L’Airborne Museum di Oosterbeek dedicato alla battaglia di Arnhem

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Il 6 giugno 2019 si celebra il 75esimo anniversario dello sbarco in Normandia: una delle più grandi invasioni anfibie della storia, attuata dagli Alleati in una fase decisiva del secondo conflitto mondiale, ovvero allo scopo di aprire un secondo fronte in Europa (dopo quello orientale, in carico all’Armata Rossa), di recuperare i territori occupati dai nazisti e quindi di dirigersi verso il cuore della Germania stessa. Il 6 giugno del 1944 è passato alla storia come D-Day in inglese, in Francia Jour-J.

Sarebbe trascorso ancora un anno (con centinaia di migliaia di morti, tra militari e civili, da ambo le parti) prima che l’Europa nord-occidentale venisse finalmente restituita alla libertà e alla democrazia.

Una delle battaglie più cruente fu quella di Arnhem, che si svolse a settembre 1994 durante l’Operazione Market Garden, quando divisioni aviotrasportate britanniche e polacche vennero incaricate di impossessarsi del ponte sul Reno di Arnhem. I soldati vennero però paracadutati troppo distanti dal ponte, quindi il grosso delle truppe non lo raggiunse mai, mentre solo un piccolo contingente riuscì a farsi strada verso il ponte, sebbene non riuscendo a conquistarne entrambe le sponde.  

Il museo Airborne Museum ‘Hartenstein’ di Oosterbeek racconta questa tragica vicenda: la collocazione da sola merita il viaggio, perché Oosterbeek si trova a meno di 5 km da Arnhem e l’edificio museale ospitava, ai tempi dell’Operazione Market Garden, il quartier generale britannico. Presso l’ex quartier generale inglese si possono seguire da vicino le esperienze dei militari britannici, polacchi e tedeschi, nonché dei civili che vivevano nel terrore. Indimenticabile la pluripremiata Airborne Experience (900 m2), che rende la sensazione di trovarsi nel mezzo dei combattimenti e rivivere la battaglia di Arnhem in prima persona.

Clicca qui per scoprire di più sulla Liberation Route https://www.holland.com/it/turismo/storie-dolanda/percorso-della-liberazione/percorri-la-liberation-route-europe.htm

 

Airborne Museum Hartenstein

Utrechtseweg 232

6862 AZ Oosterbeek

Tel 0031 26 3337710

www.airbornemuseum.nl

Tour privato sui tetti di Rotterdam: una spettacolare prospettiva sullo skyline

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Rotterdam ha più terrazze di qualsiasi altra città dei Paesi Bassi: 14.5 milioni di metri quadri di esse sono al momento inutilizzate, un milione nel pieno centro della città. Tale ricchezza è in parte dovuta al fatto che lo skyline della seconda città olandese è frutto della grande opera di ricostruzione avvenuta nel periodo post-bellico, in seguito ai bombardamenti del maggio 1940, che risparmiarono solo il Municipio, le Poste Centrali, la Borsa e la Chiesa di San Lorenzo. Proprio questa, unico edificio di epoca medievale, è uno degli oggetti delle scenografiche  foto che si potranno scattare grazie al tour privato sui tetti di Rotterdam, progettato appositamente per Inside Rotterdam da Esther Wienese, autrice del libro “Rotterdam Rooftops”, pubblicato nel 2017. Nel libro, Esther Wienese, esperta in comunicazione nell’ambito dello sviluppo urbano sostenibile, accompagna i propri lettori lungo un percorso su cinque esclusive terrazze, spiegando la loro origine e quali siano i loro rapporti con la “sottostante” città.

 

Il tour parte dall’ufficio del turismo all’interno della Stazione Centrale di Rotterdam. Dopo una breve introduzione sul tour, sui rooftop del centro di Rotterdam e degli edifici e relativi tetti collocati intorno alla piazza della Stazione, si visita il tetto più lungo dei Paesi Bassi e un nuovo edificio che avrà – una volta ultimato – quattro tetti particolari. Di nuovo sul piano strada, si percorre la storica via dello shopping dei Paesi Bassi, si visitano due piazze e quindi si termina il tour nella piazza della Stazione, ospiti del primo bar sul tetto di Rotterdam.

Questo tour è particolarmente interessante, stimolante e informativo. Si vive la città da una prospettiva diversa e si impara tutto sul ruolo cruciale dei rooftop multifunzionali delle città resilienti.

 

Il tour in breve

 

Dettagli:

  • Punto di partenza/di arrivo: Stazione Centrale di Rotterdam
  • Durata: 2,5 ore/intorno ai 4,5 km
  • Lingue: olandese e inglese
  • Prezzo: 29 € a persona, con un gruppo di almeno 10 persone

www.insiderotterdam.com

Orto urbano e niente sprechi al The Green House Economia circolare nella città di Utrecht

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Nel sempre più vasto e variegato panorama dei ristoranti di tendenza di Utrecht si distingue il nuovo The Green House che racchiude in un unico concept un ristorante, una fattoria urbana, un green hub e una terrazza cittadina.

