intervistozze e giornalaismi
Abbè, se non lo sapevamo.
Beppe Grillo.
Gli spritz sono aperitivi "bomba" che i giovani bevono per dimenticare che vivono a Padova.
I commercianti si lamentano perchè i ragazzi bevono e poi imbrattano e pisciano sui muri.
Una proposta: il Comune potrebbe dotare tutti i giovani di un catetere per riutilizzare l’urina. Potrebbe essere venduta e con il ricavato abbassare le tasse ai commercianti.
Mi viene da ridere perchè penso a gente habituè degli spritz. Vabbè, anche se l’han commentato porci e cani [io avevo altro da scrivere, non mi andava, avevo il mignolo storto…] adesso arrivo anche io. Beppe Grillo ha anche lui uno sglaps [anche se lo chiama blog], e siccome ho attaccato i manifesti per il suo spettacolo tutto esaurito a Parma, mi pare lunedì e martedì.
Caro Beppe, le impressioni del popolo vedendo il tuo faccione con la striscetta attaccata sotto con su iscritto replica son state:
«Ma non aveva fatto una brutta fine ‘sto qui?»
«Uuuuh, anche io ce l’ho il biglietto, ma perchè replicano il giorno prima?»
«Ma non costano troppo ‘sti spettacoli? Ha dei biglietti gratis?»
«Ma come mai c’è quella sottile linea rossa sul manifestino?» «Ma dove signora? Io Fassino qui sopra non lo vedo…»
«Uuuuuuh, ma è tanto bravo lui.»
Cosa non ha visto il Petitot.
Cosa che ci siamo persi noi che stavamo nelle tribune. Si parla che sarebbe bello avere gli stadi all’inglese con le famiglie e i bimbetti sulle tribune. Poi ci sono i coglioni di turno. Quoto da un post di Eos su it.sport.calcio.juventus, che era in curva ospiti ed ha potuto vedere ciò di cui noi non ci eravamo minimamente accorti [e siamo rimasti difronte all’ingresso del Tardini fronte Petitot fino alle 17:15]:
>I soliti idioti?
Racconto tutto per filo e per segno. Usciamo, ovviamente incazzati ma tutto sommato allegri. Avevo il gruppo dei Fighters proprio accanto a me, e si rideva e si scherzava, davvero. Ovviamente i cancelli erano chiusi. Ma non c’era aria pesa, manco po’ caz. Ad un certo punto arriva un tam tam: i parmigiani sono sul campo (di gioco, braaaavi pulotti) e ci stanno aspettando. I fighters vrooooomm, partono in gruppo. Dopo pochi minuti ci aprono il cancello, ed i “tutori dell’ordine” sfilano in tenuta antisommossa dentro, mentre noi usciamo. I pulotti, avendo capito che era stata fatta una cazzata,entrano come dei ladri, lungo le paratie laterali. Avrei voluto dargli dei cretini, ma ovviamente non erano loro a prendere le decisioni e le mie offese sarebbero state gratuite ed ingiustificate. Faccio il giro dello stadio per tornare alla stazione, con la mia signora. Per fare
questo si passa per forza davanti agli accessi della curva e della gradinata degli amici Parmigiani. I pochi fighters che erano usciti dalla morsa che si era creata sono usciti come dei pazzi, ed hanno iniziato a menare a destra e sinistra. Bastoni, coltelli, nunchaku (o come cazzo si scrive). Voi tenete conto che il nonno ne ha 44 da un mese. La nonna li ha da sette. Se il nostro aspetto signorile e distaccato ci ha dispensato dall’essere vittime di assurde aggressioni, vedere (a 5 metri) un ragazzo bastonato nello stomaco perche’ portava una sciarpa gialloblu o altri barboni esasperati attaccare gli utonti di un piadinaro con la erre un po’ moscia mi ha dato un mostruoso fastidio.
Ma la polizia ha pesanti responsabilita’ su tutto questo.
Totale: due fermati, due denunciati e un tot di feriti.
La polizia ha responsabilità perchè quando iniziavano a sfollare le tribune e la curva del Parma era già fuori pronta a scortare i bus verso la stazione. Questa fa pari con i due anni in cui alcuni poliziotti si lamentavano dell’eccessiva tranquillità degli juventini e di come le partite finissero tranquillamente senza ricorrere ad alcuna soluzione. Gravi responsabilità che vedrà di affrontare anche il questore, non si lasciano rientrare scalmanati sul terreno di gioco alla ricerca di scontri verso i tifosi ospiti che non erano ancora stati fatti uscire.
