Ho già spiegato per una volta tutto coerentemente nel titolo e, lasciando gli eroi qui sopra elencati per i quali provo diversi tipi di stima, lasciovi con simpatiche canzuncelle non on-the-heavy-rotation ora se non sul mio ascolto personale. Mi piacciono, ve le rigiro. Mica posso mettervi Indietro di Tiziano eh.
Julian Plenti – Games for days (2009)
Ah, ma avevi detto non quelli nel titolo? Sì, ma mi sono paraculata mettendo il punto di domanda. Gné gné. E’ che Pollo Banca è uscito col suo progetto solista. Poi non so perché, magari si è vergognato. Eppure il cd è carino, è però abbastanza Interpol e nulla di fuori dal percorso. Oddio, anche per Yorke fu così. E come per il frontman dei Radiohead è un cd da tenere. Il video poi, è figo. Eh, noi del tre maggio.
Brett Dennen- Make you crazy (2009)
Dennen è la prova che il carbonio14 è una bella invenzione. Io, ho passato 3 secondi a dire: "no, ma i 30 anni dove li ha messi?". Sembra un pischello da American Idol e vicinanze e invece, oltre a imbroccare il singolo radiofonico, ha complessivamente messo su un buon dischetto dopo che ecco, ci ha riflettuto. Forse è ancora troppo distante dall’essere fenomeno pop e cantante moltoindie, stagna in una noncategoria ma per questo non dovete non ascoltarlo.
Joan as police woman – To be loved (2008)
Sulla Wasser non aggiungo altro. E’ brava. Anche se non giovane, non rampante (oddio, la tutina leopardata) ma è un mostro di tecnica ed è una bella persona. La canzone è di quelle che te la canti la mattina quando anche tutto va bene e sei in pieno polleggio. Caruccia.
The Maccabees – Love you better (2009)
Premio: ascolto anche tantammerda inglese ma mi erano sfuggiti, e premio ecco chi mi ha flashato a Glastonbury quest’anno. Sono i duepuntozero dei Razorlight, diciamocelo (che ormai sono avviati all’anzianità senza grandi scosse). Anche loro hanno approfittato della trishtezza di inizio anno in UK e sono balzati in alto nelle classifiche. Dal vivo tengono molto molto bene, e credo che faranno (cough) da supporters agli Editors. E il filone, signora mia, siamo là.
Friendly Fires – Jump in the pool (2008)
Sono la versione UK più intonata e più attenta alla composizione dei Panic! at the disco. Il disco omonimo del 2008 è un gioiellino, molto estivo, ballabile (specie il primo singolo che vi linko quassù). Ma comunque tutto è carino e un po’ mischia il new-wave, un po’ i talkingheads, un po’ la tecno, un po’ le sonorità dei Bloc Party del primo cd. Consigliati assai.
Florence and the Machine – Rabbit Heart (Raise It Up)
Fenomeno dell’anno. La voce ci ricorderà quella della O’Riordan e le attitudini quelle di Kate Bush, o un po’ anche qualcuna che ora non ricordo. Ha dietro nella BBC un enorme sponsor, ma la fanciulla è brava. Intanto si forma supportando i Blur, i White Lies, i Friendly Fires, i Glasvegas. E lei, poi è bellina assai. Altro che LadyGaga.
Blue October – Say it (2009)
Vergogna. Shame on me. Li ho scoperti quest’anno dacché gli Ours (cough) han fatto loro da supporters (trattieni i commenti sulla meritocrazia). Ma pare che anche gli ammerrigani l’han scoperti quest’anno, visto che il loro 5 album (ehi, suonano dal 1995!) è arrivato alla posizione numero 13 delle charts. Un incrocio tra i Genesis e i Linkin Park. Senza quel fastidioso hip hop.
[continua]