Il ristorante si trova a pochi minuti a piedi dalla Stazione Centrale, zona che ha visto negli ultimi anni una grande trasformazione.

The Green House è un ristorante basato su principi circolari: niente rifiuti, un edificio temporaneo e cibo rigorosamente “a chilometro zero”. Un perfetto esempio dell’interesse della città verso una svolta ecologica.

 

Orto urbano sul tetto del ristorante

In cucina, gli chef preparano gustosi piatti con ingredienti freschi e genuini, provenienti dall’orto urbano costruito appositamente sul tetto dell’edificio o al massimo dai dintorni di Utrecht.

La natura green del ristorante è evidente anche al momento del conto: è possibile infatti pagare solo con carta di credito, i contanti non sono accettati.

L’edificio

L’edificio è completamente realizzato con materiali riciclati e altamente resistenti. Qui si cerca di riutilizzare ogni materiale e il rivestimento in vetro, proveniente dalla ex Knoopkazerne, è solo uno degli esempi. Inoltre, l’intero padiglione può essere smontato e rimontato, permettendo alla struttura di essere trasferita, donandole così una natura temporanea. La città di Utrecht incoraggia e facilita iniziative come questa, che fondono iniziativa pubblica (gli spazi sono stati messi a disposizione dall’Agenzia Immobiliare del Governo Centrale, Rijksvastgoedbedrijf) e privata (gli investimenti privati ​​ammontano infatti a 2,5 milioni di euro).

 

Sostenibilità ambientale e gestione delle risorse

Il progetto The Green House ha creato tra 30 e 40 nuovi posti di lavoro e dispone di postazioni di workstation autonome, a disposizione di chi abbia bisogno di una base temporanea dove lavorare. Un modello di business completamente circolare diventa possibile anche grazie alla gestione delle risorse.

The Green House non è solo sinonimo di sostenibilità verso l’ambiente. In collaborazione con The Colour Kitchen, il ristorante si pone l’obiettivo di trasmettere anche un importante messaggio sociale: il suo staff è infatti formato al 20% da talenti che hanno recentemente perso il lavoro e hanno bisogno di un piccolo aiuto per trovare (di nuovo) la propria strada sul mercato del lavoro.  

https://www.thegreenhouserestaurant.nl/

Zigzagando in bicicletta, attraverso la Cechia

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E’ tempo di salire in sella. Nonostante qualche ultima bizzarria climatica, è arrivata la bella stagione e l’invito è a scoprire la Repubblica Ceca -tutta, anche la più nascosta- pedalando senza fretta e senza limitazioni, godendo intensamente di ogni paesaggio. Ce n’è davvero per tutti i gusti e le gambe. E si possono fare anche incursioni oltre confine…

Intramontabile, ecologico, divertente, “panoramico” e salutare. La bicicletta è il mezzo di trasporto perfetto, soprattutto in vacanza. Lo sanno bene in Repubblica Ceca, dove il cicloturismo è praticabile comodamente e in totale sicurezza lungo numerosi e variegati itinerari –anche transnazionali- per bike e mtb che solcano il Paese in lungo e in largo. Centinaia di chilometri ciclabili su territorio urbano, in campagna e in montagna, alcuni assai rinomati a livello europeo, consentono di setacciare ogni angolo di Cechia: moderne metropoli e città storiche ma anche pittoreschi borghi rurali, colline ammantate di vigneti, fiumi, laghi, campagne coltivate, prati e boschi, fenomeni naturali e capolavori architettonici.

La ciclabile Becva
Orgoglio della Moravia, la pista scorre panoramica lungo il fiume Bečva, che nasce nei monti Beskydy e sfocia in pianura, gettandosi nel fiume Morava, dopo quasi 160 km. L’itinerario ne segue il corso quasi per intero: inizia tra gli scenari ondulati dell’area verde protetta dei Monti Beskydy e scende lentamente verso la pianura, seguendo il fiume. Proprio per le caratteristiche non impegnative del percorso, è particolarmente adatta alle famiglie con bambini. Oltre ad ammirare lo splendido paesaggio, si ha l’opportunità di visitare uno dei primi e più grandi musei europei a cielo aperto: quello di Roznov pod Radhostem, con oltre cento edifici di architettura popolare locale, sotto tutela. Si passa anche accanto alle terme di Teplice nad Becvou: bevendone l’acqua benefica, si reintegrano i minerali persi pedalando… Infine, sempre a proposito di sorprese del sottosuolo, ecco le grotte di aragonite di Zbrasov, nelle immediate vicinanze delle terme.

