TEFAF di Maastricht, le anticipazioni del 2016

TEFAF Maastricht è universalmente riconosciuta come la Fiera dell’’arte più importante al mondo. Per soddisfare un mercato sempre più esigente e in continuo cambiamento, TEFAF verifica costantemente i propri standard e l’’impegno verso la qualità. L’’ambizione è quella di dar luogo a quel senso di attesa e di anticipazione che, ogni anno nel mese di marzo, accende il mondo internazionale dell’arte. TEFAF 2016 si terrà dall’11 al 20 marzo al MEEC (Maastricht Exhibition and Congress Centre) di Maastricht, Olanda.

A seguito del successo della sezione curata da Sidney Picasso a complemento di TEFAF Modern, la Fiera avrà nuovamente uno spazio concepito a questo scopo. E, alla prossima edizione, quest’area sarà curata da Mark Kremer, curatore indipendente e scrittore molto accreditato con base ad Amsterdam. Intitolata Zeige Deine Wunde/ Show your wound (mostra la tua ferita) in riferimento ad un’opera scultorea di Joseph Beuys esposta all’interno di un passaggio della metropolitana di Monaco nel 1974-5, l’installazione mostrerà il lavoro di artisti che continuano ad esplorare e dare espressione alle idee – la morte, la decadenza, la spoliazione, il senso del dramma (la ferita) – suggerite nell’opera originale di Beuys. Questi concetti continuano ancor oggi ad avere rilevanza per le giovani generazioni di artisti di tutto il mondo. Mark Kremer farà una selezione degli artisti e inviterà le loro gallerie ad esporre le loro opere a TEFAF. Tutte le opere saranno in vendita così come accade per tutti gli oggetti esposti in Fiera. La mostra e la pubblicazione che l’’accompagna hanno come scopo far conoscere quest’opera e dare risonanza all’eredità artistica di Beuys.

TEFAF è nota per essere anche luogo in cui fare e scoprire interazioni storiche. Questa mostra vuole presentare le opere di artisti viventi mai esposti prima in Fiera ma che, ciò nonostante, hanno una connessione storico artistica con il resto delle opere che sono esposte. Quello della “ferita” è un tema familiare a tutta la storia dell’arte europea e gioca un parte significativa nella nostra iconografia culturale. Il titolo Zeige Deine Wunde/ Mostra la tua ferita di conseguenza svilupperà legami con importanti lavori dei periodi precedenti.

Creare uno spazio in cui i collezionisti possano facilmente individuare gli oggetti all’interno del loro campo di interesse e allo stesso tempo dare loro l’’opportunità di incontrare il nuovo e l’inatteso fa di TEFAF un luogo unico. Pensando a ciò, alcune sezioni del percorso espositivo di TEFAF 2016 sono state modificate per migliorare l’’accessibilità. La nuova configurazione rientra in un progetto complessivo di modifiche pensate per creare il miglior ambiente possibile per i galleristi che espongono le loro collezioni e per gli appassionati d’arte affinché le possano scoprire.
I cambiamenti a TEFAF 2016 prevedono:

· Nuovo design per la Hall d’ingresso che offrirà duplice accesso alla Fiera
· Accesso diretto alla sezione Antique dall’area principale d’ingresso
· Maggiore spazio e visibilità per l’entrata di TEFAF Paper, incluso un ascensore e scale mobili
· Una nuova area ristorazione al piano terra vicino all’ingresso di TEFAF Paper
· Una nuova area ristorazione al piano superiore che sarà in parte incorporata all’interno di TEFAF Paper

Come per gli anni precedenti, la mostra di prestiti che sarà allestita nella sezione TEFAF Paper offrirà una occasione unica ai visitatori per ammirare una selezione esclusiva di stampe e disegni provenienti da un museo che possiede una tra le maggiori collezioni del settore. La mostra di quest’anno si intitola Collecting Collectors ed espone stampe e disegni del Museo Boijmans Van Beuningen di Rotterdam che prende il nome da due grandi collezionisti – Frans Boijmans (1767- 1847) e Daniel George van Beuningen (1877-1955). Le opere scelte per la mostra Collecting Collectors includono capolavori che vanno dal Rinascimento al presente, con opere di Bellini, Grünewald, Dürer, Fra Bartolommeo, Tintoretto, Rubens, Rembrandt integrate da opere di moderno e contemporaneo di artisti come Degas, Cézanne, Dalí, Magritte, Fontana e Kusama. Nel gestire la propria Fondazione Il Museo Boijmans van Beuningen ha sempre preso a cuore il rapporto con i collezionisti. Il suo famoso dipartimento delle stampe e dei disegni ne è la testimonianza più duratura: ha infatti acquisito negli anni un numero di importanti collezioni private dai maggiori collezionisti olandesi.

L’’Art Symposium di TEFAF che si terrà venerdì 11 marzo servirà da piattaforma per la presentazione dell’annuale Art Market Report di TEFAF. L’economista Clare McAndrew presenterà lo studio che analizza il mercato globale dell’arte del 2015. Lo studio include una sintesi dei flussi d’arte transnazionali di tutto il mondo e si focalizza sui centri chiave dell’’Europa, Stati Uniti e Cina nel 2014 /15, esaminando ogni singola modifica della normativa e altri dati che hanno influito sul mercato. Quest’anno verranno invitati alcuni specialisti del settore per approfondire i temi affrontati nell’Art Market Report di TEFAF. Tra i temi che verranno affrontati: il mercato “polarizzato”, le performance di alcuni settori cruciali del mercato degli ultimi 10 anni, la relativa importanza di vari canali di vendita per la comunità dei mercanti e l’impatto economico del commercio dell’arte.

TEFAF Maastricht
TEFAF Maastricht, è la Fiera d’arte più importante al mondo, famosa per il suo impegno nell’eccellenza, nelle expertise e per l’eleganza. Questo si riflette non solo nella magnifica scelta di opere che sono proposte in vendita nella Fiera, che si terrà al MEEC di Maastricht dall’11 al 20 marzo 2016, ma anche nel numero dei collezionisti d’arte, privati e istituzionali, che guardano a TEFAF come ad un evento assolutamente da non perdere nel calendario del mercato dell’arte.

