Forse adesso bevo anche [acqua, of course]

Vi dirò, oggi è stata una di quelle giornate in cui entri in casa e il secondo pensiero dopo pisciare è quello di cercare di scrivere sul tuo tenero sglaps tutto quello che hai visto e vissuto.

Stanotte verso le due mi son svegliata. Mi sono accorta di aver lasciato gli scuri della finestra del salotto aperti. Sono andata a chiuderli e fuori era caldissimo ma c’era la nebbia.
Anche stamani, mentre ero in bici, c’era la nebbia. Con quell’aria pesante che filtri male a mandar giù.
Ti capita che per sfiga ti si rompa la fibbia della scarpa. Pensando che poi magari ti scatafasci dalle scale, perché può capitare… ora non è perché magari sei in zona Ospedale magari sei servita subito. Insomma, vediamo di evitarli questi medici, ché sono gentaglia.
Torni a casa, cambi scarpe, arranchi sulla bici piantata come un velocista sul Pordoi. Arrivi all’università e colui con il quale devi studiare, sfavatissimo, ti percula e ti chiede allora di fare colazione.
Tu lo guardi e gli dici che ci si andrà quando riuscirai a chiudere il lucchetto della bici.
Ma non riesci a chiuderlo.
Poi ci prova anche lui e ci mette un po’ a chiuderlo.
Sarà un bene, sarà così che almeno è più difficile che mi ciulino la bici [ma secondo me è il cestino rosa che funge da dissuasore], però inizia ad essere una rottura di coglioni, anche perché ho la forza di un moscerino.
Vai a fare colazione, o almeno lui la fa. Esci, incontri gente che non ha dato lo stesso tuo esame, di cui una in piena sindrome di Stoccolma. Avrà ribadito circa 300 volte che i prof, poverini, stanno sempre lì tutti gli anni a spiegare le stesse cose e deve essere una noia mortale. E anzi, deve essere uno stress farci anche gli esami. Alla fine è anche giusto che ci boccino, perché almeno contribuiamo all’università. E se qualcuno dimagrisce 15kg sotto stress per un esame, insomma, è un poveraccio che non sarà mai capace di far nulla nella vita.
Il guaio è che non scherzava.
Il secondo guaio è che il mio compagno di università stava ringhiando come un rottweiler incazzato.
Ci si mette a studiare, si vede un casino di gente.
Poi a un certo punto, visto che tutti erano a prendere il caffè nella macchinetta si pensa che magari alla macchinetta del dipartimento di Patologia non c’è fila. Ma la segretaria di lì esce fuori e dice che è una macchinetta privata di un ufficio privato [giustamente certo, era in un corridoio], e per non sbroccare anche lì mugugnando s’esce.
Poi mi apposto difronte all’ufficio del prof. Così, io non ci voglio avere la sindrome di Stoccolma e occuparmi e scusarlo come un tenero cucciolo ma voglio odiarlo a morte. Lo guardo, lui, il suo cranio a pera e la sua borsa da 300 euri.
Mi incazzo, torno a studiare.
Intanto so che nel reparto con i prof idoli si parla di cose che, insomma, so. Passando una mia amica mi chiede ripetizioni sul Dr.House.
"Perché?"
"… è il miglior argomento di conversazione con gli specializzandi."
E invece, insomma, alla fine a uno dei due prof idoli piace Grey’s Anatomy. Il solito mio collega, felice di conoscermi perché con me può parlar male di tutti dalle gonne delle tizie che sembrano tende ottocentesche a quanto peserà ad alcune portare la ottava di reggipetto, pensa che ci sia preferenza per il secondo telefilm da parte del prof "perchésitromba, e insomma lui ci spera."
Io passo a parlare degli episodi di House, continuando anche a parlare passando alla specie di parodia che fece Chinaski.
Poi si torna a studiare. Dopo sole 30 pagine di regolazioni di enzimi, sigle, allosterismi, cazzi e mazzi, son cose, puffi qua e puffi là il mio collega si stufa. Quindi dobbiamo smettere. Cerco un androide con cui poter studiare Fisiologia, telefonare ore pasti, grazie.
Esco fuori e la nebbia di stamane non c’è. Fa anche caldo. Ma io con la febbre, il mal di gola, di orecchio destro e la fitta alla tempia sinistra mi ero messa il maglioncino e il golfino. Quindi sono indecisa se sudare o spogliarmi lì in mezzo alle scale. Decido per sudare, mi da noia anche slacciare il giaccone. 
Torni a casa e trovi nella strada tutti i semafori verdi. Un avvenimento strano.
Sulla ciclabile mi guardo il giaccone e noto che ho circa 20 piccoli volatili spiaccicati addosso. Ce ne sono anche un paio sulla coscia.
Arrivi alla porta e ti rendi conto di cosa fosse l’intenso odore di stallatico che solleticava le tue narici stamane.

Beirut della Padania

[Nella foto: io abito a Beirut, credo]

0 thoughts on “Forse adesso bevo anche [acqua, of course]”

  1. Grey’s Anatomy meglio di House??? Noooooo!

    Ma davvero esiste gente che lecca il culo ai prof. anche quando non sono presenti? Roba da matti! (e tra l’altro con quello che prendono di stipendio, poverini, dovrebbero fare un appello al giorno!)

    Da noi usa leccare solo se sono lì fisicamente… siete davvero avanti, voi medici!

  2. Se il professore è ordinario ok, ha abbastanza commodities per essere compatito poco. Se è un associato però già un pochino di compassione… ché l’attività di docenza magari non gli porta in cassa quasi niente :P

    Che poi adesso c’è la combo dei contratti a progetto per i docenti e la necessità delle università di fare cassa… ovvero sfornare laureati… c’è di che impostare una piccola equazione.

    progetto+sfornare laureati=x

    Dove è direttamente proporzionale alla qualità della didattica…

  3. Eh, parliamo di un ordinario e di uno straordinario :)

    (si fanno abbastanza le pulci, essendo studenti di medicina sappiamo quanto guadagna anche un ordinario clinico :P)

    Cmq per noi il discorso è un po’ diverso dalla media dei laureifici, visto che gli esami clinici giustamente bloccano chi non sa. :)

    (e però io parlo ancora di preclinica, non so neppure come, ora ho mezzo sonno)

  4. Come mai i medici si considerano tra loro gentaglia? Mah, è una sindrome diffusa…

    Io giovedì riesco a beccarmi con una mia amica, nonché vicina di casa, sul treno da Venezia da luglio che non la vedo. Chissà se lei guarda House… A me non piace tantissimo, mio fratello è un fan sfegato. Devo sentirmi antiquata se a me continua a piacere ER?

    Grey’s non me piase per niente però!

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