A cornice di tutto questo un deplorevole articolo della Gazzetta a margine.
Inoltre: Allo scopo di controllare quella che si presenta come una sorta di « mini- invasione » la Questura ha deciso di istituire, nelle ore del pre e del dopopartita, l’isola pedonale « allargata ». Per la Fiorentina ricordo di aver visto Polizia in barriera repubblica, oggi nulla. Isole pedonali senza neanche i vigili, nulla proprio. Per una città che pretende di essere civile è una grave mancanza di stile.
Le croncache degli altri scontri della giornata qui.
Al direttore della Gazzetta di Parma (che mai leggerà, ci scommetto il coltellino svizzero)
[NB, il lemma blogger è stato preferito a sglapser in quanto (cito dal Confuso) non so se il popolino gretto e ignorante sia già pronto per capire la grande Rivoluzione che spazzerà via i blogs e porterà all’inevitabile e irresistibile ascesa degli sglaps… Me ne scuso anticipatamente coi lettori ma dobbiamo scendere ai registri linguistici di coloro i quali ci stanno innanzi.]
Gentile direttore,
sono una ventunenne toscana studentessa di Medicina e Chirurgia con la passione della scrittura che legge regolarmente da tre anni, ossia da quando mi sono trasferita qui a Parma, la pagina web del vostro giornale.
Dopo 6 anni di “militanza” su newsgroup calcistici, sportivi e di archeologia da quasi un anno mi sono anche affacciata al mondo dei
blog, proprio per sfogare la mia passione per la scrittura.
Non so se plaudire o meno la decisione del suo giornale di parlare così poco dei blog se non per i dettagli puramente tecnici. In questo periodo, dopo che è stata pubblicata un’antologia e dopo che Corriere e Repubblica hanno dedicato speciali su speciali, direi che è molto meglio tenere la vostra linea neutrale e parlare dei feed vari e piattaforme.
Addirittura da una trasmissione radiofonica tenutasi su radiodue circa quindici giorni fa e condotta proprio da alcuni di quei bloggers inseriti nell’antologia di racconti ne è uscito fuori un quadro del blogger assimilabile a quello di un sociopatico psicolabile senza una vita propria, ma con una tastiera e uno schermo come unico filtro verso l’esterno.
A meno che parlassero di loro stessi, che però non rappresentano la totalità…
Mi permetta dunque un pochinino di adirarmi (la mia indole vernacolare toscana mi suggerirebbe altri termini).
Io posso parlare della mia esperienza. Oggi giorno uscendo e camminando per le strade di Parma trovo fonti di ispirazione. Dalla vecchina che fa la fila con me dal panettiere ai discorsi in facoltà. Non so se esista una community parmigiana di bloggers famosa come quella a qui il Corriere della Sera milanese dedica ogni sabato una pagina, ma sinceramente volevo farle presente che esistiamo anche in suolo parmigiano. Usciamo, prendiamo aria, scriviamo di notte solo quando di giorno lavoriamo o studiamo e non abbiamo strani problemi psichiatrici.
Mi perdoni lo sfogo, la ringrazio sentitamente della sua attenzione e del tempo che ha impiegato a leggere questa email.
Cordialmente.
Atlantis, impressioni di un'oretta di radio.
Ehm. Ier sera io e il sor Marcuzzo dopo esserci sganasciati dalle risate per la replica di viva radio due con un maestro Cremonesi che ha dato voce assieme a Fiorello al più bel Genius fatto finora siamo rimasti a sentire lo speciale blog su Atlantis. Vediamo di copincollare il log della discussione su icciqu. Per la cronaca, una trasmissione emetica.
[disclaimer: ci scusiamo per il linguaggio crudo e triviale ma nella realtà le parolacce scappano, ecchecazzi. E poi era tardi…]
Fran: ecco, ora avendo la radio verso la finestra non sentirò più una salamandra
Marcuzzo: come mai?
Fran: non mi prende, ho i muri spessi con 4 materassi venduti da mastrota
Marcuzzo: LOL
Marcuzzo: ti racconterò io, ho capito :-)
Fran: dimmi al volo se si sente un confuso che ho curiosità
Marcuzzo: sentiamo
Marcuzzo: atlantis inizia ora
Marcuzzo: musica di grandeur..