Tra i vulcani spenti
I Monti della Boemia centrale, a nord di Praga, sfoggiano cime e colline vecchie di milioni di anni. Al centro scorre il fiume Elba. A svelare questo paesaggio unico e variegato, è una splendida pista ciclabile, lunga circa 100 km. Inizia ai piedi del monte Rip, per terminare a un soffio dalla Germania. L’itinerario è vario e modulabile: ponti e traghetti permettono di attraversare il fiume in più punti e di improvvisare un percorso in base al proprio estro e alle proprie esigenze. Il consiglio è comunque di non tralasciare una visita al castello di Decin, che domina l’Elba. A Decin, così come a Hrensko, si ammira inoltre una singolare città rupestre. Litomerice è invece una città storica, che conserva le antiche mura medievali, la Cattedrale di S. Stefano e numerose gallerie e musei. Struggente e imprescindibile una tappa a Terezin, la fortezza del XVIII secolo, oggi monumento alla memoria e reduce da un recente restauro, che i nazisti trasformarono in un campo di concentramento per gli ebrei di Boemia.

In Boemia meridionale, tra borghi sospesi nel tempo
Punteggiata di paesini di campagna dove il tempo pare essersi fermato, la Boemia meridionale garantisce la rete di piste ciclabili segnalate più fitta della Repubblica Ceca. Attraversano in lungo e in largo un paesaggio di stagni, viali orlati di alberi secolari, villaggi pittoreschi e città storiche. Oltre naturalmente a numerosi castelli: a Cervena Lhota, Hluboka e Cesky Krumlov (sotto tutela Unesco) e tanti altri. Patrimonio dell’Umanità Unesco, il villaggio di Holasovice è unico per il suo stile barocco rurale. La pista più lunga è la ciclabile della Moldava, che inizia sulle colline della Selva Boema, vicino a Kvilda, e termina al castello di Zvikov e tocca alcuni tra i più bei monumenti della regione: Cesky Krumlov, che è un capolavoro al di là del suo castello, il monastero di Vyssi Brod, il castello di Rozmberk  e il monastero di Zlata Koruna.

Tra i monti di Vysocina
A solcare la regione di Vysocina, che prende il nome dalla catena montuosa al confine tra Boemia e Moravia, sono quasi 2500 km di piste ciclabili, che si snodano tra prati fioriti e bellissimi monumenti. Tra le più popolari, quella che va da Zdar nad Sazavou a Pribyslav, ricalcando il percorso di linee ferroviare dismesse. Tra le meraviglie di Vysočina facilmente raggiungibili con le due ruote, la splendida chiesa di San Giovanni Nepomuceno sul Monte Verde, a firma dell’architetto barocco Santini, inclusa nella lista Unesco. Ma anche il castello di Pernstejn e il complesso del monastero e castello di Zdar nad Sazavou con l’originale Museo della nuova generazione. Le piste ciclabili, però, conducono soprattutto attraverso aree paesaggistiche bellissime, come quella protetta delle colline di Zdar, ben attrezzata turisticamente. Le cosiddette Piste del bisonte, un sofisticato sistema di circuiti tematici, conducono infine alla scoperta del territorio intorno a Bystrice nad Pernstejnem.

L’Europa passa di qui
Da non dimenticare, poi, che la Repubblica Ceca è al centro dell’Europa… geograficamente, storicamente e anche in fatto di circuiti cicloturistici internazionali. Passano infatti di qui alcune delle più importanti ciclovie transnazionali: la Greenway Praga-Vienna, il tracciato paneuropeo Praga-Pilsen-Parigi e il sentiero della Cortina di Ferro, che ricalca il vecchio confine tra Europa Est e Ovest. Parte invece proprio dalla Repubblica Ceca la Via dell’Elba (quasi 400km, da Praga a Dresda), un tuffo nella storia, prima lungo la Moldava e poi lungo l’Elba. Inaugurata solo da un paio d’anni, infine, è arrivata anche una ciclabile che ricalca l’antico percorso della ferrovia che collegava la città boema di Slavonice e quella austriaca di Dobersberg (13km), parte di quello che, una volta ultimato, sarà noto come il Ciclocircuito Thayarunde: 90 km di collegamento con anche le città di Waidhofen, Raabs an der Thaya e Pisecna.

Tutto per i biker
Non solo itinerari e ispirazioni. In Repubblica Ceca per ciclisti e cicloturisti c’è molto di più. Un bel numero di bike-park e tracciati per downhill innanzitutto, ma anche alberghi amici, officine attrezzate, centri noleggio, agenzie per tour guidati, ciclobus oltre a treni e battelli su cui è possibile viaggiare con le due ruote al seguito… Per non parlare della possibilità di ristorarsi dalla fatica con una cucina golosa e robusta, di rinfrescarsi con un’ottima birra e di premiare infine le stanche membra con benefiche acque calde o un massaggio nei tanti, storici stabilimenti termali cechi.

5 nuovi hotel in Norvegia che valgono il viaggio

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Amerikalinjen. Photo: ©Francisco Nogueira.

Il 2019 si sta delineando come un anno importante per il settore alberghiero norvegese, tra nuove aperture e importanti ristrutturazioni.

