Insomma, veh.

Insomma, è un periodo un po’ così.
Ieri io e Alessio eravamo seduti su una panchina in quello spazio verde tra il Rasori e il plesso biologico. Guardavamo la gente passare e lui a un certo punto mi dice che se potesse chiedere tre cose sarebbero i soldi, "che non fanno la felicità ma ti fanno passar bene la tristezza, t’immagini dire eh sono triste allora vado a prendermi il caffè col mio elicottero alle Canarie?", la salute per lui e per quella che considera sua moglie ormai e una terza cosa, che non mi ricordo ma mi ha fatto ridere.
Il periodo è anche un po’ così perché al lavoro non mi pagano da due mesi. Il capo è in giro, scappato così. I soldi si accumulano, in negativo per me e fortuna la sgroppata crucca copre un po’ tutte le spese.
Perché poi quando non si sta bene non si sa come mai ma le spese si moltiplicano.
Dicevo, però ieri parlavamo proprio di questo. Parlavamo degli errori che dicono che fanno i medici e facevamo due conti. Rispetto alle vittime degli incidenti stradali c’è una sovrastima, però non si sa neppure se un caso è uguale a una denuncia, o contano le denuncie a singolo medico. E poi perché son primi gli ortopedici… beh, un osso storto si vede. Poi lui mi ha raccontato che una ragazza africana di lingua francese ha denunciato un’ostetrica e un ginecologo perché dopo aver firmato il consenso informato lei ha detto che non aveva mica capito che le chiudevano le tube. S’è poi parlato del pronto soccorso e dei casini che ci sono, del trial con l’infermiere e il dubbio se poi sbaglia di chi è la responsabilità. Della mia mezza idea che sarebbe bello dopo medicina interna far domanda al pronto soccorso, con lui che mi dice che le liste dei concorsi lì son sempre vuote. Quindi inizio a pensarci anche seriamente, per entrare nell’ordine delle idee. A lui, se ho ben capito, piace anestesia e anche lì le liste sono sgombre, per ora.
Lui sta facendo domanda per entrare nei Vigili del Fuoco. Già lo era, Vigile, durante la naja. Io pensavo che se continua così dovrei trovare lavoro, ma non so come e non so cosa. Al solo pensare agli orari del quarto dell’anno prossimo già non riesco a capire come potrò fare. Già ora la paga è poca, non regolare, e con il pericolo di trovarsi col culo per terra da un momento all’altro. Sul curriculum pesa come un macigno la facoltà che faccio. Per i professori non esiste lo stato di lavoratore. Ora non so, quasi sono tentata di fare il corso per operatore sanitario, dopo lì prendi anche più di un infermiere per imboccare e fare abluzioni. Ma che ci posso fare, almeno potrebbe essere sempre nello stesso posto spaziale. Un po’ mi rode che mio padre non mi mantenga. Diciamo anche tanto. Continuavamo a parlare, in pausa caffè, dell’evasione fiscale e dei gioiellieri che guadagnano quanto i poliziotti. Mi ha detto che suo suocero ha sì uno stipendio non efficacissimo, ma molto buono dopo secoli di servizio. Che l’altra sera sono andati al Mac Donald’s e lì c’è lo sconto del 25% per chi è nell’Arma, come ad esempio… e giù un elenco di privilegi. Io gli dico che per colpa della Finanza che controlla alla cazzo non ci ho il mantenimento da mio padre che mi consentirebbe di fare il topo da reparto. Lui è medico, albergatore, ci ha la campagna ma denuncia 50000 euro l’anno. Poi gli dico dei miei padrini di battesimo, dentisti che prima di fare la fattura piuttosto si fan tagliare una mano. E poi quando ho bisogno di loro mi fan pagare, quindi preferisco andare dal testimone di nozze di papà che si offende se lo voglio pagare… 
Poi mi dice che comunque io ho la tirchieria patologica di chi ha passato la guerra. E io gli dico che alcune cose non molto normali in capo ce le ho. Ad esempio in hotel mica si poteva mangiare roba destinata ai clienti, che era contata e quindi dopo se non bastava erano bestemmie in polifonia. Quindi si mangiavano, noi proprietari, gli scarti del pasto prima. Al massimo il lusso era mangiare il formaggio, che infatti mia madre non mangia più dal trauma [o perlomeno non gli da dignità di piatto], quando era finito tutto perché se anche le scaloppine erano di maiale la gente non se ne era accorta e gli sembravano tanto buone. E quindi non vedevo l’ora di tornare a Viterbo a riprendermi dalla nonna, come se andassi in beauty farm. Poi lui mi ferma sparando cagate e facendomi notare che quelli dei primi anni sembrano davvero sortiti dalle medie, come se fossero in gita.

Alessio oggi compie ventotto anni. Ha detto che gli auguri non li vuole, perché insomma gli anni son ventotto. Io fingerò di scordarmi, tanto ci è abituato.

0 thoughts on “Insomma, veh.”

  1. Finestraio: da gente che non mette mai i link… dio, certo, sto gongolando e domattina andrò a parlare col prof di un esame dicendo “sono una blogger e mi cita il corriere della sera, quindi non mi metta i bastoni tra le hunziker” :D

  2. uff moh mi diventi una blogstar :)

    ….cmq pensa a me che lavoro ininterrottamente…e alla fine del mese tolto il mutuo, le spese, i trick e track…non mi rimane più niente.

    sigh

    però il mio Signor capo mi paga :)

    e non mi lamento

    Marlboro Lights

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