L’arte, più di un bene
TEFAF condivide con AXA ART, suo sponsor principale, la visione dell’arte come un qualcosa più importante di un bene. La loro partnership fornisce ai collezionisti d’arte un’expertise ineguagliabile che copre l’intera gamma di prevenzione del rischio, la conservazione, il recupero ed il restauro, per metterli in grado di mantenere le loro collezioni nelle migliori condizioni possibili. www.axa-art.com

Babygella accompagna i bimbi dalla nursery del reparto maternità al bagnetto dei primi mesi

Buzzoole
prodotto_bagnetto_primi_mesi-1030x1030Le mamme lo sanno: quanto è importante prendersi cura del proprio Bimbo, non solo quando è neonato ma anche durante tutti i primi mesi della sua vita. Quanto siano belli ma provanti i riti come quello del bagnetto, dove bisogna combattere tutti quei piccoli problemi di pelle come irritazione, pelle secca, crosta lattea. Ma niente paura, viene incontro Babygella. E’ una scelta sicura: i suoi principi attivi sono unici, per efficacia, purezza e tollerabilità e sono stati selezionati per la loro capacità di offrire soluzioni mirate alle necessità quotidiane della pelle dei bebè. Dagli estratti di Salvia o Camomilla, all’Argento Colloidale i prodotti Babygella utilizzano principi attivi esclusivi e innovativi.
Del tutto esclusi allergeni e parabeni. Come ad esempio Babygella bagnetto primi mesi associa alla delicata azione detergente un’importante azione idratante, lenitiva, antiarrossamento, emolliente e seborestitutiva che lo rende particolarmente adatto alla pelle delicata e sensibile del neonato. E la trovate in tutte le farmacie e parafarmacie…
Ma soprattutto considerate che Babygella è una linea di prodotti:
– sviluppata con il supporto dei Pediatri e venduta in farmacia
– utilizzata in moltissimi Reparti maternità, a riprova della sua qualità
– tutte le formulazioni sono specifiche e in grado di mantenere e ripristinare il benessere cutaneo
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Inoltre, è presente una conveniente promozione per le mamme che si affideranno a Babygella: se si acquistano 3 prodotti della linea si ha in regalo una pratica, capiente ed elegante Mummy Bag, la borsa da portare sempre con sè, per avere a portata di mano tutto l’occorrente per il piccolo.

A Reggio Emilia, la Notte Viola di Palazzo Magnani

28 novembre 2015
Palazzo Magnani, Reggio Emilia

LA NOTTE VIOLA DI PALAZZO MAGNANI
WAKE UP THE SOUL
colori e suoni dell’anima

Un’emozione lunga una notte!
Palazzo Magnani si apre in modo inedito alla città, di notte, in un’atmosfera magica e carica di suggestione. Complici la travolgente arte del video artista americano Bill Viola, le magiche atmosfere barocche di Lanfranco e un percorso multisensoriale tra sonorizzazioni, installazioni e tante proposte rigorosamente declinate in viola (in omaggio all’artista).
La sede espositiva, ma anche il cortile interno, il ristorante Bottega Burger Bar, in un tutt’uno di esperienze e performance, saranno il cuore pulsante della NOTTE VIOLA, che vedrà la partecipazione di Spazio Gerra e Gazzetta di Reggio, protagonisti insieme alla Fondazione Palazzo Magnani dell’evento.

Sabato 28 novembre, la sede espositiva di Corso Garibaldi resterà aperta con orario continuato dalle ore 10.00 del mattino alle ore 04.00 del giorno seguente e, dalle 23.00, calata la notte, sarà possibile vivere un PERCORSO ESPERIENZIALE tra arte, suoni, suggestioni audio e video, cocktails e food experience.

ETERNE VISIONI è il viaggio di Palazzo Magnani nella video arte di BILL VIOLA (in dialogo con il barocco di Lanfranco) che permetterà al visitatore di immergersi in un bagno di nero e di buio, di scoprire l’invisibile che si nasconde dietro il visibile, di esplorare i fenomeni della propria percezione sensoriale, aspetti fondanti della poetica del video artista di Long Beach, California. Un percorso davvero emozionante che vede protagonista l’installazione Isolde’s Ascension (The Shape of Light in the Space After Death) di Viola caratterizzata da un dialogo e una straordinaria armonia tra riferimenti alla classicità, l’utilizzo del video e delle sonorizzazioni.

In occasione della Notte Viola di Palazzo Magnani, SPAZIO GERRA propone l’installazione “BIOPSICOPHONIC EXPERIENCE” curata da Alfredo Miti. Il lavoro di Miti raccoglie una esperienza cominciata circa trent’anni fa dedicata alla ricerca nella registrazione e riproduzione di segnali audio; tecniche di grande effetto in passato adottate fra gli altri anche da geni del suono quali i Pink Floyd.
Un particolare sistema di diffusione audio, inserito in un supporto appositamente progettato e costruito, consentirà al visitatore di provare un’esperienza immersiva fra vibrazioni fisiche e frequenze sonore.
Fra le tante forme espressive, il suono è certamente la più immediata ed evocativa, in grado di suscitare suggestioni ed aprire ad inaspettate dimensioni emozionali e spirituali. Spazio Gerra, attraverso il lavoro di Miti, ha inteso contribuire al programma della Notte Viola, riprendendo il filo di un più ampio lavoro dedicato alla Cultura del Suono cominciato cinque anni fa con il progetto Remix Remake Remodel, e proseguito con i diversi appuntamenti tematici dedicati alle Officine Reggiane, ai Musei Civici e della Psichiatria e agli altri luoghi che hanno ospitato il progetto Music For; in un’ottica di riproposizione e rilancio di una tematica che vedrà in futuro Reggio Emilia impegnata in diverse iniziative.
Con Biospicophonic experience, il visitatore potrà sperimentare una “culla sonora” all’interno di una installazione multisensoriale di suoni olofonici e suggestioni audio, vibrazioni e frequenze tra dimensione spirituale e materiale.

Grazie alla collaborazione con GAZZETTA DI REGGIO, sarà possibile seguire IN DIRETTA LA NOTTE VIOLA: se partecipi all’evento, usa #notteviola_re per le tue foto, i video e i commenti su Instagram e Twitter; su Facebook, tagga la Gazzetta nei tuoi post, oppure manda le tue foto come messaggio.
Sul sito www.gazzettadireggio.it la diretta multimediale dell’evento!

Non poteva mancare inoltre, tra i protagonisti della serata, il ristorante di Palazzo Magnani BOTTEGA BURGER BAR che animerà la NOTTE VIOLA con proposte di FOOD & BEVERAGES declinate secondo il suo stile internazionale. ARMONIOSE CONVERGENZE: food art, food colour, food experience, un evento outdoor in linea con l’esperienza multisensoriale suscitata dall’installazione di Viola che intende coniugare piaceri gustativi e artistici per avvicinare i giovani a un nuovo metodo di percezione e ricezione dell’arte.

