L'invidia del velo

Vi dirò, io ve lo dirò sempre che andare in bici è bellissimo.
Ieri ho ripreso il mezzo dopo mesi con una certa commozione. Ma davvero eh.
Io alla mia bici che ci ho qui voglio bene. Certo, l’ho un po’ svergognata mettendoci sopra un cestino rosa confetto, ma ci avevo quello lì per lì e poi son sicura che non se lo ciula nessuno.
Però io alla mia bici voglio bene. Anche perché questa non è una bici, è un gatto della valpadana. Se voi vedeste [e ve lo farò dire da lei, che verrà a vedere la Parigi delle zanzare] come è messo il fondo stradale, specie quello là di via D’Azeglio non so se vi preoccupereste per la vostra bici come me o per voi che potreste sfracellarvi tra un porfido e l’altro.

Però io alla mia bici voglio così bene che quando sono stata a Parigi mi è venuta l’invidia del velo.
Il velò è la bici, in francese.
Lì ci hanno le ciclabili sgombre e lo spazio ai semafori riservato. Poi non ci hanno i tombini semiscalzati e i rattoppi li fanno alla crucca, spiego: quando si crea una voragine nel manto stradale non fanno come da noi che prendono la vanga [sì, quando han voglia di rattoppare, sono ottimista] e buttano giù a caso l’asfalto finchè non si forma una specie di tappo a collinetta. Lì asportano per bene un pezzo d’asfalto e ci fanno una sorta di pezzuola di rattoppo, che a volte si nota perché figosamente prima tentano di fare l’asfalto rosaceo, poi rattoppano con quello nero. In pratica viene una sorta di bandiera del Palermo [sempre Fozza quest’anno] sul suolo stradale.
Ma soprattutto, miracolo, eccetto lo pseudorabbino che mi stava per falciare il primo giorno, sanno stare in bici. Che sembra strano a dirsi, ma qua non è che molti hanno capito che la bici funziona pedalando. Assumono posizioni strambe, per curvare sembra che debbano far fare la curva a un trattore [ti inchiodano avanti e poi girano di botto], ti sorpassano alla cazzo passando vicinissimo al tuo manubrio.
Ieri ero al semaforo per velocipedi lì tra via Mazzini e Ponte di Mezzo.
Io e un signore ci mettiamo lì a sinistra e a destra della corsia ad aspettare il verde.
Una sciacquetta mi sorpassa tra il cordolo giallo rialzato a terra e la mia borsa, in uno spazio millimetrico.
Il signore accanto mi guarda, e stranamente -non mi capita mai- devo aver fatto una faccia che rifletteva pienamente quello che stavo pensando.

"Cioè, ma se io anziché stirarmi ora avessi tirato il braccio indietro 3 secondi prima questa rantolava a terra e momenti l’ammazzavo, ché è senza casco e qui mica è come in Francia che i ciclisti portano il caschetto (cavoli, devo comprarmelo proprio) e roba catarifrangente"

Il signora accanto mi sfiora il braccio e mi dice:
"Signorina, non se la prenda. Questi qui c’hanno sempre fretta e non capiscono che magari uscire 3 minuti prima di casa gli cambierebbe la vita e non scartare qualcuno ai semafori. Che adesso tutti si alzano all’ultimo momento e poi sulle strade stanno tutti cupi e arrabbiati. Ah, non ci sono più i tempi di una volta…"
Mentre diceva questo un altro ciclista fa lo stesso. Saluto il signore, scatta il verde e alla prima pedalata sorpasso tutti.
Fa molto storiella zen.

Ma poi, ultimo ma non meno importante. Sindaco Ubaldi, a Parigi, Parigi diobono, i poliziotti della Polizia Nazionale [mica i gendarmi] mi giravano in bici. In bici, bellini, con la bici con iscritto Polizia e il caschetto e il giubbino catarifrangente….
Vogliamo far girare i vigili urbani in bici, a Parma, che sennò inquinano e così il comune non ci ha da pagare i bolli e i carburanti?
Questo oltre alle multe sulle merde dei cani eh. Così abbassiamo l’ICI, eh?
[potrebbe essere una idea geniale che non cagherà –ops– nessuno]

0 thoughts on “L'invidia del velo”

  1. epperò se la tua bici è un gatto della valpadana me lo offri in teccia quando vengo a parma?

    Thurs.

    oh, forte quel signore senza testa, la battuta è bellina.

  2. Mmm… forse conosco qualcuno che ha odiato cordialmente i propri genitori perché quando era ragazzina le avevano comprato una bicicletta che avrebbe potuto usare “anche da grande”. Sì, il problema era che da ragazzina invece NON la poteva usare, senza trampoli.

    Che storia triste :(

    Comunque a parte le bici che frenano girando i pedali all’indietro e il fatto che per questo non potrò più avere figli (a parte che non me ne accorgerei in ogni caso – ottimismo), anch’io sono invidioso della cultura ciclistica, nel mio caso olandese. In effetti là il pirata della strada a confronto ero io -.-

  3. Due cose: cosa vuol dire LOL? Lo leggo spesso ma non capisco cosa voglia dire…

    econdo: anche io adesso mi muovo in bici!! igatona! Devo comprare il cestino per la borsa però, rischio sempre di cadere di lato perchè mi sbilancia!

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