L'allergia ai contratti.

Io non ci vedo tutta ‘sta poesia e sta innovazione nel Pacs.
 
Penso che se uno convive fa una scelta rispettabile e matura, e stipulare un contratto che riguarda la contribuzione monetaria reciproca mi farebbe venire l’orticaria. Suvvia, una delle cause delle liti del matrimonio non è proprio: "Tu stai con me solo per interessi"?
 
[già a me per firmare il mutuo… non c’ho dormito tre mesi…]

0 thoughts on “L'allergia ai contratti.”

  1. Qualcuno sa se permettono ai “partner” di dare disposizioni l’uno per l’altro riguardo alla salute, in caso di stato d’incoscienza di uno dei due?

  2. Bella domanda.

    Dire: “I medici possono interpellare uno dei partner in caso di malattia dell’altro.” ma dall’altra parte negare l’obbligo dell’assistenza reciproca…

    Non sarebbe meglio copiare gli ammerrigani e inserire la figura del parente prossimo?

  3. Ehm. Però non si vedrebbe molto bene. Molto più efficace un teschio poco sopra e “Chi tocca muore”… la tua sessualità poi va a farsi benedire, ma almeno stanno al sicuro.

  4. se convivi, ma non sei sposata, ed hai un figlio con il tuo compagno per lo Stato l’unico parente riconosciuto è la mamma. Nessun’altro. Se ti succede qualcosa? I figli vanno legittimati attraverso una procedura assai complicata, lunga e dispendiosa, presso il tribunale dei minori.

    Altro caso: il tuo compagno si ammala gravemente di qualcosa (scongiuri) tu a norma di legge non puoi non puoi entrare in ospedale ad assisterlo perché per la legge non sei nessuno. I Pacs permetterebbero, ad esempio, la libertà di ciascuno di designare la persona a cui fare riferimento per ricevere il consenso ad un determinato trattamento terapeutico: questo permetterà a tutte le coppie di fatto di scegliere che a decidere della propria vita sia il partner, oppure di assistere il malato in ospedale, possibilità che oggi è concessa solo ai parenti o al coniuge….

  5. Concordo con quanto detto da condonato. Non sono da trascurare neanche gli aspetti economici.

    Ma la cosa più importante dei Pacs è poter dichiare pubblicamente di vivere con un altra persona. La chiesa vorrebbe che questa possibilità sia riservata soltanto alle coppie sposate.

  6. Sinceramente il mio discorso non era basato sulla Chiesa e su quello che dicono o meno.

    Credo che molti scelgano la convivenza proprio per non avere legittimazioni. Altrimenti c’è il matrimonio civile come contratto.

    Per il lato sanitario io appoggio la figura del parente prossimo all’americana.

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