Lubjan (di nuovo) al MateriaOFF.

Lubjan @MateriaOFF, 7.03.09Io in pratica quattro mesi fa vidi per la prima volta Lubjan dal vivo qua a Parma.
Quando mi son avvicinata ho trovato una ragazza alta, con degli occhioni dolcissimi, un modo di fare che ti scioglie il cuore. Una che però sul palco si trasforma.

Ecco, a me pareva brutto a Novembre dirle che dopo quell’esibizione lì la sua musica mi era entrata così dentro quasi da volerle bene anche se insomma, io di lei non sapevo una beneamata cippa. Io, quando ieri è finito il concerto nuovamente, mi son sciolta ed ho detto a Floriano "io, anche se è due volte che la vedo, a questa donna sappi che le voglio bene, ecco".

Lubjan @MateriaOFF, 7.03.09Poi le sarò per sempre grata perché è stata la prima artista che ho intervistato a modo mio, ieri.
Chi l’ha sentita ha detto che sembra una chiacchierata tra due vecchie amiche. Io, a mia discolpa -qualora questa sia una colpa- oserei dire che questo è l’unico modo che mi appartiene nell’interagire con le persone, esclusa la modalità cazzara, ovviamente.
La sentirete presto nella nuova trasmissione di Radionation, che andrà ad affiancare la storica Radiosglaps, così a mostrare queste mie due parti diverse. Naturalmente sarete avvertiti, e se avete zii, cugini, parenti, innamorati che suonano e volete che diventino protagonisti, al solito, citofonate.

Io a quella ragazzona lì voglio davvero bene, e le auguro ogni bene per il futuro lavoro.

Come cerchi nell’acqua che non sanno nuotare e si infrangono.

Panorama 115Insomma, noi s’è andati sabato a Fidenza.
Noi nel senso ormai giro di amichetti di vita sociale intensa. Quindi dopo un venerdì in cui morivo di sonno stando lì in giro a far foto sabato son arrivata bellina con un bel po’ di sonno in più perché pensavo che andavo a vedere Paoletto Benvegnù, e Benvegnù mi garba come cantante e quindi sapevo già che mi sarei divertita e sarei andata in un posto che conoscevo e che faceva caldo, e che insomma sapevo quasi di che morte morivo e quindi ero lì bella tranquilla normale.

Cheppoi rispetto a come si stava l’anno scorso nello stesso periodo son cose diversissime.
Nel senso: l’anno scorso stavo malissimo di fisico. E ho avuto un episodio di quella che si chiama depressione maggiore dacché le persone alle quali mi ero appoggiata han sbroccato come se avessero menopausa e climaterio e mi han abbandonato lì, con la mia sfiga e senza puntelli con io che in questi giorni un anno fa non mangiavo, non parlavo, non reagivo, stavo a fissare il soffitto e ero in uno stato così di merda che non m’accorsi neppure che la mia salute stava peggiorando e insomma lì erano un po’ cazzi acidi e fu anche peggio per me, ma si sa che ho del masochismo e che ci credo pure negli affetti anche se boh, mah, beh, pff.

Quindi noi siamo andati lì all’Arci Taun, che ha sto nome qui perché come si pronuncia, del resto è anche giusto. E siamo arrivati e insomma i Paolo Benvegnù hanno iniziato a suonare tardi, non si sa bene perché, forse perché ci dovevano fare il ruttino e fare il ruttino non è bello davanti al microfono: lo so io che alla blogfest ci avevo la birretta offerta da Beggi tutta nell’esofago lì che faceva capolino e stava risalendo. Insomma, l’incognita rutto che sta sempre dietro l’angolo è una cosa bieca quando devi vivere una vita di relazione.
Burp, scusate, ora inizio a scrivere decentemente.