Giochi di luce e video mapping aspettano il popolo della notte nel cortile interno di Palazzo Magnani e in Corso Garibaldi.

Per la serata è d’obbligo indossare un capo o un accessorio viola (niente di kitsch) per entrare in sintonia con l’atmosfera dell’evento che intende celebrare e approfondire, in un percorso esperienziale insolito e coinvolgente, la poetica di uno dei più grandi video artisti viventi BILL VIOLA che con le sue opere arricchisce ed emoziona generazioni di artisti, appassionati e semplici curiosi.

LA NOTTE VIOLA DI PALAZZO MAGNANI
WAKE UP THE SOUL
28 novembre 2015
Palazzo Magnani, Reggio Emilia
dalle ore 23.00 alle ore 04.00
la mostra sarà aperta dalle 10 alle 00.04 in modo continuato

evento promosso da Fondazione Palazzo Magnani – Spazio Gerra – Bottega Burgher Bar. Burgher gourmet&Resaurant – Gazzetta di Reggio
€ 8 (percorso esperienziale+consumazione)
info 0522444.446 – info@palazzomagnani.it
#notteviola_re

Marc Chagall con Dario Fo al Museo di Santa Giulia di Brescia

Marc Chagall sarà al centro di un evento davvero straordinario, a Brescia al Museo di Santa Giulia. Dal 20 novembre al 15 febbraio.

Un progetto assolutamente originale che corre sul binario di due personalità senza alcun dubbio uniche, affascinanti, spiazzanti. Il grande artista con i suoi capolavori degli anni russi, arricchiti da un racconto d’eccezione, come può essere solo l’omaggio di un premio Nobel come Dario Fo. A pieno titolo è lecito parlare di un incontro tra due geni.

Da un lato Marc Chagall, pittore lirico e surreale protagonista dell’arte del XX secolo, dall’altro Dario Fo, premio Nobel per la letteratura, commediografo, scrittore, ma anche pittore innamorato di Chagall. Cui Fo si sente particolarmente vicino, per il gusto del fantastico, del paradossale, del surreale e dell’impossibile.

Il dialogo si concretizza in due esposizioni distinte, poste in stretta relazione tra loro: nella prima sono esposte le opere di Marc Chagall raccontate dall’artista stesso attraverso una serie di stralci tratti dalla sua autobiografia Ma Vie, scritta tra il 1921 e il 1922; nella seconda Dario Fo racconta le opere di Chagall attraverso i sui testi, illustrati da preziosi disegni e dipinti, creati appositamente in occasione dell’esposizione a Brescia.

La mostra Marc Chagall. Opere russe 1907-1924, organizzata da Comune di Brescia e Fondazione Brescia Musei, in collaborazione con il Museo di Stato Russo di San Pietroburgo e la partecipazione di Giunti Arte Mostre e Musei, con la curatela di Eugenia Petrova, direttrice del Museo di Stato Russo, si sviluppa seguendo il percorso del pittore dalla sua formazione sino ai primi anni della maturità, immediatamente precedenti la diaspora a Parigi.

La mostra propone 33 opere, 17 dipinti e 16 disegni oltre a due taccuini – con disegni e poesie recentemente ritrovati ed esposti per la prima volta al pubblico – che vanno dal 1907 al 1924: viene indagato il periodo durante il quale Chagall da Vitebsk, paese di nascita e vero protagonista delle prime opere, si trasferisce prima a San Pietroburgo, dove studia presso l’Accademia Russa di Belle Arti, e poi a Parigi, dove viene in contatto con la comunità di artisti di Montparnasse e dove si trasferirà definitivamente con la moglie Bella a partire dal 1924.

Il pubblico potrà ammirare alcuni dei più importanti capolavori di Marc Chagall, opere di fondamentale importanza per capire il percorso artistico del maestro russo, come la veduta dalla finestra a Vitebsk del 1908, Gli Amanti in blu del 1914, la Passeggiata del 1917-1918, l’Ebreo in rosa del 1915 e molti altri.

Accanto alla mostra di Chagall, i visitatori hanno l’occasione di vivere un altro evento unico appositamente progettato e realizzato per l’occasione. Il Premio Nobel Dario Fo ha realizzato ben 20 dipinti accompagnati da 15 bozzetti preparatori e da un racconto sulla vita e l’opera di Marc Chagall. Un straordinario omaggio, pittorico e narrativo, a Marc Chagall che sarà celebrato anche da un’unica lezione spettacolo che si terrà il 16 gennaio 2016 presso il Teatro Grande di Brescia.

Nell’occasione la casa editrice GAMM Giunti pubblica due volumi catalogo, ciascuno comprendente tutte le opere esposte e testi di Marc Chagall, Eugenia Petrova, Dario Fo.

MARC CHAGALL. Opere russe 1907-1924
Con un racconto per immagini di Dario Fo
Brescia, Museo di Santa Giulia
20 novembre 2015 – 15 febbraio 2016

Informazioni e prenotazioni
tel. 030.2977833-834
santagiulia@bresciamusei.com
chagall.bresciamusei.com

Giorni di apertura
Da martedì a domenica (chiuso tutti i lunedì non festivi)
Da martedì a venerdì dalle 9.30 alle 17.30
Sabato e domenica dalle 9.30 alle 19.00

Biglietti
Intero € 10; ridotto € 8; scuole € 6

Il biglietto della mostra garantisce l’ingresso speciale ridotto € 6 a mostra “Roma e le genti del Po. Un incontro di culture III-I sec. a.C.”

