Come mangiare vetro.

Bloc Party, Ferrara.In un tripudio di vado, non vado, forse, mah, che ne so, e il caldo?, il fresco, il tiepido, le scarpe, ma non ci ho più l’età, no nel senso di resistenza, mah, boh alla fine poi ho visto la prima tappa del Bands Apart di quest’anno. La seconda, per limiti umani, gnafò. Però ecco, la prima era tutta una curiosità, perché musicalmente son un po’ figlia di Albione (gnoranti, non è una paraculata per darmi un insulto) e quindi ecco, uno si chiede e si domanda cose quando è nella propria cameretta (non ho una cameretta) e ascolta i dischi (non ho i vinili) degli artisti e si chiede e si domanda.

La cosa che era il leit motiv della giornata, era la voce. Io, quando i Bloc Party fecero i primi live mica mi garbava la voce di Kele. Ora i leghisti magari mi stringeranno la mano e gli altri bruceranno le mie cose, ma era un po’ troppo da nero. In senso quasi spregiativo. Aveva dei singhiozzi che non mi piacevano. Invece Kele è carismatico sul palcoscenico così come un ragazzo simpatico e comunicativo (che non se la tira fuori, che fa foto con chiunque lo fermi) e soprattutto ha un’energia e una voce che mi ha esaltato non poco e mi ha fatto saltare fino alla fine nonostante il caldoporcomaialo di Ferrara.
Poi c’era la cosa della voce del cantante dei White Lies. I White Lies non hanno un gran tiro dal vivo. Le canzoni belline diciamocele sono tre. E furbi sono, a non metterle alla fine, ma inframezzandole. Ma la voce di Ian Curtis, te, pischello, non la hai.

[resoconti migliori, appena mi sveglio, su Radionation]

Il titolo prima che cancellassi il post parlava di arrosti e collinette, circa.

Joan as Police Woman, Carpi.Ieri, mi ero impegnata per scrivere queste 20 righe che vi allietano la quotidianità (ché lo so che leggete e pensate: ah, finalmente qualcuno più scemo di me) ma quel qualcuno più piciu di voi ha pigiato delete, del post.

Uno poi dice: "sei stanca?". Io, nooooo.
Dicevo che uhm, ormai era l’altroieri, sì. Ecco, l’altroieri sono andata alla festa dell’unità di Carpi. O festademocraticacheunavoltaeradell’unitàedoraèquellacosalà.
Ci son ste cose, alla festaquellalì, che tu ti chiedi se sia un’Arcadia. I cani che corrono senza guinzaglio e non rompono. I bambini che non piangono. La brezzolina fresca nell’Emilia torrida. Il Kebab e l’arrosto che sprigionano odore senza dare noia. I vecchi che se ne stanno in pace a ballare il liscio. Il menù a base di rane in tutte le salse. E la cantante ammerrigana che te vai lì a sentire che si diverte con la sirena delle giostre e la riproduce in acuto, con la sua voce.
E la stessa cantante mmerrigana che nota che c’è l’odore dell’arrosto che ti pervade l’aria, e questa atmosfera bucolica, con la collinetta, lì con tutto che tu dici, mah, sarà mica troppo?
[poi la cantante, è anche brava, simpatica, non se la tira, e tranquilla]

Ecco, infatti il giorno successivo ti capita di sudare come se fossi nel bagno turco a Ferrara e ci hai il vicino di concerto che racconta che il micino che ha in casa da 5 giorni l’ha talmente scambiato per sua mamma che la mattina gli si era attaccato a suggere dal capezzolo.

Contrappasso?

Monetizza il tuo twitter!

Sebbene il twit di adesso riporti questa foto posso dirvi che a volte posta dei twit, l’account di Lenny Kravitz dove ti chiede se vuoi dei biglietti per il concerto. Anche se a me non me ne fregava nulla m’ha risposto e m’ha detto:

Immagine.bmp
Ecco, sono andata a fare una gita a Lucca in giornata per vedere il concerto di Lenny Kravitz. E mi ha fatto un’impressione andare lì a chiedere i biglietti "vinti via twitter" che ecco, insomma, prima stava controllando nella lista degli accrediti e il tizio non li trovava (tre pagine di lista) e poi ho dovuto dire twitter. E mi vergognavo. Sono poco blogger, in questo.

[Poi volevo dirvi che il supporter di Dave Matthews è stato Jury, e la cosa mi ha molto segnato. Invece, l’opening act di ieri sera era Alain Clark, ed è bravissimo]

Vedere gli Editors (ed essere spankosi verso Tom Smith)

IMG_4037Riuscire a tirar giù un resoconto serio, di un concerto, io non ne son capace.
E’ la terza volta che vedo gli Editors in un anno e tre mesi. Sento la differenza in me, la sento nelle loro canzoni. ‘Sta cosa fa paura, perché pur amando alla follia i Muse mi accorgo che Tom Smith e soci abbiano puntualmente sottolineato la mia vita come una colonna sonora. E quindi mi fa piacere ascoltare i brani nuovi, che spaccano, sono molto catchy e soprattutto meno trishti di quello che erano i brani di An and has a start.

