Wannabe Paul Newman.

[Fran è vestita di scuro in uno studio ombroso. Picchietta le mani facendo rimbalzare i polpastrelli tra loro. Scorrono sullo schermo immagini di stragi e delitti. Fran rimane in penombra. Guarda la telecamera con gli occhi fissi sbarrati gesticolando alla Mr Burns.]

La storia che stiamo per raccontarvi è una tipica storia italiana. Una di quelle storie, che, ti lasciano un po’ l’amaro in bocca. Ma anche. Ma anche ti turbano, perché tu, tipico uomo della strada, ci potresti finire dentro anche tu. La storia di oggi si svolge in un posto del Lazio, ma siccome non sono ancora passati abbastanza giorni per poterla divulgare la edulcoreremo per mantenere la Privacy. Quindi, il nome del protagonista per noi sarà il signor Pietro Tornaindietro.

Il signor Pietro si ricovera nel nosocomio, visto che medici e analisi formulano una prognosi infausta. Tumore maligno al polmone gli dicono, in fase terminale. Quando noi ci siamo occupati di raccogliere queste informazioni con massimo scrupolo giornalistico già trovavamo notizie discordanti. Del resto, mentre si svolgevano i fatti ci siamo informati sulla natura della neoplasia e sulla stadiazione della stessa e ci venne risposto "sette". Ora, voi siete ignoranti e anche beceri, ma per un operatore sanitario che ha studiato bene sette è una risposta come quarantadue. Ossia: accazzo.
Ma mentre noi ci ponevamo domande e non trovavamo risposte i parenti, al coglimento della ferale notizia, reagivano in modi diversi:
  1. La sorella e i fratelli tutti erano tra il preoccupato/sticazzi/unodinoideveprimaopoimorire e lo scocciato del dover badare ad animali/campagna del malato.
  2. I figli già indicevano una famigliare lotteria per spartirsi i beni del congiunto, indagando su eventuali contanti e libretti presenti nella sua magione prima della sua dipartita, come extra sull’eredità.
La preoccupazione comune era quindi, assodato che morisse, quando. Anche perché essendo d’Agosto vestirsi di nero scoccia, si attirano le zanzare e fa caldo. Voi capite.

Preoccupati di tutto questo, in un climax di preoccupazione la nostra storia, una storia come mille che ne ha viste la provincia italiana, vede una persona che va una mattina in ospedale, a far visita al malato e passa dai medici. Chiedendo numi sul malaccio e su quanto non ci sia più da sperare.
Ma uno dei medici, intrinsecamente fischiettando, risponde che insomma, si erano un po’ sbagliati e che il signore, il nostro Pietro, non ha nulla di feralmente grave.
Insomma, non muore.
Per ora, dai. Sì, ci ha un età, è una vecchia carcassa ma non ha una sveglia che gli ticchetta a tempo, ecco.

Così, il nostro Pietro Tornaindietro, che già bestemmiava così a tal guisa come un bravo scrittore mette la punteggiatura già perché voleva, così come un Polniuman laziale, tornare a casa a morire in campagna tra le sue bestie, alla notizia del miracoloso risanamento repentino coglieva nuove energie nel maledire e smoccolare l’intero calendario.
E per farlo, ciabattando, si avviava verso la veranda del reparto nosocomiale. A tal punto che, una infermiera non molto presente di intelletto si apprestò ad urlare:

"ODDIO QUESTO SA CHE CIA’ IL TUMORE E MO’ SEBBUTTA!"

Inutile dire cosa il nostro Tornaindietro abbia esclamato. E noi, ci sentiamo di quotarlo. Soprattutto all’indirizzo della donna.
Noi naturalmente consigliamo al sig.Pietro ora di scapparsene in Brasile coi suoi risparmi e non far pervenire più nulla alla figliolanza. Morire tra perizomi e mojiti, ecco.
Era una storia brutta. E la verità sui fatti forse la sapremo dopo Ustica. O no. Ma soprattutto, dove avevan preso la laurea quelli che ce la vado a prendere anche io?

0 thoughts on “Wannabe Paul Newman.”

  1. la storia è molto bella, ed anche molto brutta, come tutte le storie.

    morire tra perizomi e mojito, yeah, da qualche parte bisognerà pur morire. e mi sto ascoltando But Beautiful di Bill Evans.

  2. A proposito di mala sanità all’estremo, sapete di quella storia del ragazzo ventiseienne sparito per giorni dal suo paese soltanto perchè due giorni prima i medici gli avevano diagnosticato un male incurabile che l’avrebbe portato via nel giro di pochi mesi??? Soltanto dopo averlo ritrovato gli stessi medici gli comunicarono che si erano sbagliati…..:)

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