Zuccherina.

Io cioè, del format Emilia Alcolica mi garba tutto, perché diciamo che si basa fondamentalmente su 3 cose:
persone
cazzeggio
cibo/bevande

Che alla fine cioè è un po’ tutto quello che ti serve. Anche se io a sentir parlare di cibo, oggi, che sto pranzando con una redbull, insomma, non parlatemi di cibo ché vomito credo. Mamma mia. Devo ancora ringraziare Piero per averci portato in un posto dove non è che si mangiava. Dippiù. Cielo.
C’era tanta gente bella, del tipo che oltre a Smeriglia stovolta c’era Chinaski e pensavo "cavolo, Chinaski. Ora conosco tutti i bloggher che seguivo da giovane". Cioè, un po’ queste cose così che a un certo punto ti lasciano un po’ così. Ma io poi tutti i discorsi non me li ricordo un po’ perché a un certo punto è stato chiesto di non ricordarli e un po’ perché avevo spento il cervello allegramente.

C’erano poi due cose noiose: i comizi elettorali con le bande, ché mancava solo la bella del paese bella che sono bella e le sficate del tavolo di fianco a noi all’osteria.
Ci sono anche i minivideo di ciò, ma non ve li linko. Insomma c’era questo tavolo di queste qui che emettevano ultrasuoni tra le ochedelcampidoglio e il wannamarchismo e prima parlavano di ciulate (credo fosse per evocarle) e poi han mostrato lì un reggiseno e un paio di mutande. Ste mutande, infraculo, venivano ostese per tutta la tavola tipo fossero la bibbia e secondo me da quanto le han tirate da una terza già erano diventate una quinta a fine giro. Cioè, boh, poi dopo dici che si odiano le donne. Io però altre ci voglio davvero del bene perché le risate che mi han fatto fare Daniela e Ilenia tra una portata e l’altra non riuscivo più a contarle. Poi Ilenia è adorabile: ha capito che io e la gamma dei colori da tedescoubriaco facciamo tutt’uno e mi ha regalato degli smaltini fluo. Cioè. Che donna meravigliosa. Ecco.

Cioè, credo ci sarebbero tante cose da dire, tanti spunti cazzari usciti fuori, però ecco, io ho ancora lo stomaco che mi tira e devo andarmi a fare i documenti, quindi non ne abbiate eh. Vi rimando alle foto che raccontano un po’ tutto.

[se volete un post completo di link andate dal Paz, non è cattiveria: mi sa briga linkare tutti perché sono pigrissima]

Fuori come una begonia dal poggiolo (in compenso รจ freschino)

Non è che sono sparita, è che ho troppe cose da fare e ricordate che la maggior parte dei miei neuroni è bruciata? Ecco. Che sfiga eh. Ma ciò non mi ostacola nel fare alcune attività elementari:

  1. Trattenere rapporti con gli amisci: "ehi, ma chi è questo bambino in foto?" "bambina" "oddio, è tuo? come è successo che ti sei riprodotto" "veramente è la bimba di mio fratello" "ah, congratulazioni, come si chiama?" "Adriana" "…" "ecco, questa è una delle due reazioni della gente".
  2. Mettere su il nuovo blog di Radionation. Non ce l’avrei fatta senza Wh1pl4sh, che ringrazio e cospargo di petali di rose. Ora ci scriveremo qualcosa di più oltre agli annunci alla Krusty il clown.
  3. Andare a lezione di GAG e muoversi controtempo tutta la mezz’ora. Perché tu cerchi di dire al motoneurone di andare a destra, ma lui si comporta un po’ come Mastella e non capisce la destra e la sinistra.
  4. CAZZO. Viene Jimmy Gnecco in Europa. Cielo, presidente Berlusconi (ma anche graditissima famiglia Barilla) prestatemi un aereo. Devo vederlo. Credo che avrei una crisi carampanica, ma fa nulla, cioè, argh, uffa. Sob.
  5. Ci ho le date del tour dei Muse. Fanno due date. Li seguo in entrambe. Chi mi offre un lavoro per coprire le spese?
  6. Organizzare date alcolemiche. Io porto il lansoprazolo, ché causa stress di lavoro+studio+remiseinforme mi sento un cencio.
  7. Chi mi offre un lavoro?
  8. Studiando, mi son concentrata tantissimo per 40 minuti filati. Non succedeva da due anni. Alla fine mi sentivo come se avessi visto in dolby sourround 800 minuti di Uomini e Donne.
  9. Dovrei fare i documenti nuovi altrimenti non voto (ehi, poi giro con quelli col nome vecchio da sei mesi! fico). Ma ho molti dubbi: carta di identità elettronica o cartacea?
  10. Corro un casino, mi smazzo un casino in palestra. Ma è solo per contrastare quel che mangio. Causa nervoso.