Uff. Poi diciamolo. Tom Smith è smaccatamente il mio uomo ideale. Bellino, bòno, bravo, magrino e con le espressioni da pirla. Poi [attenzione!! battuta riciclata!] visto che la sua donna ci ha problemi di cuore direi che ha la propensione per noi catorci (e si sa mai, se lei vien meno mi propongo io eh)

IMG_4137Ci son solo tre robe che son stonate nel concerto. La prima che davanti a me c’era l’altro unico alto, che per lasciare poi limonare le sue due amiche in pace si muoveva sempre, sicché al terzo rimbalzo sui miei quadricipiti si è stancato e si è messo in un angolo. Per questo ringrazio la mia palestra, anche perché assieme a lui abbiamo allontanato in 4 secondi netti uno che si gettava ‘mbriaco alla kamikaze sulla folla. La seconda è che quelli della security, che dovrebbero tagliarti i biglietti, non capiscono un cazzo. La terza erano quei cazzo di riflettori, che oltre avermi fatto fare una foto normale su cinque (le altre 4 son tutti fasci bianchi tipo quelli dove ci si può vedere la madonna, solo che invece ci sono i riccioli di Tom) mi hanno sputtanato parte delle retine.

Poi possiamo parlare degli opening act. I Klimt1918 di Roma. Che quando non si rifanno smaccatamente a Interpol, Joy Division (I know, la matrioska è Editors<Interpol<Joy Division. Ma siamo tutti vedove di Curtis) e U2 (diobono) non sono male. Infatti salvo l’ultima canzone, che aveva la parola ghost nel titolo. E poi bravi a farsi accettare, anche dicendo che un anno fa loro erano sotto a sentirsi gli Interpol (e io quel moretto lì con la faccia squadrata me lo ricordo) e ora invece son sul palco e fa tanto strano e tanta emozione.

Dopo tutte le ore che ci han tenuto lì prima di far iniziare a suonare gli Editors alle 22:40 (e faranno un’ora piena di set) ci si iniziava a muovere con tutto. Ricordo anche di aver sculettato con gli MGMT per riprendere la mobilità dIMG_4172egli arti. I problemi di accaparrarsi la sesta fila.

Poi quando iniziano ne sparano subito una nuova. Mi pare 4, nuove. Qualcosa ho registrato. Posso solo dire che son belle, non hanno nulla di già sentito (vivaddio), suoni più elettronici e che qualcosa metterò tra flickr e youtube a brevissimo. Poi boh, sarà che non era con la pressione del tour ma ho trovato Smith in versione mattatore. Vabbè che per me è bravo, bello e bòno, però davvero, ha dato spettacolo as usual (ed è sempre più palcoscenicamente come presenza alla Stipe, si vede che si guarda le cassettine per imitarlo. Molto meno m’abbraccio a camicia di forza, molto più zompetto ovunque)

In attesa del cd, e in attesa di ricorrere a prendere i biglietti per uhm, suppongo il tour di febbraio/marzo.
Setlist: Bricks and Mortar
The Racing Rats
Lights
Bullets
Eat Meat Raw=Blood Drool
Munich
When Anger Shows
Camera
Bones
An End Has A Start
The Big Exit
Smokers outside the hospital doors
(encore)
You Are Fading
Fingers in Factories
Papillon

Le foto, sul flickr.

Cose da fare per Radionation.

[attenzione, la prossima frase mi porterà quintali di sfiga]

Radionation è l’unica cosa a cui tengo ed adoro che riesce ad andare bene.

Domenica parte un’altra trasmissione a cui tengo e che per pigrizia/scazzo/ansie varie non avevo mai avuto il coraggio di far partire. Diciamo che il titolo principe è Transmission. Poi si scinderà in Indienation e Franplagged. Che differenza ci sarà? Beh, semplice, la seconda significa intervistare e mandare qualcosa dell’artista in acustico o live, e faceva fatica a partire perché la sottoscritta faticava a spostare il culo da casa e registrare abbastanza materiale. Ora quanto pare, dopo soli 4 anni di radio, sono riuscita a trovare il coraggio di chiedere interviste e incontri (tranne con Andrew Bird dalle altre parti riesco a fare anche domande coerenti) (del resto, le ho fatte anche a Salvini della Lega, quindi ho capito che posso riuscire con chiunque) e quindi può uscire qualcosa di buono.

Boh, per nuove notizie state collegati sul blog di Radionation. Anche perché la prossima settiamana sono ai Radioincontri. E credo che sarà molto bello. E mi han detto di non guardare il meteo, ma io non ci posso credere che piova anche stavolta, eh.

