Voglio una pelle splendida (e pressappoco senza zone lucide, cioè)

La vita è tutta una questione di differenze di aspettative.

Ovvero: lo smalto che sto portando da un po’ di tempo reca una scritta sopra che dura fino a dieci giorni. Peccato che visto che io abbia questa usanza di adoprare le mani per varie cose (lavarmi, mangiare, scaccolarmi, grattarmi…) in realtà i giorni arrivano sì e no a tre.
Che è già molto eh, però duepalle.

E’ un po’ come la stessa cosa del suddetto pennellino per l’applicazione senza errori: in realtà deve essere testata su voi donne con le unghie strette. Io cercavo di fare una sola passata ma mi rimaneva l’unghia mezza verniciata e mezza no (dai, lo smalto non applicato uniformemente, con gli spazi a lato tanto anni80, che tristezza), quindi finivo sì veramente per sbaffare la pelle attorno all’unghia perché c’è questo pennello a lingua di gatto che è largo ma non abbastanza, ecco.
Mi sto facendo venire mal di testa da sola.

Ora ho capito perché esistono videoblogger o gente che fa foto e basta. Visualmente il tutto si spiegava meglio.
Ora mi svernicio e rimetto lo smalto facendo radio, ché ho tutta la zona delle punte delle unghie che non ha più nulla. Uff.

No, è che la mia email piange ma non nel senso che è vuota.

E sto scrivendo in un momento che per l’umanità normalmente è sacrosanto: la seduta al cesso.

Lo so. Ma sappiate che anche quello da tre anni è diventata una cosa molto complessa e non così liberatoria come la vivete voi. Anzi, è un po’ alla partoriraicondolore nonché avrai noia tutto il dì.

Ma bando alle carte igieniche: scrivo poco.
Scrivo poco perché non sono molto operativa. Mi sveglio quando anche le temperature minime non vogliono essere rilevate perché fa troppo freddo. Mi piazzano all’ora di colazione filmati datati (stamattina cercavo il logo dell’istituto Luce, ma non l’ho veduto) di robe varie all’apparato respiratorio o in zona oculistica. Filmati vecchi, con non solo i malati che già saranno passati a miglior vita, ma anche i chirurghi che ormai saranno sabbia nella cassettina dei loro gatti.

Ad esempio il filmato di oggi (che aveva l’audio così basso, ma così basso che era da tenersi al massimo con tanto di casse che ronzavano, quindi) era in vhs. Oltre tutto aveva una grafica che era ante windows 3.1. Nonché c’era una cosa che facilmente ce lo fa datare agli anni 80: la raccomandazione, tra le altre, di non far inalare lacca per capelli, iterata ogni 4 minuti.

Cavallo oh oh ma donato.

Un po’ tutte le cose che mi ha regalato mio padre o non me le son godute o mi han portato una sfiga tremenda.
Cosa a parte può essere considerata la mia macchina. Mio padre voleva farmi per forza una mercedes, e io no. Quindi alla fine me l’ha fatta controvoglia, sbagliando i miei dati anagrafici al concessionario e cose simili, ma me la fece.

Ora la mia macchina è molto simile a me: scema come me, sfigata come me, con cose inspiegabili come me.

  1. D’un tratto si era asciugato, dopo che s’è cambiata la cinghia del motore, tutto l’olio dentro il motore. Si stava fondendo. Cosa volete che sia. Così, l’olio, evaporato. Per magia.
  2. Sull’autostrada austriaca un sasso ha colpito il parabrezza. Dal nulla, non c’erano macchine né anima viva. Forse un meteorite? Diventerò cliente carglass domani.
  3. Si lamenta dell’avaria delle luci di posizione quando ha mediamente freddo. Quando ha molto freddo non si lamenta più di nulla. Anzi, dopo la prima volta che ha preso molto freddo quest’inverno le son passati anche un paio di rumorini sospetti.
  4. La gente al parcheggio apre sempre la portiera molto forte addosso alla sua carrozzeria. Ergo in viaggio si è ricoperta di uno strato composto da smog, antigelo, sale. Qualcosa mi dice che quello strato lì lo farò togliere alle persone che ci si strusciano addosso ai parcheggi, almeno pareggiamo.
  5. Si lamenta dell’avaria alle luci di posizione ma in realtà funzionano. Qualche mese fa smise di funzionare l’apertura cristalli e portabagagli: fu bello, perché nel portabagagli c’era la mia borsa della palestra, quindi dovetti ribaltare il sedile posteriore per prenderla.
  6. Dite che ha problemi di elettronica?

No, ma poi a me normalmente l'inverno piace.

Oggi a Vienna fa proprio un freddo burino. Se vi chiedete il perché della scelta dell’aggettivo beh, ecco, è dettata soprattutto perché ovunque ti giri senti parlare italiano. Ormai ti aspetti che anche il cavallo nitrisca in romanesco. Così, tipo Nestore all’ultima corsa.