[oh, che mese intenso, signora mia]

Oh, se andassi a lavorare per mtv bitumatemi.

Ieri già mi ero ben incasinata la giornata sentendo che Malika Ayane si è riprodotta con uno e ci vive assieme al loro figliolo in 45mq a Milano (come mai ti ha scioccato? mah, non so, uno si fa delle immagini e poi ci resta male. Del resto è un po’ come se una rockstar inglese si fidanzasse con una psicologa comasca… ah, è successo anche quello? Cielo)

Poi nel pomeriggio inoltrato, quello che viene dopo la seconda volta che ti fan vedere i Simpson per capirci, non so perché ma avevo bisogno di uno sfondo sonoro convincente ho provato a mettere mentre ero sul tappeto rullante la selezione su mtv. Solo che su mtv c’era lì la fastidiosa voce del nongiovane (oh, ciccio, sticazzi in accezione mecojoni, che è un apperò italianamente tradotto non si dice a Roma. Vergognati e torna nel tuo angoletto, nordico) a fare una specie di cosa sulle band più amate dai giovani.
E tu ti chiedi, perché sei rimasta lì? principalmente perché stavo correndo e non avevo voglia di cambiare, poi perché mi pare brutto non saperne di più di quelli che stanno sotto i vent’anni e i loro gusti. Quindi son rimasta lì, mi son sopportata un po’ di cose tipo queste band giovani tipo Lost e dARI che parlavano ma anche Syria e mi son vista due cose messe in croce sui Finley (che giganteggiavano in confronto ai simili di cui sopra) e poi Avril Lavigne (ehi! ma quella c’era anche alla mia epoca!) e poi i Tokio Hotel.
Quando però il nongiovane ha letto il nome del cd dei Tokiohotel mezzo in crucco e mezzo in italiano ho cambiato su rocktv.

Ci son dei limiti eh.

Torino e il Litcamp.

Ecco, c’è Torino che io tutte le volte che vedo Torino penso che comunque se proprio devo trasferirmi in una città del nord potrei trasferirmi lì. Ma poi Parma mi piace e ci ho tutto.

Quando abbiamo preso il treno la mattina c’era uno fuori in corridoio che o pregava o dissociatamente blaterava nenie, un sindacalista colla barba bianca di ispirazione marxista e un altro sindacalista che son scesi al lingotto per la manifestazione, una tizia che leggeva il tomo della Fallaci.
Del resto a Torino c’era un po’ tutto, ieri. Era tipo l’ombelico del mondo. C’erano i Mediaset days, il Litcamp, il salone del Libro, il Gaypride, e un sacco di altra roba che poi mica mi ricordo.

Poi ci siamo io e Frine che abbiam portato il sole, perché ieri mi dicevano, persone tipo Jack, che insomma sul meteo lì sul mac c’era sto giorno di sole in mezzo a due di pioggia.
Quando siamo arrivate il Litcamp, che l’ha organizzato Arsenio, era ancora da iniziare o quasi. Lì il circolo dei lettori era mezzo vuoto, però è sempre bello. Cavolo, quasi ti senti a disagio ad entrare in un posto così e pensando di variare magari l’argomento del prossimo Parmabarcamp ho chiesto a Frine "ma noi ce li abbiamo posti così, a Parma?" e lei mi ha risposto "forse casadellamusica". C’è stato quei 30 secondi di pausa dove ho pensato chi gestisce casadellamusica e all’allegria delle persone che dovrebbero dare in cessione questi posti bellissimi per fare le conferenze a Parma (VIGNALI, se vuoi me ne occupo io, la sera mentre mi scaccolo riesco meglio di quelle donne lì) e mi sono intristita.