Il 1 marzo è stato inaugurato il Wood Hotel, l’edifico in legno più alto del mondo, una struttura contemporanea costruita con materiali locali. Si trova a Brumunddal, sulle rive del lago Mjøsa, raggiungibile da Oslo in poco più di un’ora di treno. I suoi 86 metri di altezza offrono una vista incredibile sulla natura circostante. Le camere sono 72, più una suite, distribuite su 18 piani.
www.frich.no

Il 1 marzo 2019 ha riaperto anche il Clarion Hotel The Hub, dopo importanti lavori di restauro. Situato nel cuore di Oslo, è il più grande albergo della Norvegia, con oltre 800 stanze e 22 sale meeting. L’hotel vanta una particolare attenzione alla sostenibilità, prefiggendosi lo scopo di ridurre il suo impatto ambientale.
www.nordicchoicehotels.com

Dopo una ristrutturazione durata 3 anni e costata quasi 150 milioni di dollari, il 1 aprile 2019 ha nuovamente aperto i battenti l’Hotel Britannia di Trondheim che, con le sue 5 stelle, entra a far parte dei Leading Hotels of the World. Risalente al 1870, l’hotel è sempre stato punto di incontro per locali e personalità di spicco come politici, esploratori e artisti internazionali. Chef del ristorante è Christopher Davidsen, vincitore della medaglia d’argento al Bocuse D’Or 2017.
www.britannia.no

Questa primavera ha visto anche l’apertura del nuovo boutique hotel Amerikalinjen di Oslo. L’albergo si trova in quello che in origine era il quartier generale della compagnia di navigazione The Norwegian America Line che nel XX secolo trasportava in America merci e persone. Il restyling, curato dallo studio di Oslo Kritt Architects, ha conservato lo stile grandioso dell’epoca e molti dettagli originali a tema marittimo.
www.amerikalinjen.com

Lo scorso 2 maggio è stato infine inaugurato il Mandal Hotel, l’albergo più meridionale della Norvegia, a Mandal. La struttura, costruita fronte mare, riflette la cultura marittima e industriale del posto. Tutte le 83 camere offrono una vista magnifica e le terrazze panoramiche consentono agli ospiti di godere del sole del Nord e della brezza dell’oceano.
www.mandalhotel.no

Hike with Pride! Fai escursionismo con orgoglio!

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Foto © Monica Langen

I berretti colorati creati dalla DNT, l’Associazione Norvegese di Trekking, rendono il flirting ancora più facile nelle montagne norvegesi. Indossando il berretto verde per i single o il nuovo berretto arcobaleno creato per il Pride (il “Pride beanie”), può scoccare la scintilla.

Il responsabile dell’Associazione Norvegese di Trekking Dag Terje Solvang, che è gay, condivide i suoi consigli sul flirting e sui migliori sentieri in Norvegia.

“Credo che l’outdoor sia l’ideale per flirtare”, dice Dag Terje. “Io definisco ‘sostenibile’ conoscere qualcuno che ti piace in montagna piuttosto che in un bar, e l’escursionismo si è dimostrato un gradito rimpiazzo delle solite app di dating. Hai anche migliori possibilità di incontrare qualcuno quando condividi lo stesso sano interesse.”

“Il Pride beanie ha reso l’escursionismo nella natura norvegese ancora più eccitante e, se vuoi stare fin dall’inizio insieme a persone a te affini, puoi scegliere di partecipare a tour di gruppo dedicati e indipendenti. Due dei più popolari sono “Fjellgruppen” – per uomini a cui piacciono gli uomini a cui piacciono le montagne – e Lesbian Turlag. Inoltre l’Associazione Trekking Norvegese organizza tour per tutti”, dice Dag Terje aggiungendo che “fare trekking e flirtare in montagna Norvegia è una moda in rapida crescita”.

Nell’agosto 2018 l’associazione ha organizzato un evento chiamato #helenorgedaterute, traducibile come “tutta la Norvegia si dà appuntamento all’aperto” e ha anche scritto alcune divertenti regole su come provarci con qualcuno mentre si fa hiking.

Leggi l’intera storia sul trovare l’amore camminando per le montagne norvegesi qui.

Skagen e il Nord della Danimarca

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Una vacanza rilassante nella città della luceIl nord della Danimarca è un’oasi di pace e tranquillità, immersa in una luce magica. Skagen, la città più a nord del paese, vanta infatti il maggior numero di ore di luce della Danimarca. Ha un fascino artistico bohémien, tra spiagge incontaminate e natura selvaggia, ed è molto amata anche dai danesi. Skagen ha sempre suscitato un interesse particolare: artisti internazionali e impressionisti danesi vi hanno vissuto e lavorato sin dal XIX secolo, attratti soprattutto da una luce affascinante, in costante cambiamento, e da un paesaggio suggestivo.