Quindi tra una cosa e l’altra prima son andata al cesso da starbucks (cheppoi ho preso la torta da demel e siccome c’era una fila daaa madonna lì ho preso il caffelatte da starbucks, quello venti) (e la torta l’ho magnata lì da starbucks) e non potendosi uno sedere, perché dai lo sappiamo cosa comporta sedersi, si mette in quella posizione lì a spazzaneve che ecco, noi bimbe impariamo da piccole affinché non si prenda la lebbra lepromatosa con una pipì.

Indi, per tenere quella posizione là, le mie cosce si son poggiate sulla pancia: in quel momento ho scoperto di avere due confezioni findus al posto di due parti superiori di gambe, erano due blocchi di ghiaccio. Ma non me ne ero accorta sino a quel momento, ché non ho sensibilità, io.

Quindi quasi per riflesso mi si era bloccata la pipì (ehm).

E’ freddo.

Fumi di parole.

Io ho un po’ di problemi di sopportazione della gente. A volte penso che diventerò quasi sociopatica come mia nonna, alla sua età, ma non mi pare un problema. Addirittura in questi giorni pensavo, e mi ribaltavo dalle risate da sola immaginando come mia nonna potesse guardare le altre donne di ottantanni e più fare il bagno ai Gellert con lei che esclama "ma ‘sti scandaletti che paiono deportati non potrebbero coprirsi? fanno schifo a guardarsi"

Per quello amo mia nonna, ha una parola cattiva per tutti, peggio di me.

Comunque in questi giorni ho ripreso a fare sauna dopo fatto TRX. Cosa è TRX? Un allenamento tipo questo, ma a me piace un casino. Perdo ogni dignità, dopo 10 minuti vomiterei anche l’anima, mi fanno malissimo gli addominali fatti sopra le cicatrici e le aderenze (roba da bestemmiare per giorni) ma mi piace un casino. Del resto sono masochista: faccio medicina a Parma. Cosa volete che sia fare quindi addominali in sospensione.

Solo che dopo vado in Bagno Turco. In sauna mi è un attimo più difficile: sapete quelle cose tipo svenire che pare brutto. Quindi vado in bagnoturco e sto lì tipo una mezzoretta, fino che a il mio corpo non si riscaldi. Sì, ho problemi di termoregolazione, ma non stiamo parlando del mio stato di salute. Parliamo piuttosto di quelli che tossiscono e scaracchiano come se fossero calciatori. Quelli che scuotono il mio sistema nervoso rantolando come se stessero per esalare l’ultimo respiro: che.cazzo.ci.vieni.a.fare.in.sauna.se.hai.i.nervi.scossi. Io l’ho sempre detto che dovrebbero addizionarci gli antidepressivi nell’acqua dell’acquedotto, perdio.

Quindi tutte le volte auspico che nessuno sia lì, mentre io mi abbraccio il bocchettone del fumo come se fossi uno speck. E invece ne entrano di ogni: gente che parla dei cazzi suoi, gente che sbuffa, gente che espettora un polmone.

Se becco persone così in sauna anche a Budapest… beh, potete scrivere una mail preventiva al consolato in cui dite che sono una brava ragazza, semplice ed equilibrata e che ama il prossimo? Vabbè, anche qualcosa di più soft, grazie.

Pensate, potete vedermi e sentirmi un po' ovunque manco fossi la Madonna.

  1. Sono a Torino. Non do coordinate temporali, ma sono capibili. Ma secondo me coloro i quali puntano alla mia collezione di Peluches e al mio divano Vreta ikea (le cose più costose di casamia) potrebbero coordinarsi con questo post e non sarebbe bello. Poi sarei anche a Lione, anche.
  2. Rodesindro viene con me. Non potete rapirlo.
  3. Francesca: domani mi intervistano (pronto a ridere?)

    Massimo: meglio là che su RADIORANOCCHIO

    Francesca: eh, e venerdì esce pure una sorta di mio virgolettato di me che parlo di musica gggiovane sulla gazzetta di parma

    Massimo: lol, wow
    la scalata continua

    Francesca: scalata a cosa?

    Massimo: tempo cinque anni e sarai direttrice di chi :P

    Francesca: per favore, non avvicinarmi a signorini
    sono molto più femmina (…)

    Massimo: beh, quello è certo

  4. Lavoro tanto quanto è la mia quantità di catarro nelle vie aeree superiori. E non sto a pettinare i topolini.
  5. Volevo parlarvi della differenza affettiva tra Editors e Muse ma non ci ho le forze fisiche per fare un post intero, ché quindi sarà demandato a domani. Quindi sapete già che domani potrete non leggere.
  6. La notizia che il centro benessere della mia palestra la settimana prossima verrà chiuso mi sta destabilizzando.
  7. Praticare TRX e Pilates combinati mi sta facendo dimagrire. Non so se sono pronta a questa cosa. Ma fortunatamente ci sono le feste natalizie.
  8. Per lavoro ho scannerizzato troppe cose e visti troppi angolo di Reggio Emilia che neppure un reggiano conosce. Sono traumi.