Marcuzzo: (tecno…)
Marcuzzo: “chiunque può essere blog per una notte”
Marcuzzo: URGH!
Fran: sput (cit.)
Marcuzzo: lorenzo scoles è meglio che vada a misurarsi la pressione…
Marcuzzo: è troppo alta, IMHO, e gli effetti si vedono :-D
Marcuzzo: musica…
Marcuzzo: cheppaaaaaaaaaaaaaaaaalle…
Fran: quella si sente bene
Marcuzzo: già
Fran: figaaaaaaaa, ora che ho abbassato
Marcuzzo: prodigy
Marcuzzo: alle tre????
Marcuzzo: ma che cazzo, io vado a dormire prima…
Fran: alle treeeeeeeeeeee????????? stan male
Fran: quoto
Marcuzzo: posso ascoltarli fino alle due da stare a letto, ma poi basta
Fran: nooo, la bellocchio?
Marcuzzo: chi è?
Marcuzzo: voglio fran, eriadan e il confuso
Marcuzzo: e il dave
Fran: lol, postalo
Marcuzzo: cosa?
Fran: la bellocchio so solo che ha detto “zitti tutti stronzi” alla blogfest. è sestaserasonoqui
Marcuzzo: il blogger non è una persona normale? ma che cazzo spara?
Marcuzzo: oddiomamma, ho capito allora
Fran: dei che?
Marcuzzo: questo ha appena detto
Fran: staminchia
Marcuzzo: un blogger non è una persona normale, se lo fosse andrebbe a uvriacarsi e si guarderebbe le repliche del progetto nettuno
Marcuzzo: ma vaffanculo
Fran: rotfl stan male
Marcuzzo: sottoscrivo
Marcuzzo: non si possono fare sti ragionamenti, quella va tolta dalla blogsfera immediatamente
Marcuzzo: domani vignetta, cazzo
Fran: http://www.blogperunanotte.com/
Marcuzzo: e la mando a radio2 per protesta
Fran: posto sta roba? come si salvano i log su sto nuovo icq?
Marcuzzo: Dalle 24 alle 3 in studio con Lorenzo Scoles i blogger più autorevoli e letti del panorama italiano; un appuntamento da non perdere per conoscere il fenomeno blog”.
Sorvolando sulla cronica scemenza dei blogger più autorevoli e letti (che a me non m’ha interpellato nessuno, coff coff), sbaglio o questa trasmissione di Radiodue “conosce” il fenomeno blog almeno una volta al mese?
Davide
Marcuzzo: lo riconosci? :-D
Marcuzzo: posta, posta :-)
Fran: LOL! il dave…
Marcuzzo: oddio, il blog di luca sofri…
Fran: wittgenstein
Fran: sai che l’intervista con chi sai te mi torna in auge?
Marcuzzo: con …? :-D
Fran: eeeeh, esatto
Fran: minchia, ha detto le stesse cose di sofri. Domani glielo dico.
Marcuzzo: LOL!!
Marcuzzo: vero :-)
Fran: imho va in giro per il paese nonchè si propone a la 7. Al posto di di Biscardi non credo…
Marcuzzo: :-D
Fran: (se sta troia qui sopra smettesse di taccheggiare sul pavimento)
Marcuzzo: ROTFL!
Fran: “chi accede al tuo blog?”
Marcuzzo: da me nessuno :-)
Fran: da me: 1) carampane di muniz, 2) gente che mette “uccidi salcazzo” 3) grissino
Marcuzzo : Il sig.Tubulo è in realtà Luca Sofri, mi sa
Fran: no, è più bono
Marcuzzo: ROTFL!
Fran: (ci vuole poco, lo so. è come dire che io arrapo di più della bindi….)
Marcuzzo: fran, pensavo: se tu fossi 20 cm più bassa, sai che coppia di deficienti che saremmo? :-)
Fran: se mai (rotfl) mi dovessero (ma lol) invitare a radioparma la clausola è i muse in sottofondo.
