E sticazzi?

Oggi il tguno, o il tgdue, ma siam lì, han detto che oggi è uscito il nuovo singolo o album dei tochiotel, ché lo devo scrivere così, sennò arrivano le carampane e me se magnano.

Ora, dico, oggi è uscito anche il video del singolo dei Muse, e i Muse sono lì lì, primi su itunes US e secondi nella classifica USA dietro JayZ. E primi in un fottìo di paesi europei. Con una settimana di uscite discorgrafiche che se uno gestisse seriamente un blog di musica e non dei timidi blog che tentano di fare recensioni prezzolate dovrebbe scriverlo e impazzire per tutto quel che è uscito. Ma capisco, i Muse non attirano ragazzine. O forse sì, visto che ora ai concerti ci troveremo tante piccole teenager che li han conosciuti con Twilight, giusto per farci sentire ancora più matusa, noi che li ascoltavamo agli albori degli anni duemila. E capisco pure che è più Mollica-friendly trattare di acconciature fatte in galleria del vento con molto vinavil anziché parlare di uno che ha fatto scorte di fagioli perché temeva l’avvento del baubau e che ha fatto fare un video con degli orsi godzillosi e ora ha la fissa dei peluche, ma non come io spupazzo il mio Rodesindro. Però ecco, cazzarola, uffa.

[ho paura, non è che esce a breve qualcosa di vascorossi e ci dobbiamo sorbire uno specialetg1? Ah, no, già toccherà a Ramazzotti, vero]

Due album per partorirne un terzo.

Sono totalmente contenta dell’album dei Muse. Chi mi segue altrove lo sa, che io già dai 30 secondi delle preview ero stata completamente flashata (meno che da una, Guiding Light credo sia troppo U2 per me) ed ero positivamente aperta al nuovo album.
Non che i precedenti due fossero osceni, però erano come uscire con una fatta ricarrozzare dal chirurgo quando puoi limonarti la miglior donna che madre natura abbia creato. Absolution era una beta, e BH&R era (oltre che a una botta tra capo e collo per me, ad esclusione di Map of the problematique che infatti puzza tanto di Resistenza) una svolta verso il grandepubblicoquellocheamavascovascovascoetizzziano.

Capitemi: qui avete avanti una persona che rimase basita per Hysteria e Starlight e quasi pianse per come era Supermassive black hole. Invece oggi dopo 3 scrobbling completi del cd sono garrula e giuliva come quando mi sparai per la prima volta Origin of Simmetry.
Io non lo so, ma tra i due cd ci vedo una sorta di specularità, per tracce, per sonorità. Inutile dire che questo è arrangiato tre volte meglio e che il suono è più attuale. E che non vedo l’ora sia novembre, e dicembre, e che mi farò anche tutto il tour estivo programmandoci su le ferie. Ma queste sono cose da groupie, che a voi non interessano.
Può interessarvi però che sono arrivata alla fine dell’ascolto commossa e con i lagrimoni. Io ora delle tracce approfonditamente non vi dirò nulla. Perché non è serio per chi l’album se lo ascolta domattina sul sito dei Muse o altrove. O se lo compra venerdì. Ma quest’album qui ecco, sai gli album che appena ascoltati ti senti in colpa a non prendere? Sì, perché lo devi avere lì in libreria a contemplare.
E ora scusate ma vado a ordinarmelo su play.com.

In sintesi, a caldissimo: L’unica cosa che trovo moscia è Guiding light. L’unica cosa che devo digerire è la traccia in semifrancese (non sono pronta a Bellamy in francese). La cosa che fa cagare sono gli orsetti in vendita sul sito ufficiale. Meglio Rodesindro.

It kicks like a sleep twich.

