Max, è una settimana che non ti fai vivo ma leggi qui: devo considerare l'iphone quasi ereditato?*

*scusate, comunicazioni tra amici.

Andare in ferie con mio padre è sempre stata una cosa bella.
[sarcasmo, portami via]
Ci si muoveva con il freddo, col maltempo o con il clima polare.
Così come le elezioni giovano all’industria balneare, con me le ferie giovavano all’industria farmaceutica causa susseguente influenza, quindi.
[Dunque, oltre a 10 giorni di assenza per le ferie, dopo ne facevo altri 5 per la febbre. C’è sempre stato snobismo famigliare per questi riti popolari delle cose fatte tutti assieme…]
Ovvio, noi professionisti del turismo ci muovevamo a novembre o a gennaio. Una allegria che non vi dico, ma a me poi piaceva viaggiare e quindi le cose passavano in secondo piano.
Oddio, non tutte.

a) Mio padre russava. Cioè, credo russi anche ora, ma adesso non mi riguarda. Ma mio padre aveva un russamento tale che al confronto una mietitrebbia sembra una panda elettrica silenziata. E io ho problemi con l’incipit del sonno. Ricordo con piacere che ad Atene gli tirai tutto quello che il comodino offriva, anche la bibbia. E che essendo lui accanto la finestra aperta ricordo che ‘sta bibbia stava pure per spiccare il volo. Mah, son cose. Ricordo però con piacere che quando aveva l’insonnia usciva a camminare in hotel. Oh, con piacere perché almeno io dormivo.

b) Mio padre è sempre stato affezionato al cibo. Inutile dire che la colazione la faceva doppia (anche perché io ho sempre avuto qualche problema ad alzarmi dal letto presto) nonché ci si doveva fermare un paio di volte a fare pasti completi. Cosa per me impensabile visto che invece mi ricordo di mangiare in giro o quando sto per svenire o quando dallo stomaco proviene un inequivocabile suono simile a un "GROAAAAAURRRR". E di solito sovviene dopo 14 ore, quindi manco rompe.

c) il bagno e mio padre. Ammetto che tutte le volte il mio sport preferito, che mi causava risate fino al torcicollo era spegnere la luce esterna al bagno mentre papà meditava sulla ceramica e leggeva la guida touring. Ciò causava un baritonale "FRAAAAAAAAANCEEEESCAAAAA…. gnorantedifiglia…." tutte le volte. E ammetto che era una vendetta per come lasciava il bagno la mattina, cosa che se Bush ci fosse entrato ci avrebbe mandato dei soldati per il sospetto che si producessero armi di distruzione di massa.

d) mio padre e il turismo. Mio padre ha un dono: individuare i ristoranti. Per il resto è una pippa: non capisce se è un hotel è praticabile o meno (memorabile una volta che finsi di dormire in auto per non discutere con lui, ehm, avevo 12 anni), ti fa fare 12 km a piedi sebbene ne occorrano 4, non riesce a programmare bene una lista di cose da vedere, tutto quello che si vede si deve vedere di corsa.

Ora capite perché dopo anni con mio padre, mia madre considera una cosa normalissima e anche rilassante fare del turismo con me.

0 thoughts on “Max, è una settimana che non ti fai vivo ma leggi qui: devo considerare l'iphone quasi ereditato?*”

  1. c’era della comicità…in quelle gite.

    Preferisco lo stato attuale, facciamo i viaggi quando vogliamo c’è più organizzazione e riusciamo a visitare meglio e tutto. Mamy

  2. io non ricordo l’ultimo viaggio che ho fatto con mio padre. probabile siano anche passati quasi 8 anni! però io, ancora adesso, faccio lo scherzetto della luce a mia madre. ma poche volte… (che vuoi farci, sono bymba dentro! ;-))

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