Marcuzzo : giusto :-)
Fran: marco: fortuna il mondo ha un meccanismo di autodifesa e ciò non è così
Fran: (se scegliesse la musica mia nonna farebbe meno danni…)
Marcuzzo : ROTFL per entrambe :-D
Fran: sto desiderando di ascoltare la pausini da quando è iniziato il disco
Marcuzzo: anche io, vorrei sapere chi diamine ha deciso la playlist
Fran: mike bongiorno
Marcuzzo : in un attacco di Alzheimer, però
Marcuzzo: sentiamo le ennesime stronzate di Scoles
Marcuzzo: e soprattutto della bellocchio…
Marcuzzo:
pino scaccia?
Fran: STAMINCHIA, CHE SEGA VUOI SIA UN BLOG…. FINISCE CHE SE DICO CHE HO UN BLOG PENSANO ABBIA L’HIV!!
Fran: ehm
Marcuzzo: e chi cazz’è questa inglese?
Marcuzzo: ROTFL, Fran.. ^^;;;
Marcuzzo: sì, scusate, ma chissenefrega di ‘sti blog…
Marcuzzo: quelli esteri, dico
Fran : ha una voce a singhiozzi….
Marcuzzo: parliamo dei nostri, che ce ne sono a iosa
Fran : allora voglio la recensione di switters, ecchecazzi
Marcuzzo: ma ROTFL! per quella serve rigagnolo :-D
Fran: chi manda un sms di protesta?
Marcuzzo: io no :-)
Fran : 10 cent son troppi, fosse un vodafone
Marcuzzo: qui pare che girare per blog sia molto underground…
Fran : io e rigagnolo che siamo allora? charles bronson?
Marcuzzo : conventicola.splinder.com?
Marcuzzo: non lo conosco
Marcuzzo: sì, e io mi faccio le pere nella metropolitana…
Fran: col cioccolato son buone…
Marcuzzo : già, ma non intendevo quelle, e neanche quelle delle donne :D
Fran : Gentile radioparma, sono una sglaps… ehm blogger dell’underground parmigiano. Oh, mica cazzi… sotto casa mia si menano (non nel senso di condurre veh) e spacciano. Ogni volta che al tg parlate di criminalità inquadrate casa mia. Più underground di così.
Marcuzzo: ROTFL!!
Marcuzzo: splendido!!
Fran: io riprendo tutto con la mia telecamerina e lo mando a Bagatta. Anzi, perchè non scriverlo sul blog? a volte sono anche un po’ noir, quando parlo di come ammazzare la vicina…
Marcuzzo : infatti :-)
Fran : già il titolo del mio blog è così pulp, ma poco trendy
Marcuzzo : hehehe
Marcuzzo: il petunio!!
Marcuzzo: occhio :-)
Fran : voglio il confuso (radiofonicamente veh)
Marcuzzo: sicura solo radiofonicamente? :-D
Fran : essenzialità?
Fran : marco, mi ricorda il grisoli, il problema è lì.
Marcuzzo : di chi, del petunio?
Marcuzzo: ROTFL
Fran: di chi è sta roba?
Marcuzzo : del petunio, in teoria, solo che non lo trovo
Marcuzzo : (e sono arrivato a ottobre)
Fran: “cioè…. senti scussssa guarda” (chi legge? “un sacco bbbello”?)
Marcuzzo: LOL
Fran : dopo questa trasmissione per riprendersi c’è una replica di mengacci?
Marcuzzo: no, purtroppo :-)
Fran: [radiodue, figa: vi sovvenziono col MIO canone. Devo pretendere una marchetta allo sglaps?]
Fran: il neri
Marcuzzo : sento
Fran: “come è nato il tuo blog?”
Marcuzzo: per reazione, principalmente
Marcuzzo: ha nominato il confuso
Marcuzzo: il neri, eh
Fran: non sento una mazza
Marcuzzo : qui stanno facendo del casino
Marcuzzo : sta parlando il confuso sulla radio via web
Fran: il confuso!!!!!
Marcuzzo : da web lo puoi sentire, se vuoi
Marcuzzo: c’è il link su blogperunanotte o anche da macchianera
Fran: sisi, ma i criceti nel pc, ricordatelo
Marcuzzo : pure qui ^^
Fran: voce simile anche al giandujotto
Marcuzzo : hehehehe
Fran: anonimato e blog, il mio è un esempio…
Marcuzzo: davide!!!
Marcuzzo: il dave!!!
Fran: e si lamenta poi!!!!!
Fran: interistaaaaaa
Marcuzzo: gli facciamo i complimenti? :-)
Marcuzzo: hanno detto cmq delle grandissime stronzate, eh
Marcuzzo : ciè, di davide sai parecchio
Fran: nooooo, stronzate?
