L'evoluzione.

Oggi parliamo di evoluzionismo. E’ necessario perché credo di essere arrivato a elaborare una teoria che potrebbe rivoluzionare la scienza. Dopo un’attenta analisi sul campo ho scoperto che gli insetti deambulanti (quindi non volanti come le zanzare o striscianti tipo lombrichi) sono gli animali più masochisti dell’intero ecosistema, al punto che questa loro fissazione potrebbe annientare la Terra, distruggendo per sempre la catena alimentare. L’assunto che sta alla base della mia elaborazione è davvero semplice e onestamente mi stupisco di come non sia balzato agli occhi degli esperti nel corso dei secoli. Focalizzando i suoi studi sulle differenti specie viventi – cito Wikipedia – “Darwin si convinse che la ‘lotta per la vita’ fosse uno dei motori principali dell’evoluzione, intuendo il ruolo selettivo dell’ambiente sulle specie viventi. L’ambiente, infatti, non può essere la causa primaria nel processo di evoluzione in quanto tale ruolo è giocato dalle mutazioni genetiche, in gran parte casuali. L’ambiente entra in azione in un secondo momento, nella determinazione del vantaggio o svantaggio riproduttivo che quelle mutazioni danno alla specie mutata, in poche parole, al loro migliore o peggiore adattamento”. L’esempio classico è quello della giraffa che, millenni fa, aveva il collo corto. Poi, quando l’eccesso di erbivori rese insufficienti “i pasti”, iniziò a cibarsi delle foglie degli alberi. Ma a quelle altezze non esagerate arrivavano anche altri animali e il cibo restava poco. Così questa affamata giraffa iniziò a sforzarsi con il collo per arrivare alle foglie che si trovavano più in alto. E così, un centimetro ogni secolo (il rapporto tempo-dimensionale è del tutto inventato), ecco che dopo qualche migliaia di anni l’ecosistema era pieno di giraffe con il collo lunghissimo, esattamente come le conosciamo noi. La giraffa, dunque, per non morire, si è adattata all’ambiente. Anche l’uomo, che aveva quattro mani alle estremità degli arti proprio come le scimmie, per la necessità di camminare e correre, lasciò che le mani inferiori si trasformassero in piedi. Anche l’uomo, per non morire, si adattò all’ambiente. Veniamo agli insetti. Lo scarafaggio o il tafano sono oggettivamente brutti e,  dopo le cicche delle sigarette, sono di gran lunga la cosa più calpestata in natura. Questo alla cicca di sigaretta potrebbe non interessare più di tanto. Mentre lo scarafaggio e il tafano per questa cosa dei pestoni ci lasciano le penne. Quindi, secondo la teoria di Darwin, lo scarafaggio, per sopravvivere, dovrebbe inventarsi qualcosa che eviti questo fastidioso calpestio. Secondo me avrebbe potuto provare ad allungarsi come il collo della giraffa. Spingi oggi e spingi domani, nel giro di qualche millennio avremmo avuto degli scarafaggi grandi come chi-hua-hua. Schifosi da vedere, ma inattaccabili dal punto di vista dell’evoluzione. Che se schiacci un chi-hua-hua con gli anfibi, minimo dopo devi gettare il tappeto o far rilucidare il parquet. L’insetto deambulante, però, non è mai diventato così grande da non poter essere schiacciato e, anzi, ha continuato a campare alla giornata, sapendo che ogni volta che andava a farsi un giro per il cesso di casa (tua) poteva non ritornare a casa (sua). Il che, peraltro, avrebbe dovuto produrre un tasso di ansia in grado di annientare per lo stress intere colonie di insetti. Ma non è avvenuto nulla di tutto ciò. Il tafano non è mai diventato grosso come un cane e gli speleologi non hanno mai trovato sotto terra colonie di insetti lasciatisi morire di stenti per la paura di uscire di casa (loro). Cose se ne deduce? Che per l’insetto deambulante morire schiacciato non è poi tutto ‘sto dramma, o addirittura provoca un piacere perverso. E anche su questo aspetto c’è un’osservazione inattaccabile. Quando uno scarafaggio viene avvistato in bagno, lui, scoprendosi sorpreso, si nasconde dietro qualcosa. Ora, se ci tenesse davvero alla sua pellaccia, resterebbe là. Invece lo scarafaggio, appena avverte il silenzio, esce nuovamente. E prima che possa raggiungere un secondo nascondiglio, muore schiacciato. Ora un uomo medio di 1,74 cm non esce dal bagno senza creare delle vibrazioni sul pavimento devastanti per un essere di un centimetro e mezzo. Quindi è evidente che quando il tafano esce allo scoperto sa bene di non essere solo in bagno. Sa che morirà. Ma esce ugualmente. La conclusione? Gode nel farsi pestare. Ecco perché l’insetto è masochista. D’altra parte, se crescere come un cane era troppo difficile, l’insetto avrebbe potuto anche reagire abbellendo il proprio aspetto. Nessuno schiaccia una coccinella, anche quando gli cammina sulla mano. Trovare uno disposto a far camminare sulla sua mano uno scarafaggio è già più complesso. L’estetica nel mondo animale, dunque, è in qualche modo responsabile della sopravvivenza. Tuttavia questa cosa dell’estetica la considero solo parzialmente una prova della mia teoria. Il bello in fin dei conti è soggettivo, per cui potrebbe anche essere che lo scarafaggio magari un tempo era giallo e blu e sia diventato nero perché credeva di essere più figo e, quindi, di non morire. In tal caso si potrebbe parlare solo di discutibili gusti di abbigliamento. Ma può anche esserci un’altra verità. “L’ambiente, infatti, non può essere la causa primaria nel processo di evoluzione in quanto tale ruolo è giocato dalle mutazioni genetiche, in gran parte casuali”. Le mutazioni genetiche casuali. Mettete che lo scarafaggio si sforzi per tutta la sua vita media di diventare più grande. Dopo aver passato giorni e giorni e depressurizzare il proprio corpo per gonfiarlo, riesce ad alterare le proprie frequenze geniche, che ne so, da X a Y, con Y che, nel giro di un paio di secoli, genera uno scarafaggio di un millimetro più grande di quello precedente. Un primo passo verso la dimensione chi-hua-hua. Poi interviene la mutazione casuale e riporta la frequenza genica a X. E così all’infinito. In tal caso gli insetti non sarebbero masochisti ma solo terribilmente sfigati, forse i più sfigati della storia, e una loro estinzione diverrebbe quasi un benefico tentativo di porre fine a tanta sadica ilarità da parte del destino.


0 thoughts on “L'evoluzione.”

  1. Hahhahahah :)
    Solo un appunto, gli scarafaggi non crescono piu’ di cosi’ perchè, mi pare di aver letto (potrebbe essere una boiata), che la gravità terrestre non permette un esoscheletro piu’ grande di Tot altrimenti verrebbero schiacciati dal loro stesso peso.

  2. Ah scusate, aggiungo anche che pare (google says… ) che sia per la presenza di ossigeno, in passato (tanto passato, Paleozoico) c’era una concentrazione di ossigeno maggiore e gli insetti erano parecchio + grossi.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.