Dicevo, dopo che Benvegnù ha finito di suonare c’era un personaggio che era tra gli avventori dell’Arci che ha detto di chiamarsi come Gabriele Topo e secondo me se gli passavamo vicino l’accendino ‘sto qui diventava flambè. ‘Sto qui ci ha detto che lui stava al bar o alla trattoria, non ricordo bene perché a me ‘sto qui mi incuteva più disagio di Carlo Capponi il bidello dell’Isola, e Gene Gnocchi passava lì e gli rubava tutte le battute eppoi le ridiceva in televisione guadagnandoci. E invece lì Charlie Gnocchi pure non aveva mai lavorato e diceva che insomma quelli erano dei lazzaroni. Poi abbiamo visto anche stoqui dopo se ne è andato via in bici e insomma anche se era in stato alcoolico tremendamente alterato teneva la strada. Non so come, secondo me va studiato.

Poi ci siamo intrattenuti con la Band. E’ bello perché si è parlato un po’ di tutto: da quanto sia fulminata la Maionchi a che insomma la gente che gira è tutta strana. Son cose belle perché c’è della intelligenza e dell’esser cazzari, e lo sharing di questa intellighenzia cazzara fa bene allo spirito e ti fa sorprendere in positivo che non ci sono solo le persone piatte, spente, che stan lì nel loro rancore ma non sei l’ultimo rimasto sulla faccia della terra che la pensa in un modo normale. Cioè, normale nel tuo modo di vedere le cose, ovvio.

Poi io alla fine vi dico di andarli a vedere i Paolo Benvegnù dal vivo ché son tanto bravi e simpatici. Le date le trovate sul myspace e qualcosa coi video li trovate anche sul mio flickr e sul mio canale iutub.

Il fantastico mondo della musica.

Insomma ieri ero a un concerto e c’erano tutte ‘ste gran reflex.
Io lì con la mia canon compatta mi sentivo un po’ in piena sindrome da spogliatoio maschile, con quei nikonisti con degli obbiettivi che eran lunghissimi e io lì con la mia a720 che usavo senza flash così, per scelta di vita, ma con ISO altissimi.
Mi son sentita tanto con una cosina piccola in mano.

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Poi c’era alla fine della serata concertistica ‘sto diggei. Che mi han detto che è una sorta di montagna umana e che quindi quando fa le serate qua per Parma tutti gli dicono che è bravissimo, anzi non glielo dicono neanche perché han paura di essere accartocciati e usati come una fisarmonica. Ma insomma, sto diggei c’era un gruppo di diversamente alti e diversamente tricotici che lo aspettavano con ansia e che si sono messi a pogare tra loro in circolo quando il diggei ha messo "Acido-acida".

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Mia mamma si preoccupa che mi trascino in giro anche se non sto benissimo in piedi però rispetto all’anno scorso di questi giorni, quando dopo un’operazioncina mi struggevo e stavo vitale come una felce a letto perché un gruppo di persone che dovrebbe passare sotto le mani sapienti del diggei sopra mi aveva abbandonato tipo bastardino in tangenziale, è contenta. Solo che io ormai tutte le sere che metto piede all’Onirica piazzo degli sbadigli e mi abbiocco che insomma, sembriamo un gruppo di anziani in gita sociale quando ci muoviamo ormai. Uhm, l’Onirica… nomen-omen…

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Cheppoi la tessera dell’Onirica, che è questo locale che han riaperto a Parma da un pochino e si trova in questa ex zona industriale, un po’ particolare: insomma ti danno una tessera come se tu fossi un’atleta. E te un po’ atleta ti ci senti, a girare dopo una settimana che ti sei fatta Piacenza, Modena, Parma, i giri, l’attaccaggio delle locandine sotto il diluvio, le cose da compilare, i giri da fare, le pagine da studiare, gli schemi da fare, i crampi dell’intestino, lo stomaco che non accetta più cibo, la stanchezza il sonno, il rrrroooonffff….

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Assì, Radiosglaps domani su Radionation1 dalle 22 in poi. Prima no. Siateci eh, zozzoni.

Lubjan al MateriaOFF.

IMG_0271 Allora, io mica sapevo che c’era ‘sto locale di un’associazione culturale chiamata materiaOFF qui a Parma, ma me ne parlò l’Elisa, che mi disse che suoi compagni di master dell’anno precedente avevano aperto ‘sto posto, che è un po’ imbucato in borgo San Silvestro.
E’ una cosa ganza, ché dentro l’han riarredato con materiale di recupero che farebbe un baffo un po’ a tutta l’ikea, e merita per la programmazione che fanno, anche se come ampiezza siamo sempre a livello garage.