Marcuzzo: :-)
Marcuzzo: ho mandato i complimenti al dave
Marcuzzo: chi cazz’è questo?
Marcuzzo: ‘sta trasmissione cmq fa pena, per adesso…
Marcuzzo: “blogosfera”??
Marcuzzo: ommioddio…
Fran: vecchio, si dice così
e parliamo tutti assieme, che b
ella immagin
e
Fran: hai fatto i complimenti via mail?
Marcuzzo: sì
Marcuzzo: subject: “ti hanno nominato”
Marcuzzo: Davide, su Radio2 nello speciale di Atlantis sui blog :-)
Ok, IMHO la Bellocchio ha detto una marea di stronzate (ehm, bonjour
finesse..), però chissenefrega, direi :-)
Ari-complimenti!
Fran: spetta che gli mando un commento, se non si impalla
Fran: rotfl gli ha scritto la bellocchio, pare brutto commentare sotto
Fran: gli mando un link al post domattina….
Fran : (anche perchè i blogger come cazzo li chiamate la mattina LAVORANO, mona…)
Fran: chi sono?
Marcuzzo : dove gli ha scritto?
Fran : 3d l’amore infedele
Marcuzzo: vista
Marcuzzo: oddio, blogspot…
Marcuzzo : piattaforma peggiore non esiste (ed è quella di google, lo faccio notare)
Fran : una canzone similnormodotata
Fran: sì, quoto peggio di virgilio
Fran: umpapaumpappaaaaa
Marcuzzo: devono parlare di fran, cavolo
Marcuzzo: ti hanno nominato i peggiori zozzoni della blogOsfera…
Fran : no, io non sono politicamente di sinistra né berlusconiana e credo in Dio, non vado di moda :-P
Marcuzzo : hehehe :-)
Marcuzzo : io faccio un altro quarto d’ora, poi devo forzatamente chiudere
Marcuzzo: sai, i miei…
Fran: quoto, io lavorooooo
Fran: ed ho la febbre
Marcuzzo: io no, ma cmq è tardi ugualmente
Fran: si dstrugge col sole?
Fran: ma staminchia
Marcuzzo: LOL!
Marcuzzo: confuso-bis
Marcuzzo: attenzione
Fran: il confusoooo!!!!!!!!
Marcuzzo: ancora con ‘sta blogOsfera…
Fran: beh, anche Giampaolo si firmava con giocatori della juve che si rompevano… lui si firmava con alessia… (mmm, c’è un collegamento tra la Merz e i giocatori che si rompevano?)
Marcuzzo: ecco che fanno sentire il confuso
Fran: vo-ce vo-ce
Marcuzzo: ascolta bene
Marcuzzo: minchia, che vocina da baritono…
Fran: IL GRISOLIIIII!!!!!!!
Fran: puttana eva, è uguale…
Marcuzzo: LOL!
Fran: mi fece la stessa voce quando ero a lione prima di passare a torino…
Marcuzzo: :-)
Fran: che impressione…
Fran: spetta che inizio a spegnere
Fran: l’una e zerootto
Marcuzzo: vedo
Fran: mink, mi hanno fregato il sogno di far radio
Fran : cioè, intendevo fare una radio tra ng…
Fran: collaborazione iscj e iscm
Fran: ma se la fanno sui blog, pfff perdo il gusto…
Marcuzzo: quoto
Fran: e ringraziamo gli zozzoni per il post di domani. Son cose (cit.)
Marcuzzo: hehehehe
Marcuzzo: tu stacchi ora?
Fran: no, qualche min resto
Fran: che dicono a zozzoniolandia?
Marcuzzo: musica
Marcuzzo: solita musica assurda che vuole fare un po’ underground l’atmosfera
Marcuzzo : mi sembra si essere al pub, con l’abat-jour accesa e ‘sta musica assurda
Fran: vediamo se c’è fuori la classifica di misterblog
Fran: a me sembra un locale di scambisti, ma non lo dico
Marcuzzo: LOL
Marcuzzo: niente classifica
Fran: quindi chiudo truzzobrowser
Marcuzzo: hehehe
Marcuzzo: io stacco, fran
Fran: quando avrai una connssione modello salcazzi extra faremo anche noi la radio vah. Due idioti che cantano (argh)
Marcuzzo: LOL, tu canti, io suono =P
Fran: notte caro, a domani
Interviste a persone importanti [volume doppiozero]
Gentili utonti, oggi (inseriosendo lo sglaps) inauguriamo una nuova categoria.