5 buoni motivi per andare a Skagen 1. Cultura da non perdere

L’arte e la cultura sono parte integrante dell’anima di Skagen. Nella città è nata la famosa Scuola di Skagen, una colonia artistica apparsa alla fine del XIX secolo. Lo Skagens Museum espone oltre 1800 opere di artisti danesi e internazionali relative al periodo tra 1870 agli anni ’30. I dipinti rappresentano parte della produzione della Scuola di Skagen, con opere di PS Krøyer e Anna Ancher, considerata uno dei principali artisti danesi, ma sono anche una significativa testimonianza della vita e della cultura degli abitanti di questa colonia artistica.

2. Luce magica

La luce a Skagen è particolarmente suggestiva soprattutto nei mesi estivi, quando si può goderla fino a tardi passeggiando lunga la costa o nelle viuzze della città. Il pittoresco centro storico è costellato da bellissime gallerie d’arte e negozietti di artigianato locale, nonché da meravigliose casette gialle che illuminate dalla calda luce del sole regalano colori e atmosfere particolarmente affascinanti. 

3. Natura da vivere

La primavera e l’estate è il periodo ideale per visitare Skagen, godendo pienamente dei colori della natura e potendo esplorare le attività all’aperto con passeggiate a piedi, in bici o in mountain bike. 

4. Gastronomia

Oltre ad essere una perla naturale e artistica, Skagen è conosciuta anche per i suoi ottimi ristoranti di pesce e per le sue specialità gastronomiche. Molto pittoresco è il porto, caratterizzato da piccoli locali e squisiti ristorantini dove è d’obbligo assaporare i piatti a base di crostacei e pesce: il posto ideale per godersi dell’ottimo cibo e splendidi tramonti, soprattutto in estate. E oltre ai frutti d mare, potrete gustare anche il tradizionale prosciutto di Skagen, le bistecche di Angus bio o una vasta gamma di altre specialità locali.

5. Eventi e festival

Se in primavera fioriscono le tante gallerie di Skagen che ospitano mostre e installazioni artistiche, l’estate offre il meglio degli eventi all’aria aperta.        

Isole Faroe: natura e cultura

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18 isole incontaminate ancora poco conosciute, per una vacanza all’insegna della natura e della cultura, grazie anche ad un ricco calendario di eventi di musica, arte e gastronomia.

Le Faroe sono un vero e proprio paradiso per escursionisti e appassionati di birdwatching con paesaggi mozzafiato, montagne, scogliere a picco sul mare che ospitano svariate specie di uccelli marini – quasi 300. Tra pittoreschi villaggi di pescatori, vallate verdissime puntellate da infiniti greggi di pecore, le Faroe offrono un paesaggio vario e unico scaldato da una meravigliosa accoglienza. I Faroesi sono infatti molto ospitali e aperti e la straordinaria natura delle isole invita subito a sentirsi a casa.  Le Faroe sono una meta adatta a chi ama l’escursionismo, la pesca, le immersioni, la vela o semplicemente a chi desidera respirare l’aria pulita a pieni polmoni e godersi la tranquillità di una natura incontaminata.

La capitale: Tórshavn

Tórshavn è una delle più piccole capitali del mondo, ma offre tanti servizi, dagli hotel 4 stelle e i negozi di design locale, agli ottimi ristoranti che servono cibo a base di prodotti tipici, per non dimenticare la vivace scena musicale e culturale.

La gastronomia

Le isole Faroe hanno un’interessante patrimonio gastronomico. Il ristorante KOKS (aperto nel 2011) vanta ben due stelle Michelin e il suo giovane chef Poul Andrias Zisca ha ricevuto quest’anno anche il prestigioso titolo di Michelin Nordic Guide Young Chef 2019.

Il calendario degli eventi 

Tutto l’anno, ma in particolare in primavera e in estate, le isole si animano di eventi e festival di ogni genere, dalla musica alla cultura, passando ovviamente per la gastronomia. 

Le città ceche splendide mete per il city-break, ma anche porte d’accesso a Boemia e Moravia con le loro meraviglie insospettate

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Stitched Panorama

Sospese nel tempo o lanciate verso il futuro, piccole o grandi, perle classiche o nuovi indirizzi di tendenza, culle di storia o palcoscenici vibranti, le città della Repubblica Ceca sono meta prediletta per brevi fughe all’insegna della cultura, delle nuove mode e dello shopping. Il nostro consiglio è però quello di concedervi un po’ più di tempo, non solo per scoprirle al meglio, ma per spingervi nella Provincia. I capoluoghi sono infatti punti di partenza ideali alla scoperta del territorio, carico di sorprese precluse al turista mordi-e-fuggi.

Arrivi, mordi e fuggi. E’ sempre così quando la meta del viaggio è una città storica, così carica di spunti, attrazioni e proposte. A partire dalla capitale, i grandi centri della Repubblica Ceca sono certamente perfetti per un city-break che, anche se ripetuto più volte, non sarà mai uguale ma sempre all’insegna di nuovi stimoli. Provate però a fermarvi un attimo, nel vero senso della parola. Concedetevi qualche giorno in più, oppure rivedete la vostra scaletta di marcia. Pensate per una volta alle nostre splendide città non come un punto di arrivo, ma di partenza. Alla volta di tutti quegli infiniti e inattesi volti che il Paese può offrire a chi osa esplorarlo. Pensate alle nostre città non solo come culle di storia, templi dello shopping e del gusto, piattaforme di cultura… pensatele per quello che effettivamente sono: le porte di accesso alle meraviglie spesso ancora sconosciute di Boemia e Moravia.