Poi sono iniziati gli speech che son stati quasi tutti interessanti, tranne due o tre che signora mia per seguire il filo ci voleva troppa attenzione e l’oratore non aveva molto fascino ma non nel corpo ma nel porre l’argomento e nel tenere l’attenzione. Io ci ho sta cosa che poi ho sentito solo tre quarti di intervento di Vanni Santoni [perché eravamo andati a prendere il caffè e il pranzo fuori -dacché mica c’erano tartine o simili dentro- col talentuoso duo del Culto del Borsello e amico e tra una cosa e l’altra se termini all’una e rotti prima delle tre, con i rutti ancora nello stomaco, gnafai a ritornare] però ecco, oltre che scrive benissimo è anche bravo a parlare e tiene alta la bandiera della Toscana. Cribbio, credo di essermi groupizzata.
Poi nel pomeriggio si è animata la cosa e son arrivate più persone che conosco forse perché c’era anche il reading dell’accalappiacani, anche se prima di pranzo mica scherzavano pure Catalano & Gasparini.

Però ecco, è stato un barcamp tranquillo col solo neo della carenza di cibo. Ché avevo alla una ‘sto stomaco che sembrava un pitbull o un biturbo che sgasava.
Credo che poi mi ricorderò del barcamp indelebilmente delle seguenti cose:

  1. Il server di RN che si suicida.
  2. Gaspar che mi propone uno speech per i prossimi barcamp, e io accetto.
  3. Tutti che siccome per una volta mi son vestita e truccata a modino mi han detto quanto ero bella e quanto stavo bene. Del resto fortunatamente c’eran poche persone, altrimenti la mia autostima poteva uscirne accresciuta.
  4. Mi han anche detto che non pensavano fossi così alta.
  5. Ogni volta che aprivo la lattina o stappavo l’acqua, c’era così silenzio e così attenzione sulle parole dello speaker, che signora mia si sentiva perfettamente il rumore che producevo e tutti si giravano. Mi sa che se mi devo presentare a qualcuno che c’era a Torino e che non mi conosceva io ero quella che apriva le bevande.

[ci sono foto qua]

Del resto se avessi la erre e avessi un cane lo chiamerei Velthur.

Cerveteri: tomba del Pozzo e panorama dei tumuli.
Io quando ci avevo così pochi anni, che non so quanti fossero perché il pannolino l’ho dismesso presto -ma questa è un’altra storia- vi dirò, anziché andare all’asilo e imparare subito a tre anni di età quanto fosse triste la vita e quanto fossero teste di cazzo gli altri [ricordavo prima mentre boxavo o sollevavo i pesi in squat che una delle maggiori perle di vita imparate ad esempio alle medie è il sintagma "se nun me lasci in pasce te do ‘na zampata che te fo diventà femmina", per intenderci] mia mamma decise, e meno male, che era più istruttivo portarmi a lavorare con ciascuno dei membri della mia casa anziché andare lì con altri piccoli untori e rafforzare il mio sistema immunitario.

Ora a 26 (ventisei? cazzo) anni ho un sistema immunitario alla sesso di segugio, però ho una cultura e degli orizzonti culturali sì ampi che neppure voi che ne avete 10 anni di più ci arrivate.
[sì, ho imparato a leggere presto, e ricordo che nelle vacanze di seconda elementare lessi Etruscologia di Pallottino. Volontariamente.]

