Essere in italia ed essere laici è complesso

Ho letto la notizia del “Non si farà la benedizione Pasquale a scuola” e le relative polemiche. Ho aspettato dieci minuti e ho riletto e ho pensato “EH?”

Vi spiego perché mi sento spaesata come voi difronte alla famiglia neocatecumenale (pirla, poi vi eravate scandalizzati per papafrancesco che disse che non si deve figliare come conigli) a Sanremo.

Ho 31 anni. Sono cresciuta in zone chiesine e ho fatto fatichissima a sopportare il catechismo. Anche perché alla mia epoca il catechismo non era l’imparare le preghiere a memoria, ma un sacco di insegnamenti che dovevi studiarti su un cazzo di libro che dovevi pagarti per conto tuo. Quindi se volevi i sacramenti in pratica dovevi pagarteli. E il socialista che già era in un angolo del mio cuoricino da bimbetta di meno di dieci anni scalpitava pensando un “ma perché?”

Ho fatto comunione e cresima. Ho cantato in cori della chiesa. Anche solista di un coro di canto gregoriano. Ho letto in chiesa. Conosco preghiere, messali, ho letto la bibbia, etc etc. Ora sono trentenne e ho abbandonato la Chiesa cattolica da anni, per mie scelte personali. Ho una forte preparazione scientifica che per la mia etica cozzava contro le mie radici religiose e ho fatto una scelta che mi è sembrata naturale, anche perché la mia famiglia è stata sempre molto liberale e mi ha sempre inculcato il rispetto per le scelte degli altri.

A scuola l’ora di religione mia è sempre stato un momento di discussione. Ho avuto per medie e superiori due insegnanti. Il primo era un ex missionario laico in Burkina Faso, che si era sposato con una danese. Si erano riprodotti facendo due figli e si erano ritrasferiti in Italia. Lui era una sorta di hippy formato francescano. Si parlava di tante cose: mi ha aperto un mondo sulla cooperazione, su come si possono aiutare le persone in Africa, delle sue esperienze, ci ha aperto la mente su come viaggiare. “Ma per viaggiare ci vogliono tanti soldi”, disse un mio compagno che poi tre anni dopo la maturità è stato l’unico sopravvissuto in un incidente stradale in Calabria a Luglio. Il prof rispose: “dipende che viaggio vuoi fare. In ostello e interrail, o cercando persone che ti ospitano in cambio di lavoro molto poco”. L’altra era cugina di una coppia di fratelli preti del posto… faceva anche la catechista ma a scuola si parlava, seguendo un libro di testo, di altre religioni. Se ho fondamenti di islamismo, ebraismo ed altre religioni lo devo a queste ore di cazzeggio culturale. Che a me è servito per inziare: sono intellettualmente curiosa e mi è piaciuto avere un corso di base per capire come funzionava anche in casa d’altri.

Imporre invece qualcuno che ti viene a benedire è irriguardoso non nei confronti di chi è di altra religione. Secondo il concordato l’Italia non è più uno stato confessionale. Io posso essere atea, cattolica, ebrea, salcazzo.  Sono italiana e ho diritto allo studio. Non voglio rotture di coglioni ideologiche quando studio. Perché tante lagne sui libri di scuola troppo di sinistra fatte negli anni passati e nessuno che invece si scandalizza perché qualcuno vuole farti subire una benedizione? Io ho trovato ad esempio una sorta di violazione l’avere un prete che ti venisse a rompere le palle in ospedale volendo parlare a tutti i costi. Te l’ho chiesto? No. Eppure i nostri ospedali pagano quei preti. Per me, laica, questa è stata una forte offesa.

E sarebbe la cazzo d’ora che voi studiaste un po’ biologia, che ieri gente non capiva perché un maschio covasse un uovo nel doodle di google. Bestie.

Mancanza di succedanei all’ombrello (buttate gli ombrelli però)

Un problema che nessuno ha mai trattato sinora adeguamente è il problema ombrello.

Io non uso l’ombrello per una ragione: mi da noia. Preferico una broncopolmonite che tenermi un ombrello e rischiare di rendere non vedente me e qualcunaltro. Perché oltre la rottura di palle di occuparti una mano c’è anche il fatto che l’ombrello è un’arma impropria. Nonché diciamocelo spesso: in alcuni posti che ormai c’è quella sorta di pioggerellina che ti bagna anche in orizzontale l’ombrello non è che ti aiuti molto.

Gli impermeabili vanno bene in caso di poca pioggia e ti tutelano solo leggermente dalla broncopolmonite di cui sopra. Pochi sono quelli buoni: tipo quelli per andare a pesca di una volta si trovano a malapena ad esempio al Decathlon. E io, che per andare ai festival rischio sempre condizioni meteo estreme, sono sensibilissima all’argomento e non trovo soluzioni.

