Io mi ricordo che quando ero lì nei laboratori di virologia vidi queste bellissime scansioni da microscopio elettronico e pensai “porca troia, sai che bello mettertele in salotto. Ti arredano casa. Figata”.
Saranno passati cinque anni buoni e vai lì che i Muse ti fanno la copertina (ma quindi a costo zero? Furbini) dell’album usando l’Human Connectome Project (HCP), ossia quel progetto che mappa in vivo le connessioni neuronali. Figo, ma causa poverezza del mio substrato conoscitivo medicale (EH??) non ho ancora capito se quella in copertina è una cellula a canestro o chissà che cosa. E questa roba mi sta facendo scervellare. Alla fine scopriremo che è solo sostanza bianca.
Uhm. Questa cosa ha un doppiosenso.
Se vi aspettavate invece un mio parere su Madness diciamo che la mia opinione al primo ascolto è “…” per la prima parte e “non è male” per la seconda. Certo, mi ricordasse meno Numb degli U2 e I want your sex di George Michael forse sarebbe meglio. O forse sarebbe meglio non avere quel coretto sillabato. Però, non mi dispiace. Peccato che non mi entusiasmi.
Matteo, ora anche basta con le canzoni da limone eh. Io già ve lo dissi qui. Eoni fa. Coincidenti quasi con l’esame di cui sopra.



