Sonisphere quello live al parcheggio

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In realtà ho molto aspettato prima di scrivere due cose, e sono tuttora confusa? Perché? Non ci posso ancora credere ed ho caldo. Ancora. Credo che sia ancora il caldo accumulato là, in quella sorta di buco nero dove i prossimi tre anni (parole di quelli del servizio d’ordine) butteranno i concerti estivi italiani. Ho rimpianto Rho dicendo “almeno là c’è ombra, posto dove bivaccare, spazio per andare a pisciare, modo per fare le code per la birra”. Ho rimpianto il Sonisphere di Imola quello con il palco nella corsia dietro i pit. Vi giuro: li’ sono riuscita a vedere qualcosa. Qua mi sono affidata al superzoom della bridge e fortunatamente (che botta di culo eh, guarda) i telefonini degli altri.

Ho intuito i concerti. E fortunatamente i Metallica avevano un audio abbastanza buono.

Credo di aver avuto un colpo di calore. Ringrazio tanto i miei amichetti che erano là.

Non penso faro’ più un grande evento in Italia. O almeno dissuadetemi: vedo gente ora al Rock in Vienna che si gode i concerti e invece là noi stocazzo. Qualcuno ha scritto abbastanza bene l’inferno che c’era.

Sonisphere 2015 Milano

Considerazioni concertistiche:

  1. Tutta quella gente attorno ai Metallica ecco, dai, io capisco: ma anche no
  2. Faith no More che travalicano l’attitudine punk ma si conciano come Silvio all’epoca del disco con Apicella e la Bandana.
  3. Meshuggah con i volumi cosi’ bassi che boh.

In fissa coi Cheerleader

Ho scoperto Bright Antenna come etichetta per via dell’album solista di Gnecco, e ho scoperto con questo due meravigliosi proprietari e un catalogo piuttosto figo. Credo che avendo come contatto Tiffanie de Bartolo (avete letto i suoi libri, ragazze che mi leggete qui? vi piaceranno, fatelo) lo scorso novembre o dicembre parlava di questi ragazzi qui di Filadelfia. Carucci, bravi. Vedendo l’entusiasmo ho dato subito un’ascoltata al poco che c’era su spotify e beh… fissa totale, gruppo da soundtrack del momento.

Dal 19 è uscito il loro disco. “Sunshine of your youth” e lo stesso nome della band vi svelano che siamo in territorio alegher alegher. Disco che viene prodotto per gentile concessione di Mark Needham (The Killers, Bloc Party), e che mette in mostra una serie di frizzanti canzoni: “A Million Ways” combina un rock sognante dai riff di chitarra melodici, mentre il synthy “Dreamer” scivola in territorio shoegaze con la voce lo-fi del frontman Joe Haller in prima linea.

Rae Morris ftw

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Mi rogna tantissimo averla persa a due festival su due. Rae Morris è magica. Non esploderà in questa prima parte dell’anno, ma per la fine del 2015 o inizio 2016 sono pronta a scommettere che diventerà la nuova donna che tutti vogliono.

Per dirvi, ha appena 21 anni, nata a Blackpool canta e compone. Rae Morris ha già guadagnato una reputazione stellare sul circuito live con i suoi sofisticati paesaggi sonori e ballate per pianoforte. Dopo aver partecipato al singolo dei Bombay Bicycle Club Luna, Rae ha cominciato a pubblicare la propria musica col crescente sostegno dei media del calibro di BBC Radio 1 e NME, che l’han descritta come “una cantautrice dal vero talento”.

 

Freddie Dickson è eccezionale.