Sentire ancora alla necropoli di Cerveteri molto prosaicamente che la maggior parte dei tombaroli ha fatto una fine di merda fa sorridere. Anche perché non è solo non-è-vero-ma-ci-credo. Mica portava solo sfiga sottrargli i corredi funerari, è che te, per scavare come un mandrillo, ti calavi di ogni per averci forza e resistenza. E così non arrivavi a 50 anni. Però son belle quelle tradizioni secondo cui, anni fa, facevi entrare prima il cane nelle tombe appena scoperte anziché te stesso per problemi di anima-sharing. Son tante cosine piccole e di tradizioni da raccontare, quando senti i custodi quelli vecchi che degli esami più o meno fuffa per far quel mestiere non hanno mai sentito nulla. Quelli che cinquant’anni fa andavano con la zappa, la vanga e il piccone a scavare a cazzo e però all’epoca si faceva così. Raccontava, quel custode lì, che quando scavò lui ebbe la fortuna di vedere lì, appena fatto il buco, dentro una tomba tutto il corredo ancora intatto prima che entrò l’aria dentro. E dopo non era rimasto più un cavolo, se non le lamine d’oro soltanto e la polvere. E te un po’ lo invidi e un po’ lo vorresti prendere a zappate perché ti sembra che chissà che ha distrutto o chissà di cosa cazzo ti ha privato. E son cose lì, emozioni lì, che per te che ancora ti ci metti dentro a tutti quegli anfratti e speri che non sia ancora la stagione dei viperotti (no, sta per iniziare) o che nella campagna laziale non ci sia una tarantola che insomma, ‘ste cose ti fan godere parecchio un po’ come per un nerd mac-addicted quando parla Steve Jobs.

Lustri.

Non avevo fatto un post, perché ero in giro, sul lustro che mi ha portato a scrivere qui sopra.
Anche perché il 95% dei post che ho fatto, visto che son stati quasi a cadenza giornaliera, non li ricordo. Neppure il tema, no. Quindi può essere che spesso abbia postato gli stessi argomenti due o tre volte. Chissà poi come li ho fatti.

[sì, mi servono nuovi stalker in caso]

In questi 5 anni ho trovato delle persone positive. Solo che la blogosfera è tanto come il liceo. Io, già non sopportavo la gente al liceo, figuriamoci adesso: ci sono le conventicole, i gelosini, quelli che si sentono fighi e non lo sono, i gruppetti, gli invidiosetti. Insomma un po’ due maroni. Questa cosa l’ho sofferta quando sì, alcuni ti fanno i complimenti dietro quando non serve ma quando hai bisogno di una mano -vedi barcamp- nessuno era capace a darti almeno supporto morale.

Credo di essere notevolmente peggiorata nella scrittura da quando ho avuto il mio episodio di depressione maggiore. Non credo che il blog mi porterà da nessunissima parte oltre a magnare e a fare gruppetto con gli amichetti con cui mi trovo bene. Non credo neppure nella mia bravura supposta radiofonica, perché soprattutto questa settimana faccio una gran fatica a parlare. Insomma, da quando ho aperto questo spazio sono notevolmente peggiorata sotto lo stato autostima e salute, ho combinato qualcosa ma nulla, sono sempre qui un piccolo byte ricordato solo dalle persone che mi vogliono bene soltanto.

L’unico consiglio che posso darvi ora è che non sperate che l’anno prossimo sarà migliore. Io lo spero da tre anni ed è come darsi sfiga da soli.

[ci vediamo live al Litcamp, al concerto di Bird, al Wordcamp e alla prossima tappa di EmiliaAlcolica. Se non vi cago le cose sono due: o sono troppo stanca o non gradisco la vostra compagnia]

Sing it like it's going to be your last day.

Ho ventisei anni.

Non è una pubblicità di una crema. E’ che io stamani ad esempio nel letto non riuscivo a capire e a persuadermi su come sono passati questi ultimi tre anni: sono suonati come se fosse una cosa così breve ma così dilatata. Se penso che solo il marzo scorso vedevo gli Editors mi sembra cinque anni fa. Questo, è solo per ricordare una cosa allegra. Non so. E’ una cosa strana. Io rivorrei indietro gli ultimi miei tre anni per viverli normalmente, e non ammalata. Perché questi ultimi tre anni per me sono stati pesanti come se fossero stati tutti e venticinque assieme. Gli ultimi tre anni sono stati come se fossero stati scendere all’Inferno e rimanerci infangati. Raschiare il fondo.