Ieri sera ci suonava Lubjan e il suo fidanzato, Floriano (tastierista anche di L’Aura)

Lubjan è una ragazza dolcissima, e molto vera. Cosa che se per dire molte persone nell’ambito dei blog fossero come lei, anziché sentirsi stocazzo, la blogosfera sarebbe un mondo migliore.
Nonché è anche molto brava, e molto umile. Trasmette tantissimo cantando, ed ha una voce meravigliosa. Presto faremo anche qualcosa su Radionation con lei, in ambito di un progetto che dovrebbe dare visibilità a giovani artisti italiani.
Io son tornata a casa più serena e in un paio di canzoni me le son sentite arrivare proprio dentro.
Io vi consiglio di vederla dal vivo. Davvero. Trovate le date sul suo myspace.

Io ho fatto un paio (paio…) di video e si stanno mettendo su youtube, connessione permettendo. Le foto son già qui.

Youtubevideo: Lubjan – Back to a Time (live)
Youtubevideo: Lubjan – Stagnant water (live)

Metti la canottiera.

Marta sui Tubi live ArciTaun.

Consigliato a tutti quelli che non hanno ancora messo piede all’Arci Taun di Fidenza:

SI CREPA DAL CALDO.
Vestitevi quindi come se dovreste affrontare un concerto estivo, con la magliettina più leggera che avete. Il locale è piccolino, di fronte alla zona stazione. Noi cercavamo un parco di riferimento ma non si vede: arrivati quindi in piazza garibaldi prendete la strada che scende a sinistra lasciandosi la fontana alle spalle e l’orologio anche.
Per il resto bel concertillo, vissuto in prima fila. Il bello di muovermi con gente meno alta di me è che mi porta a superare la vergognosità che avevo della primafila. Son cose.

I've been high.

Rem live at Futurshow station Bologna.Ci son delle differenze climatiche tra Bologna e Parma: se ne è accorta la mia sinusite, che per due ore e mezza di coda fuori l’ex palamalaguti, oggi sta gridando vendetta con inaudita violenza. Ma vabbè, dici, stai a guardà er capello dopo che ti massacri anche un ginocchio però grazie agli influssi di Stipe cammini ancora.

Ho un ginocchio così nero che sembra mi sia messa una ginocchiera, ma son come ferite di guerra, se ne va orgogliosi (naturalmente ringrazio mia mamma che aveva messo nella borsa termica il ghiaccio quello in busta di gel che al ritorno ho utilizzato sulla parte, altrimenti ora eran un po’ cazzi. Ah, le mamme. Son cose…)

Rem live at Futurshow station Bologna.Ma andiamo con ordine. Perché mi piace andare ai concerti? per quella interazione artista-pubblico che ti crea un’atmosfera unica, giacché non so, si instaura un clima di reciproca fratellanza che te non t’aspetti. Uno sharing di affetto da grande famiglia e cultura a go go. Cultura… nozioni, via.
Insomma, c’è stato ‘sto concerto degli R.E.M. a Bologna, che poi è Casalecchio, che poi era l’ex Palamalaguti che ora l’han chiamato Futurshow Station. ‘Sta cosa degli sponsor è stressante. Era il secondo concerto di un medesimo artista in così poco tempo, neppure due mesi. Una cosa un po’ strana quindi, dopo quello che fu un concerto memorabile in quel di Milano.
Ed era difficile perché quello era un concerto perfetto, perché c’erano gli Editors come supporters, perché boh, la scaletta era superlativa. Non so. La cosa bella è che l’ho vissuto in modo totalmente diverso: in terza fila. Con uno in prima fila verso la mia sinistra che, dotato di un fisico esile come un camallo incrociato con una libreria ikea, rompeva l’anima alzando le mani ogni 5 minuti per fotografare in formato VGA tutta roba mossa. E alla mia destra tutte donne diversamente alte. Pur essendo tutti loro gente che aveva preso i biglietti tramite il fanclub, quindi entrati prima, e quindi arroccati lì, sulla pedana della transenna, quindi a guadagnare qualche centimetro. Però con il cantante ipotricotico pur sempre fotograficamente a breve tiro.

