31, 32 e dica 33 (sì, mi vergogno anche io)

Credo che depaupererò questo resoconto da cose tipo viaggio-della-speranza-unitalsi-eat-your-heart-now. Andrò dritta al punto e scriverò solo 10000 battute sui tre show (andiamo: non possiamo chiamarli più concerti, a volte la musica è di contorno anche se loro san suonare ancora daddio) dei Muse che ho visto.

31: il più tranquillo concerto dei Muse che ho visto.

Lo stadio di Nizza è atipico. Una cosa riconducibile a un incrocio tra Olimpico di Roma in versione light e Arena Civica di Milano. E soprattutto la cosa più figa del mondo: mentre mi sono comprata gli e-ticket ho pensato di buttarmi su questa Pelouse OR. Che vuol dire che c’è una doppia transenna e che tu entri nella prima. Quindi, sebbene i mangiarane abbiano aperto i cancelli tardi e prima di noi in fila, con le transenne delle code perfettamente messe a losanghe, c’era il mondo, noi camminando siamo arrivate in terza fila davanti alla piattaforma-stageB. Comode. Incredule. L’incredulità durerà per tutto il concerto dacché: a) i francesi saltano sul posto e non ti sfracellano l’apparato mammario, b) la security ti passa i due litri d’acqua ogni due canzoni (in pratica ho bevuto così tanto che è stato un concerto depurativo, tra le fiamme e l’acqua era una spa). E continua anche dopo con le navette gratuite, una dopo l’altra, gestite dalla security e dall’azienda trasporti. Potete leggere dell’entusiasmo qui, dovuto soprattutto ai tre coglioni a meno di tre metri. Ops, ho detto coglioni. Ma in simpatia, lo sapete.

[parentesi: in apertura mentre la sottoscritta sbocconcellava il panino e beveva birretta arrivano i Biffy Clyro come primo gruppo. Incredulità, panico, ansia da dove metto il panino. In bocca, tutto, e la birra in mano con la fotocamera. Poi invece sono arrivati i supporter francesi e sono stati tra i 45 minuti più lunghi della mia vita. Un misto mal riuscito tra Subsonica e Bloc Party. Ho sofferto un po’, ma ai franciosi garbavano un casino. Forse un po’ come da noi mettere i Negramaro]

Non riesco tuttora a togliermi dalla mente la schiena del piccolo Matteo di fronte a me mentre suona Sunburn. Io che ho il magone e inizio a piangere come una deficiente. Nonché la corsetta durante Plug in Baby, verso la piattaformina. E lì la mente che ti riporta a quel rock am ring di eoni fa e il pensiero che sì, la tua band del cuore, che sta invecchiando come te, gliela smolla ancora quando non fa quei pezzi da “i figghi so’ piezz’ ‘e core”.

32. Provaci ancora, Matt.

Ma prendiamo le mosse da questo post del Coro:

– “hai voglia a dire […] che un’altra (canzone, n.d.r) inizia come House of Rising Sun”
– “Matt Ballamy”
– “In Panic Station, […] si aggiunge il presidente del consiglio Enrico Letta trasformato sul megaschermo in un pupazzetto digitale danzante” (qualcuno ha visto Letta il 28?)
-“un banchiere che muore distribuendo a tutto il pubblico banconote da 20 euro”
– “un lungo video tratto da World War Z, di Brad Pitt, per cui I Muse hanno fornito la colonna sonora (Isolated system, da The 2nd Law)” (avrò visto male io, ma mi sembrava il solito cortometraggio di sempre. Ma magari mi confondo io).

Non so esattamente cosa dire. Un concerto che mi ha lasciato tra il boh e il meh. E leggendo le recensioni dei giornalisti l’unica cosa che mi conforta è che almeno tutte le cose sopra, invece, le ho capite. Ciccio: hai sbajato. Bastava googlassi i miei post precedenti, tsk.

La cosa che ha molto salvato la giornata è stata una: sono andata a intervistare gli Arcane Roots. Ora, noi si stima molto i tre sorci ed entourage MA sappiate che i livelli di paranoia lì dentro altro che in bloom. Del tipo che noi non si era previste e come minimo volevano anche i nostri esami del sangue. Ma ecco, durante la lunga camminata ho visto la dressing room (gisù) e parte dei camerini drappeggiati con tessuti color grigio elefante ovunque con tessuto tra il velluto e l’alcantara. Questo ha pareggiato con l’ammosciamento che ho avuto durante Explorers, devo ammettervelo. E poi gli Arcane Roots erano così felici che hanno attaccato la felicità anche a me. Che cosa vi devo dire?

Non so, sono ancora dubbiosa. Dovrò farne una recensione? quello che scrissi era qui, ma non palesai i dubbi.

33. Seconde date.

Non so come mai ma capita spesso. Prima data più frenati, nervosi, con canzoni suonate con divagazioni alla cazzo e con scalette assemblate col didò. Sarà che boh, ero presa bene dal fatto che poco prima, aumentando le mie ore in giro in zona stadio e stazionando ormai come se fosse casa al bar della piscina, avevo intervistato i Biffy Clyro. Sarà tutto questo: ma il concerto mi è piaciuto di più dal lato scaletta-partecipazione pubblico. I tre cretini poi sembravano più rilassati, più smollati, più come se suonassero alla (!) sagra della porchetta. Anche se, sì, diciamolo, Matt è sempre terrorizzato dallo stringere mani da noi in Italia anche perché ci buttiamo addosso a lui come se fosse giorgclunei. E invece, al massimo l’è il torsolo di Giorg. Io ad esempio passerei anche la mia dead star registrata ma: ci ho urlato sopra abbestia. Quindi ecco, ahem. Vi serve proprio per il bootleg? E’ davvero imbarazzante.

Roma, arrivo. Limortaccivostri.


2 thoughts on “31, 32 e dica 33 (sì, mi vergogno anche io)”

  1. Cara mia, ho scoperto il tuo blog qualche anno fa, diciamo 7 anni, nel periodo in cui entravo nell’universo Muse e cercavo info su internet. Di lì a poco sarei andata a vederli all’arena di Verona.
    Fu un grande amore, fino a The Resistance, che veramente mi uccise e segnò l’allontanamento definitivo. (Tra i buchi neri e la resistenza avevo avuto tempo di scavare l’archeologia Museica e rimanere incatenata ai primi 3 dischi, memore oltretutto del video di New Born che mi era rimasto impresso da bambina ma non sapevo ricollegarlo a nessuna canzone)
    Con la seconda legge un po’ mi hanno riconquistata e ieri stavo a fare la comparsa per il prossimo dvd..col palco a 20 metri, lato destro,e a godermi le piogge di soldi finti e foglietti volanti.
    Esperienza decisamente diversa dalla platea composta ed educata (a parte me, che venivo continuamente ripresa dal tecnico del suono perchè salivo sulla sua pedana per vedere meglio e saltavo sui fili…) di sei anni prima.
    Ora aspetto il tuo commento al concerto numero 34, che voglio continuare le mie riflessioni in topic e sono curiosa di sapere che dici ;)

  2. Sono anni che ci si diverte a leggere i tuoi guizzi giornalistici… non ho mai scritto ma ho spesso annuito divertendomi e non io sola..
    Eri a Roma? Ho preferito Torino… credo anche Belly nonostante il dvd

    I can stand to secure, your balance will be able to do the same?

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