Quando mi hanno detto che sono cambiata in volto dai Radioincontri dell’anno scorso, e anche dalla Blogfest, beh, forse è anche vero. Ma ho terrore a dirlo.
[no, comunque mezza sega mi ci sento ancora, tranquilli]

Io ho 250 visitatori unici al giorno e mi spinge a scrivere solo lo scazzo.

cerco delle persone che vorrebbero scrivere su un blog di argomenti vari, ma non hanno la pazienza o la voglia di gestirne uno proprio. Proponetevi contattandomi tramite l’apposita pagina sul blog, vi aggiungerò come redattori. l’unica cosa richiesta è serietà, il rispetto di alcune regole "editoriali" e l’invio di articoli scritti di propria mano, non copia e incolla. Grazie a tutti quelli che vorranno collaborare. Io mi sto dedicando molto anche al lato grafica e codice quindi non ho tantissimo tempo da dedicare alla scrittura di nuovi articoli. E’ un blog senza presenza di pubblicità, è gratuito e libero a tutti. Solo la passione vi deve spingere, e non è detto che un giorno potrà diventare qualcosa di più grande! E’ pur sempre una propria presenza sul web e creazione di contenuto valido. Al momento le visite giornaliere sono di circa 70 uniche, dopo solo poco più di una settimana dalla creazione.

[ Eggraziealcazzo. La cosa esiste ed è qui. Grazie a Daniela]

Hop hop hop.

[disclaimer: non percepisco un euro, né una lira, né un caffè per questo post. E’ genuino]

[cioè, magari mi dessero qualcosa]

[ma non accade]

Salve amici, mi chiamo Francesca, ho 25 anni e da circa 5 non facevo attività fisica. Da circa tre ero per la completa immobilità causa salute fisica.
Insomma, un budino fisicamente.
Inteso come "i muscoli erano un ricordo" e l’affanno alla quarta rampa di scale era un po’ mio compagno e amico. Quando il giorno di Natale (Natale? Santo Stefano? Dovrei andare a vedere gli exif della mia fotocamera… stalker di origini venete, ci puoi pensare per favore tu e poi me lo commenti qui sotto? Io sono ancora pigra in questo) salii alla Cittadella di Budapest, a metà strada, tra i viottoli ghiacciati, ci avevo un fiatone e un affanno bestia boia cane.
In pratica mentre la statua su sopra ci ha la fiaccola in mano io ci avevo al posto suo uno dei miei due polmoni.
Una tristezza. Avessi avuto uno di quei cosi che ti misurano la mia età biologica sarebbe comparsa l’icona della Montalcini che mi faceva il gesto dell’ombrello.
E fu lì che pensai che qualcosa andava fatta per me e per il mio fisico, torturato da anni di terapie farmacologiche e sedentarietà dello studente.

Infatti dopo quel pensiero andai a mangiarmi una torta con un caffellatte e a farmi il bagnetto alle terme, ma son dettagli.

Quando tornai a gennaio un’azienda con cui collaboro mi propose una cosa: andare a provare per un paio di mesi, iscrizione pagata e piccolo rimborsino, il Virgin Active Village di Reggio Emilia. Questa cosa si chiama "cliente misterioso", ed è l’unico mio modo di contatto con le aziende, visto che quanto pare sono l’unica blogger che riecheggia nelle orecchie ma che non vien cagata. Fui molto titubante, per la distanza soprattutto: sono 28 km. Poi feci tre o quattro conti, ma la ragione primaria fu: "ok, le palestre viste finora ti fan schifo e preferisci l’aria aperta, in caso sono solo due mesi e poi sai cosa eviti".

Poi alla fine iniziai circa il 20 di gennaio, quindi son stati meno di quaranta giorni.