Le cose più belle al di fuori della musica, che insomma, ecco sarebbe giudicabile in uno smiley gigante sono:

  • Da Dolce e Gabbana il caffè costa 2.50€. E sta tizia di Milano, che li ha visti in ben 7 concerti quest’anno, che gli ha fatto la posta lì nel loro locale aperto a Milano mi ha detto che anche il suo vestiario è ora dei due stilisti. Infatti, poveraccio, ha litigato tutta la sera coi pantaloni, tirandoseli su ogni 10 minuti. Eh, la vita bassa. Ma dicevo, in pratica a Milano han mangiato lì e se la sono scorrazzati in giro senza essere riconosciuti. Lì è partita la solita mia menata: "io mica lo so se vedo il mio cantante preferito in giro se lo fermo o no, mi vergogno, mi sembra di rompergli le palle, che gli dico poi…". Mia mamma mi fa: "lascia che si veda in giro, poi lo fermo io". Il senso pratico ho capito da chi l’ho ereditato. Ah, poi la stessa tizia di Milano, che era molto amicona e caruccia per essere una milan… coff, i luoghi comuni scusate, diceva che vedere i concerti in Svizzera è una rottura tremenda: ché non ti fan entrare le bottiglie (poi le vendono dentro, ma a lei un litro glielo hanno smezzato in due bicchieri di plastica da birra media, comodissimi) e ti fan storie per le macchine.
  • Appena ho visto la polizia ho capito che la entrata sarebbe stata difficoltosa. Mah, personale non all’altezza all’ingresso, che non sapeva neppure strappare i biglietti. Al confronto a Ferrara son dei professionisti. La mancanza di tizi addetti con esperienza è un Male. Comunque non hanno ravanato nelle borse né niente, almeno a me, che sono entrata alle 19 precise.
  • Ad un certo punto, a metà concerto, Peter ha bloccato Michael e gli ha indicato in mezzo al pubblico. Io ho pensato a un malore, poi ho visto i gorilloni della security allontanare uno. Ne abbiamo discusso anche qua con Ardesia ma non ne siamo uscite. Qualcuno ha notizie del poraccio?
  • Peter era così ebbro di vino (rosso) che a volte tentava delle piroette su se stesso ma sbandava. Mito.
  • Ancora più mito era il marchigiano alla mia sinistra che incitava Peter spessissimo, tanto che il musicista stesso lo invitava imbarazzatissimo a fare silenzio.
  • Alla mia destra invece c’era una coppia bolognese di cui lui Rem live at Futurshow station Bologna.era fansissimo del gruppo. Sebbene si fosse incaponito che Up fosse del 2000 (invece no, è del 98. So bene che son 10 anni fissi che seguo i Rem….) era molto simpatico, e mi ha spiegato del perché dei dinosauri sugli amplificatori (dal malore del batterista durante il tour di Monster). L’altra coppia invece proveniva da Catania, e oltre ad avermi fatto sperticati complimenti per le foto -son cosissime-, mi han detto che la tappa di qualche anno fa nella loro città derivava dall’amicizia con un locale discografico (quello dell’etichetta che lanciò la Consoli) poi morto per neoplasia, e quindi erano spesso laggiù da lui e il concerto lo fecero come in sua memoria. Ma poi mi son persa un po’.
  • Insomma, io ho filmato e fotografato come una mandrilla e non m’han detto nulla. Ai succitati vicini han rotto le balle nonappena provavano a fare un filmino. Non so…
  • Lo sguardino recitativo verso la mia camera di Michael a pochi centimetri da me.

Due appuntini sul lato musicale: I We are scientists sono molto bravi dal punto di vista suono e resa sul palco, ma il repertorio, specie il nuovo album, è deludentino. Non so, li aspetto col terzo album e tiro le fila.

