Le pale.

Io lo azzardo. Se non avessi le occhiaie, le vene martirizzate, le braccia inservibili, i tubicini addosso tipo lucine dell’albero di natale, la mia tenuta da tifosa divanizzata mi renderebbe anche inesorabilmente un gran tocco di gnocca. Bermudoni, piede scalzo e reggiseno di sopra. Bottiglia del maloox e biccherone di latte perché ho qualcosa che scalcia nello stomaco, eppure l’utero me lo ricordavo più a sud.
Il portatile, che scalda come una borsa dell’acqua calda usb, lo si appoggia sui due talloni. Nonché qui si ringrazia vivamente chi ti fornisce degli streaming per poter seguire migliori commenti pallonari.

"Fran, vuoi del tè freddo?"
"No."
"Hai fame?"
"No."
"Senti caldo?"
"No."
"Mah, sicura? Non vuoi che s’accenda il ventilatore?"
"No"
"Vuoi andartene affanculo?"
"Sono costretta a rispondere no."

La stessa mia amichetta che mi assiste e che ieri sera mi ha detto:

"Su, finisci di mangiare. Mica devo fare come ai bimbi e mimare l’aeroplanino con la forchetta… bbbbrrrrrummm"
"Tu qui te ne stai biecamente approfittando perché io sono senza forze e tu sei fisicamente più grossa di me. Non è giusto…"

Ma con ciò debbo dire che i mondiali sono sempre molto belli. Che ricordi, amisci. Ricordo che quasi tutte le volte frequentai ospedali durante codeste manifestazioni. La prossima volta, nel 2010, mi faccio ibernare.

0 thoughts on “Le pale.”

  1. ehm, aggiungerei ai ricordi anche la prima volta che hai votato a parma, quindi. magari non cambiare residenza, per qualche migliaio di anni.

    Thurs

  2. “Insomma, vado in ospedale per una fessa operazione. Mi mettono nella stagnola come una supposta per 200 anni, mi risveglio e mi trovo tra i ricercati politici!”

    Woody Allen – Il dormiglione

    ciau

    GraGra

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