Ai Diamanti la grande mostra su De Chirico e la Metafisica

La pittura di De Chirico è una nuova visione,
nella quale lo spettatore ritrova il suo isolamento
e intende il silenzio del mondo

René Magritte

A cento anni dalla loro creazione tornano a Ferrara i rari capolavori metafisici che Giorgio de Chirico dipinse nella città estense tra il 1915 e il 1918. La mostra, organizzata dalla Fondazione Ferrara Arte e dalla Staatsgalerie di Stoccarda in collaborazione con l’Archivio dell’Arte Metafisica e curata da Paolo Baldacci e Gerd Roos celebra questa importante stagione dell’arte italiana e documenta la profonda influenza che queste opere ebbero su Carlo Carrà e Giorgio Morandi, e poco dopo sulle avanguardie europee del dadaismo, del surrealismo e della Nuova oggettività.
Quando l’Italia entra nella prima guerra mondiale, de Chirico e suo fratello Alberto Savinio lasciano Parigi per arruolarsi e alla fine di giugno del 1915 vengono assegnati al 27° reggimento di fanteria di Ferrara. Il soggiorno nella città emiliana determina cambiamenti profondi, tanto nella pittura di Giorgio e nei temi ispiratori dei suoi quadri quanto nelle creazioni di Alberto, che a Ferrara abbandona decisamente la musica per dedicarsi solo alla scrittura.
Travolto da un’ondata di romantica commozione di fronte alla bellezza della città e al ritmo sospeso della sua vita, de Chirico la rende protagonista di alcuni dei suoi dipinti più famosi, nei quali il Castello Estense o le grandi piazze deserte e senza tempo svolgono un ruolo di magica affabulazione (I progetti della fanciulla, 1915, Il grande metafisico, 1917, Le Muse inquietanti, 1918). Nella pittura ferrarese stanze segrete dalle prospettive vertiginose fanno da sfondo agli oggetti più strani o più comuni che l’artista individuava nelle sue esplorazioni tra i vicoli del ghetto, e su pavimenti in fuga verso l’orizzonte, tra rosse quinte teatrali che mimano edifici del Rinascimento, sciolgono il loro canto malinconico i grandi manichini senza volto (Il Trovatore, 1917, Ettore e Andromaca, 1917). Le tele si accendono di un cromatismo intenso, dai vani delle finestre si intravedono scorci di architetture, i quadri nel quadro propongono l’eterna sfida tra realtà e illusione, e gli agglomerati di scatole con carte geografiche mute, biscotti, strumenti da disegno e di misurazione, anticipano le accumulazioni scultoree dadaiste: oggetti isolati dal loro contesto e riassemblati per evocare nuovi significati e suscitare nello spettatore un senso di straniamento.

La mostra, la prima in senso assoluto dedicata all’indagine e all’approfondimento delle peculiarità artistiche e culturali di questo periodo cruciale per l’arte italiana ed europea, presenta la più completa rassegna dei capolavori dipinti da de Chirico e Carrà nel 1917 a Villa del Seminario, l’ospedale psichiatrico militare per la cura delle nevrosi di guerra, dove i due artisti furono ricoverati nella primavera-estate del 1917, e dove svilupparono un intenso sodalizio di lavoro. Per la prima volta dopo quarantacinque anni si potranno ammirare, allestiti uno accanto all’altro, gli originali dei grandi manichini di Giorgio de Chirico del 1917-18 insieme alla serie quasi completa delle opere metafisiche di Carrà: Il gentiluomo briaco, Composizione TA, Penelope, Natura morta con la squadra, La camera incantata, Solitudine, Madre e figlio, Il dio ermafrodito, L’ovale delle apparizioni, Il cavaliere dello spirito occidentale, Il figlio del costruttore.
Altrettanto importante è la presenza di Giorgio Morandi, il cui percorso verso la sospensione metafisica e il realismo magico è documentato da un ristretto gruppo di tele realizzate tra il 1916 e il 1919: dalla famosa “natura morta rosa” fino a quelle coi busti di manichino e con i vasi sul tavolo rotondo del 1919.
Attraverso poche ma essenziali opere di Filippo de Pisis, il primo e più fedele compagno ferrarese di de Chirico, possiamo seguirne il singolare percorso che sviluppa una visione personale della metafisica, dai primi collage dadaisti fino alle opere degli anni Venti, dense di citazioni dalle opere dell’amico (Natura morta accidentale, 1919-20, I pesci sacri, 1926, Natura morta con gli occhi, 1923).
L’influenza capillare della pittura metafisica sulle avanguardie europee del dopoguerra – avvenuta soprattutto tramite la diffusione della rivista «Valori Plastici» e le mostre itineranti organizzate dal suo editore Mario Broglio – è documentata da una serie importante di opere di Man Ray, Raoul Hausmann, George Grosz, René Magritte, Salvador Dalí e Max Ernst, che realizzarono straordinari capolavori ispirati ai temi e alle iconografie ferraresi di de Chirico e Carrà.

Il percorso espositivo, che comprende oltre settanta opere provenienti dai principali musei e collezioni di tutto il mondo, ha il suo fulcro nelle tele realizzate da de Chirico nella stretta forbice temporale degli anni ferraresi. Scandita in sezioni cronologico-tematiche, la rassegna è arricchita da una selezione di dipinti, ready made, acquerelli, disegni, collage e fotografie degli artisti che si ispirarono al maestro italiano, nei quali sarà possibile leggere sorprendenti riprese e citazioni.

ll catalogo della mostra, punto d’arrivo di oltre trent’anni di studio e di ricerche, è arricchito dai saggi dei maggiori specialisti di quel periodo storico e offrirà uno sguardo completo su questa straordinaria stagione dell’arte italiana ed europea.

La ricorrenza del centenario del soggiorno di de Chirico a Ferrara ha chiamato a raccolta istituzioni, associazioni e altri soggetti cittadini, che hanno dato vita ad un ricco calendario di proposte culturali ed educative, tra conferenze, concerti, incontri, mostre e progetti didattici. Con il biglietto d’ingresso all’esposizione di Palazzo dei Diamanti, sara` possibile accedere gratuitamente alla mostra Il manichino e i suoi paesaggi presso la Palazzina Marfisa d’Este (la prima rassegna italiana ad indagare questo tema in ambiti diversi, dalla moda alla scienza all’arte) e alla mostra site specific di Mustafa Sabbagh, ispirata all’opera di Alberto Savinio, al Museo Civico di Storia Naturale di Ferrara.

DE CHIRICO A FERRARA. Metafisica e avanguardie
Ferrara, Palazzo dei Diamanti
14 novembre 2015 – 28 febbraio 2016

Mostra a cura di Paolo Baldacci e Gerd Roos, organizzata dalla Fondazione Ferrara Arte e dalla Staatsgalerie di Stoccarda in collaborazione con l’Archivio dell’Arte Metafisica, Milano / Berlino

Orari di apertura: tutti i giorni 9.00 – 19.00
Aperto anche 8, 25 e 26 dicembre, 1 e 6 gennaio

Informazioni e prenotazioni
tel. 0532 244949
diamanti@comune.fe.it
www.palazzodiamanti.it

epea, l’annuncio della terza edizione

Dodici fotografi europei chiamati a sviluppare il tema «Confini sfuggenti». Sei mesi di indagine e poi una mostra itinerante in Europa. A Lucca giungerà nell’autunno del 2016.