La scaletta era non eccelsa, troppi pezzi vecchi che non avevano grande presa dal vivo, ma gli R.E.M. son troppo bravi, non ho parole quindi per giudicarli. Cioè, anche una schifezza con Stipe raffreddato sarebbe meglio di molti altri gruppi e cantanti italici e non. Sono stata contentissima. Non tanto lì per lì, ma c’è una cessione prolungata nel tempo, mi sto accorgendo.

Saluto ancora Disorder e Luca, con cui purtroppo son potuta rimanere a parlare poco perché gli addetti ci han cacciato fuori con metodi di memoria un po’ fascista. Sarà per la prossima :)

Rem live at Futurshow station Bologna.Scaletta/Setlist sul sito.
Ma il prode Disorder segnala che tra animal e end of the world c’è sweetness folows, e il sito non la riporta:
1. Living Well Is the Best Revenge/2. What’s the Frequency, Kenneth?/3. I Took Your Name/
3. So Fast, So Numb/5. Drive/6. Maps And Legends/7. Walk Unafraid/8. Man-Sized Wreath/
9. Ignoreland/10. Hollowman/11. Circus Envy/12. The Great Beyond/13. Just A Touch/14. 7 Chinese Bros./15. She Just Wants To Be/16. One I Love/17. I’ve Been High/18. Let Me In/19. Horse To Water/20. Bad Day/21. Orange Crush/22. Imitation Of Life///23.Supernatural Superserious/24. Losing My Religion/25. Animal/26. It’s the End of the World As We Know It (And I Feel Fine)/27. Man On The Moon

Tutte le foto, con qualche video breve, qua su Flickr.
Due video su youtube, per ora.

What if you rock around the clock.

La cosa positiva è che in tutta questa settimana merdosissima domani mi concentro su Michaelone Stipe, sui supporter, su incontrare della gente che è dietro ai blog, sul bellissimo asfalto (!) di Casalecchio e su tutto quello che un concerto della band che seguo da più tempo può darmi.

Più di merda di così non può andare. Non ditemi che può piovere, ché la scorta già l’ho fatta a Riva.

Hey kids, where are you
Nobody tells you what to do, baby
Hey kids, rock and roll
Nobody tells you where to go, baby

mp3: R.E.M. – Drive (live)

Update: comunque stanno riprendendo le trasmissioni -tutte- di Radionation. Ci sono ancora posti liberi per chi volesse trasmettere. In caso, commenti e mail saranno sicuramente vagliate. A breve anche notizie sulla ripresa di Radiosglaps (probabile questa domenica, certa la prossima) e su un Galà che vi presenterà tutti i programmi della rete. Checculo, eh?

Radionation accamp.

Allora qui c’è da parlare di una cosa che un po’ mi stavo dimenticando.BlogFest 2008: Io ci sono!
Pensandoci si potrebbe anche non fare, mica è necessario, ma qui è tutto superfluo…

No beh, io ci avevo buone premesse per divertirmi alla blogfest ma ora sembra un incrocio tra crociera per single che van lì sperando di pucciare il biscotto, biutifarm-7kg-in-7 giorni, un congresso sulle prostatiti in ungherese e la finale di miss muretto.
Qualcosa che sotto sotto mette ansia e promuove, incoscentemente, il consumo di alcolici.
Qualcuno porti le carte che giuochiamo a briscola con le mosse e un tresette col morto, vista l’età media dei blogger eh (tranquilli, quando vedrò Mantellini dico che scherzo, sisamai)

Naturalmente in tutto questo fiorire di camp interni alla blogfest noi di Radionation, che non siamo gli ultimi degli stronzi, abbiamo ideato il Radionation accamp.
L’unico piccolo problema è che non possiamo darvi a voi lettori e ascoltatori un luogo certo, ma sicuramente si terrà a Riva in un luogo asciutto ove ci sia una panchina o perlomeno un paio di sedie.
Il tutto è patrocinato dai miei alcolici portati da casa e dai dolci. Naturalmente chi vuole può portare viveri e vettovaglie ai vari webjay che si avventureranno perdavvero nel fare una lunga diretta da Riva del Garda (portandosi le canzoni da casa, perché sennò nell’HD del Neri vi ricordo che non c’è gran scelta oltre agli Elii eh). Abbiamo anche approntato alcuni talk che per ora sono:

Antonio B ci parlerà da casa sua che facendo radio il venerdì fa bene alla pelle
Jimmy2k ci parla della sua improvvisa popolarità da quando è stato riconosciuto mentre smadonnava per la perdita del bus da due vecchiette.
Jack parlerà dell’incremento della vita sociale il giovedì da quando si è diffuso il culto del borsello
-break con acqua piovana e briciole rubate ai piccioni-
Fran parlerà del nuovo palinsesto e del recluting della radio specificando che prendiamo un po’ porci e cani
-pausa per le rimostranze al direttore artistico e sua medicazione-
Smeerch metterà su della musica per non far notare il resto nel frattempo.
Asended ci allieterà con simpatici stacchetti e interventi portando in giro il microfono tra il "popolo dei blog".

Though the words we speak are banal, not one of them's a lie.

Andrew bird
C’è un blog, del NYT, dove diversi cantanti ci scrivono su. In mezzo a questi c’è anche quello che io considero un genio assoluto, ossia Andrew Bird.

Quanto io stimi il sig. Andrea Augello voi non lo credete. Il problema è che, mentre bene o male Jason Mraz (che Radiosglaps vi fece ascoltare già due anni fa, prima del boom odierno) verrà in settembre a Milano per una sua data live, io Bird, se non me ne vo in Francia, o in altri paesi simili, col cavolo che me lo vedrò live.

(sì, lo so, amo anche tutti i cantanti gracili, che vi devo dire: complesso di Elettra al contrario) (dite che può significare che nell’altra vita ero Mengele e ora si spiega il karma negativo di ritorno?) (no, mi garbano quelli secchi, credo sia così, boh, valli a capire i processi mentali. Voi che perdete tempo a psicologia non ve lo insegnano? spiegatecelo) (sì, Andrew non è bono ma globalmente ha la bellezza dell’artista e insomma, friullillì)

Parlare brevemente dell’uomo e dell’artista Bird non è semplice. Ha una carriera solidissima alle spalle, collaborazioni e esperimenti musicali prodromi a quello che è stato, almeno oltreoceano, un successo pluriacclamato:  "Armchair Apocrypha" è la piena testimonianza di ciò che è Andrew Bird..
Andrew è polistrumentista. Cresciuto col metodo Suzuki ora suona un po’ tutto quello che gli capita a tiro: chitarra, mandolino, glockenspiel, violino (pizzicandolo, anche) e soprattutto -nomen omen- fischia che è un piacere, inframezzandolo al cantato.
I testi poi non si fermano al pucci pucci amore mio, sole cuore amore, toccami le mani. No. Basti pensare che in The Mysterious production of eggs, lavoro precedente, era presente una canzone -bellissima- che si chiama Fake Palindromes. Se controllate ben bene tutto il testo è formato da palindromi. Insomma, ricercatezza lessicale ma anche di temi, che variano dal politico sfumato non attivista (ma lui si è esibito per la campagna elettrorale di Obama, ricordiamolo) all’esistenzialista. In salsa indie, pop, folk.
Ci sono altri cantanti in Italia già apprezzati dello stesso filone, diciamo, ma non capisco perché lui no. Bah.

Una delle cose belle delle nuove tecnologie -e qui andiamo nella novità del post di un artista che amo e di cui già vi ho largamente parlato- è che sia le band scarse riescono a mascherare alcuni difettucoli dal vivo sia gli one man band riescono finalmente a destreggiarsi autonomamente senza bisogno di un’orchestra intera e plasmando quindi la canzone quasi alle emozioni del momento.

Per questo vi invito a ravanare nei link sottostanti: nel canale youtube potete trovare ad esempio una esibizione dal tour europeo del 2007 alla Meloquinerie di Parigi, che mostra Bird (con Martin Dosh alla batteria) che canta e, aiutandosi con la riproduzione di loop (o campionamenti, vedete voi) se la giostra con tutti gli strumenti che sa suonare compreso quel fischiettaggio che vi dicevo.