  1. E’ fuori il podcast dei Radioincontri, le interviste. Grazie, Gianluca, Grazie. E per il rispetto del capo mi sono sottratta a rispondere a una su Macchianera "sì, il podcast eccettuando la prima intervista è molto carino e simpatico". Manca il nastrone del pomeriggio. E dire che già ricordo molto poco di quel giorno, m’ha fatto quasi impressione ascoltarmi. Ma i Radioincontri sono sempre una cosa meravigliosa che adoro, e non finirò mai di ringraziare il Boss per farmi vivere ciò.
  2. Ora, visto che tutti mi hanno sbomballato le ovaie dicendo "perché non ti proponi a qualche radioFM" io ho buttato delle cose a caso qua. Per Virgin (ormai sembro una brand-addicted)
  3. Approposito, sarò qui il 19 settembre. Toccata e fuga di cui MTV mi deve ancora informare (ma mancano 15 giorni! sì, ma da quando faccio medicina sono abituata ai programmi e i ritmi stravolti, aiuta a improvvisare) sui dettagli tipo aereo, giaciglio, biglietti, dove poso il mio culo e se incrocio o meno la Maugeri (visto che qui lo dicono) per dirle io, a te, ti seguivo sin da piccina. E se mi chiedono un video sul clima, che gli dico? e se incrocio Tom Smith? Mica posso fare la figura identica che con Bird, ché stavolta mi autoaffogo nel danubio sennò. Qualora lo vogliate comunque inizia il concorso per la terza tappa di Mtv4climate, e mi pare che dopo Copenhagen e Budapest si vada a Stoccolma. Pensateci. E grazie agli amici di Social Network che han cliccato: ve vojobbene.
  4. Ho seguito il concerto di Teignmouth dei Muse via Twitter. La cosa mi ha stravolto. The resistance mi piace assai, mi spiace solo per le 15 tracce suonate. Tra cui Cave. Capite? Cave. No, non capite.

Andiamo a Berlino!

Seh, magari, visto che il 7 ci suonano i Muse.
Comunque la Juve ha preso Grosso, e la Roma ha preso Ranieri, quello che non canta e che quindi il termine cappella relato alla sua figura non intende un canto non istrumentale.

Io quello che mi chiedo è perché ormai noi che tifiamo il calcio siamo visti male. La differenza per me non c’era: ero già guardata male perché juventina, quindi non mi cambia nulla. Ma ormai seguire il calcio viene visto un po’ da tutti come seguire non so, i combattimenti tra galli. O frequento tutti fighetti dimmerda. Il che può essere benissimo eh. Ma ormai, boh, son tempi bui.

[ora mi aspetto l’aumento del nome Diego tra i nuovi nati] [ah, e un pensiero, sempre, a Scirea]

De Giacomi Celentani.

Oggi pomeriggio è riniziato il pomeridiano di X-Factor. Ok, seguo solo quello di reality, e non so perché. Sì, forse lo so. La questione è che quest’anno al posto di Simona Ventura c’è Claudia Mori, ossia la moglie di Adriano Celentano. Una che è stata una bella donna da giovane e poi si è reclusa in una casa col marito da cui esce solo per andare a messa la domenica. Una che ci ha la figliola più grande che oltre ad accompagnarsi con californiadreaman a caso è ancora costretta ad andare in terapia perché è cresciuta in un modo che le ha provocato squilibri (tipo, che i suoi genitori non gli hanno mai comprato giocattoli, lessi), e che ha anche un figlio maschio mediano. E l’altra invece ha fatto parti bellissime in film meravigliosi (sì, c’è ironia) come la Passione di Cristo, dove faceva il demonio. Chissà il padre, chiesino come è diventato, se l’ha poi invitata per il Santo Natale.

Ora, c’è la buona notizia è che non sentiremo più parlare di emozioni di pancia (io quando le recepisco dal mio intestino di solito è l’incipit di una scena da imodium) ma credo che avremo anche notevoli soddisfazioni.
Infatti, oggi, mentre sentivo la terna lì dei giudici che evitava gente perché poco grezza o sceglieva il perfetto mashup tra Albertofortis e Giulianodeinegramaro mi sono chiesta, io, ma me lo sono poi chiesto sempre con quella curiosità lì che mi spinge a chiedermi come possa un ingegnere spiegarti la fisiologia cellulare: come fai a non ridere e a prendere sul serio il giudizio sapendo che lì avanti hai la mamma di Giacomo Celentano*?

