Of Men And Monsters (degli uomini, dei mostri, delle teste d'animali non impajate)

Un altro dischetto che dovreste cercare e recuperare appena possibile è uscito su Universal (bizzarro come io, cresciuta con la tele francese, ogni volta mi ricordi il jingle dei dischi universal proprio nelle publicità transalpine), ed è Of Men And Monsters – My Head Is An Animal.

Non sono i Sigur Ros, al massimo però ricordano Bjork, e hanno quella cazzo di pronuncia degli islandesi che mi preoccupa sempre molto (mi preoccupa non scoppiargli a ridere in faccia: con Olafur Arnalds ci siamo andati molto vicino).

Ma ecco, questi sei ragazzi (insieme dal 2007, ma vincitori della Musiktilraunir islandese nel 2010) dimostrano come si possano coniugare qualità e un minimo di esigenze commerciali proponendo un pop-folk elaborato ed orecchiabile allo stesso tempo. Due belle voci, quella femminile, vispa ed espressiva, di Nanna Bryndis Hilmarsdottir e quella più piana di Ragnar Porhallsson sono i punti di forza del gruppo che si alternano, si rincorrono e si fondono per un folgorante album di debutto che pur provenendo dal nord più profondo, ha un profondo calore sollievante tipico del  “neo-folk-rock”.  Con le strutture tipiche del movimento: brani dall’andatura quasi di marcette epiche con dei ritornelli pop in crescendo nella parte centrale del brano e l’utilizzo anche di fisarmonica e fiati a fianco delle classiche chitarre, acustiche ed elettriche, in gran copia, tastiere quanto basta ed una sezione ritmica discreta di stampo folk che è in grado di propellere improvvisamente le canzoni verso euforiche accelerazioni.

Magari vi piacciono. Specie a voi in fissa coi Mumfords e gli Arcade Fire. Un uccellino mi ha detto che li porterà in Italia in tour, quindi ecco, non fatevi trovare impreparati…


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