La terma.

Ci sono dei problemi culturali nella mente media degli italiani che fanno i consumi: si va a sentire solo Vasco e non i giovani e in caso se senti i giovani sono coverband di Vasco, e le terme che sono per andare a cuccare quando sei anziano.

Un po’ è vero, nel senso che insomma, io ne avrei da scrivere. E per quando mi convinco io e do retta alle mie amichette che so scrivere qualcosa di buono direi che posso farlo tranquillamente, visto che le persone di cui parlerò, gli episodi che narrerò, riguarderanno trapassati. Non è che ci volesse tanto, visto che l’età media che ho visto sempre a Chianciano, prima dell’avvento delle terme sensoriali, era sempre 72 anni.

Ora con le Sensoriali siamo ben a 65 anni.
Il fatto è che la mia palestra è più figa delle terme Sensoriali. Vabbè, poi che ci sia gente più esteticamente valida da vedere e allegria a pacchi al confronto non è neppure da considerare. Ci avete provato, con la festa della musica, a buttarvi sulla indie a inizio Luglio. Ma continuare con Mirna Doris o gente che ha suonato da Paolo Limiti per il resto del tempo, e non più solo come spettacolo pomeridiano ma serale da 15 euro escluso consumazione, ecco, insomma, probabilmente è un errore.

Il problema è uno: vicino c’è un centro termale diventato famoso perché i tronisti lì andavano a girare sequenze tuttopagato e la femmina media che li guardava poi diceva al moroso "uuuuh, andiamo lì". Non che Chianciano sia meglio di quel posto là eh, ma oltre essere meno caro ha meno km di curve dalla vita, dall’autostrada e un centro dove uscire la sera o vicino il paese che secondo me è il più bello del mondo, ovvero Montepulciano.
Invece Chianciano (come Salsomaggiore, come Fiuggi) resta il posto dove scaricare il vecchio a passare le terme
Ah, no, ci sono anche i congressi.

Beh, ecco, insomma, si stanno mandando a puttane strutture, acque (sostengo il termalismo. Non credo nelle altre cure non chimiche ma nel termalismo sì. Purtroppo sono un chimico farmaceutico dimmerda nell’anima), posti di lavoro, aziende per ripicche tra paesani e tra mettere a capo gente che non sa fare un cazzo, ma che è parente di, figlio di, salcazzo.
A volte, insomma, secondo me Nerone ha fatto bene.

Sinceramente a me se il mio paese d’origine economicamente implode non mi dispiace. Odio la gestione di tante cose ma per di più odio le persone del mio posto d’origine. Quando Fabio Genovesi ha letto pezzi del suo libro (meglio, fatti leggere tramite la suadente voce di Violetta Bellocchio) la sua Versilia è somigliata tanto a quel mio angolo tra Val di Chiana e Val d’Orcia. Odio così tanto la gente di quelle parti che me ne sono voluta andare via e dimostrare quotidianamente che io senza quei strani meccanismi mentali e quei sotterfugi, quel vendere la vita a lavoro o dipendenze, è possibile vivere.
Io, sebbene sia orgogliosa delle mie orgini, al solo pensiero di dover ritornare, o dover stare in quella fetta lì, di Italia, tra Granducato e Stato della Chiesa mi si prende male. Sto bene a Parma. C’è una differenza assurda tra stare poco bene qui e star male giù che molti di voi non hanno la minima idea.
Sembra un po’ fare gli emigranti.


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