*poi sto ragazzo mi fa quasi pena, dai. Leggendo le interviste, una volta, sapendo che stava lì con la morosa (la carampana al telefono del video) nella stanzettina in letti separati, in castità assoluta ché sennò Gesùtivede e papà pure. Han fatto crescere i figli con le paranoie e tutti chiesini dopo anni di cavallina, mah. Poi lo stile, delle canzoni: cioè, non puoi imitare tuo padre, c’è già Teocoli. Cioè, momenti preferisco la Vent… ehm.

I give a little to you, I give a little to him, I give a little to her!

Editors live at Ferrara Sotto le StelleOra non per dire, ma qui si fatica abbestia ad aspettare: secondo un mio personale calcolo i leak degli album escono tra i 20 e i 10 giorni prima della pubblicazione del cd stesso. Ergo non starò qui a dire che secondo me (e domani mi smentiranno) (ma sto facendo apposta, una specie di autognappamento di me stessa) In This Light and on This Evening prima del 5-6 settembre col cavolo che ce lo ritroviamo in giro.

[calcolo diverso per i Muse, che entro 4 giorni dovremmo trovarcelo in giro, The Resistance, visto che sì esce l’11 settembre in Germania, ma a inizio settembre ci sono i concertini sulla spiaggianatale del trio, e quindi direi che è ora. Anche perché sì, sto perdendo la pazienza e non mi basta più neppure ascoltare Sondre Lerche, vi dirò]

Per quando riguarda gli Editors la mia attesa è meno spasmodica. Nel senso, le tracce saranno 9: già se ne conoEditors live at Ferrara Sotto le Stellescono 4.
Sì, mi accontento di poco, ma mi hanno già molto preso quando le ho ascoltate live. Ci sarà, come per The Back Room un EP di 5 canzoni chiamato Cuttings2. Ma ecco, il sound si sa. E’ nuovo, quest’anno tutti si son buttati sull’elettronica.
Il singolo sarà Papillon (notare come è cambiato qualcosa qua a sinistra). La preferita della sottoscritta è invece Eat Raw Meat = Blood Drool, per ora.

mp3: Editors – Papillon (live in Aschaffenburg)
mp3: Editors – Eat Raw Meat = Blood Drool (live in Aschaffenburg)
mp3: Editors – Bricks and Mortar (live in Aschaffenburg)
mp3: Editors – The Big Exit
(live Hurricane festival)

Ma tu parlando di Muse (e di Editors! E di Bird… mmm, e di Gnecco) (Interpol?) non sei obiettiva: parte uno.

Ho già spiegato per una volta tutto coerentemente nel titolo e, lasciando gli eroi qui sopra elencati per i quali provo diversi tipi di stima, lasciovi con simpatiche canzuncelle non on-the-heavy-rotation ora se non sul mio ascolto personale. Mi piacciono, ve le rigiro. Mica posso mettervi Indietro di Tiziano eh.

Julian Plenti – Games for days (2009)
Ah, ma avevi detto non quelli nel titolo? Sì, ma mi sono paraculata mettendo il punto di domanda. Gné gné. E’ che Pollo Banca è uscito col suo progetto solista. Poi non so perché, magari si è vergognato. Eppure il cd è carino, è però abbastanza Interpol e nulla di fuori dal percorso. Oddio, anche per Yorke fu così. E come per il frontman dei Radiohead è un cd da tenere. Il video poi, è figo. Eh, noi del tre maggio.

Brett Dennen- Make you crazy (2009)
Dennen è la prova che il carbonio14 è una bella invenzione. Io, ho passato 3 secondi a dire: "no, ma i 30 anni dove li ha messi?". Sembra un pischello da American Idol e vicinanze e invece, oltre a imbroccare il singolo radiofonico, ha complessivamente messo su un buon dischetto dopo che ecco, ci ha riflettuto. Forse è ancora troppo distante dall’essere fenomeno pop e cantante moltoindie, stagna in una noncategoria ma per questo non dovete non ascoltarlo.

