Alterigia.

Ho la presunzione di considerarmi una buona cattolica, non praticante o diversamente praticante da quando ho avuto la prima malattia.
La visione e la percezione dell’Assoluto è un fatto così privato e personale, un’esperienza così stretta che è inutile e assurdo pontificare in parole o embricandosi in filosofiche descrizioni. Forse sono le uniche vere e proprie cose private di cui avere pudore.
Ho una formazione scientifica molto radicata. Nei modi di fare, nell’affrontare qualsiasi situazione, nel cercare la spiegazione in fondo. Almeno nella vita comune e nella vita di relazione che passi con gli altri. Poi la tua vita privata, eh l’aggettivazione quante strade ti apre eh, è tua, ci fai quel cazzo che vuoi.
Ieri sera ho parlato con la mia conterranea etrusca proprio di un insieme di cose, tra cui i quesiti referendari dell’anno scorso.
Oggi trovi il link a una determinata notizia che parla di scomuniche ai ricercatori coinvolti in un determinato tipo di ricerca.

Ora, a me non tange più di tanto.
Non mi interesserebbe più di tanto se la mia Chiesa andrebbe a colpirmi con un determinato provvedimento per una cosa per cui credo. Sono talmente ottimista, in questo ambito, che credo che le cazzate le si faccia tutti, ma l’importante è credere in ciò che si svolge fino a difendere le proprie posizioni.
So solo che si parla di ricerca scientifica come l’eugenetica mengeliana. Di draghi e mostri a tre teste.
So solo che quando sei cristiano e stai male a volte vorresti una speranza di più oltre che sperare nel Paradiso e nell’abbraccio col signore. Almeno noialtri, cristiani tiepidini barzotti. Cavoli, chi ha una Fede incrollabile e sopporta tutto fino in fondo è encomiabile.
Sarà proprio perché io da medico farò molto fatica ad accettare le libertà personali delle persone. Il non poter fare una trasfusione al testimone di Geova ma accompagnarlo solo alla morte… ah, sì, che poi per legge non può essere una morte dolce, ma dovrò lasciarlo rantolare magari in un letto.
Sarà comunque che non voglio fare il ginecologo. Vedere durante una lezione come si è a ottanta giorni di formazione mi ha tagliato le gambe, e mi ha fatto pensare a tutti quelli che non potranno vedere quegli organi quasi perfettamente cesellati impiantati nel proprio utero. Facendomi incazzare.
Ho un mio modo di vedere le cose. Mi sembra giusto che la Chiesa faccia il suo lavoro, ma forse ascoltare, forse il dialogo, forse girare tra la gente che ha bisogno farebbe cambiare molte cose. Anche perché a volte chi è a contatto con la gente non la pensa come il cardinale.
Forse sarebbe bello che il medico riuscisse a fare il suo lavoro [sono dell’idea che se Dio vuole non ci può far passare determinati confini, una sorta di armonia dei contrari], e l’uomo di Fede il suo.

0 thoughts on “Alterigia.”

  1. Giusto.

    Che nessuno vieta ad una donna cattolica di rinunciare alla fecondazione assistita, di rinunciare al divorzio e di rinunciare all’aborto.

    La cosa importante è che il diritto ci sia: poi sta ad ognuno rivendicarlo o meno.

    Ma togliere i diritti o non permettere che si estendino è ostruzione, a mio avviso.

  2. Ciao Fran, non credo di aver mai lasciato un msg direttamente, ma ti seguo da tempo (ti ho conosciuta da JunoLoire). Mi piace il tuo blog e come scrivi. Certo ultimamente il topic ha preso una direzione particolare e delicata, che tu stai prendendo ritengo nel modo migliore. Continua così, forza!! Per quanto concerne la religione, devo dire che ho da qualche anno abbracciato la filosofia buddista del Daishonin (decisamente più elastica e tollerante della cattolica) che ritengo abbia una caratteristica fondamentale: la responsabilizzazione della persona. Tutto quello che fai (cause) ha un effetto. Sta a te decidere come comportarti, e tu avrai tutte le responsabilità degli effetti che la tua causa porrà. Espongo il discorso in maniera riduttiva per ovvie ragioni di spazio e/o noia, ma la mia opinione è che se la chiesa cattolica invece di spaventare con un se fai il cattivo vai all’inferno, farebbe meglio a predicare qualcosa di più terreno, tangibile e diretto. Ai più non importa molto quel che succederà dopo. La gente sarebbe più responsabile e razionale, in tutti i sensi. A presto, AkaiSuisei

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