The reason why.

Oggi quando stavo lì in palestra a discutere con Ilaria, che è lì l’assistente di sala della palestra con cui ho legato e ci ho una specie di confidenza e ci raccontiamo le cose, che mi sono accorta che non ne ho più.
E non è perché uno ci ha novanta di pressione massima col caldo, ma proprio gnafò a far nulla nulla. Anelo solo che piova, e non solo per rinfrescare l’aria, ma anche perché almeno in giro per Parma si sente meno puzzo di pisciate che magari la mattina non è che t’allietano granché. Ok, fanno a gara con l’ascella importante della maggioranza dei nemici del deodorante, ma insomma, ecco, rompono.

Un po’ perché davvero il ginocchio a tenerlo lì, piegato per fare il treppiede umano e anche perché quel cazzo di tavolino era fisso lì, e quindi oggi ancora mica riuscivo. Ma tanto il prossimo concerto, oltre a cosine qui vicino in posti che si chiamano tipo Roncocampocanneto e si fa sia per la musica sia per birra e salsicce, è dopo i Radioincontri. E qui si va in palestra per prepararsi al pogo altrui eh.
Io però, dopo lavorare e studiare, aver fatto il sabato al Litcamp che mi interessava molto come tematiche, il lunedì a Milano, il martedì fino alle 13 circa a Milano e già alle 18 a Reggio Emilia. Io boh, sarà il mal di gola da condizionatore, sarà che il caldo non lo reggo anche se mi faccio flebo di caffeina e teina, sarà che insomma mi smazzo in palestra, sarà che fino a sei mesi fa ero ancora inchiodata al letto ma io a volte mi chiedo: come cazzo fate a farvi tutti gli appuntamenti social? Io già per essere stata in Rai a conoscere (Luca, Matteo, non me ne vogliate, già vi conoscevo) uno dei miei cantanti Idoli mi sentivo già stanca dalla tensione. Boh.
Che cazzo prendete? Da assuefazione? Parliamone.

[il video è per farvi vedere cosa è, quindi, il sottotitolo dello sglaps. E in memoria del mio ginocchio.]

Uccelli, come Condor e come Bird.

Ora, io mi sa che mi son giocata il bonus per un po’.

In meno di 24 ore, ahem contandole sono nove, sono stata negli studi RAI di corso sempione -e mi han segnato il nome sotto Massimo Picozzi (cielo)- e ho fatto una splendida figura da bimba in lallazione davanti a Andrew Bird dicendo monsillabi e suoni gutturali.
Prima o poi con qualcuno doveva succedere, cazzarola.
Comunque come ho detto a Nicole oggi ho dato i due unici baci spesi bene in ventisei anni, sulla guancia e a Bird.

[gné gné, sì, lo so, che vita triste. Del resto con gli uomini, la salute, il lavoro, l’università, i vicini e la scelta degli arbre magique non ho molta fortuna]
[Lourdes già provata]
[eh]

Ringrazio mia mamma per avermi portato di peso avanti al mio idolo musicale.
Così si fa.

Reliquie. Ma raccontiamo delle robe:

  • Concerto: mi spiace la chiusura. Mi aspettavo Fake Palindromes anziché Weather Systems. Non so perché. Però son contenta. Caspita che vi siete persi, un artigiano della musica, uno che sa suonare, uno che ci sta dentro alla musica perché proprio plasma la melodia mentre la interpreta. Se la parola genio non fosse abusata andrebbe benissimo per rivestire le ossa (sì, ha il fisico da deportato che a me sta simpatico) di Andrew Bird. Se non lo conoscete filatevi di corsa a recuperare un album capolavoro come Armchair apocrypha per iniziare. Se non lo amerete mi dispiacerà umanamente, ma il posto per i fan di Marcocarta del resto è una nicchia ecologica presente, quindi potete esistere anche voi liberamente. Due ore quasi di concerto e il pubblico più preso che abbia mai visto negli ultimi 5 anni. Splendido.
  • Postazione del concerto: figa, solo che ci ho rimesso un ginocchio che ho usato come tripode fotografico. Arriveranno foto e videi per la vostra gioia.
  • Paragnostismo: Ilaria mi ha chiesto come cazzo mi fosse venuto in mente di chiederle se Bird fosse a Condor. In realtà quando Andrea, il manager, mi ha risposto che aveva già il pomeriggio impegnato ho fatto due più due su quale fosse l’unica trasmissione intelligente in Italia a dargli spazio e ho azzardato. Io la ringrazio ancora, perché per me è stata una cosa bellissima.
  • La Rai: se già ero emozionata per Bird figuratevi cosa era per la prima volta varcare le soglie di radiorai. Stare in regia a vedere come è una trasmissione che ascolti mentre corri sul tappeto in palestra è qualcosa di strano e bellissimo assieme. (rigrazie ad Ilaria)
  • Musicdrome: posto mediamente di merda in una via di merda. Peccato per la musica in Italia.

