Pesca del Giunti.*

Io mi ricordo che il primo anno che venni quassù a Parma una mattina me ne andai al Campus, e nel tragitto lì sui lungoparma vidi che insomma, il torrente era bello lì che stava per esondare. Poi è sceso al Po e ha portato tutta ‘st’ondata di piena lì a far penare tutti.
Poi han deciso di fare le casse di espansione alla Parma, ché un po’ noi tutti stavamo lì a percularci e anche poi a dire che magari lì il ponte che hanno intitolato a De Gasperi, ché ci ha una campata sola ed è tutto lì un po’ pretenzioso ché sembra quasi sia stato fatto per l’invidia di Calatrava, sulla Parma (ché è quel modo un po’, diciamolo, pirla locale per indicare il torrente che porta il nome della città)

Ora c’è il Tevere che sbrocca. Nel senso letterale. Ma anche figurativo.
E mi chiedo, ma non esiste un Magistrato del Tevere come esiste quello del Po? Sì che dovrebbe esistere, c’era la sede a Viterbo, che poi han tolto, ma mi sa che quelli lì si grattano i cosiddetti da sera a mane, vista la situazione di adesso.
Eppoi fatemi capì: le fogne son ancora quelle antiche della Cloaca Massima? Dieci anni senza manutenzione al Tevere?
Vabbè, eppoi in questo momento la cosa *peggiore* che nessuno ha evidenziato è che rischiano di affogare tutti i lucchetti mocciosi di pontemilvio.

*ché è un proverbio che mio papà, e in casa abbiamo ‘sta tendenza ai vocaboli in vernacolo, usava sovente "cheffài, la pesca del Giunti? Acqua fin’ai hoglioni e pesci punti". Che significa circa non ottenere una cispa da quello che si sta facendo. Sapevatelo.


0 thoughts on “Pesca del Giunti.*”

  1. ti assicuro, vivere con un rigagnolo marrone con 50 metri di argine non ti fa passare neanche per l’anticamera del cervello che rischi l’alluvione. merito o colpa dei piemontesi. e poi sì, le fogne sono state ampliate sulla scala di quelle romane, come del resto gli acquedotti. siamo un po’ passatisti noi romani…

  2. Che dire…

    sono giunto a questo blog per puro caso ma sono affascinato dalla correttezza sintattica.

    “Po'”, “ché”, “quassù” e addirittura la finezza di “‘st’ondata”.

    Raro e commovente trovare un buon italiano in giro oggi, massime su internet.

    Però il “che” dopo Parma non ha accento: è il pronome relativo in quel caso.

  3. Carola: cielo, poi ho letto che hai subito un compleanno sulle sponde del fiume impetuoso.

    Anonimo: ennò. Quel “ché” di “alla Parma, ché un po’ noi tutti stavamo lì” è nella mia mente come perché-inquanto. Non è relativo, almeno nella mia mente. Poi non so il testo come si mostri.

  4. Ad essere pignoli nella grammatica italianaché con l’accento acuto è aferesi di perché = congiunzione causale. Cmq spiegazione esatta Fran.

    Graziella2204

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