Aderisco a mo’di velcro all’iniziativa di trentamalboro contro le salcazzo di iconcine nei commenti di splinder. Ricordando cmq che io non sono una blogger ma una sglapser.

* per maggiori info ravanare su sglaps.
Aderisco a mo’di velcro all’iniziativa di trentamalboro contro le salcazzo di iconcine nei commenti di splinder. Ricordando cmq che io non sono una blogger ma una sglapser.

* per maggiori info ravanare su sglaps.
Salve. Visto che questa rubrica sembra essere gradita [o siete degli infami lecchini, no so…] vediamo di esplorare altre meraviglie riguardanti il magico mondo degli utonti della strada. Passiamo nell’automobile…
Perchè quando siamo pedoni sfanculiamo gli automobilisti e quando siamo in automobile malediciamo i pedoni? [e perchè quando siamo in bici lanciamo i cancheri ad entrambi? chissà….]
Cerchiamo di individuare alcune categorie di automobilisti fermi al semaforo:
a) quello fermo al semaforo rosso che innesta la prima e intanto guarda intorno. “Yawn, le sette… guarda la nebbiolina… eeeh, quando faceva caldo… mazza che gnocca quella… uh, è verde. Ah, ecco perchè suonavano…”
b) quello che ha fretta e quindi strombazza non appena compare il verde: di solito è donna, magra, occhi spiritati, sigaretta in bocca oppure uomo con una macchina da 60mila euro. Cazzo, esci prima la mattina, che mi devi metter fretta a me, testa a pinolo… sai io dove te lo metterei la tromba bitonale, eh? Non mi rompere i maroni, pirla! Ehm…
c) l’emulo di Soccmacher: tipico soprattutto a Palermo. È parente di colui il quale alla vista del semaforo rosso percorre 30 metri più avanti della linea d’arresto con l’uso della frizione perchè almeno è daventi agli altri. L’emulo invece da brusche accelerate per mantenere sempre il motore caldo [poi chiama i box per il cambio gom… no, ops…]
d) quello che ha sbagliato corsia: disperato tenta di non darlo a vedere ma intanto fa il vago guardando dei punti a caso avanti a lui o armeggiando con l’autoradio per darsi un contegno. Al verde mette la freccia e spera nell’anima pia che gli lasci un varco.
e) lo speleologo. Si inerpica per gli anfratti delle cavità nasali dotato anche di una picozza tipo Mario Tozzi. Il suo non è un indice ma un equipollente del coltellino svizzero. Al verde il dramma: ove attaccare il cappero?
f) l’emulo di Alberto Angela: parente del punto e. Solo che esplora un po’ tutti gli anfratti e le cavità varie che il suo corpo presenta e che si possono destinare alla esplorazione da seduti al volante.
g) l’anziano. Categoria dalle diverse sfaccettature. Caratterizzato da un elemento reuniente, la fretta, e da uno caratterizzante ma non sempre esistente, il cappello.
[continua…]
Comportamento dell’utonto medio della strada nell’attraversamento.
Attraversamento pedonale: parte della carreggiata opportunamente segnalata ed organizzata, sulla quale i pedoni in transito dall’uno all’altro lato della strada godono della precedenza rispetto ai veicoli
Risalve. Anche quest’oggi dopo attente osservazioni del comportamento medio tenuto dai pedoni che intendono cambiare lato della strada attraversando la carreggiata. Analizziamone insieme alcuni casi.
a) quelli che attraversano col verde, sulle strisce e con passo normalveloce: ah, esiste?
b) quelli che col giallo se la prendono con calma. “Tanto si fermeranno…”. Sono parenti a coloro i quali attraversano fuori dalle strisce e rallentano solo quando ti vedono che sopraggiungi o con la bici o con l’auto [non ditemi di no, lo faccio anche io… e non ne so il perchè….]
c) quelli con la valigia/carrellino: lo trascinano svogliatamente a destra e a manca. Si scordano di lasciarlo sulla sede stradale…
d) il pedone-Fatima (cit. si ringrazia Tati/Junoloire). Attraversa fuori dalle strisce e folgorato come Paolo sulla via di Damasco si ferma e contempla l’infinito (o più probabilmente ravana in tasca alla ricerca del cellulare). E tu non puoi strombazzare perchè sei in centro abitato….
e) il kamikaze de noantri. Anche il modo più usato per attraversare nelle grandi città [il mio unico modo testato per attraversare in centro a Firenze]. Consiste nel percorrere da marciapiede a marciapiede con una velocità pari a quella di Carl Lewis.
f) il pedone omicida. Butta in avanti la carrozzina a mo’ di scudo e poi si sporge per vedere se sopraggiungono auto. E intanto il suo bimbo è già in mezzo alla strada, ad altezza targa con gli occhioni alla totò-nottimagggicheinseguendoungol.