Quindi il quesito è: voi, checazzo usate? e come?

Santa Maria presso San Satiro (tanto usano tutti le mie foto)

Tra le mie foto di maggior successo su Flickr e pubblicate su molti siti web, alla faccia del mio tutti i diritti riservati, ci sono quelle milanesi con una mia vecchia canon powershot.

Molti famosi architetti e pittori hanno creato meraviglie del Rinascimento in Italia, ma ci vuole particolare tipo di talento per trasformare una piccola chiesa in qualcosa di grande.
Donato Bramante era un uomo del genere. Nel 1472 il duca Galeazzo Maria Sforza di Milano ha commissionato una nuova chiesa per la sua città. Le sue ambizioni erano grandi, ma la posizione a sua disposizione è stata limitata dalla presenza di una strada trafficata. Il coro, lo spazio dietro l’altare, doveva essere troncato, rendendo la chiesa goffamente breve. Imperterrito da tale ostacolo, Bramante ha ideato una soluzione ingegnosa. Dipinse un’illusione ottica.

Il trompe-l’œil, o illusione ottica architettonica era popolare nel tardo rinascimentale e barocco, ma Bramante porto’ l’inganno visivo ad un livello completamente nuovo. In piedi all’ingresso di colui dell’edificio ha l’impressione di uno spazio molto più profondo, estendendo ulteriormente dietro all’altare che è fisicamente possibile. L’illusione ottica è aiutato dalle condizioni di luce piuttosto prevedibili all’interno dell’edificio. L’illusione, naturalmente, scompare rapidamente una procedura a parte l’asse principale della chiesa, ma un passo indietro e la magia riappare.

Apre a Parma lo Studio/Museo Carlo Mattioli.

Al piano terreno del secentesco Palazzo Smeraldi nel cuore di Parma, tutto è rimasto com’era quel 12 luglio 1994. I tubetti aperti, gli olii appena stemperati, la giacca di lino bianca intrisa di mille colori appoggiata accanto al cavalletto, la sigaretta ridotta a mozzicone e i fogli appena abbozzati.
Carlo Mattioli, nato a Modena nel 1911, si allontanava per sempre nella sua Parma.
L’’Archivio Carlo Mattioli che dalla scomparsa del Maestro ne cura e promuove l’opera con numerose mostre e pubblicazioni, ha voluto conservare tutto com’era e dov’era, per rispetto ad un grande protagonista dell’arte europea del Novecento.
Ora, a vent’anni dalla scomparsa, quelle grandi stanze vibranti di memorie, un vero e proprio santuario dell’arte e della creatività artistica, ritrovano il soffio vitale che le impregnava durante il lavoro del Maestro. Da queste stanze sono passati molti dei gradi intellettuali di un secolo della nostra cultura, scrittori, poeti, registi, fotografi, giornalisti, storici e critici dell’arte, attratti dal carisma del solitario artista di Parma.
“Sono andato a trovare Carlo Mattioli a Parma”, racconta Enzo Biagi. “Ho visto il suo studio raccolto e antico, oltre il cortile del palazzo, con le antiche pietre annerite dal tempo e dalle nebbie. Non lo conoscevo e davanti a lui ho ritrovato una sensazione dell’adolescenza, quando per la prima volta, al Caffè della Borsa, in Bologna, vidi Morandi. Il profumo della pulizia, del rigore morale e, nella figura alta e severa, qualcosa di monacale.”
“Mattioli mi guida nell’appartamento che gli fa da studio a Parma, stanze fresche, soffitti alti…uno studio che pare sul punto di mutarsi in pinacoteca tanti sono i dipinti recenti e meno che hanno trovato una collocazione lungo le pareti. Il solo soggetto “irregolare” è la giacca da lavoro dell’artista, un’imbrattata casualità, quasi un riflesso della tavolozza”, ricorda il poeta Vittorio Sereni.
La forte personalità di Mattioli, la sua storia, i suoi vasti interessi culturali, le sue passioni affiorano immergendosi nei luoghi che lo hanno visto creare e che oggi tornano a vivere.

