Gianna Nannini (22-5-2011)

Un miracolo fa forse no. E’ che le cose belle fatte bene in Italia passano subito con l’aggettivo “di nicchia” e non come belle realtà esportabili.

ll successo della stagione “Nuove Atmosfere” della fondazione regionale Toscanini

con sede a Parma, certificato da un ottimo successo di pubblico, secondo Rosetta Cucchi, direttrice artistica del festival, è un corononamento di un continuum che prende le basi dalle passate stagioni, dove si è formato sia un pubblico sia si è consolidata l’Orchestra, e che porrà le basi a quella futura.

“Siamo passati da 18 abbonati al sold out. Il risultato proviene da un percorso fatto e quest’anno è stata solo una tappa. La prossima sarà ulteriormente volta a sperimentazioni, grande repertorio, ottimi direttori che però hanno voglia di lavorare e proporre stimoli e letture che facciano crescere la nostra orchestra, e portarla a filarmonica regionale”

Nuove atmosfere ha portato nella nostra città una stagione sinfonica di grande repertorio, con prime e spazio alla sperimentazione musicale del Novecento. Un primo passo per portare a Parma un nuovo evento musicale che vada al di là di Verdi “perché Parma è una città sperimentale in molti campi e possiede una sensibilità attiva che va sfruttata” secondo la Cucchi, che nel festival ha cercato di inserire una atmosfera di progresso, inserendo ad esempio le nuove composizioni americane, portandole in esclusiva in Italia e sottoponendole a un affezionato pubblico di esperti, però aperto a novità che sulla carta sembrano ostiche ma che alla fine si dimostrano fruibili da chiunque. Senza dimenticare che il ruolo delle fondazioni è quello della didattica: si parla infatti di un percorso di incontri che risultino stimolanti per un pubblico che non si è ancora avvicinato a questo tipo di musica, affinché si portino gli ascoltatori a godere sensorialmente della musica, senza magari essere stressati da studi e conferenze. Già con le giovani generazioni la fondazione, in collaborazione con le scuole di Parma, ha organizzato spettacoli ad hoc che li coinvolgono ottenendo un entusiasmante ritorno.

Obbligatoriamente più prosaiche le somme che va a tirare Maurizio Roi, presidente nel quinquennio appena trascorso, e autore del pareggio di bilancio dopo le scomode eredità e lo «sgarbo» di Arcus. Il bilancio della Toscanini è sano, ora si mira solo alla crescita e a migliorare, magari reperendo nuove risorse da attività di mercato e sponsor, non solo da enti pubblici e ministeriali, assicura Roi. Che pensando al problema preoccupante circa la scarsa sensibilità del Parlamento sulla mancanza di fondi per il Festival Verdi ricorda anche che il concorso Toscanini per direttori di orchestra è stato spostato di un anno, per il 2013, affinché ci sia una sinergia con le vicende verdiane. “Certo, è preoccupante che non si riesca a far passare una proposta che parla di finanziare un patrimonio culturale italiano”,  riflette, assicurando però che con il Verdi la fondazione è aperta sempre a collaborazioni.

Della polemica sollevata, più che altro verso altri politici, dal Capogruppo a 5 Stelle Defranceschi in commissione cultura in Regione dove si andava a evidenziare che nella fondazione ci sono ancora troppi troppi impiegati rispetto ai musicisti, Roi parla di discorso condivisibile “anzitutto il consigliere ci ha fatto i complimenti per l’esaustività delle risposte e per la correttezza del metodo usato per esporre il nostro lavoro in sede. La nostra politica è quella di non toccare i posti di lavoro, ma il nostro obiettivo ,augurato anche da Defranceschi, di limare la proporzione tra personale tecnico e orchestrali è già nei nostri obiettivi, e siamo sicuri che il nostro personale che ha a cuore le sorti della fondazione saprà accollarsi più lavoro se necessario, per il bene della crescita del nostro progetto”.

(Gazzetta di Parma)


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