In realtà ho anche da fare.

Molto bene.

Grazie ai The Bastard sons of Dioniso e EELST per averci fatto il promo aggratis a Radionation.

Per il resto sto commentando qui, su X-Factor.

[Per quanto riguarda una valutazione sui cd usciti e la vera musica: Phoenix – molto francesi e molto coerenti. Maximo Park – figata, suono nuovo ma non destabilizzato. Il singolo dei Green Day spacca. Proiezione spese per concerti nei prossimi mesi: troppo alta.]

And I'll wait until the morning comes around, Wait for something beautiful…

Ours+JimmyGnecco10L’altra volta di cui (in cui?) parlai di uno che rientra nella quartina dei miei Supremi Idoli Musicali si scatenò nei commenti del post una discussione su vegetarianesimo/veganesimo.

Ora Jimmy Gnecco ha ripreso a mangiare carne (cosa per cui, ammetto, non ci dormivo la notte) (sto scherzando, eccheccazzi) (già che stasera ho la salsiccia di fegato di maiale che m’arimbarza nell’esofago e mi mette una sete bestia) (…) e siamo tutti contenti per lui, dacché Jimmy fiacco nun ce garba non abbiamo più motivi per farci gné gné a vicenda, cari utonti dei motori di ricerca. Quindi non so concentriamoci su solo una cosa:
QUANDO cazzo viene a suonare in Europa?
Correntemente è l’unico uomo per cui sposterei di un continente il culo, mica roba da poco.

Solo che è d’uopo parlarne per evangelizzarvi: capitemi, qui siamo alla trecentesima volta che si ascolta Mercy (Dancing For The Death Of An Imaginary Enemy) e che lo si è accolto come l’album che un’altra band, quella coi coretti uoooohooooohooo e la moglie del frontman attrice, non ha fatto.
Il fatto è che per me gli Ours sono la most underrated band esistente e la voce di Gnecco la più bella esistente.
L’ultimo evangelizzato con la voce di Gnecco lo ha presentato come un Buckley con la band che pesta di più. Probabilmente ci sta. Anche se in alcune canzoni dell’ultimo cd si è pericolosamente Bonizzato (non nel senso di figaggine, che ne ha già una sua. Nel senso Bonovox) (oddio i Muse cogli U2) (ehm) (dicevo?) in Worst things beautiful, ma glielo perdono.

Io non so, vi consiglio di prendere su tutto quello che trovate in rete, partendo dai video di youtube. Probabilmente prima o poi monterò qualcosa io per Radionation, ma se aspettate i miei tempi facciamo notte… Vi metto quindi un paio di tracce da sentire, ecco. Però Jimmy Gnecco resta qualcosa che tutti voi dovreste conoscere (e se ci fa la grazia di uscire con l’album da solista festeggiamo)

Ours+jimmy+gnecco Ours – Live Again (acoustic, Nashville)

Ours – Hallelujah/Unchained Melody (about 2001)

Del problema su dove batte la musica in Italia.

Uno dei due festival italiani, quello che veniva fatto più al nord, almeno non dico storici ma con maggiore eco non si fa. Han detto che non sapevano chi invitare o una roba del genere ma in realtà è questo: non ci hanno soldi. Su, basta dirlo e amen. Non dire che non sai chi invitare, anche perché del resto è vero: non essendo l’anno in cui Vasco e Liga non hanno pubblicato un fico secco è normale che non sai chi invitare visto che facevi un anno ciascuno. Ma che ne so, altri possibili headliner -leggi gli anziani U2, leggi i Depeche, leggi i Placebo, leggi che ne so Franz ferdinand e similia- per un paio di giorni li cavavi eh.
Dillo, che non hai voglia di fare un festival perché non ne sei capace e amen.

Ma andiamo a vedere come si è arrivati a questo:

Heineken Jammin 2008: Vasco, Police, Sex Pistols e Linkin Park

Cioè, rendetevi conto. Mancava solo Giusiferreri e Pupo nella lineup.

Ma andiamo a prendere un altro festival. Tralascio nazioni nordiche e prendo il Sziget festival che si tiene a Budapest:
Tutto questo era il programma del 2008.

No, piccola differenza.
E calcolate che l’isola Margherita ha anche più alberi, più verde e delle piscine in cui bivaccare col caldo. Zanzare non so, forse siamo lì. Insomma, sono un attimino più organizzati. Scommettiamo che loro anche quest’anno tirano su una lineup decente? Anche perché è dal 28 Febbraio che vendono i pacchetti. Sì, di già, è normalissimo.
[voi italiani, nell’organizzazione di eventi, fate cagare, eh]