Credo di non scrivere qualcosa di seriamente decente da giorni, sul blog. Ma sto male. Non di testa eh, di fisico proprio. Stanotte è stato qualcosa di bestiale. Alle cinque e mezza stavo in bagno con dei crampi allucinanti che duravano da tre ore: unica posizione a dar sollievo era quella seduta con le spalle curve. Dal male non potevo rilassare l’addome per respirare, e la tachipnea peggiorava il tutto. Ma non avevo le forze per farmi girare i coglioni. La mamma mi aveva fatto tutto il possibile, e papà era a corto di antidolorifici (e alle 5 mi disse di passare in farmacia, ma per me era fisicamente improbabile arrivarci)
Alle cinque e mezza stavo rannicchiata, per quanto la posizione espulsiva sulla tazza lo permetta, con la fronte appoggiata alla soglia della finestra, a cogliere quell’arietta umidina che mi ristorava un po’. E ho sentito un gallo cantare. Cioè, non bastava ormai non dormire se non facendo staffetta con gli uccellini.
E io stavo lì, a sentire il vento tra pini e cipressi, a sentire i crampi che ormai si erano irradiati allo stomaco e con quel cazzo di gallo che cantava.
Lo dissi al mio gastroenterologo: in caso di parto finirò a pensare uno giaffatto? come se fosse uno spottone picindolor.
Alla fine mi son imbottita di sonniferi e son stramazzata a dormire.
Non che manchino idee e stimoli per scrivere. Ma sto davvero da cani. Mi capitavano altre volte di star così e lo dicevo a qualcuno via sms. Già. Ora restano solo i dolori, che ormai si son evoluti, son diventati più forti forse perché -anche- mitigati da meno affetto. Così forti da non poter star sdraiati. Un misto di male da cagotto da impepata di cozze al colera e milleedugento addominali fatti quando appena prima di iniziarli non avevi altro che lardominali.
Ora appena mangio ho dolori. Sto valutando quasi di non mangiare più, e non scherzo.
Questa poteva essere una email alla persona a cui voglio ancora bene e che ogni giorno mi auguro che muoia. Perché almeno per me sarebbe un capitolo chiuso che mi farebbe smettere di soffrire. Non avrei finalmente il modo di esporre le mie ragioni a contrastare le sue seghe.
Ho casualmente rivalutato You are Fading degli Editors, che un po’ m’annoiava. Sono in operazione ascolto compulsivo degli Editors, bside comprese. E degli Interpol. Con mia mamma che vedendo Paul Banks mi fa:
"Emma qui ‘sto qui ha un po’ la faccia del depresso"
"eh, noi nati il tre maggio…"
"eh. Mappoi si risente anche nella musica…"
"eh. Pensa a chi li ascolta"