Credo sia doveroso dare [oltre alle solite cazzate] un overwiew sulla società che cambia. Ad esempio: sapete che la parola bloggers è stata inserita nello zanichelli? sapete che un gruppo di appartenenti al lemma ha pubblicato un libro?
Ma veniamo a noi. Ho deciso di intevistare una persona abbastanza perita nell’uso di internet, mica il primo perecottaro che passava per strada. Una persona internettiamente abbastanza famosa che però non vuole figurare col suo nome o nick ma che chiameremo per convenzione sig. Tubulo.
Allora, per rispettare la sua privacy la chiameremo sig. Tubulo (sa sto studiando i reni e i nomi di fantasia non vengono altrimenti).
Mi perdoni il tempo ma oltre ad aver fatto cosette varie (tipo ad esempio la punta a un tizio famoso che scrive sul gueb e che stimo molto, come le dissi al telefono, o la partecipazione ad un concorso femminile, (forse il primo passo per sentirmi più donna?) ho cercato delle valide basi su cui fondare le domande.
Allora, premetto una cosa. Non potevo fare una rifessione sui fenomeni del web con l’uomo della strada, che crede che in internet c’è ancora il maniaco puzzone pedofilo dietro ogni ragnatela…. Ma siccome vossia è tecnico, e persona che usa parecchio il mezzo credo che sia più competente lei che l’uomo della strada (insomma, parlare con lei sarà meglio che parlare con Flavia Vento di politica.)
Che rivoluzione dovrebbero aver portato quelle robe chiamate blog(s)? A me sembrano una sorta di frontpage for dumnies…
Direi che hai ragione. Il blog è uno strumento preconfezionato che non lascia grandi spazi alla fantasia del guebmastro di turno (spesso è una fortuna). Molti lo usano allo scopo di digitalizzare il famoso diario che una volta era segreto.
Poi, perchè chiamare un sito personale concesso da un webhost blog? non è più giusto chiamarlo sglaps ad esempio?
Ma anche “srustbs”, “tripps”, “gnaus”, “frusty”.
Devo però ammettere che “Sglaps”, tra i tanti nomi disponibili, mi sembra uno dei piu’ carini.
Ho trovato una sfilza (senza cercarli eh, pare che l’argomento di parlare di blogs sui propri sitarelli utlimamente faccia figo…) di url narranti la genesi e il
fenomeno (tipo
http://www.spiritum.it/index.php?cat=4 ) Poi che fenomeno è?
Cioè, mi consenta… che differenza c’è tra uno sglaps e i post OT a minchia su un ng secondo lei?
Tecnicamente la differenza non esiste, sempre di divulgazione si tratta, però credo che intervengano motivazioni riconducibili al “fattore cornice”. Innanzitutto spero che non andiate a cercare il “fattore cornice” in qualche testo rotfl-sociologico, detto questo mi spiegherò meglio.
Newsgroup e Sglaps offrono molta visibilità. Probabilmente un newsgroup ben frequentato ne offre di piu’ a breve termine, quello che però sembra dare piu’ importanza allo Sglaps è il fatto di essere pubblicato in uno spazio personale in cui l’argomento principale è deciso arbitrariamente da chi ne usufruisce.
In sostanza è un luogo in cui il titolare decide che sia giusto parlare dell’argomento X, all’argomento X dedica una riflessione e quella riflessione diventa a sua volta un mondo su cui discutere. Poco importa che di quell’argomento si sia parlato 1.000.000 di volte (e forse meglio) in mille newsgroup o forum sparsi per il web, tutto ciò è passato, non piu’ attuale. Lo sglaps, invece, ferma il tempo, regala credenziali, spinge il navigatore a prendere piu’ sul serio i concetti espressi a prescindere dall’effettiva valenza degli stessi.
Una cazzata scritta in un newsgroup è una cazzata.
Una cazzata scritta in uno sglaps è un tema da approfondire.
Mi riassuma secondo lei come si è passati dalla foto (sfocata e con il cinturino davanti all’obiettivo) della comunione sul sito fatto col frontpage allo sglaps.