Dalla scomparsa dell’’artista l’’Archivio ha organizzato importanti mostre al museo della cattedrale di Barcellona in Lussemburgo (1998), alla Tour Fromage di Aosta (2000), alla Galleria Nazionale di Parma nel 2004, al Braccio di Carlo Magno in Vaticano e al Museo Morandi di Bologna per celebrare il centenario della nascita dell’artista (2011), al Musma di Matera nel 2013 solo per citarne alcune. L’’Archivio ha inoltre provveduto a catalogare non solo le opere ma anche il prezioso materiale documentario conservato nello studio, senza disperdere nulla, semmai acquisendo dal mercato opere che venivano ritenute indispensabili per documentare il percorso artistico di Mattioli.
Le migliaia di carte e di documenti, i libri, disegni e gli olii sono stati fotografati e studiati, per essere poi rimessi nell’’ordine che il Maestro aveva scelto. A costituire uno degli archivi più completi tra quelli di grandi artisti del nostro Novecento.

A partire dal 20 marzo 2015 queste grandi sale saranno aperte per la prima volta al pubblico, su prenotazione, per due giorni a settimana, non “musealizzate” ma conservate nello spirito e nell’’aspetto originario.
Gli spazi dove il Maestro lavorava diventeranno anzi luogo di racconto, incontro e confronto aperto a tutte le arti con la realizzazione di esposizioni ed eventi culturali in genere che guardino complessivamente alla cultura del Novecento, artistica, letteraria e musicale che l’Artista, pur sfuggente ad ogni tentativo di inquadramento in una precisa appartenenza alle avanguardie del suo tempo, ha profondamente conosciuto, abbracciato o rifiutato.
E’ infatti in fase di costituzione la Fondazione Carlo Mattioli con il fine di tutelare, valorizzare e promuovere l’opera del Maestro. La Fondazione porterà a compimento l’opera di catalogazione e archiviazione la pubblicazione del catalogo generale dei dipinti, delle opere su carta e delle sculture, promuoverà l’attività di ricerca sul pittore nonché edizioni, mostre temporanee e convegni.
Organo consultivo della Fondazione sarà il Comitato Scientifico che si fregia di importanti nomi della cultura italiana. Il Comitato collaborerà con il Consiglio d’amministrazione nella redazione delle linee generali della Fondazione e delle attività annuali dello Studio Museo Carlo Mattioli.
Contestualmente all’apertura della Studio Museo, la Fondazione intende pubblicare un’importante, esaustiva monografia che andrà a comporre anche il catalogo dei dipinti di Mattioli, insieme ad una antologia critica di approfondimento, affidandone la cura allo storico dell’arte Luca Massimo Barbero.

info: Archivio Carlo Mattioli tel. 0521231076-230366, info@carlomattioli.it, archiviocarlomattioli@gmail.com
Sito internet www.carlomattioli.it

LELO festeggia la Giornata Internazionale della Donna con 10 modi di “Make it Happen

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quest’anno la Giornata Internazionale della Donna cade domenica 8 marzo e il tema è #makeithappen, ‘rendilo possibile’. Per festeggiare le donne, LELO, brand leader in fatto di piacere, ha compilato una lista dei 10 migliori consigli per ‘renderlo possibile’, ovvero raggiungere un orgasmo pienamente appagante.

Renderlo possibile è quello che a LELO riesce meglio e, se non fosse per donne come quelle che hanno ispirato la Giornata Internazionale della Donna, una realtà come LELO potrebbe non esistere affatto.

E così quest’anno LELO ha deciso di esaltare l’importanza dell’orgasmo, soprattutto per le donne.

Un orgasmo è molto di più della semplice risposta a una stimolazione e, quando impari a dominarlo e a conoscerlo, può diventare un’espressione molto vera e molto personale della tua individualità. Il tuo orgasmo ti caratterizza come il tuo modo di camminare o di parlare e riuscire a padroneggiarlo è un modo per diventare un po’ più consapevole del tuo corpo.

Eccoti quindi una lista dei 10 consigli top di LELO per raggiungere un orgasmo veramente appagante.

  1. Smettila di fingere

Puoi fingere l’orgasmo (e questo riguarda donne E uomini) per ottime ragioni: per esempio per non urtare la sensibilità del partner. Ma il risultato è comunque dannoso per la coppia perché mina la fiducia. Nell’ottica di riuscire a padroneggiare sempre meglio l’orgasmo, inoltre, la finzione è molto controproducente perché porta il partner a ripetere gesti e movimenti che non fanno per te.

  1. È importante comunicare

Si dice che parlare non costa nulla, ma noi aggiungeremmo che vale molto. Più sei libera di parlare durante il sesso, meno ti senti inibita e, di conseguenza, il tuo orgasmo è migliore. E non ci riferiamo solo a una comunicazione improntata all’erotismo (il ‘parlare sporco’ per intendersi), anche se ovviamente anche quella funziona un sacco. Intendiamo piuttosto una comunicazione che indirizza il partner, gli fa capire cosa ci piace veramente. Non c’è niente di male nel dichiarare apertamente cosa ci piace, altrimenti come facciamo ad ottenerlo? E il bello è che più lo fai, più diventa facile farlo.