Joan as police woman – To be loved (2008)
Sulla Wasser non aggiungo altro. E’ brava. Anche se non giovane, non rampante (oddio, la tutina leopardata) ma è un mostro di tecnica ed è una bella persona. La canzone è di quelle che te la canti la mattina quando anche tutto va bene e sei in pieno polleggio. Caruccia.

The Maccabees – Love you better (2009)
Premio: ascolto anche tantammerda inglese ma mi erano sfuggiti, e premio ecco chi mi ha flashato a Glastonbury quest’anno. Sono i duepuntozero dei Razorlight, diciamocelo (che ormai sono avviati all’anzianità senza grandi scosse). Anche loro hanno approfittato della trishtezza di inizio anno in UK e sono balzati in alto nelle classifiche. Dal vivo tengono molto molto bene, e credo che faranno (cough) da supporters agli Editors. E il filone, signora mia, siamo là.

Friendly Fires – Jump in the pool (2008)
Sono la versione UK più intonata e più attenta alla composizione dei Panic! at the disco. Il disco omonimo del 2008 è un gioiellino, molto estivo, ballabile (specie il primo singolo che vi linko quassù). Ma comunque tutto è carino e un po’ mischia il new-wave, un po’ i talkingheads, un po’ la tecno, un po’ le sonorità dei Bloc Party del primo cd. Consigliati assai.

Florence and the Machine – Rabbit Heart (Raise It Up)
Fenomeno dell’anno. La voce ci ricorderà quella della O’Riordan e le attitudini quelle di Kate Bush, o un po’ anche qualcuna che ora non ricordo. Ha dietro nella BBC un enorme sponsor, ma la fanciulla è brava. Intanto si forma supportando i Blur, i White Lies, i Friendly Fires, i Glasvegas. E lei, poi è bellina assai. Altro che LadyGaga.

Blue October – Say it (2009)
Vergogna. Shame on me. Li ho scoperti quest’anno dacché gli Ours (cough) han fatto loro da supporters (trattieni i commenti sulla meritocrazia). Ma pare che anche gli ammerrigani l’han scoperti quest’anno, visto che il loro 5 album (ehi, suonano dal 1995!) è arrivato alla posizione numero 13 delle charts. Un incrocio tra i Genesis e i Linkin Park. Senza quel fastidioso hip hop.

[continua]

Uprising (valutazione primaria, nel senso da primate)

Ok, Matt, lo abbiamo capito.
Il gioco, dal precedente cd è: facciamo uscire una traccia ehm coff, diciamo sperimentale. Una che anche te pensi "ma no, dai, è ridicola". Solo che stavolta hai fatto il contrario e anche noi, come te, ci siamo un po’ rincoglioniti. L’altra volta, dopo che piangevamo tutti (beh, io sì) con Supermassive black hole (ci rimasi tanto male, eh, ma tanto). Poi sentimmo al fèstivàl lì inglese il cloppete cloppete di Knigts of Cydonia ed eravamo tutti lì a dire "uh, eccoli, ci han fatto solo lo scherzone".

Ora invece sta montando un tremendo dubbio in me.
Almeno secondo gli arrangiamenti che i Muse stanno usando eh: in un’intervista Bellamy disse che da quando era in Italia aveva iniziato ad ascoltare cantanti italiani tipo Ligabue, per colpa della tipa, e tipo Massimo Ranieri.
Ecco, secondo Paco Velenero qui in Uprising c’è qualcosa dei Pooh anni 70. Cristo, vuoi vedere che Bellamy ha trovato nel soggiorno del suocero i vinili di Facchinetti e soci?

