Filippo Corridoni.

Insomma, chi è venuto almeno una volta a Parma ed è stato accompagnato da giovini studenti sa già di cosa si tratta. Esiste una statua appena passato il Ponte di Mezzo, là verso la zona Oltretorrente. Conosciutissima da tutti gli studenti visto che lì sotto vi si snodano le linee dei bus 7 e 14, che servono tutti i licei e le scuole superiori parmigiane nonchè prolungano il loro cammino fino al Campus universitario. Solo che quasi nessuno sa a chi è dedicata, ‘sta statua.
 
Eggià, perchè questo ominide bronzeo che troneggia infisso sopra un monumento marmoreo di chiara costruzione del Ventennio si protende in uno spasmo dei dorsali e in una iperestensione vertebrale tale da farlo nominare "l’inculato". Così con codesto nomignolo ci si riferisce alla sua statua.
"Ci vediamo sotto l’inculato" detto a Parma non indicherà una vostra iniziazione alla visione di alcune pratiche sessuali ma una indicazione alternativa che vi inviterà a raggiungere Piazza Corridoni, da cui poi si snodano via Bixio e via D’Azeglio.
 
Ma chi era Filippo Corridoni? Un sindacalista rivoluzionario. Arrivò a Parma dalla natia Macerata per organizzare gli scioperi dei braccianti. Dopo una serie di eventi (collaborò all’Internazionale, il quotidiano) arrivò nelle trincee Carsiche. Il 23 ottobre lì in quelle trincee si levò proprio dopo la fine di un combattimento urlando a gran voce a braccia alzate: "Viva l’Italia". Dovete capire, lo presero per il piattello di turno e lo sforacchiarono ben benino. Morì da eroe e si prese il soprannome di "arcangelo sindacalista", da una parte osannato dalle file fasciste rendendolo un esempio di condotta ma c’è da segnalare che nel 1922 le "Legioni Filippo Corridoni" contesero Parma ai fascisti, combattendo contro di loro insieme agli "Arditi del popolo" e alle squadre armate comuniste, repubblicane, anarchiche e socialiste. Insomma un casino.
Ecco, magari essere proteso a braccia aperte ma non con uno slancio tipo lago dei cigni alla Cagnotto forse gli avrebbe risparmiato anni di memoria alternativa.

9 thoughts on “Filippo Corridoni.”

Rispondi