Discernimento del succo di frutta.

Io, quando ero piccola, non avevo altri che il succo di pesca.

Non so perché, ma nella triade pera/pesca/albicocca scartavo quest’ultima perché non mi parea simile per nulla al frutto, ma a una sciacquatura di tino dopo che eran stati pestati dei frutti avanzati da un po’ ai magazzini generali.

Ho dovuto attendere la maturità (ehm) per imparare ad apprezzare il succo di pera e la sua granulare corposità. Che volete farci, quella sorta di microgranuli da piccina mi davano una noia insopportabile.
Da quando ho scoperto che il mio gusto apprezza il succo di pera fatico ad apprezzare ancora quello di pesca in quanto lo trovo troppo dolce. E la cosa è preoccupante: come ho fatto a vivere vent’anni apprezzando una cosa e poi ho cambiato idea, così, dalla mattina alla sera?
Sono un Toro come segno zodiacale, quindi a me i cambiamenti destabilizzano.
Alla fine, diciamocelo, ha giocato molto a suo favore che il rum si sposa meglio con la pera anziché con la pesca [Feba, ecco cosa possiamo berci sabato senza dare nell’occhio verso le 11…]

Il casino è che mentre in Italia manca un vero e proprio mercato dei biscotti (emigrerei in Francia solo per questo) abbiamo un’ampia offerta nei succhi di frutta. Tralasciando quelli in bottiglietta sia perché costano di più [Sapete come è, da quando ho ripreso a mangiare mi sono accorta che è vero che noi single spendiamo tantissimo eh. Era meglio quando vivevo di nulla, ora consumo e mi da fastidio. Prima spendevo solo in carta igienica e medicinali almeno], sia perché quelli in brick non hanno da agitarsi con la consueta mossa fatta a colpetti del palmo della mano sul culacciuolo della bottiglietta affinché la posatura della purea (eh, senti che linguaggio eh?) possa riandare in sospensione, quelli in brick singolo o multiplo son tantissimi. E io alla fine, per il consumo durante il giorno [bla bla due mesi ho magnato solo quello] mi son attestata sul succo della coop quello col marchio con l’euro disegnato sopra. Bevibile, non eccelso, ha il sapore di pera e il sentore di pera pur non sembrando di ingoiarsi un tronchetto di legno. Rapporto qualità-prezzo ottimo, ecco. Da scartare invece quelli del Lidl, non si strozzano.

Piccoli problemi attinenti al packaging (comecazzosiscrive? daddatevi(TM) e correggetemi):
  • La cannuccia: un’azienda (di origini parmensi) si è inventata quella col beccuccio a L chiuso, aperto solo in corrispondenza di tre buchini. Voi non capirete la genialata finché non comprerete un brick di succo e la cannuccia a L manterrà parte del succo nella parte corta insozzandovi un indumento. Nonché, la cannuccia a L è scomoda talvolta per ciucciare tutto il liquido ivi contenuto nel tetrapack. Son cose eh.
  • La zuccherosità e la consistenza: si potrebbero discernere 200 diversi succhi di pera grazie a questo. Cose che farebbero impallidire anche il sommelier di gusto. Polpa, densità, retrogusto. Solo che al posto di vago sentore di tabacco potete sentire vago sentore di cassetta di legno del mercato. Ma siam là.
  • La poca colla tra cannuccia e brick: chi di noi non si è spesso trovato senza cannuccia?
In tutto questo volevo dire che da quando prendo le medicine col bricchetto di succo di pera Valfrutta la mattina posso evitare di far colazione -come mia abitudine- senza sentire forti dolori allo stomaco.
Ho anche pensato a una spiegazione biochimica e l’ho anche trovata. Sono un fottuto genio.
[comunque bevo anche succo di mela e di ananasso. Pompelmo non più, interferisce col citocromo p450]

0 thoughts on “Discernimento del succo di frutta.”