Dodici fotografi stanno percorrendo l’Europa per interpretarne i cambiamenti più profondi.
Lo stanno facendo nell’ambito del progetto epea European Photo Exhibition Award, alla sua terza edizione, che quest’anno ha come tema “Confini sfuggenti”.

European Photo Exhibition Award – epea, mira a creare uno spazio libero in cui sviluppare temi socialmente rilevanti in materia europea, discussi da fotografi di talento che vivono e lavorano in Europa e che ancora si trovano all’inizio della loro carriera di fotografi professionisti.

epea è un progetto promosso da Fondazione Banca del Monte di Lucca (Italia), Körber-Stiftung (Germania), Fondazione Calouste Gulbenkian – Délégation en France (Portogallo) e Fondazione Fritt Ord (Norvegia).
Ognuno dei quattro partner ha selezionato un curatore – specialista in fotografia – che ha scelto tre fotografi e si è assunto il ruolo di guida e la curatela della mostra conclusiva. I curatori sono Ingo Taubhorn (curatore del Haus der Photographie der Deichtorhallen, Hamburg), Sérgio Mah (curatore e sociologo, Lisbona), Enrico Stefanelli (fondatore e direttore artistico del Photolux Festival, Lucca) e Rune Eraker (fotografo freelance, Oslo).

I 12 fotografi scelti sono Arianna Arcara (Italia), Pierfrancesco Celada (Italia), Marthe Aune Eriksen (Norvegia), Jakob Ganslmeier (Germania), Margarida Gouveia (Portogallo), Marie Hald (Danimarca), Dominic Hawgood (Regno Unito), Robin Hinsch (Germania), Ildikó Péter (Ungheria), Eivind H. Natvig (Norvegia), Marie Sommer (Francia) e Christina Werner (Austria), che provengono da 9 Paesi europei.
I dodici fotografi nominati trasformeranno in un saggio fotografico le loro osservazioni, analisi e impressioni su soggetti, temi e ambiti socialmente rilevanti. Per la loro ricerca hanno a disposizione sei mesi.

Per realizzare il progetto, i fotografi ricevono un contributo.
Lavoro individuale e lavoro collettivo sono egualmente contemperati in epea, che prevede la partecipazione di tutti i 12 fotografi a due workshop di accompagnamento durante i quali viene loro offerta l’opportunità di lavorare insieme, con i colleghi e con i quattro curatori, intensificando un confronto sui metodi di lavoro e sul tema loro proposto.

Uno dei modi migliori di percepire la storia europea è attraverso una riflessione intorno ai cambiamenti e alle trasformazioni, persistenti e complesse. Trasformazioni lette come sintomi di un processo dinamico di sviluppo che non rimodella la sola realtà, ma anche le idee e le immagini e la stessa percezione della realtà.
Non sorprende, allora, che le analisi della situazione europea contemporanea si stiano sempre più focalizzando sugli effetti delle grandi trasformazioni che stanno avvenendo nel continente. Dalla transizione verso un’economia post-industriale, al forte incremento dei flussi e delle reti di comunicazione e di commerci, all’aumento della mobilità delle persone, alla ripresa dell’immigrazione (e l’intensificazione conseguente del dibattito sulle condizioni dell’integrazione, ma anche sui controlli e sulla legalità). Senza tralasciare gli effetti della globalizzazione economica, tecnologica e culturale. Tutti indicatori degli importanti (e in alcuni casi radicali) cambiamenti delle condizioni e delle strutture sociali e culturali in Europa. Una percezione di cambiamento e instabilità accentuata dalla grave crisi economica e politica che sta avendo conseguenze devastanti per la società, istigando nuovi fronti di frammentazione in ambito europeo e porta alla emersione di nuovi fenomeni e conflitti.

L’intento del progetto epea European Photo Exhibition Award è quello di stimolare l’individuazione e l’analisi dei segni (temi, situazioni, comportamenti, fenomeni) che evidenziano i processi di riflessione e di riadattamento, l’alterazione dei concetti e delle categorie, immagini rappresentazioni, talvolta degli stereotipi, associati alle differenti realtà europee. Il tutto con occhio non solo rispettoso ma pienamente empatico con quanto sta accadendo.

Il calendario completo del tour è:
20 maggio – 28 agosto 2016: Parigi, Fondation Calouste Gulbenkian – Délégation en France
15 ottobre – 11 dicembre 2016: Lucca, Palazzo delle Esposizioni, Fondazione Banca del Monte di Lucca
3 marzo – 1° maggio 2017: Amburgo, Haus der Photographie der Deichtorhallen
21 settembre – 29 ottobre 2017: Oslo, Nobel Peace Center

Per ulteriori informazioni sui fotografi, curatori e locali:
HYPERLINK “http://www.epeaphoto.org” www.epeaphoto.org e seguiteci su facebook, twitter e instagram.

A Verona, il 15 novembre apre al pubblico il Museo degli Affreschi

A Verona, il 15 novembre apre al pubblico il Museo degli Affreschi Giovan Battista Cavalcaselle, presso la Tomba di Giulietta, con una nuova sezione espositiva – l’ala sud completamente rinnovata. Ampliato nel suo percorso, il nuovo museo integra la grande raccolta di affreschi, già presenti sin dal 1973, anno della sua apertura per cura di Licisco Magagnato, allora direttore dei civici musei, con importanti opere del Medioevo e del Rinascimento veronese realizzate sempre con la tecnica “a fresco”.

Sede del complesso museale è l’ex convento di San Francesco al Corso che accoglie, oltre alla celebre Tomba di Giulietta, ampi spazi destinati a verde e all’esposizione di reperti e frammenti lapidei.

I lavori di sistemazione dell’ala meridionale del chiostro rappresentano la fase finale di un lungo intervento di riqualificazione del complesso museale, finalizzata a recuperare gli spazi ora nuovamente allestiti, integrandoli a quelli preesistenti.

In previsione di tale completamento, la Direzione Musei d’Arte e Monumenti ha condotto una campagna di catalogazione e studio degli affreschi, delle sculture e dei reperti lapidei al fine di approfondire, per quanto possibile, l’origine di questo ingente patrimonio, con l’intento di arricchire l’esposizione già disponibile al pubblico. I reperti cronologicamente e artisticamente più significativi sono stati selezionati per essere presentati lungo un rinnovato percorso museale.