Qualcuno un giorno s’inventò dei siti preconfezionati dentro i quali inserire testo in libertà. La sempre crescente massa con accesso web ne ha approfittato spudoratamente.
Alla base di tutto c’è l’ovvio desiderio di comunicare qualcosa. La possibilità di non doversi improvvisare guebmastri col frontpage ha fatto il resto.
Tra l’altro, se una cosa è semplice, e la fanno già in tanti, diventa immediatamente irresistibile. Sono certo che in pieno delirio da Sglaps piu’ di qualcuno abbia cercato disperatamente un argomento qualsiasi da approfondire…
In questo caso non si dovrebbe parlare di voglia di comunicare quanto di voglia di appartenere al fenomeno del momento.
Faccio una domanda alla Morelli (lo psicologo): cosa può spingere nella sua opinione l’utonto medio a mostrarsi su una paginetta di un sito?
Il fatto di non essere cosciente del proprio status di utonto medio.
Non che non esistano sglaps di una certa rilevanza, ma per trovarne uno bisogna passare attraverso il nulla piu’ e piu’ volte. Gli amanti del trash potrebbero persino trovare una certa soddisfazione nel navigare le “mitiche” pagine della “mitica” giovinastra che ha sicuramente un “mitico” hobby. Non è raro vedere in tali spazi una mescolanza tra foto personali catturate dalla webcam da 9,90 euro e le .GIF animate di qualche scoiattolo o qualche bambolina colorata.
Andiamo ora sulla “letteratura” ho trovato opinioni di vari “sglappers”. Vediamo di commentarle:
http://squeezeme.splinder.com/post/3158948
Sull’html ritorna il discorso del frontpage che le dicevo in cima, sig. Tubulo. Ma quello che mi ha colpito è: “Mi affascinano tutti coloro che
riescono a far filtrare la loro vita senza essere a loro volta “filtrati” dal blog.” Che tende a significare secondo lei?
Non lo so, però è una frase che appartiene di diritto alla categoria “grande effetto”.
A noi amanti del calcio la parola effetto richiama l’esecuzione dei calci di punizione. Tirare d’effetto può essere spettacolare quanto efficace, tuttavia se non sei Roberto Carlos rischi di fare figure di merda.
Di quel particolare Sglaps m’è saltato agli occhi un altro passaggio.
Cito: “la visibilità di un ng è molto inferiore a quella di un blog, vuoi per il settaggio del newsreader, vuoi per il fatto che molti ignorano l’esistenza di Usenet , o anche solo di Google:gruppi. Chiunque, viceversa, sa aprire una pagina web. “
Il nostro amico è evidentemente molto attento al tema della visibilità, sembra però non importargli nulla del target di riferimento. Si accontenta dei “chiunque” che sanno aprire una pagina web. Mi ha fatto riflettere.
Io le dico la mia esperienza: è un posto in più per scrivere. Un posto in più dove rompere i maroni alla gente che se vuole, se ho qualcosa da trasmettere e che viene gradita mi legge. Grave?
Dovresti utilizzare qualche frase ad effetto altrimenti nessuno ti prenderà sul serio.
Qui (
http://www.bookcafe.net/blog/) si trova addirittura una guida su come si fa un blog. La teorizzazione sul modo migliore per scaccolarsi secondo
lei è ancora lontana?
Sullo scaccolarsi non mi pronuncio, però ho trovato interessante ciò che segue:
“ ‘Come si fa un blog’ può essere un buon compagno di avventura per capire cosa sia il trackback, qual è il vantaggio di avere i feed RSS, e tante altre cose che si possono fare con un weblog. Ma anche, ad esempio, per evitare di usare pericolose tecniche euristiche inserendo applicazioncine di terze parti per aggiungere gadget o contenuti al proprio weblog.”
Questo qui ha fatto la prefazione al libro “Come si fa un blog”, d’altra parte il libro promette istruzioni chiare sul da farsi.
Trovo tutto meraviglioso.
Scusi se le sottopongo anche questo
trascendendo l’argomento verso il letterario. Ma lo scrittore nascosto in me (e che ha letto Stephen King che dice: “più leggete meno correte il rischio di rendervi ridicoli” e “se qualcuno è dell’idea di perseguire l’arte della scrittura non deve attendere la Musa ma crearla”) si incazza leggendo la scelta populistica trovata in codeste righe: “Sapere che, in generale, ci sono persone che mi leggono, ha cambiato il mio
modo di scrivere. In meglio, credo. Scrivo ancora per me stessa, ma provo a farlo con uno stile meno istintivo e più personale. Per rispetto di chi
sfoglia i miei post”
Non c’è un nesso che sfugge anche a lei? è post populistico strappapplausi?