Diciamo che sono rimasta folgorata dalla Virgin. Sia come offerta sia perché le persone che ho trovato (lì a Reggio mi stanno sulle ovaie solo un trainer e una receptionist) sono molto gradevoli e disponibili. Poi anche l’ambiente è una figata.
Ma andiamo con ordine.
Io normalmente sono pigra ma sono anche un sergente di ferro quando mi autoimpongo le cose. Quindi passato l’ostacolo certificato medico e il mio casino con le attività aerobiche e il mio apparato cardiaco che fa quel cazzo che gli pare direi che la palestra finora ha cambiato alcune cose del mio fisico in soli tre mesi in cui sono andata.

Mi trovo bene per alcune cose, andiamo per punti:

  • Il centro benessere ha due saune grosse come la mia camera da letto, la doccia aromatica e l’idromassaggio gigantesco. In pratica se ci fossero anche i fanghi e l’aromaterapia sarebbe il calco delle terme sensoriali chiancianesi.
  • I corsi, ce ne sono tantissimi. A me ora è venuta la scimmia del pilates ma ce ne sono diversi e ben mescolati.
  • Gli assistenti di sala non ti sfrantumano la minchia qualora non gli chieda aiuto te specificatamente (e sono ottimi sia per assistenza che per chiacchiere)
  • Con 79 euro ho tutto, piscina compresa. E quindi anche il ronzio di "Fran, impara a nuotare!" nelle orecchie. Non è poco, ma per i servizi offerti è equo.
  • Ognuno si fa abbastanza i cazzi suoi. Tolto una ierlaltro che nello spogliatoio via telefonino diceva alla madre che non voleva più uscire con uno perché rutta in continuazione.

Con 3 volte alla settimana di frequenza e una settimana saltata non so se ho perso peso o meno, ma finalmente ho nuovamente i muscoli alle gambe e soprattutto ci ho dei tricipiti tanti (ora se migliorassi anche la cura dei bicipiti… ehm). Ma la cosa migliore è che sto patendo le pene dell’inferno per rifarmi la muscolatura profonda delle zone operate col pilates ma mi sento quasi una persona migliore.
Eppoi andare in palestra scarica tantissimissimo: sono meno incazzata verso il mondo perché scarico tutto lì. Se non ci fossi andata, in periodo organizzazione barcamp, sarebbe davvero morto qualcuno. Invece no, mi ritagliavo le mie due orette e mezza di esercizio e relax e ne riuscivo combattiva. Aggiungendo che la sauna finlandese ha giovato molto alla mia sinusite eh.

Giuro, non ci credevo e guardavo male la mia migliore amica che diceva che andava in palestra trascinandosi stremata e poi stava meglio. E poi son rimasta lì, sebbene sia Reggio, dacché l’ambiente mi garba assai. E io sono un’abitudinaria dimmerda.
Se volete provare a vedere se nella vostra zona c’è un club e testare il tutto (una giornata di prova potete farla senza impegno) potete andare qui. Spesso fanno offerte specie per l’iscrizione di base.
[poi se vi associate potete dire che vi mando io? ehm, ogni iscritto ti danno un omaggino. Sia mai eh, che una cosa mi capiti]

Update: una commentatrice mi segnala che il giorno dopo del complesglaps, ossia il giovedì 23 ci sarà una nottata intera di promozionone per chi si iscrive per la prima volta alla Virgin, sul sito. Doh, quindi anche una cosa abbastanza tecnologica. Dateci un occhio in caso…

Due o tre cose che mi ricordo di ieri.

  • Aver sbagliato involontariamente, beccando proprio un nome simile ma che odia, il nome di Serendipity.
  • Emilia Alcolica/ Reggio-emilia.
  • La cameriera impeditissima, e la mancanza di un taccuino.
  • Il becchime.
  • La birra di scarsa qualità.
  • Reggio di sera.
  • Il Randomismo (TM)
  • Gente un po’ agée, ma del dicembre ’79 sicuramente.
  • Le rose.
  • Gli autori di Sviluppina. Otto presenti.
  • Gente nello stesso gruppo scout, il Modena3.
  • L’offerta alberghiera in Italia.
  • Gli spoiler su Lost.
  • L’industria della ceramica.
  • L’uso del flash e le retine. Il non uso del flash.
  • Il Vicodin.
  • Le foto.