Come cerchi nell’acqua che non sanno nuotare e si infrangono.

Panorama 115Insomma, noi s’è andati sabato a Fidenza.
Noi nel senso ormai giro di amichetti di vita sociale intensa. Quindi dopo un venerdì in cui morivo di sonno stando lì in giro a far foto sabato son arrivata bellina con un bel po’ di sonno in più perché pensavo che andavo a vedere Paoletto Benvegnù, e Benvegnù mi garba come cantante e quindi sapevo già che mi sarei divertita e sarei andata in un posto che conoscevo e che faceva caldo, e che insomma sapevo quasi di che morte morivo e quindi ero lì bella tranquilla normale.

Cheppoi rispetto a come si stava l’anno scorso nello stesso periodo son cose diversissime.
Nel senso: l’anno scorso stavo malissimo di fisico. E ho avuto un episodio di quella che si chiama depressione maggiore dacché le persone alle quali mi ero appoggiata han sbroccato come se avessero menopausa e climaterio e mi han abbandonato lì, con la mia sfiga e senza puntelli con io che in questi giorni un anno fa non mangiavo, non parlavo, non reagivo, stavo a fissare il soffitto e ero in uno stato così di merda che non m’accorsi neppure che la mia salute stava peggiorando e insomma lì erano un po’ cazzi acidi e fu anche peggio per me, ma si sa che ho del masochismo e che ci credo pure negli affetti anche se boh, mah, beh, pff.

Quindi noi siamo andati lì all’Arci Taun, che ha sto nome qui perché come si pronuncia, del resto è anche giusto. E siamo arrivati e insomma i Paolo Benvegnù hanno iniziato a suonare tardi, non si sa bene perché, forse perché ci dovevano fare il ruttino e fare il ruttino non è bello davanti al microfono: lo so io che alla blogfest ci avevo la birretta offerta da Beggi tutta nell’esofago lì che faceva capolino e stava risalendo. Insomma, l’incognita rutto che sta sempre dietro l’angolo è una cosa bieca quando devi vivere una vita di relazione.
Burp, scusate, ora inizio a scrivere decentemente.

Dicevo, dopo che Benvegnù ha finito di suonare c’era un personaggio che era tra gli avventori dell’Arci che ha detto di chiamarsi come Gabriele Topo e secondo me se gli passavamo vicino l’accendino ‘sto qui diventava flambè. ‘Sto qui ci ha detto che lui stava al bar o alla trattoria, non ricordo bene perché a me ‘sto qui mi incuteva più disagio di Carlo Capponi il bidello dell’Isola, e Gene Gnocchi passava lì e gli rubava tutte le battute eppoi le ridiceva in televisione guadagnandoci. E invece lì Charlie Gnocchi pure non aveva mai lavorato e diceva che insomma quelli erano dei lazzaroni. Poi abbiamo visto anche stoqui dopo se ne è andato via in bici e insomma anche se era in stato alcoolico tremendamente alterato teneva la strada. Non so come, secondo me va studiato.

Poi ci siamo intrattenuti con la Band. E’ bello perché si è parlato un po’ di tutto: da quanto sia fulminata la Maionchi a che insomma la gente che gira è tutta strana. Son cose belle perché c’è della intelligenza e dell’esser cazzari, e lo sharing di questa intellighenzia cazzara fa bene allo spirito e ti fa sorprendere in positivo che non ci sono solo le persone piatte, spente, che stan lì nel loro rancore ma non sei l’ultimo rimasto sulla faccia della terra che la pensa in un modo normale. Cioè, normale nel tuo modo di vedere le cose, ovvio.

Poi io alla fine vi dico di andarli a vedere i Paolo Benvegnù dal vivo ché son tanto bravi e simpatici. Le date le trovate sul myspace e qualcosa coi video li trovate anche sul mio flickr e sul mio canale iutub.


0 thoughts on “Come cerchi nell’acqua che non sanno nuotare e si infrangono.”

  1. Lui e i tipi della band sn fenomenali, Batterista in pole position!

    Amaracchia

    P.S. Ma quanto è bello e bravo Paolone

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