Vi ho scritto subito di quanto sia bravo Jake Isaac. Mi sono scordata, credo, di dirvi che mentre ero nelle varie code per entrare ad Eurosonic il primo giorno (e al Vera non si riusciva ad entrare) sono passata davanti al patio della Huize Maas e ho detto “no cazzo, questo mi piace. Io rimango qui”.
Visto che voi non avete un po’ la stessa opportunità, io ho sofferto per voi (eravamo tipo sardine, per fare queste foto non lo so neanche io: ma potete ricercare il live su WDR, che è già garanzia che Freddie é cosa buona)

Ricordo che parti’ sms ad amico promoter dicendo PRENDILO (la risposta fu: no, è su Sony) e poi ho lobotomizzato diversi amichetti dicendo che dovevano ascoltarlo. Egli tiene 25 anni, non portati benissimo. Lo chiamano Doom Pop, io ve lo posso spiegare come una Lanona del Rey non stracciacoglioni ma per persone intelligenti. La sua musica è fortemente cinematografica, una sinestesia continua. Sotto vi potete sentire un po’ di suoi lavori, ma c’è anche tutto su spotify)

www.freddiedickson.com
www.facebook.com/freddiedicksonmusic

Jake Isaac vi conquisterà

C’è un criterio abbastanza valido su chi scommettere ad Eurosonic ogni anno: la venue in cui un artista suona. Non so se l’ho già scritto qui o su un socialino a caso… purtroppo c’è questa cosa della dispersione che quasi mi fa preferire quando era tutto blog e campagna.

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Il fatto è che ora sono stata a un festivalino a Rotterdam. Mi sono ritrovata a caso in una live session in chiesa (le session in chiesa mi intrippano un casino. Al netto del puzzo di chiesa l’acustica e l’atmosfera sono inimitabili) e ho recuperato Jake Isaac live. Dopo 20 secondi avevo la bocca aperta e gli occhi a cuore. Non solo ha le canzoni, è bravo a suonare (tastiera, chitarra, sessione ritmica), sa interagire con humor e sa stare su un “palco” (venendo a suonare anche in mezzo alla sala). Il fatto è che ci mette il cuore. Ti trasporta nel suo mondo e sembra come se un amico stia cantando ad un raduno, spiegandoti cosa gli sia successo nel frattempo che non ci si è visti.

Ascoltatelo.

L’ammore per Tidal da parte dei musicisti.

Sembra che fuori dal cerchio magico di Jay Z non è che Tidal piaccia tanto ai colleghi. Stranamente no, non parliamo delle reazioni ai Radiohead in sottofondo (Thom York poco fa ha solo twittato contro Shell, del nuovo servizio in stream manco mezzo byte) anche se il fatto di mettere delle musichine nei trailer come è successo a Haxan Cloak cui non hanno chiesto un piffero non è proprio una bella partenza per un servizio che si professa paladino degli artisti.

Al netto delle considerazioni:

  1. Fiiii, senti che megabassi della madonna ora con il flac pumpato

 

  • sì, ma senza cuffie da 230 euro non c’è differenza

 

 

  • ora però quanto pago di connessione internet? e se non ho il 4G?

 

 

Molti cantanti si sono avventurati sul dire che Tidal non è come dire, ecco… una splendida idea. O forse è una splendida idea ma realizzata demmerda. Se la chiave è il rapporto con gli artisti e la sostenibilità economica del servizio diciamo che le reazioni fuori dalla provincia di Jay Z sono un gigantesco no che potrebbero far ritrovare tutti con le pive nel sacco. Uscendo dal meraviglioso spiegone di DIY sull’argomento, le reazioni di molti sono da incorniciare.

Update:

(e instagram)

Se questo è The Globalist, tanto ammore ai Muse

Non ho speso mezza riga su Dead Inside perchè sebbene mi sia impegnata ad ascoltare la traccia 30-40 volte non mi è rimasta in testa. Ma pare stiamo cascando meglio. Quindi, se la prima traccia era for the lol, la seconda per il mercato post twilightiano, ora con The Globalist e lo spoilerone su vimeo qui sotto (Thanks to MuseHolland: LIEFJE!) direi che stiamo cascando meglio assaje.
Perchè si: pare tanto una cosa bbbella un po’ come Citizen Erased ma stemperata in salsa Absolution con Morricone che ti guarda e ti dice , tipo uomo del Monte.
[E come rimarcava Rob, gli ultimi due minuti è Defector. CIAONE]

MUSE FinalCut 032615 from Andi Lipo on Vimeo.