Uprising stavolta è una Exo-Politics marziale e per le masse.
Mischiata tanto con Goldfrapp. E un po’ di groove preso da Manson, via.
[Ok, Supermassive black hole era una cover di Do Something e questa è Womanizer, ok]

Mica scemi eh, questa in radio gira un casino (mi sa che la manutenzione, a Como, costa). Specie col truzzamento ammerrigano. Non è una canzone oscena, non è neppure bella per un motivo: il ritornello. Non c’è crescita nel chorus, nulla di originale. Ora il casino è aspettare il cd (ehm, chissà se in settimana, ehm), ma confido nella figosità della stessa sentita live. Anche perché se non è così lo spezzo in 40 parti.

Per altre lamentazioni leggere i carampani.

mp3: Muse – Uprising

Dopo la daveghanizzazione di tomsmith abbiamo la Queenizzazione dei Muse.

Otto anni, che a noialtri sembran tanti, in realtà passano in un rutto.

I Muse non rifaranno un altro cd come Origin of Symmetry (che, ricordiamo, contravvenne alla regola il secondo album è sempre il più difficile, nella carriera d’un artista). Un po’ è un bene. Lui è cresciuto, all’epoca si faceva di funghetti e invece ora busserà alla schiena della Polloni di notte per dirle "Amore, senti cosa ho scritto" e lei, cisposa e con un sonno cane, annuirà alla cieca. Si cresce anche noi, che ti ci voglio ancora a ululare e a cantare Stretch it like a birth squeeze. Magari. Ma anche a riaverci otto anni meno.

Sarà perché presi malissimo Supermassive Black Hole, ma ora ad ascoltare United States of Eurasia che si spegne così, in uno Chopin che alle masse ricorderà tanto il Pianista di Polanski mi fa quasi venire i lucciconi. Cosa che minimo mi metterò a frignare come una mammoletta al concerto.
Io, in realtà, ho preso un po’ male tutto il cd precedente. Lo ammetto.

Ché uno adesso se lo immagina così: Bellamy che strimpella al piano lì a Como, poi invaso dallo spirito queeniano di polrogers e freddimercuri mischiati e agitati, per poi diventare a sfumare dopo gli ultimi rantoli il pianista con il naso di Adrien Brody e farci sentire a tutti quella cosa lì allo stomaco, che per alcuni sarà contrizione anche da ricordo da film olocaustico e per gli altri sarà birra.

[ma quello in fondo? un caccia?]

mp3: Muse – United States of Eurasia

Baby, did you forget to take your meds?

Placebo, Villafranca di Verona.Io ieri non è che ci avevo freddo. Un momento, non è che è una rappresentazione scritta che voglia evocare l’immagine di "beh, fino a che non stavo zompettando No hesitation, no delay, You come on just like special k, Just like I swallowed half my stash, I never ever wanna crash non è che mi stesse proprio prendendo, come suonavano Molko e soci, sebbene bravi". Poi stavo facendo confronti tra il live visto in stream da italiawave (Rai: diobono, che mezzi avete? Parliamone. Sono meglio i miei video fatti con la canon tra i pogo)

Parlo proprio che al ritorno fuori eran 16 gradi mi pare, almeno fino a Mantova. E io nel bizona ne avevo sparati 25.5 addosso a me. Con mia madre che sudava, e io con la doppia maglietta. Con gli altri che si avvicinavano a me, mi sentivano gelata, e io che dicevo "no, ma respiro ancora". Boh.

Probabilmente ho finito il giro concerti, e avendo visto in una settimana i due concerti dell’anno (Editors a parte) che mi han galvanizzato di più ecco, quasi andrei a vedere Marco Carta laiv al parcheggio del centrocommerciale dietro casa per abbassare la media.

Quello che mi ha sorpreso più di tutti è il biondino batterista nuovo. Alle ottoemezza, quando tutti si sono alzati come pecore (io, l’intelligenza, di gruppo, lì ho avuto la testimonianza che non esiste) è uscito fuori col chitarrino acustico in mano a strimpellare e ad autofarsi da supporter. Adorabile (e bravo)