Il nuovo ordinamento prevede nel chiostro, ad accogliere il visitatore, sei statue, rappresentanti le Virtù e le città di Verona e Vicenza, provenienti dal recinto delle Arche Scaligere, inserite in tale contesto al fine di riunirle e di creare un ideale dialogo con i pezzi trecenteschi esposti nelle sale superiori del museo.
L’importante intervento di recupero giunto a conclusione ha consentito la realizzazione al pianterreno di una sala riunioni da 70 posti – essenziale per le attività culturali del museo­, che l’Amministrazione comunale ha deciso di intitolare a Giacomo Galtarossa, il maggior mecenate dei musei veronesi del secondo Novecento e primo presidente degli Amici dei Musei di Verona

Proseguendo, mediante un percorso cronologico, la nuova apertura del museo consente di compiere un viaggio attraverso i secoli nella città dipinta. Partendo dall’anno Mille, in un suggestivo piccolo ambiente che rievoca il sacello scarpiano del Museo di Castelvecchio, sono esposti frammenti lapidei e architettonici, iscrizioni, capitelli, mensole e patere di grande valore storico e decorativo, provenienti da edifici religiosi distrutti (la chiesa di San Daniele e quella di Tombazosana) coevi al ciclo affrescato della grotta di San Nazaro. Tali rarissime pitture, il cui primo strato è datato 996, in occasione della riapertura del museo sono state smontate e ricomposte secondo la nuova restituzione studiata dalla professoressa Tiziana Franco dell’Università di Verona.

Nell’adiacente salone sono esposti gli imponenti sottarchi con ritratti di imperatori romani, provenienti dal Palazzo scaligero di Cansignorio affrescati da Altichiero a partire dal 1364 e staccati nel 1967. Dopo un accurato restauro, eseguito dal Laboratorio di Restauro dellaSoprintendenza per le Belle Arti e il Paesaggio delle province di Verona, Rovigo e Vicenza, i sottarchi vengono ora presentati con un particolare sistema a sospensione che ne consente una lettura dal basso simile a quella che il ciclo aveva originalmente. Accanto agli undici sottarchi, trovano posto una monumentale Crocifissione e affreschi trecenteschi provenienti dal chiostro di Santa Eufemia, dalla chiesa di Santa Felicita e da altre chiese veronesi, con elementi lapidei riferibili al periodo scaligero e post scaligero, come i medaglioni marmorei con profili di imperatori romani, quale esempio di sviluppo umanistico del tema scelto da Altichiero, ispirandosi a monete romane di cui sono presentati dei preziosi esempi.

Nel corridoio laterale del secondo piano è collocato il lungo fregio continuo affrescato da Jacopo Ligozzi e bottega (1547-1627) per una sala di Palazzo Fumanelli, raffigurante la Cavalcata di Carlo V e Clemente VII in Bologna nel 1530, staccato e donato ai musei civici veronesi alla fine dell’Ottocento. Esso è costituito da tredici grandi elementi che compongono un ciclo di circa trenta metri lineari. Dieci di tali elementi vengono presentati nella fascia sommitale della parete, a richiamare l’antica collocazione, mentre tre elementi contigui sono abbassati all’altezza dello sguardo dello spettatore, per consentirne un più diretto apprezzamento, con riferimento alle fonti grafiche che li ispirarono.
Da questo punto in avanti il percorso museale si connette con quello esistente, continuando il racconto della città dipinta con gli affreschi di Bernardino India e Domenico Brusasorzi per Palazzo Fiorio della Seta, e prosegue con le tele di Felice Brusasorzi, Anselmo Canera, Paolo Farinati. Queste ultime, commissionate da Pellegrino Ridolfi nel 1584, rappresentano tre episodi della Vita di Mosè e furono esposte a Castelvecchio fino al 1944, quando vennero danneggiate a seguito dello scoppio del vicino ponte sull’Adige.
Nella medesima sala sono esposti 16 bronzetti affiancati a una importante statua in bronzo di inizio Seicento raffigurante San Rocco, proveniente dal Lazzaretto di Michele Sanmicheli, presentata in precedenza solo in sporadiche occasioni.

L’ordinamento espositivo, curato da Paola Marini, con Ettore Napione, Sara Rodella e Ketty Bertolaso, è corredato da ampi testi illustrativi e da un adeguato apparato grafico-didascalico, integrato da strumenti multimediali con informazioni collegate alla storia della città. L’allestimento è di Valter Rossetto con la collaborazione Alba di Lieto e Viviana Taggetto.
L’inaugurazione del rinnovato Museo degli Affreschi Cavalcaselle è fissata per sabato 14 novembre 2015, con ingresso gratuito al pubblico a partire dalle ore 14.30 ed è estesa a tutta la giornata di domenica 15 novembre. Inoltre, in alcuni week end di novembre e dicembre, il nuovoMuseo degli Affreschi ospita un ricco carnet di appuntamenti e attività gratuiti per i visitatori in possesso del biglietto di ingresso (in allegato il calendario degli appuntamenti).

Info
tel. 045 8062611 – Direzione Musei d’Arte Monumenti
T 045 8000361 – Biglietteria museo degli Affreschi
museodegliaffreschi.comune.verona.it

Orari
lunedì 13.30 – 19.30
da martedì a domenica 8.30 – 19.30
(chiusura biglietteria 18.45)
Il museo è chiuso la mattina del 1 gennaio e il 25 dicembre

Prenotazione visite guidate
(gruppi e scuole)
T 045 8036353
(lunedì – venerdì 9.00 – 13.00 e 14.00 – 16.00)

Biglietti
biglietto intero: € 4,50
biglietto ridotto: € 3,00 per gruppi (sup. 15 unità), agevolazioni, anziani sup. 60 anni
biglietto ridotto scuole (dalle primarie alle secondarie di secondo grado) e ragazzi (8-14 anni, solo accompagnati): € 1,00
biglietto cumulativo musei Tomba/Casa di Giulietta intero: € 7,00
biglietto cumulativo musei Tomba/Casa di Giulietta ridotto: € 5,00
ingresso gratuito: anziani con età superiore a 65 anni residenti nel Comune di Verona, portatori di handicap e loro accompagnatori, con VeronaCard

Da ottobre a maggio, prima domenica del mese tariffa unica: € 1,00 (in caso di mostre in corso si applicano le tariffe ordinarie di ingresso).