Alberto Cipolla feat. Marco Guazzone e STAG: escono oggi singolo e video di “Awakening In Two”

[la mia intervista con Marco e Alberto è qui su Lostingroove]

Link al video di Awakening In Two (feat. STAG):

Esce oggi il singolo Awakening In Two (feat. STAG), la cui versione al piano è contenuta nel disco d’esordio dell’artista torinese Alberto Cipolla (Soundtrack For Movies In Your Head), ma che è stato ri-arrangiato in collaborazione con gli artisti romani Marco Guazzone e Stefano Costantini degli STAG
Alberto Cipolla e Marco Guazzone, che si conoscono e si stimano reciprocamente da tempo, hanno espresso più volte la volontà di scrivere un pezzo a quattro mani, avendo intrapreso percorsi musicali affini tra loro. L’occasione è arrivata quando Marco ha ascoltato il disco di Alberto ed è rimasto colpito proprio da Awakening In Two, di cui ha scritto il testo. L’arrangiamento è stato poi completato da Stefano Costantini, con l’aggiunta del suo flicorno, e da Elena Bellusci al violino.
Alberto Cipolla racconta così questa collaborazione: “Già quando aprii la loro data di Torino nel 2012 ci eravamo detti che dovevamo assolutamente trovare l’occasione di scrivere qualcosa insieme e sono molto felice di aver potuto lavorare con due amici-musicisti-colleghi come Marco e Stefano. Abbiamo realizzato un brano di cui siamo contentissimi e più che soddisfatti. Condividere un weekend intero in studio, parlando di musica, quella vera, e lavorando sodo è stato rigenerante. E credo che nel risultato questo si senta e si veda.”
Gli STAG dichiarano: “Nel brano il mondo di Alberto si incontra con le nostre sonorità e non vediamo l’ora di farvi ascoltare il risultato di questo bellissimo lavoro!”.
Awakening In Two (feat. STAG) è stato prodotto, registrato, mixato e masterizzato da Ugo Poddighe presso i suoi UP Studios. Il video che accompagnerà l’uscita del singolo è stato realizzato in studio dalle videomaker Cecilia Volta e Martina Marongiu.
BIO ALBERTO CIPOLLA:

Classe 1988, Alberto Cipolla muove i primi passi nella musica già dall’infanzia, poi il gioco si è trasformato in passione e, dopo anni di pianoforte da privatista, Alberto prosegue la strada della musica ottenendo il diploma come “Tecnico di Musica Interattiva” presso la Scuola di Alto Perfezionamento Musicale di Saluzzo (CN). Nel 2008 inizia a frequentare il corso di “Composizione” presso il Conservatorio di Torino e del biennio di “Contemporary Writing and Technology” presso il CPM di Milano. Dal 2008 ad oggi ha scritto, arrangiato e prodotto musiche per il programma tv “La Melevisione”, composto la colonna sonora del film “Il Corridore” di Stefano Scarafia e Paolo Casalis, scritto e prodotto musiche per spot promozionali di eventi e sonorizzazioni per mostre d’arte. Ha composto la colonna sonora del cortometraggio “Le Delizie del Re”, commissionato dalla Reggia di Venaria (TO) ed eseguito dall’orchestra del Conservatorio di Torino, e scritto parte della colonna sonora del film “Walls And Borders”. Alberto lavora inoltre sia come co-direttore del coro Fizzy Black in veste di arrangiatore, sia come scrittore/arrangiatore e produttore per terzi, spaziando dal pop al rock, fino alla musica elettronica. In veste di pianista e tastierista ha esperienza in duo/trio acustici jazz e blues, suona nel gruppo folk Aire De Prima e ha suonato nella band pop-elettronica torinese Glamory. Suona stabilmente come tastierista per i cantautori torinesi Eugenio Rodondi e Puso. Nel maggio 2012 ha aperto la data torinese di Marco Guazzone & STAG. Dal 2013 è tastierista per il cantautore torinese Johnny Fishborn. Nell’aprile del 2014 firma un contratto di edizioni/distribuzione con l’etichetta Videoradio di Giuseppe Aleo.
Il disco d’esordio s’intitola Soundtrack For Movies In Your Head (distribuito SELF), uscito il 26 maggio negli store digitali e il 27 maggio in formato fisico. Quest’album racchiude in 13 brani il meglio delle capacità compositive dell’artista. Come dice il titolo, vuole essere una sorta di “colonna sonora” per le sensazioni, le immagini mentali, i film che ognuno ha nella sua testa o che possono scaturire dai brani stessi. Così come i quadri impressionisti avevano come titolo il soggetto del dipinto, che però era spesso vago e rarefatto, collegandosi così anche all’impressionismo musicale di Satie e Debussy, in Soundtrack For Movies In Your Head il soggetto del brano è spesso espresso (The Girl And The RyeLast Day Of NovemberCarol In The Rain), ma la messa a fuoco su di esso è lasciata all’ascoltatore. Dopo alcune esperienze di scrittura per documentari e spettacoli teatrali, prevalentemente musica di stampo minimalista à la Yann TiersenMichael Nyman o Ludovico Einaudi, nel 2010/2011 iniziano a prendere forma i primi brani che comporranno il disco e che ne costituiranno la cifra stilistica: il pianoforte come sorgente dell’idea melodica o armonica, un crescendo che si porta dietro chitarre acustiche, elettriche, sezione ritmica e sintetizzatori, in una coesione ideale di tutti questi elementi. Si passa dal pop-rock dei Coldplay, a brani barocchi nello stile di Arcade Fire o Muse, o anche a brani più astratti che si avvicinano a quelli di MogwaiSigur Ròs o Explosions In The Sky. Anni di studi classici, di composizione e di pianoforte, vengono condensati in brani che, sotto mentite spoglie di melodie semplici ed orecchiabili, celano a volte ravvicinati e numerosi cambi di tonalità, parti orchestrate in contrappunto o armonie vocali curate. Si crea quindi una sorta di post-pop dal sound molto cinematografico, in un repertorio che vede numerosi brani strumentali e una minoranza di brani cantati in lingua inglese. Il primo singolo è The Shacks (2.0), uscito l’8 maggio, mentre il 10 novembre esce Craig And Noelle.
Il 2015 si apre il 13 gennaio con l’uscita del singolo The Girl And The Rye, il cui video è stato girato dal collettivo di registe torinesi BADhOLE.
 