Dietro il velo di Praga, la Boemia cuore d’Europa
Elegante, nostalgica e un po’ misteriosa, Praga ha un fascino intramontabile sul quale però non si adagia e, accanto al suo straordinario patrimonio storico e architettonico (di cui il Castello e il Ponte Carlo non sono che la punta dell’iceberg), propone quartieri nuovi, o meglio risorti a nuova vita e oggi fucina di arte e creatività. E’ il caso per esempio dell’Art District 7, affollato di gallerie, musei, teatri, caffetterie, ristoranti, club musicali, studi creativi e spazi culturali ibridi. Basta però lasciarsi alle spalle i fremiti della capitale per trovare ritmi e paesaggi diversi: la Boemia è un capolavoro di città storiche, aspre montagne (come i Monti Metalliferi), parchi rigogliosi (come la Selva Boema), scenari selvaggi, castelli nonché culla di storia, arte, letteratura e movimenti rivoluzionari. Tra le perle della Boemia, Cesky Krumlov, a sua volta porta di accesso a un territorio carico di sorprese. La prima sorpresa in assoluto è però la città stessa, sotto tutela Unesco per il prezioso centro storico medievale e gotico, sovrastato dal grande castello ingentilito nei secoli da tratti rinascimentali e barocchi. Passeggiare per il centro storico con la grande piazza e l’intrico di vicoli popolati di botteghe artigiane è un vero tuffo nel passato. Sempre in Boemia, Trebon: città termale con una bella piazza porticata e il castello dei Rosenberg. Poi c’è la città fortificata di Tabor, tra le culle del movimento hussita. Kutna Hora è la “città d’argento”, capolavoro medievale che dall’estrazione mineraria trasse grande fortuna. La sua cattedrale di Santa Barbara è sotto l’effige Unesco. Altro gioiello boemo è Litomysl, con il monumentale castello rinascimentale, che nasconde tra l’altro un teatro barocco originale, ancora funzionante. Infine Liberec, nota per lo più per l’alta torre panoramica, al centro di un famoso complesso turistico realizzato negli Anni ‘60, ma anche scrigno di molti tesori storici e architettonici. La città è inoltre punto di partenza per escursioni nei Monti Iser e apprezzata località sciistica. Da non dimenticare, poi, che la Boemia è patria di famosi cristalli dalla tradizione antichissima, oggi protagonisti anche di nuove linee dedicate al design. Assolutamente da concedersi, un tour delle vetrerie più antiche e famose lungo la Via del Vetro. Tappa obbligata sarà Karlovy Vary, elegante centro termale passato alla storia per le acque benefiche e i delicati cristalli, apprezzati in ugual modo da re, imperatori e aristocratici. Nei dintorni, il castello di Loket e quello di Becov nad Teplou.

Brno e la Moravia
Affascinante, interessante, affezionata al passato ma sedotta dal futuro, Brno spicca tra le Città Creative selezionate dall’Unesco. Qui è infatti particolarmente fervida la produzione moderna in architettura, arte e design. E non è nemmeno una tendenza troppo recente: lo dimostra l’ineguagliabile Villa Tugendhat, capolavoro funzionalista dell’architetto tedesco Ludwig Miese van der Rohe, che –seguita da altre opere nello stesso stile- già all’epoca segnò un salto in avanti nel tempo. Oggi la città è costantemente un passo avanti, almeno nella zona chill-out di piazza Jakubske, popolata di caffè, bar e locali dallo stile e dalle atmosfere originali. Anche dal punto di vista gastronomico, Brno è considerata un tempio delle sperimentazioni. Brno è però innanzitutto il capoluogo della Moravia, terra bellissima solcata dalla Morava. Anche qui, una natura rigogliosa fa da cornice agli interventi dell’uomo, non solo in fatto di architettura: la Moravia è famosa per i suoi ondulati scenari di colline ammantate da ordinati filari di vigne, all’origine di etichette apprezzate ormai in tutto il mondo. Il consiglio è di inforcare la bicicletta e concedersi un tour dei vigneti, delle cantine e dei borghi lungo la Via del Vino. Pretendete di degustare i bianchi e i rossi di qualità e fatevi raccontare il lavoro faticoso e meticoloso nascosto dietro ogni singola goccia di Ice Wine, il pregiato e raro vino del ghiaccio. Ancora poco nota agli italiani, questa terra è pregna di sorprese. Assolutamente vario il paesaggio: dalle colline delle regioni vitivinicole, alle montagne valacche, dalle fertili pianure di Hanà alle formazioni carsiche. Millenaria la storia morava, a lungo legata a doppio nodo a quella boema. Tracce dell’epoca imperiale sono ancora visibili nei vari castelli e nelle architetture delle città. A partire da Kromeriz, il cui castello con i relativi giardini è patrimonio Unesco. Nei dintorni, il castello di Velehrad, perfettamente conservato. Per non parlare di Olomouc, detta “la capitale spirituale di Moravia” per l’alta concentrazione di monumenti religiosi. Tra questi, la Colonna della peste della Santissima Trinità, sotto tutela Unesco. A Zlin ritrovate le orme non solo di una delle imprese calzaturiere più fortunate e famose al mondo –Bat’a- ma anche del genio lungimirante del suo fondatore, sostenitore del funzionalismo e promotore di una cittadella ideale per i propri dipendenti, a firma delle archistar dell’epoca. E poi naturalmente c’è Ostrava, l’ultima frontiera del turismo “curioso”. Nella capitale dell’archeologia industriale ceca, candidata all’iscrizione nella lista dell’Unesco, i siti minerari e metallurgici del XIX secolo sono stati riconvertiti nell’ottica del design e della didattica. Ostrava, un tempo grigia (per le ciminiere) è oggi decisamente cool. Anche i siti minerari Landek Park e Dolni Vitkoviche non sono semplici musei, ma centri pulsanti di musica, creatività e divertimento.