Per il Centenario di Burri un Convegno Internazionale a Perugia

Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri Città di Castello
Università degli Studi di Perugia

MATERIA, FORMA E SPAZIO NELLA PITTURA DI ALBERTO BURRI

Convegno internazionale di studi venerdì 20 – sabato 21 novembre 2015
Aula Magna della Facoltà di Agraria dell’Università degli Studi di Perugia
Mostra sabato 21 novembre 2015
Galleria Tesori d’Arte, Fondazione per l’Istruzione Agraria

Complesso monumentale dell’Abbazia benedettina di San Pietro, Perugia
Borgo XX Giugno 74 06121 Perugia, Italia

progetto e cura di Bruno Corà

La Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri di Città di Castello per il Centenario della nascita del Maestro Alberto Burri promuove l’evento Materia Forma e Spazio nella pittura di Alberto Burri Convegno Internazionale e Mostra, a cura di Bruno Corà, realizzato in stretta collaborazione con l’Università degli Studi di Perugia nel Complesso Monumentale dell’Abbazia Benedettina di San Pietro.
Materia, Forma, Spazio, insieme con l’assidua ricerca di un equilibrio compositivo nella volontà di controllo dell’imprevisto, hanno costituito i cardini di molta parte dell’opera pittorica e plastica di Alberto Burri. In occasione del Centenario della sua nascita, pertanto, accanto alle numerose iniziative che si susseguono quest’anno in Italia e all’estero – dal completamento del Grande Cretto Gibellina, al ripristino del Teatro Continuo a Milano, dalle mostre al Parlamento Europeo a Bruxelles, a Palermo, a Pistoia, a Sansepolcro, a Rende (Cosenza), ai Convegni di Morra e di Milano, al meeting-mostra internazionale di artisti e studiosi a Città di Castello Au rendez-vous des amis (Giugno-Dicembre 2015), fino alla spettacolare retrospettiva (tuttora in corso) al Guggenheim Museum di New York, con circa cento opere, non poteva mancare un appuntamento di ampia riflessione storico-critica sul lavoro rivoluzionario di uno dei protagonisti indiscussi della scena artistica europea e internazionale dal secondo dopoguerra del XX secolo fino all’attualità. Così, mentre altre interessanti iniziative si preparano in Germania a Düsseldorf, a Napoli, a Teramo e altrove, questo appuntamento promosso dalla Fondazione insieme con l’Università degli Studi di Perugia ha l’obiettivo di dare la parola – senza presunzione esaustiva – ad alcuni dei testimoni critici della vicenda artistica e umana del Maestro, per una ulteriore riflessione priva del carattere di un bilancio che, per un artista della grandezza di Burri, è la storia stessa ad aver già compiuto, sia in rapporto alla sua fortuna critica che sul destino di conservazione della sua opera. Egli, d’altronde, in vita aveva già provveduto alla creazione di ben due sedi museali a Città di Castello per la conoscenza del suo lavoro.
Il Convegno internazionale di studi vede la partecipazione di studiosi stranieri come Bernard Blistène, direttore del Musée National d’Art Moderne di Parigi, Megan Fontanella, del Solomon R. Guggenheim di New York, Lisa Melandri, del Contemporary Art Museum di St. Louis e di numerosi studiosi e critici d’arte che si sono occupati, nel tempo, dell’opera di Alberto Burri, come Enrico Crispolti, Vittorio Brandi Rubiu, Carlo Pirovano, Carlo Bertelli, Giuliano Serafini, Italo Tomassoni, Arturo Carlo Quintavalle, Marco Vallora, Claudio Spadoni e Stefania Petrillo dell’Università di Perugia, Francesco Tedeschi dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e Chiara Sarteanesi della Fondazione Burri. Sono previste inoltre comunicazioni di altri studiosi dell’opera di Alberto Burri.
Il pubblico può iscriversi preventivamente ai lavori del Convegno internazionale di studi on-line a www.burricentenario.com. E’ disposta la traduzione simultanea in due lingue. E’ prevista la pubblicazione degli atti integrali del Convegno.
In occasione di questo significativo appuntamento, sabato 21 novembre alle ore 16,00, sempre presso l’ Aula Magna, sarà presentato il nuovoCatalogo generale delle opere del Maestro in sei volumi, edito dalla Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri.
Alle ore 17,00 nei locali della Galleria Tesori d’Arte della Fondazione per l’Istruzione agraria, anch’essa situata all’interno dello storico Complesso Monumentale dell’Abbazia Benedettina di San Pietro, sarà inaugurata la mostra I Mixoblack di Alberto Burri, serie di dieci mixografie su carta a mano realizzate nel 1988. La mostra resterà aperta fino al 5 Gennaio 2016 con i seguenti giorni di chiusura: 8, 24, 25, 26 dicembre 2015 e 1 gennaio 2016. Orario: tutti i giorni 10.00-12.00 / 15.00-18.00.
Un particolare ringraziamento va alla Regione Umbria, al Comune di Perugia, al Comune di Città di Castello, al Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Ambientali dell’Università degli Studi di Perugia, alla Fondazione per l’Istruzione Agraria per la concessione della prestigiosa sede e alle Casse di Risparmio dell’Umbria per il sostegno alla realizzazione dell’evento.

Informazioni e iscrizioni al convegno:
www.burricentenario.com
centenario@fondazioneburri.org
+39 075 8559848/+39 075 8554649

Informazioni mostra:
Galleria Tesori d’Arte
Borgo XX Giugno 74 06121 Perugia, Italia
tel.: 075/33753
info@fondazioneistruzioneagraria.it

Secondo Spotify “Viva La Vida” dei Coldplay è la canzone ideale per aiutare il risveglio

  •  Spotify ha collaborato con l’esperto David M. Greenberg, psicologo musicale all’Università di Cambridge e alla City University di New York, per svelare una playlist costruita scientificamente per aiutare le persone a svegliarsi la mattina
  • Viva La Vida” dei Coldplay è la canzone ideale per il risveglio; anche “Downtown” di Macklemore & Ryan Lewis, “Lovely Day” di Bill Withers, e “Confident” di Demi Lovato condividono ingredienti musicali per alzarsi dal letto