g) l’anziano. Attraversa a moviola. Tu devi aver rispetto per lui/lei, capito! Intanto che attraversa puoi vedere la medesima scena alle moviole di Dotto, Longhi e anche la zubbermoviola di Biscardi con Melli e Corno che ti danno dell’infame perchè hai pensato “sto cazzo di vecchietto doveva uscire proprio ora di casa???”
h) pedone che attraversa col rosso. “Tanto non c’è nessuno…”. Che la strada sia a scorrimento veloce è un particolare secondario.
i) gregge. Animali o primati che attraversano svogliatamente, possono essere ruminanti o dotati più o meno di zaini o macchinette fotografiche. Fai in tempo a leggerti la Gazzetta in auto…
l) pedone che spunta fuori dal nulla, simpaticamente ribattezzato il pedone Copperfield: sbuca da dietro il Ducato parcheggiato in seconda fila. Attraversa fregandosene. Tu inchiodi e perdi due coronarie per lo spavento lui si ferma, ti guarda, si tocca la fronte con l’indice ritmicamente, alza le spalle e se ne va… È parente del pedone omicida nel quale può evolversi.
[lo famo continuà?]
Non mi piace, è su un server fuffa, la veste grafica sarebbe stata migliore addirittura in solo testo.
‘Na chiavica insomma.
Devo riprendermi dallo shock, un mi garba pennulla…
Comportamento dell’utonto medio della strada sul marciapiede.
Marciapiede: parte della strada, esterna alla carreggiata, rialzata o altrimenti delimitata e protetta, destinata ai pedoni.
Salve. Oggi parleremo, dopo attenta osservazione, del comportamento medio tenuto dai pedoni dembulanti sovra la suddetta parte della strada.
a) pedoni in formazione a testuggine: ricalcando la formazione romana si dispondgono in quattro su un marciapiede di due metri. Tu se vai incontro perpendicolarmente al loro flusso hai due scelte. O zompare giù nella carreggiata [se non arrivano vetture] o [se arrivano vetture] procedere a mo’ di ariete e tentare lo sfondamento.
b) pedoni con camminata a mo’ di processione del santo patrono: di solito donne o fighetti in caccia al sabato in centro. La formazione prosegue solitamente innanzi a te in modo ondeggiante. Rimedi: o tenti di farti largo tra i cordoni delle piedonne o intoni il Gloriaalpadre.
c) pedone con labirintite. Zigzaga qua e là non permettendoti di mantenere la tua rotta e velocità di crociera. L’unico rimedio e soprenderlo sorpassandolo senza guardarlo (potrebbe anche adirarsi per l’affronto e accelerare) sperando di aver scelto la traiettoria giusta tra un ansa e l’altra disegnata sul selciato.
d) pedoni che si inchiodano. D’un tratto davanti a una vetrina beeeeella si stoppano incuranti di coloro i quali potrebbero stargli dietro. È un caso difficile, si potrebbe avere l’anziano che ti dice: «Eh, ma non mi vede?? Non vede dove mette i piedi??».
e) Anziani. Un’incognita. Riassumono le casistiche precendenti aggiungendo alcune variabili tipo quella dell’ombrello roteato a destra e a sinistra.
f) Bambini. Seconda incognita. Zompettano, corrono avanti, ti si interpongono…. e sono in versione mignon.
[continua?]
Apporfondiamo. Ieri sera ero a spulciare sugli sglaps partecipanti a misterblog. Erano le 23:59.
D’improvviso sento il case del mio computer sbattere contro la tibia sinistra. Mi guardo a sinistra, vedo la bici oscillare visibilmente. Guardo a destra e vedo il vaso di fiori zompettare.
«MAMMAAAAAAAAAAAA!! Oddio…»
«Francè, che c’è?»
«Il terremoto, trema tutto!»
Per riflesso condizionato mi fiondo nei pressi di un muro perimetrale. Ho vissuto le due scosse di terremoto peggiori durante quello dell’umbria. Ricordo quella scossa forte di tre minuti che non finiva più, il lampadario del soggiorno di mia nonna che oscillava ad angoli di 60 gradi. Pazzesco, ma le oscillazioni erano sì ampie ma non forti. Ieri sera l’inverso.
«Uh. Vero… pensa che non sentivo nulla…»
Vabbè che stava pulendo casa [attività alla quale io son restia ad occuparmi…] però…
Inizia il tam tam. Il Kap da Casalmaggiore mi messaggia su icq chiedendomi come si fosse sentito qui a Parma. A lui è caduto il peluche da sopra il pc sulla tastiera.