Praga kid’s friendly Nostalgica o avveniristica, la capitale seduce anche i più piccoli

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L’interesse per il passato, la curiosità per il futuro, lo spirito d’avventura, la passione per il mistero, la vocazione per il gioco… città magica per eccellenza, Praga sa bene come quali tasti toccare con i bambini.
Non abbiate remore a portarli con voi e lasciate anzi che siano loro a trascinarvi in un’esperienza indimenticabile, che in fondo non ha età.

A chi viaggia con i piccoli, la capitale ceca offre –oltre che strutture specializzate e servizi ad hoc- un’ampia gamma di luoghi dove condurli, raccolti nella speciale mappa “Praga con i bambini”, disponibile in italiano gratuitamente presso gli uffici turistici. Non solo monumenti e musei, testimoni di un passato affascinante e avventuroso, ma anche tracce di intramontabili leggende, spazi verdi, zoo e parco giochi, passeggiate e gite insolite, parchi acquatici, collezioni speciali e tappe golose.

Musei divertenti

I bambini amano i racconti di cavalieri e principesse, portateli dunque al Museo Municipale per scoprire la storia della città, come vivevano i suoi primi abitanti, come da semplici fortezze isolate si siano creati palazzi signorili e tante altre curiosità. Quale bambino, poi, non è impazzito per treni e trenini? Tappa obbligata allora al Regno delle Ferrovie, con modellini di treni e di automobili che si danno la precedenza agli incroci, per sfilare tra miniature di edifici importanti. Il Museo Nazionale della Tecnica affascina i ragazzi con una straordinaria collezione di invenzioni tecniche, apparecchiature e mezzi di trasporto di ogni periodo storico. Se questi non bastassero e alla parola “museo” i piccoli dovessero ancora storcere il naso, fateli ricredere una volta per tutte portandoli al Museo dei Giocattoli, al Castello, che raccoglie giochi, bambole, carrozzine, macchinine, trenini e orsetti di pezza dall’antichità fino ai giorni nostri. E per le bambine c’è anche una collezione di Barbie, protagoniste anche alla Galleria delle Bambole. Gli appassionati di Harry Potter e degli incantesimi non possono mancare il Museo di Alchimisti e Maghi della Vecchia Praga, con il laboratorio del famoso alchimista Maestro Kelly. Tutte le magie possibili con i mattoncini più amati nel mondo si scoprono invece al Museo privato dei LEGO, con oltre 2500 modelli di costruzioni. E poi ci sono il Museo della Polizia, dove scoprire come funziona guardia e ladri nella vita vera e dove divertirsi nel parco giochi dei mezzi pubblici, il Museo delle Cere, dove sono riprodotti anche i più recenti beniamini dei bambini, e pure il Museo della Cioccolata, da acquolina in bocca.

Avventure outdoor

Anche in fatto di avventure all’aria aperta, a Praga non c’è che l’imbarazzo della scelta: il giardino botanico con la serra tropicale Fata Morgana, un Dinoparco sul tetto di un centro commerciale e un grandioso zoo con ben 12 padiglioni, 150 esposizioni e il Children’s Zoo: un’area speciale dove i cuccioli di uomo entrano in contatto con gli animali domestici e imparano a prendersene cura. All’Ippodromo, mentre i grandi incitano i cavalli, i piccoli possono montare i pony. E poi parchi divertimento, avventura e acquatici, fattorie ecologiche visitabili, nonché aree verdi attrezzate per pic-nic, giochi e attività sportive.

