Uno.
Due.
Tre.
(stella)
La vedova di Gianfranco Funari ha appena detto che identificava il benessere economico con il frigo pieno, perché aveva fatto la guerra e gli era mancato il cibo.
Anche io.
Ma non ho fatto la guerra.
Non so che pensare.
Questo blog oggi compie sei anni.
La mia mamma compie qualche anno in più e per premio stasera la porto a vedere i Mariposa.
Auguri a entrambi, e a un casino di persone nate in questo giorno. Alla mamma un po’ di più, però.
Mi sono accorta solo oggi che metà del mio guardaroba in magliette è arancione e l’altra metà fucsia. No, non c’è uno studio di settore. Ma compro quasi sempre in saldo o in outlet, le cose da mettere tutti i giorni, quindi prendo su quello che è rimasto. Un po’ come una volta che lo notò -cristo, sembro una indie snob- un cantante italico che stimo molto che mi disse "un po’ come io che mi vesto sempre di scuro perché ai mercatini avanza questo".
Ecco.
Pensare quindi in ambienti fighetti.
[ora ho capito perché lui mi ha detto "ma hai qualcosa per l’arancione o…"]
Visto che non posso parlare serenamente della mia squadra del cuore (ci sarebbe da formattare tutto lì dentro) posso dirvi che comunque non è proprio un bel periodo per juventini passati e futuri: ieri sera, colta da insonnia e con la stessa curiosità con cui osservo il tg4 quando voglio farmi del male, ho veduto Cinematografo ed ho visto che l’ex portiere perugino della Juventus Tacconi Stefano in qualità di regista o non si capisce cosa (ieri ha detto regista, qui ecco non si capisce). E presenterà la sua opera prima al festival di Cannes, fuori concorso:
Roma, 16 apr. (Apcom) – Lo storico portiere della Juventus Stefano Tacconi racconta il suo esordio cinematografico come autore di ‘Backward’. Il film sarà presentato fuori concorso il 13 maggio al Festival di Cannes, mentre nelle sale uscirà il 4 giugno. "L’idea mi è venuta dieci anni fa, dopo aver smesso di giocare", rivela Tacconi al settimanale ‘Gente’. "Volevo raccontare le storie che accadono agli atleti dopo gli allenamenti". Storie vere in cui si mostra come è cambiato il calcio negli ultimi anni: "Oggi si pensa solo al business – dice l’ex portiere – quando giocavo io l’aspetto umano contava di più". Nostalgia espressa proprio nel titolo ‘Tornare indietro’.
Nel cast del film, nel quale si intrecciano quattro storie incentrate su una piccola squadra di calcio del Cuneese, Randi Ingerman, l’ex tronista Luca Dorigo e una manciata di ex concorrenti del Grande Fratello, tra i quali Mascia Ferri e Rosario Rannisi. Tacconi rivela anche altri progetti: "Ho ideato un nuovo format di reality show e una soap opera".[virgilio]
Comunque la morte di Vianello è la seconda morta di italiano celebre dopo Sordi che mi crea dispiacere. Pensate voi.
Non sto scrivendo tanto di me. In realtà non è per proteggermi dalle cose che mi sono successe e mi stanno succedendo ma scriverle vuole dire, sebbene per un minuscolo frangente, doverle rivivere, fissare qui sopra qualcosa che sinceramente neppure io capisco ed accetto. Ed essendo una persona noiosamente razionale prima devo un po’ ponderare il tutto. Di solito quel po’ dura quattro o cinque anni, quindi direi che nel 2014 linkerò questo post e ne riparleremo.
Dite: e scrivi sul foglio. Ma no, mi pesa la penna.
Che credete. Si scrive tanto per dovere a volte che si perde il piacere della scrittura. Non parlo delle frasette da social network e, no, non vi sto comunicando che -finalmente?- mi pagano per scrivere. Parlo del dover riassumere e relazionare. Cose che ti sviliscono, che ti appiattiscono anche la lingua a tal punto che ti ritrovi all’ikea e riesci a dire una cosa solo in inglese, e per farti capire devi fare il disegnino con la matitina o un panegirico che sembri Panariello che imita Renatozero.
Dovrei anche scrivere una cosa sulla Resistenza. Ma il problema è che se non la tarantinizzo e ci metto sangue a go go finisce che empatizzo, mi commuovo troppo e non riesco ad andarci avanti.
[e infatti ehm]
Ieri ho scoperto il mio primo capello dell’udc.
In pratica non è un vero capello bianco. Avessi un capello bianco sarebbe sintomo di maturità o di uno dei grandiosi spaventi che ho preso o della consumptio corporis.
No, era una roba tipo lanerossivicenza: rossiccio-bianco-rossiccio. Neppure il coraggio di schierarsi. L’indecisione. Lo stare da entrambi i poli. Lo zompare in due insiemi.
L’ho esautorato dal mio scalpo.
[ora sussistono solo dei peli corporei sul deltoide lunghi 6 cm, sottilissimi e albini. Ci capissi qualcosa del mio corpo…]
Un paio di giorni fa mi sono svegliata e non ho trovato il solito mio braccialetto al polso destro. Sono letteralmente saltata sul letto sebbene fosse un’ora che per me di solito di solito in fase rem. L’ho trovato e ho visto che la chiusura già difettosa si è sbragata ancora un po’ di più.
Ci sono rimasta male. Sei anni circa con quel coso attaccato.
Anche l’unico regalo di mio nonnopaterno.
La cosa che mi ha aiutato a distinguere la destra dalla sinistra facilmente.
Ora è ancora lì sul comodino.
Più guardo intorno a me più mi accorgo che le persone stanno peggio di me. Ma il problema che differenzia me da loro è che a me lo status quo non rasserena ma mi fa girare il cazzo.
Che non ho.
Non vorrei che pensiate sia un coming out.
Ma ormai focalizzo così tanto i cazzi miei che l’unica cosa che mi ha fatto sorprendere sulla pochezza del popolo italiano è che alla notizia di supporter degli U2: Kasabian a Torino e Interpol a Roma la gente ha detto "ecchiccazzo sono".
Per dire.
Ormai mi sorprendo solo di questo.