra le più logisticamente sofferte, a dire “ma checcazzo, ma vaffanculo”. Ma con affetto. Stronzi.

5. Friendly Fires live at Tunnel, Milano
Friendly Fires live at Tunnel Milano
Gruppi con cui perdere la dignità. Devo proprio farci anche uno spiegone lungo? Quando chiedi al banco del bar a una delle amichedellacumpa “Ma che faccio, saluto Edd?” e lei ti incoraggia e tu non lo faresti perché ti vergogni tantissimo, e lui si ricorda di te che l’avevi intervistato in extremis lì in Austria e ti chiede come va e tu non diventi bordeaux beh, ecco. Mioddio, ‘ste cose a 15 anni non le avevo fatte: BAMBINI FATELE ALLA VOSTRA ETA’ CHE DOPO E’ PEGGIO.

4. Noel Gallagher live at Alcatraz, Milano

Noel Gallagher live at Alcatraz, Milano

Un incrocio tra una messa di quelle lì delle chiese riformate, col pastore di quelli un po’ secchi del tipo “oh, sì, ora facciamo la celebrazione dabbene, ma poi ho la partita che mi inizia in tele” e un derby di quelli che aspettavi da parecchio perché la tua squadra era in B e… un momento, non riesco a descriverlo non avendolo provato. Sinceramente il pubblico più bello dell’anno: nessuno a rompere il cazzo, tutti a mani protese e ugole altrettanto verso Noel. La commozione, direi.

3. The National, live at Ferrara sotto le Stelle
The National live at Ferrara sotto le stelle

Dicevamo la commozione. Io stipata a un concerto come lì a Ferrara per i National non ricordo una cosa del genere. Oh, eravamo davvero nelle prime venti file l’uno zainetto dell’altro, e quello davanti a me emetteva caldo dalla schiena ignuda neanche avesse avuto la varicella. Solo che boh, son cose intense. Poi quando finisci il lunghissimo set che ti divide dal “ma non smettete, dai” al “mioddiostosvenendo fortuna mi puntellano gli altri” con Vanderlyle Crybaby Geek, con gli amplificatori spenti e Matt spiaggiato sulle prime file ad alitare alcool tu ti commuovi. E se non lo fai sei preso male.

2. Kasabian, live at Alcatraz Milano
Kasabian live at Alcatraz, Milano

Brutti bastardi. Non capisco perché loro stiano diventando il mio metadone da Muse. Ed è così per tanti altri musiani. Però sono quelli che mi fanno saltare tre canzoni di fila (e poi mi fanno dire: “cazzo, hai ventotto anni, cosa minchia fai?”) e mi fan divertire un casino. Poi li vedi e sono dei cazzoni assurdi. Forse in questo ci ricordano i Muse? Nella cialtronaggine cazzona traslata in musica? Finché mi fate saltare come un’idiota va bene tutto.

1. Foo Fighters: live at Sankt Poelten Frequency Festival.
Foo Fighters live at Frequency Festival
Io qui non ho capito un cazzo eh. Sarà che era il terzo giorno di festival e si era lavorato alacremente, sarà che li aspettavo da troppo ma io lì quando Dave ha imbracciato la chitarra e ha cantato Wheels avevo i groppi in gola. E fortuna c’era il buio così nessuno mi vedeva, che piangevo che credo fosse gioia. E fortuna c’erano i gas intestinali degli austriaci a sviare gli altri. Io a cantare lì e a vedere un uomo con una forza straordinaria e l’unico gruppo che meritava di essere visto live nel 2011 a tutti i costi. Cuore, anima, tutto.


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