  1. La forza viene da dentro

Gli esercizi di Kegel sono semplici, discreti, facili e ti possono portare, in breve tempo, a migliorare la qualità dei tuoi orgasmi. Ti insegnano ad acquisiare il controllo dei tuoi muscoli e del tuo corpo in modo che tu possa avere sempre più padronanza del tuo piacere, e una maggiore ‘robustezza’ intima comporta anche una maggiore sensibilità e ricettività alla stimolazione. Puoi fare gli esercizi da sola, in qualsiasi luogo e momento, o puoi provare a eseguirli indossando le LUNA Smart Bead™, che sono state pensate apposta per allenarti ad avere orgasmi più intensi e più duraturi.

  1. Il soffio della vita

L’universo tantrico può apparire strano e un po’ new age o spirituale. Ma, come lo yoga, si basa sul controllo del respiro. Ci sono innumerevoli esercizi di respirazione per migliorare il sesso che puoi provare: ti stupirai di quanto possono aumentare le sensazioni di piacere.

  1. Rallenta per accelerare

Gli orgasmi più intensi sono quelli che vengono rimandati il più a lungo possibile e gli ultimi due consigli, quelli riguardanti la respirazione e gli esercizi di Kegel, dovrebbero aiutarti nell’impresa. Ogni orgasmo ha una specie di energia potenziale, come un elastico che più viene tirato, più accumula potenza. Lo stesso accade per l’orgasmo. Prenditi il tempo di conoscere il tuo corpo, usa le tue dita o esplora il tuo piacere in altri modi, prova con l’aiuto di un massaggiatore come  INA Wave o GIGI 2 fino ad arrivare a capire quello che ti piace di più.

  1. Stimolazione erotica

È ormai ampiamente risaputo che la grande maggioranza delle donne non raggiunge l’orgasmo attraverso la sola penetrazione, o almeno non regolarmente. Il che è assolutamente normale, ma se invece è quello che vuoi ci sono modi per innescare l’orgasmo durante il rapporto. Mettiti in una posizione in cui puoi muoverti avanti e indietro sopra il tuo partner, in modo da poter usare il suo osso pubico per sollecitare il clitoride. Meglio ancora, usa le dita o un vibratore potente come SIRI 2 per stimolarti.

  1. Condividi le tue fantasie

Goditi una bella lettura erotica, porno o letteraria che sia, da sola o in compagnia: è un ottimo modo per scoprire le tue preferenze e i tuoi gusti e iniziare a esplorarli. Se sei insieme al partner, condividere le fantasie, anche se rimangono tali, può portare a una complicità più profonda, a liberarsi dall’imbarazzo e infine a orgasmi migliori. Come per quasi tutto quello che riguarda il sesso, bisogna raggiungere una comunicazione onesta e libera e ci vuole un po’ di tempo. Ma ne vale la pena.

  1. La medicina dolce

I medicinali possono influenzare il tuo orgasmo. Gli antidolorifici possono inibire l’orgasmo e gli antidepressivi abbassare la libido. Consultati con il tuo medico e sii consapevole degli effetti collaterali delle medicine che decidi di assumere, altrimenti rischi di sprecare le tue energie alla ricerca dell’orgasmo, o peggio ancora pensare di non essere in grado di ottenerlo, mentre il problema è tutt’altro. Inoltre sentiti libera di parlare con il tuo medico, è un alleato che ti può indirizzare sulla strada giusta.

  1. Il momento giusto

Uno studio condotto su donne dai 18 ai 35 anni ha mostrato che l’orgasmo è più intenso durante il 14˚ giorno del ciclo mestruale. Il clitoride si gonfia il 20% in più del solito: il 14˚ giorno del ciclo è quello in cui la donna ovula, e la natura ci ha reso più ricettive al sesso per l’occasione.

  1. La posizione migliore

Anche la posizione può influenzare la facilità con cui raggiungi l’orgasmo. Prova a sederti con la schiena appoggiata a una superficie rigida, come un muro, e con le piante dei piedi l’una contro l’altra come nella posizione del loto. Aiuta la circolazione a raggiungere le tue zone più intime e ti permette di controllare meglio i tuoi muscoli.

Per festeggiare la Giornata Internazionale della Donna, LELO offre uno sconto del 20% su lelo.com e tutti gli ordini che utilizzano il codice WDAy15 fino al 15 marzo si riceveranno una candela profumata in omaggio.

Basta inserire il seguente codice al momento del pagamento: WDAY15

#MakeItHappen

#LELO