Regardez-moi [toh, un post a pagamento, forse]

Pensate, oggi mi hanno detto in tono così cortese, che quasi quasi mi veniva da chiedergli scusa, che probabilmente da Gennaio uno dei due lavoretti, che utilizzo per evitare di mendicare random e di riconsegnare la casa ad altri, potrebbe lasciarmi appiedata.
La scusa ufficiale è che garantisco poca copertura [sapete la storia "voi studenti di medicina, anzitutto che cazzo lavorate a fare, e poi siete inaffidabili che avete troppo da fare"], ma a naso vogliono cercare gente più giovane di me [oddio, ed ho 23 anni] da sfruttare [ma poi, a volte lavorativamente son troppo giovane e a volte troppo vecchia. Aiuto.]

Che vi devo dire.
Cioè, qualcosa vi dico. Siccome vi dissi, parlando degli alberghi, che non era una marchetta adesso invece una ve la piazzo.
Questo in pratica è un post prezzolato e prenderò circa 50 dollari, dicono almeno.
Esiste un sito, l’avrete visto nella blogosfera, che paga per le opinioni dei bloggers. Review me in pratica paga i bloggers per quello che già fanno. Quante volte ci capita di dire che quel ristorante è buono, quell’albergo è bello, quel sugo si pianta sullo stomaco, quel servizio fa un po’ cagare e anzi secondo noi ci garberebbe migliorarlo così e cosà.
Magari soprattutto per blog tematici è una idea più che vincente. Ma anche qui dove si cazzeggia e si scrive la prima cosa che viene in mente magari è anche bella, come iniziativa.
Sì, ma voi storcerete il naso pensando che ci son soldi dietro.
Io non ci trovo nulla di male. In fin dei conti il grosso problema sarà trovare delle aziende italiche pronte a farsi recensire. Voi per esempio ce la vedete un’azienda italiana che paga quelli di Review me per dire "Uè Fiorini, che ne pensi del nostro prodotto?"
Non so, mi sa che la sòla è dietro l’angolo. Ma è un sentore eh. Non per il lettore, perché per la prima volta se parlassi io di un prodotto ne parlerei come se fosse al bar con gli amici, proprio come si fa ogni cosa su codesto sglaps, che dovrebbe essere sempre umoristico, ma alla fine non me ne rendo conto. Vabbè, pensate che io stia scrivendo la recensione con un naso rosso, così ridiamo tutti. Nel senso, mi sa tanto che questo sarà l’unico post che scriverò per codesto sito, e non per colpa mia. Però son curiosa, e come ho aperto lo sglaps dicendo perché no ho seguito lo stesso principio anche per questa sciocchezzuola. Ma son cose.

E pensate, 50 dollari sono circa otto ore e mezza del mio lavoro. 

0 thoughts on “Regardez-moi [toh, un post a pagamento, forse]”

  1. Qui in Italia non lo so, ma ho un cugggino in Australia che ha un sito sulla nightlife della sua citta’. Bene, sembra (almeno l’ha scrito sul suo blog) che siccome ha un buon numero di accessi, ci sono ristoratori e gestori di pub che gli hanno offerto del denaro per fare delle recensioni positive sul suo blog, profferte che lui ha sdegnatamente rifiutato, ha.

  2. mumble… quindi dipenderebbe tutto dal traffico prodotto…

    – perchè ho sempre in mente il modo per arginare l’ostacolo…. X-) –

    cmq davvero interessante!

    io non mi farei tutti questi problemi. soprattutto da studentessa di medicina.

    ;-)

  3. Nipociccia….e che male c’è, tanto dalla tua lista della spesa pubblicata sotto, si capisce già che non sarai ipercritica (almeno verso l’industria alimentare in toto…).

    Puoi già definirti una reviewer di settore. ;)

    ‘cioni. Zio

  4. Mmm… per recensire devi fruire… e fruire costa. Se ho capito almeno vagamente cos’è quella sitaglia là o_O

    Per quanto il mondo dei bl… degli sglaps ormai ci sguazzi, nella pubblicità (vedere questa illuminante tavola di Doonesbury per chi se la fosse persa), bisogna riconoscere che di recensioni vere s’ha sempre bisogno – una ricerca in Google del tipo “questacosaqui review” in genere restituisce lodi sperticate a iosa… che non è bello. Se invece questa interazione la si fa con la Fran ci si aspetta un po’ più di onestà e qualcosa di utile, ecco.

    Occhio però che la gente non cominci a farti commenti per keyword, trattandoti come un motore di ricerca ^_^

    recensione “ristorante stoqui” -minestra -funghi +”bistecca al sangue”

  5. casalingadisperata: ohibò, io lo farei se mi trovassi bene. Non so, però magari i ristoratori hanno dei picciotti che non permettono stroncature. Mah.

    tungsteno: mi sfugge lo specialmente, ma in fin dei conti sì. Pensare che dovrò curare porci e cani…

    Zio: il problema è che qui non dona nessuno. Anzi, gli unici omaggi che ho sono del Diavolo (aka aziende farmaceutiche).

    Stm: interessante. A parte che se dopo arriveranno unni li si lascerà lì nel loro brodino (già capita ora, che passano di ogni)

    Bimbo: tranquillo

    Maxime: hai più che ragione. Ma sinceramente se è a ricatto non è che mi interessa eh :D

  6. Mah, non considerate il potenziale dello sfruttamento del lavoro minorile… confrontatemi un ott’enne e una ventitreenne… e allora sì che vi parrà evidente la vecchiaia di quest’ultima u_u

Rispondi