Mi sembra il pensiero di una persona che, come tante, si pone innanzitutto il problema di avere uno stile (qualunque cosa sia) e poi, eventualmente, di dire qualcosa.
Le due cose non sono necessariamente in antitesi, però è pericoloso essere coscienti di scrivere “per gli altri”.
Traggo da qui
codesto sintagma: «Nonostante quello che ho detto, il blog resta un formidabile strumento dicomunicazione, ma soprattutto resta assolutamente ed esclusivamente”personale”.»
La frase “sono perfettamente d’accordo a metà credo sia adatta”. In fin dei conti nei diari personali a volte credo che alcuni scrivano anche
riflessioni sui grandi fatti del mondo. Dalle trombate del GF a Bush e Kerry. O no?
Anche questa rientra nelle frasi di “grande effetto” che invece di finire sotto l’incrocio finiscono in testa al bibitaro, in curva sud.
Qui invece traggo la definizione di blogger (ammesso che esista… io la ricondurrei a definizione di utonto medio) che più mi ispira: “Definizione di
blogger: persona che scrive cose di cui non frega niente a nessuno, e che legge cose di cui non gli frega un cazzo. Talvolta, commenta.”
Sono cinica come costui?
Trovo decisamente sensato anche ciò che è scritto immediatamente dopo:
“Splinder è un’immensa comunità inutile. Ci si droga di gratificazione, ci si fa i pompini (ahimè, virtuali), e poi si chiude, pensando di essere un tantino più sensati, come esseri umani. In realtà, il contrario.”
Pensi che c’è chi ci fa la tesi su ste robe. Io a sto punto pensavo di fare la tesi su perchè Totti sia dotato di pollice opponibile.
In fondo analizzare il fenomeno da osservatore esterno (ma anche interno) non è che sia così deplorevole. Coinvolge tantissima gente, qualcuno dovrà pure cavarci un ragno.
Un’altra cosa che mi chiedo. Perchè il 75% delle pagine femminili hanno un html carico come la madonna del carmelo, pesante da caricare anche con
fastweb, pieno di cuoricini, picciccì e piccicciò? E la scrittura ricca di k e simili?
Perché alla stupidità non c’è rimedio né limite.
Ho parlato qualche riga fa dei siti “mitici” creati da bimbette “mitiche” (che poi tanto bimbette non sono).
Mi sforzo ma non concepisco la genesi di questa uniformità di HTML da codice penale.
E dire che la lunghezza del caricamento è l’ultimo dei difetti di codeste pagine.
Infine vorrei parlare di una cosetta che non c’entra un cazzo, lo so. Le pare giusto che con le leggi che abbiamo in italia un giornalista come Pino
Scaccia (che non è un carlo paris qualsiasi a bordo campo con la nazionale) http://www.pinoscaccia.rai.it/torre/archives/002014.php si ritrovi nei
casini per un commento di un fruitore del suo sito-blog-sglaps?
Ovvio che no.
Prendo spunto per parlare di un problema analogo ma non strettamente legato al caso in questione né al famoso ordine dei giornalisti. Ah, una digressione; l’ordine dei giornalisti è quello sempre pronto a censurare determinate cose ma che nulla puote contro i molestatori dei citofoni?
Andiamo avanti…
In Italia (ma non solo) si ha l’impressione che i legislatori che si devono occupare di internet, in realtà, non ne sappiamo praticamente nulla.
Mi stupisco che qualcuno possa seriamente immaginare che legiferando alla bene e meglio si possa realmente applicare logiche “terrene” a ciò che è virtuale. Oltretutto lo si fa cercando il bavaglio. Oddio, assumendo che questa gente non abbia la minima idea di cosa sia internet tutto ciò risulterebbe piu’ comprensibile, rimarrebbe però da chiedersi perché mai a scegliere le regole del gioco sia sempre chi il gioco non lo conosce e non ha alcuna intenzione di impararlo.
Non lo so… è come se uno che non ha mai trombato ti venisse a dare consigli sessuali. Certe cose in Italia non accadono, giusto?
No, dico… giusto?