 
BIO STAG:
Gli STAG sono una band italiana formatasi a Roma nel 2008. Nascono dal progetto musicale solista di Marco Guazzone, che ha successivamente creato il gruppo.
Il primo singolo di Guazzone come solista è il brano Love Will Save Us, scelto come colonna sonora ufficiale dello spot Fox Life San Valentino per due anni di seguito (2010-2011).
Nel 2012, dopo aver superato la selezione di Sanremo Social, Guazzone partecipa alla 62a edizione del Festival di Sanremo nella sezione Giovani con il brano Guasto, vincendo il Premio Assomusica e il Premio Rai Gulp.
A seguito della partecipazione al Festival il gruppo prende il nome di Marco Guazzone e STAG e successivamente poi diventerà solo STAG.
Il loro album di debutto L’Atlante dei Pensieri, uscito nel 2012 è stato prodotto da Steve Lyon, produttore e ingegnere del suono già al lavoro con Paul McCartney, Depeche Mode, The Cure, Subsonica, Linea 77.
Dal disco vengono estratti tre singoli: Guasto, Sabato Simpatico e Atlas Of Thoughts.
Il brano strumentale Silent Movie, tratto dal disco, viene scelto come colonna sonora dello spot Sky “Fox4Dev” con Davide Vergassola creato da Fox International Channels Italy.
La Mia Orchestra fa da colonna sonora allo spot della campagna di prevenzione e sensibilizzazione per la giornata mondiale contro l’AIDS, il 1 dicembre 2012, in collaborazione con David Mayer Naman e Nps Italia onlus.
Il brano Sabato Simpatico viene inserito nella colonna sonora de “L’Appuntamento”, cortometraggio vincitore del Globo d’ Oro 2013.
Alcuni brani del disco fanno da colonna sonora al cortometraggio “Sulla Poltrona Del Papa”, che segna il debutto alla regia dell’attrice Cristiana Capotondi.
Nel 2013 esce Live al Piper Club, album registrato dal vivo contenente brani estratti dal concerto che la band ha tenuto il 29 Novembre 2013 nello storico locale romano.
Hanno partecipato come band ufficiale a diversi programmi radio, anche durante i Festival del Cinema di Roma e di Venezia, tra cui “Nessuno é Perfetto” e “Ottovolante” di Rai Radio 2 e “Hollywood Party” di Rai Radio 3.
A Natale 2013 arrangiano ed interpretano e una nuova versione del brano natalizio Jingle Bells, prodotta da Paolo Buonvino per la colonna sonora del film “Il Natale di una Mamma Imperfetta”, tratto dalla web serie “Una Mamma Imperfetta” scritta e diretta da Ivan Cotroneo.
Per Arisa scrivono il brano Dimmi Se Adesso Mi Vedi, contenuto nel suo album Se Vedo Te.
A marzo 2014 partecipano a una missione in Libano con Rai Radio 2, suonando per il contingente italiano dell’ONU d’istanza a Shama.
Ad aprile 2014 accompagnano la promozione del film “Piccola Patria”, diretto da Alessandro Rossetto, con un tour in cui suonano dal vivo la colonna sonora della pellicola insieme alla attrice protagonista e compositrice Maria Roveran.
Il loro brano Atlas Of Thoughts viene scelto come colonna sonora ufficiale della campagna “Basta Il Colore” contro violenza, bullismo e omofobia.
A luglio vengono invitati da Elisa come ospiti del suo concerto al Lucca Summer Festival.
Hanno collaborato alle musiche del film “Fratelli Unici”, uscito al cinema nel mese di ottobre 2014, con due brani scritti insieme a Paolo Buonvino, autore della colonna sonora originale, intitolati I Am Free e Cosa C’è, quest’ultimo interpretato insieme a Malika Ayane.
Attualmente stanno lavorando alla colonna sonora del film per il cinema “La Notte è Piccola”, per la regia di Gianfrancesco Lazotti, a cui hanno partecipato anche nella veste di attori.
Nel corso degli anni hanno aperto le date di artisti tra cui Moby, Suzanne Vega, Elisa, Malika Ayane, Arisa, Dolcenera, Jay Brannan, The Irrepressibles, Azure Ray, Morgan, Meganoidi.