Non è una lagnanza e non fate i pucciosi, perdio.

Io sono una persona che soffre di depressione cronica maggiore. Ora dovrebbe essere eliso il termine maggiore, ma queste cose tipo tumori e depressione dicono che ci devi convivere un po’ tutto il resto della tua vita. Che bello, però aver fatto filotto.

La mia vita in ventisei anni si è smontata con questi episodi e tutte le volte ho dovuto cercare di rimettermi in piedi.
Magari dovrei spiegare meglio cosa fa un depresso, che è principalmente nulla meno che farsi del male, o dire come riesco a vivacchiare io alla meno peggio. Ma sono cose inutili. Ossia pontificare sul dolore dall’esterno è una cosa inutile. Tu non riesci neppure a sentire la mia colica renale, figuriamoci se puoi sentire come soffre la mia anima. La maggior parte di voi non capisce un cazzo su come trattare queste cose, ma è normale. Ognuno sente il suo dolore. Magari il mio è meno grosso del tuo, ma io lo elaboro diversamente.

Ora non è che dovete fare i premurosi dicendo che devo tenere botta o tirarmi su, o bisogno di aiuto, o cazzi vari. Oh, ci convivo. E’ come convivere con un baubau, ma pazienza. Non tutti possiamo essere felici, allegri, grati al signorealleluya. Questa cosa del dover giudicare quello che faccio io e quello che voglio io è da sporchi cattolichini che non guardano la tav che hanno nell’occhio.
Io vivo il mio dolore, ho vissuto le mie pulsioni al suicidio perché il mio corpo è un contenitore malaticcio che non accetto e tutti preoccupati dell’interruzione della vita ma non magari della mia difficoltà di accettare che il mio corpo malato non segua la mia mente che aveva voglia di vivere le cose come intendeva.

Ora mi sforzo, tanto. So che il crollo può arrivare, ché come dice il mio medico qui l’andamento specie per me che sono iperattiva e penso tanto è a sinusoide. Però ecco, ormai ho un obiettivo pesante su me stessa ed è quello di lavorare tantissimo sul mio fisico fino a poterlo ri-rendere normale.
Poi se sono giù chissenefrega, tanto lo sconta solo mia mamma. E il pupazzo, credo. A voi non intacca, sebbene alcuni mi vogliano bene non è che state sempre a contatto con me. Potete staccare, voi. Mica siete come me che devo convivere con tutto ciò.

Come misurarselo.

A me a volte dicono di essere troppo pessimista. No, è che ne ho prese troppo nel deuterostomo sanza unguenti che son realista, ormai.

Ovvìa, ho usato una immagine affascinante, siatene divulgativamente felici.
Io a volte, riflettendo su tutte le cose brutte che ci dicono i nostri docenti (e sapendo che da specializzando ci aspettano 800 euro lordi senza ferie né malattia, a cottimo) guardo chi mi circonda e dico:
"pensa che sfiga se ci denunciassero dacché quando ci laureiamo mancherà ancora la legislazione medica ad hoc, con conseguente radiazione dall’albo e quindi perdessimo il lavoro con il 90% di noi che qui dentro non sa neppure suonare uno strumento per l’elemosina…"

Oh, a Garofano del RIS bene o male sta succedendo questo. Quindi perché non pensare al peggio.

Anche perché metà della legislazione medica è sotto decreti regi. Che bello. Qualsiasi medico che prova a far politica si scorda in che situazione dimmerda abbiamo. Ma lo capisco, becca una ventata di ossigeno a non far nulla in politica.

Naturalmente invece qua a sinistra è quello che seguendo il Culto del Borsello su Radionation1 ho scoperto che è per PopSci l’innovazione dell’anno. Io che avevo riserve sui 400 euro del precedente modello figuratevi come ho reagito al costo da iphone di questo: 765 dollari che però taglierebbero molti esami. Ad esempio registrandoti che ne so, un soffio, te lo mettevi già in loop nel modello precedente e te lo sentivi, anche perché isolava il resto dei rumori dei visceri e fungeva da perfetto stetoscopio.
Qui te lo scarica sul pc via bluetooth, te lo rapporta su un grafico, e poi in caso può mandare il suono ad altri colleghi per un confronto. Sperando non lo senta un rapper, il suono in loop, sennò ci fa un disco intero un po’ come la Gainsbourg ha fatto una canzone coi suoni della risonanza magnetica RMN.

[comunque un Littmann cardiaco normale viene meno di 250 euro, se volete contribuire il paypal risponde all’indirizzo franfiorini@gmail.com]