Mi connetto in chat su #iscj e ci scambiamo informazioni, l’hanno sentita da Verona fino a Torino. Nel frattempo posto qui sopra, notizia magari frammentaria ma non sapevo un cavolo, l’unico tg che si accingeva a riportare qualcosa era skynews24. Piano piano arrivano le agenzie, epicentro a Brescia. Mando subito un sms a una mia ex compagna di corso. Poi mi chiama la Chiara. Anche lei come mia madre [e come un altra ragazza che stamani ha detto che dormiva, bah…]. Mi dice che la Manu è in ospedale perdippiù. Cerco il sonno, non lo trovo… Tutti gli inquilini del palazzo stanno di sotto, in strada. Io no, chemmefrega, che devo aspettare… l’anno nuovo?
Mi metto nel letto. Straparlo con mia madre fino all’una. Cado addormentata cinque ore e alle sei sono sveglia con due occhioni alla Schillaci.
Vado in facoltà, incrocio la Mariachiara. Occhioni alla “notti magiche inseguendo un gol” anche lei.
«Che te lo chiedo a fare…»
«Fii… non dorrmo dalle trrrè… una caga…»
«Ci han tamponato di brutto eh…»
Totale, tutti l’abbiam sentito, bello forte. Nessun danno a cose o persone. Vediamo gli sviluppi.
* Mi è sempre piaciuto il termine francese, ha tanto di onomatopeico.
[on air: I’m sorry – Brenda Lee]
Ma vaffanculo che scossa, stava cadendo la bici in casa a momenti…
Scoperto parlando con la Manu tra le aule del plesso e quelle di anatomia.
Il bookcrossing [per quelli che sono ignoranti come me fino a 14 ore fa] è giunta anche in Italia da un paio d’anni, consiste appunto nel lasciare libri in luoghi casuali o determinati – i “bookcrossing point” – dove chiunque possa raccoglierli, leggerli e poi rimetterli in circolazione.
Info sulle modalità di scambio lo trovate nella radio che ha dato l’inizio al fenomeno in italia, rairadiotre nel programma Fahrenheit.
Se si abbisogna di due o tre recensioni librarie potete sempre andare qui .
Ora fatemi entire Fiorello-Mike che dice al bimbo “tu sei impermeabile all’intelligenza….il tuo cervello va a targhe alterne, perchè non infili due dita presa almeno dai una scossa al tuo cervello, hai due personalità solo che una è idiota e l’altra è imbecille…” , ho riso come una matta sentendo viva radio due in auto oggi ;)
[on air: Velvet – Funzioni primarie]
Chissà perchè il lemma lunedì mi fa venire sempre in mente Biscardi, mah.
Dicevamo. Un lunedì di cacca. Tolto il gironzolare sugli altrui sglaps per dare maligni [gnè gnè :P] voti per il concorso il resto ha fatto schifo.
La lezione di Fisiologia doveva iniziare alle 8.
Ore 8:45 il prof e il bidello [che normalmente è già fuori come una begonia dal vaso] facevano ancora le prove microfono perchè non si sentiva un decibel.
Ore 9:50, spossato da 50 minuti di prove tecniche [oh, nenache quando suonai alla Festa dell’Unità incontrai ‘ste difficoltà…] il prof ci parla di sua mamma, che a 95 anni tifa ancora il Parma ma è preoccupata per la stagione.
Alle 10 esci e vai verso la macchinetta del caffè. Leggi un messaggio di John che ti augura buona settimana e ritorni in trincea [terzultimo banco, due file dall’esterno.]
Ore 10 e 10. Arriva un pirla.
«Ragazzi sostituisco il prof… oh, premetto una cosa… io queste cose non le insegno, faccio altro. Solo che non c’era nessun altro per farvi lezione oggi e han chiamato me. Io questa roba l’ho fatta 10 anni fa da studente. Pensate che per impararmi il ciclo di Krebs mi misi un foglietto nel portafogli così più volte lo guardavo e più…. ehm, vabbè. Ah, non fatemi domand… no nel senso, potrei anche non sapervi rispondere perchè io… coff, ehm. Ora leggeremo insieme i lucidi del prof, vediamo di capirc…»
Mi adiro.
Prendo le mie cose, esco dall’aula passandogli avanti. Anche un idiota che tenta di spiegare con un amplificatore aggiunto [urlava diobono] non lo reggo. No.
Tremo all’idea di cosa può esserci domani, ho un trittico di giorni da ricov… ehm, no stando in corsia dire da ricovero sarebbe inutile. Bah…
[on air: Muse – Space Dementia]
Minchia.
Mi si informa che il motore di ricerca più famoso mi elenca come seconda voce se si ricerca il lemma “grissino”.
Mi chiedo cosa possano capirci, tolto il post incrociato col Confuso sull’Apologia del Grissino qui del prodotto da forno torinese non si trova una cippa.
Son cose (cit.)
Ah, è partito Misterblog. E c’è una sglapser tra le giurate, una certa Fran che ha istinti omicidi per i grissini…
[on air: Placebo – I do]