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Riciclare i riff che ci piacciono

Io ieri ve lo avevo detto, ok è bello trovare qualsiasi simiglianza con altri gruppi ma il riff era di casa. Sin dai tempi dei gessati e lo spaccochitarre.

Likely the band’s most famous live-only riff, fan-dubbed “0305030” for its gutiar tableture, finally gets a home in the (currently) new song “Psycho”.

A small compilation video using recordings from:
MCM Cafe 1999
MTV Supersonic 2003
Big Day Out 2004
Rock Am Ring 2004
Pinkpop 2004
Glastonbury 2004
T in the Park 2004
Earl’s Court (night 2) 2004
Kuala Lumpur 2007
Wembley Stadium 2007
Gran Rex 2008
Personal Fest 2013

FoF Muse

50 shades of Uprising * #yourassbelongstomenow

[giustappunto scrivendo stavo notando come in due album è andato negli US e da I Belong to you siamo passati a Your ass belongs to me now]

Per il titolo devo dare merito a un breve brainstorming con Ann84ie.

Prima di fare approfondimenti musicali diciamo che:

  1. anche se ci hanno messo quanto un’elezione al soglio pontificio hanno centrato facendo un pezzo amorevolmente paraculo (ops)
  2. ora si moltiplicheranno le fanfiction sul BellDom
  3. Loro ci leggono. E ci guardano. E vedevano come ci garbavano i riff a fine canzone dei RATM
  4. Come diceva Dagospia “il culo è la nuova figa” (come del resto avrete notato come nel nuovo rollingstoneitalia ora si parli ognigggiorno di culo)
  5. Non si chiama non avere originalità, si chiama citarsi

update:

Per quanto riguarda il punto 3 vi amplio la cosa, che conferma quello che mi sembrava udire:

The riff that carries Psycho has been played live by the band for over fifteen years now, usually at the end of Stockholm Syndrome. While I’ve always enjoyed the riff as a jam (often accompanied by a Nirvana or Rage Against the Machine riff), I get mixed feelings from seeing it as a fully-developed song. Right now, it certainly works better than the filler from The 2nd Law, and probably warrants some hope that Drones won’t suck.