The couch [parte due]

«Tè, caffè…?»
«Benzodiazepine nulla? Stasera la Juve gioca al Bernabeu e ho la rilassatezza di qualcuno che dopo aver tirato i calci al pallone solo di fronte a Gaucci va a stringere la mano a Figo…»
«Vabbè, l’altra volta ti preoccupavano le Lecciso. Ma siediti, andiamo per associazione di idee… Figo… mmm, parliamo di uomini.»
«Dottò? Ma è necessario?»
«Certo! Lo dico io… quale è il tuo ideale?»
«Boh…»
«Come boh? E i carampanismi?»
«Beh, anche l’occhio vuole la sua parte… visto che qui si langue… però mmm, boh…l’estrinsecazione della figura ideale è qualcosa di più complesso..»
«Tipo tuo padre?»
«Per fare un menage lui a pezzi nel congelatore e io che non so dove mettere la sua tibia? Oddio, dopo mi ritrovo i Ris in casa… poca privacy…»
«Ah.»
«È una citazione di Casalbore?»
«No, no… mmm, dimmi il primo attore che ti viene in mente con cui… boh, guarderesti la Juve stasera…»
«No, cioè… io quando guardo la Juve entro in autismo e guardo fissa ciò che ho davanti tormentando il lavoro del mio dentista. Non sarebbe una mossa…»
«Il nome..»
«Boh, Adrien Brody?»
«…»
«Eh…»

0 thoughts on “The couch [parte due]”

  1. beh, adrien brody merita. anche se tifando sfegatatamente una squadra può capitare di non guardare manco di striscio un figo pazzesco seduto accanto a te.

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