  1. Oddio il problema delle nuove cannuccette è davvero notevole, volevo farci un post pure io per quanto mi ha colpito sta cosa. Son cose rilevanti anche per me eh.

    ;)

  2. Se quello a pesca ti par troppo dolce, non oso immaginare cosa pensi dell’albicocca o_O’ !

    Condivido la preferenza per quello coop, che è particolarmente denso, se solo non fosse che il brick da 1 litro (non prendo i piccoli) si mangia direi 100ml buoni di prodotto, tocca ogni volta aprirlo col coltello per versarlo tutto :°D perchè è troppo denso, il che se ci pensiamo è un bene, vuol dire che dentro c’è più frutta che acqua.

  3. anch’io ho avuto il passaggio succo alla pesca-succo alla pera. però io son sagittario quindi a me i cambiamenti nn fanno un baffo ;-)

    quello all’albicocca è orrendo, sembra di mettere in bocca vinavil di quarta scelta!

  4. Per me ora solo succo d’arancia 100% e senza zucchero, grazie. Da piccola anche a me piaceva più alla pesca che alla pera.

    sporad

  5. il succo d’arancia, quello fresco, è cosa a sè.

    vanillaaa: eh, che cose in comune.

    Ziokendo: ecco, tagliare è noioso.

    Nicole: è che pensare che le cose cambiano uff, è dura pensarle.

  6. come affabuli tu non lo fa nessuno, ti leggerei in continuazione, sapevilo!

    cmq in effetti tempo fa mi trovai in spagna e la pochezza del reparto succhi di frutta era notevole, c’era un solo succo di pera e sapeva davvero di cassetta di legno… tanto che dovevamo fare rum e pesca! son problemi, eh?

  7. solo ora che ho raggiunto la veneranda età di 19 anni, comincio ad apprezzare il succo di pera, questo sconosciuto.

    però un pò mi sembra ancora di bere sabbietta al gusto di pera.

    son cose.

  8. Purtroppo io sono ancora nella fase pesca, fortuna vuole che quest’ultima si sposi bene con la vodka… Direi che ormai è stabilito. Si va in giro coi succhini e si urla isteriche quando qualcuno cerca di scroccarciglivisi.

  9. Marco: troppo buono.

    Albo: son problemissimi.

    Demiot: ecco, quella dei microgranuli è un po’ una cosa che disturba.

    ciccio: la frutta è cosa a sè.

    Feba: io t’ho detto la strategia. Augh.

  10. A me i succhi di frutta industriali fanno schifo e credo che facciano anche male. Con 100 euro mi sono comprato uno spremifrutta totale che ci sbatti dentro la frutta con la buccia e lui separa tutto con una violenza inaudita lasciando solo un delizioso e salutare succo di frutta fresca. Il tutto in pochi secondi. Consigliatissimo agli amanti del succo di frutta.

  11. lo spremifrutta l’aveva regalato mio padre a mia madre lustri fa. peccato che lì la buccia si dovesse togliere e che per fare un bicchiere di succo bisognava passare ore a pulire la macchina… ma quando mia madre (che si era rotta) ha dato via la centrifuga, mi è dispiaciuto. :-(

  12. succo di mela uber alles! ma è calorico assaje, ora la new entry in casa è quello d’arancia… un po’ urticante per lo stomaco a volte, ma bono.

    comunque la storia dei gusti in quanto ai succhi di frutta è la stessa anche per me… sarà che è il segno zodiacale?

    mai provato della coop il succo mela e limone (o qualcosa del genere), altrimenti detto merluzzo e fragola? è buono, anche se un po’ strange.

  13. E succo d’arancia niente? E quello d’uva? Ce n’è una marca (tedesca o simile) aromatizzata al biancospino niente male.

    Poi ci sono gli smoothies, si trovano, non dapertutto, in brick da 250 cc made in svezia: peccato costino cifre indecenti.

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