Avventure indoor

Per emozioni stellari, ci sono il Planetario e l’Osservatorio Astronomico. Magnifico l’Acquario, con luminose vasche giganti popolate di specie anche rare e “arredate” con grotte coralline. Alla MaxLasergame Arena, in una vasta area coperta e buia, giocando con i laser l’adrenalina dei piccoli sale a mille. Per non parlare dell’esperienza nella galleria del vento alla Skydive Arena, dove i bambini sopra i 5 anni possono sfidare la forza di gravità lanciandosi senza paracadute in un tunnel che simula le condizioni della caduta libera. Nel parco sportivo Gutovka i piccoli trovano parete da arrampicata, skate-park, minigolf e uno straordinario mondo acquatico.

Gite e passeggiate insolite

Sono tanti i mezzi di trasporto disponibili per regalarsi una visita indimenticabile di Praga, da punti di vista insoliti. Ai piccoli piacerà certamente il trenino turistico, ma impazziranno per lo storico tram numero 91, che attraversa il centro e poi sale su verso il castello. Al capolinea, fate una puntatina al Museo del Trasporto pubblico. Per non parlare di una gita in carrozza, trainata da pony… E poi una crociera in battello sulla Moldava, magari quello a vapore che conduce fino allo zoo, oppure una bella sgambettata senza meta in pedalò. Il centro città si può visitare persino in auto d’epoca o con i piedi ben saldi su un segway (sopra gli 8 anni). Attenzione però a lasciar scegliere i bambini: sarà sicuramente l’opzione mongolfiera a vincere! Se non temete l’altitudine, ma il pallone aerostatico è davvero troppo, vi consigliamo di dirottarli sulla visita alla torre del Municipio nella Città Vecchia, a quella del quartiere Zizkov e alla torre sulla collina di Petrin (raggiungibile in funicolare), copia in miniatura della cugina francese Eiffel: tutte regalano panorami da brivido sulla città.

C’era una volta, dicono

Le atmosfere di Praga, soprattutto la sera, sono davvero fiabesche ma la città è soprattutto culla di numerose leggende, che aleggiano nei luoghi più famosi ma anche in angoli poco conosciuti della capitale. A partire dal Ponte Carlo, monumento-simbolo di Praga. Secondo le testimonianze lasciate dai costruttori dell’epoca, nell’impasto per tenere le pietre unite tra loro, vennero aggiunte le uova affinché risultasse più solido. Forse è anche per questo che il ponte ha resistito a numerose alluvioni, dalla sua costruzione nel 1357 a oggi. Anche il famoso e bellissimo orologio astronomico sulla Torre Municipale, nella Città Vecchia, è al centro di un’antica leggenda. Pare che i consiglieri di Praga temessero che il suo autore, il Maestro Hanus, potesse creare un simile capolavoro altrove e per questo motivo gli provocassero la cecità. Egli per protesta avrebbe fermato l’orologio per sempre, ma fortunatamente nel 1865 l’orologiaio Ludvik Hainz sarebbe riuscito ad aggiustare il meccanismo. Il Golem era un essere artificiale d‘argilla creato dal rabbino Löw con tre elementi (acqua, fuoco e aria), a dargli vita era un seme riposto sotto la lingua. Aveva una grande forza, e poteva fare quasi tutto, tranne parlare. Aiutava a casa del rabbino e nella sinagoga. Un giorno, tuttavia, il rabbino dimenticò di togliere il seme e il Golem distrusse tutto ciò che incontrò sul suo percorso. Quando infine il seme fu rimosso, il corpo del Golem si disintegrò e la materia che rimase a terra venne portata nella sinagoga Vecchia-Nuova, dove sarebbe custodita ancora oggi. La Torre Daliborka, prende il nome dal cavaliere Dalibor di Kozojed che difese i sudditi ribelli e per questo vi venne imprigionato. La leggenda dice che lì imparò a suonare il violino magnificamente. La gente era dispiaciuta per lui e gli mandava del cibo tramite un cestino appeso a una corda.

Piccoli intellettuali crescono

Praga è poi storicamente città di arte, musica e cultura. Perché allora non iniziare, qui in un contesto del tutto naturale, a dare ai nostri bambini una formazione intellettuale, rispettando i loro tempi e la loro sensibilità percettiva? Il Teatro Nazionale e il Teatro degli Stati (famoso per aver ospitato la prima mondiale del Don Giovanni di Mozart) vantano un programma eccezionale per i piccoli spettatori. A seconda della stagione programmano Lo Schiaccianoci, Cenerentola l’opera per tutta la famiglia Čarokraj e il balletto Peter Pan. Per un divertimento meno impegnato, è da tener presente che quella delle marionette è una tradizione fortemente radicata nella cultura ceca. Nel Paese dei Burattini, nel piccolo teatro in via Žatecka, gli spettacoli pomeridiani del week-end sono dedicati principalmente ai bambini, mentre nelle botteghe artigiane del centro storico è possibile acquistare bellissime marionette fatte a mano, splendido souvenir di Praga. Al Teatro Minaret, infine, vanno in scena favole d’autore.