2 novembre 2015. Con l’arrivo dell’ora legale, può diventare ancora più difficile uscire da sotto le coperte. Per dare il calcio d’inizio a quelle mattine in cui ci si sente un po’ intontiti, Spotify ha collaborato con David M. Greenberg, psicologo musicale all’Università di Cambridge e alla City University di New York, per identificare la Wake Up playlist, scientificamente costruita per cominciare la giornata, con “Viva La Vida” dei Coldplay in cima alla lista.
Spotify ha collaborato con Greenberg per determinare quali canzoni, basate sui seguenti ingredienti musicali, sono ideali per farti uscire dal letto:

  • Musica che cresce d’intensità: una canzone che è troppo vigorosa fin dall’inizio non aiuterà ad alzarsi – sarebbe troppo, troppo presto. Le canzoni che iniziano più dolcemente (anche solo per pochi secondi) e poi crescono, aiutano a risvegliarsi più gradualmente
  • Positività: una volta svegli, bisogna essere anche motivati ad affrontare la giornata, testi positivi aiutano ad uscire da uno stato di irritazione e passare a una attitudine positiva
  • Ritmo forte: non contano solo i testi, ma anche gli ingredienti che riguardano il suono della musica. Canzoni che enfatizzano il ritmo 2 e 4 di ogni misura – solitamente con il basso e la batteria – con un BPM di 100-130 circa ti faranno avvicinare a uno stato d’animo positivo.

La Wake Up playlist, curata da Spotify e Greenberg, include una serie di brani che funzionano con la ricetta musicale. La playlist contiene sia note classiche come “Lovely Day” di Bill Withers, sia successi di oggi come “Downtown” di Macklemore & Ryan Lewis, e per chi è diretto al lavoro, “Money On My Mind” di Sam Smith – tutti brani che garantiscono un inizio di giornata pieno di energia.

“Svegliarsi è dura. E’ un vero sforzo, a volte anche una battaglia, passare da essere stanco e agitato a essere sveglio e motivato”, spiega David Greenberg. “La scienza mostra come la musica ci tocchi in modi diversi, inclusa la parte emozionale, psicologica e mentale. La musica giusta – come ‘Viva La Vida’ dei Coldplay con la sua energia positiva e il suo grande slancio – puoi aiutare ad alzarti, diventare pieno di energia e affrontare il resto della giornata”.

“La musica può rafforzare qualunque momento del giorno, dal viaggio verso l’ufficio, al lavoro, alla festa. La playlist Wake Up di Spotify ti aiuterà a iniziare le giornate grigie, anche prima del caffè del mattino”, commenta Angela Watts, VP, Global Communications di Spotify.

Note


Wake Up
playlist:

  1. Coldplay – Viva La Vida
  2. Lucia – Elevate
  3. Macklemore & Ryan Lewis – Downtown
  4. Bill Withers – Lovely Day
  5. Avicii – Wake Me Up
  6. Pentatonix – Can’t Sleep Love
  7. Demi Lovato – Confident
  8. Arcade Fire – Wake Up
  9. Hailee Steinfeld – Love Myself
  10. Sam Smith – Money On My Mind
  11. Esperanza Spalding – I Can’t Help It
  12. John Newman – Come and Get It
  13. Felix Jaehn – Ain’t Nobody (Loves Me Better)
  14. Mark Ronson – Feel Right
  15. Clean Bandit – Rather Be
  16. Katrina & The Waves – Walking on Sunshine
  17. Imagine Dragons – On Top of the World
  18. MisterWives – Reflections
  19. Carly Rae Jepsen – Warm Blood
  20. iLoveMemphis – Hit The Quan

Wake Up playlist:



About David M. Greenberg

David M. Greenberg è uno psicologo musicale all’Università di Cambridge e alla City University di New York; inoltre è un ricercatore esterno all’Autism Research Centre. Le sue ricerche analizzano i comportamenti musicali e i punti di incontro con la la scienza della personalità, sociale e cognitiva. Nel 2015, è stato premiato con il Early Career Research Award dalla European Society for the Cognitive Sciences of Music (ESCOM) per lo sviluppo di un nuovo modello di interazione musicale. I suoi recenti studi hanno esplorato il modo in cui la personalità e gli stili di pensiero predicono le preferenze e le abilità musicali.

Per ulteriori informazioni sull’interazione tra musica e personalità e per effettuare quizz di musica-scienza e ottenere il tuo punteggio sui gusti musicali, abilità e altro, basta visitare: www.musicaluniverse.org

About Spotify

Spotify è un servizio di musica on demand in streaming a livello mondiale, che consente agli utenti di accedere a oltre 30 milioni di canzoni* da computer, tablet e smartphone. Il nostro obiettivo è di rendere disponibile a tutti la musica proveniente da tutto il mondo, ovunque e in ogni momento. Spotify nasce con funzioni e modalità social e rende particolarmente agevole scoprire, gestire e condividere la musica con i propri amici, con la certezza di un giusto compenso per gli artisti.

Attualmente il servizio conta più di 75 milioni di utenti attivi di cui oltre 20 milioni di abbonati ed è presente in 58 paesi.

Dal lancio svedese nel 2008, Spotify ha riconosciuto più di tre miliardi di dollari ai detentori dei diritti. Spotify risulta essere la seconda fonte di guadagno delle etichette discografiche per quel che riguarda il mercato digitale (IFPI 2011) e il servizio di musica in streaming più grande e di maggior successo

www.spotify.com

Ceres supports Pasta Rummo


Buzzoole
In pratica c’è il riassunto della internet figaggine: ricordate le campagne di Ceres su twitter e quanto stanno sul pezzo? Ricordate la settimana passata gli hashtag #savepastarummo #saverummo dopo l’alluvione nel Beneventano?

Perché il 15 ottobre 2015, Benevento è stata colpita da un’alluvione che l’ha messa in ginocchio. l fiume Calore è esondato trascinando il suo fango che ha coperto strade, case e anche la fabbrica di pasta Rummo. Alla Rummo hanno perso il grano, i macchinari e i locali, invasi dal fango e circa 30 operai per salvarsi la vita sono stati costretti salire sul tetto del padiglione industriale e tratti in salvo dall’arrivo dei Vigili del fuoco.

Ecco: qualcosa si unisce e crea una giornata unica. Anche se molte persone a causa dell’alluvione hanno perso il lavoro…

Sabato 24 ottobre, in seguito all’alluvione che ha colpito il Sannio, Ceres era a Benevento. Con una bella cena e birra, per celebrare gli sforzi dei volontari che in questi giorni stanno riportando le città al loro splendore.

Ceres c’è! E sta con Rummo.