Lettera semiaperta a chi si spippola il blog in questi giorni (e sono tanti)

Ciao santaklaus,
anzitutto tiriamo fuori un problema da grammarnazi: 'stocazzo di tag di splinder, che una volta eran le categorie, non accettavano apostrofi e caratteri strambi sennò gli si prendeva panico, quindi sì. Vent'anni. Ma il mio stile è un po' tutto così, come potrebbe dire un filosofo del nostro tempo, tal René Ferretti, alla cazzo di cane. O per quelli che sono impressionati dalle male parole: alla sesso di segugio.

A volte scrivo anche tutte le parole di una frase attaccate. Non per futurismo o chissà che. Sono una cialtrona. Ma mi suonano meglio in quel momento. Perché ho anche il gigantesco difetto che non mi rileggo quasi mai: quel difetto che simonaventura direbbe che io scrivo di pancia, di getto forse dico io. Però il casino è che o la mattina la mamma mi fa notare gli errori di battitura e gli accenti o gli amici dopo 5 minuti che posto mi aprono la finestra di chat e mi cazziano loro prima che lo facciano altri saccentini. Meglio loro, davvero, anche perché poi li maltratto per qualcosa e così andiamo a pari.

Io non volevo fare una cosa così eclatante, ma non mi funzionava lasciarti il commento quindi ho pensato di scrivere di qua. Scusa, eh.

Sai che c'è, leggere una cosa tipo "Ho capito che per tenere un blog ci vuole passione, costanza, voglia di dire qualcosa, saperlo scrivere, saper appassionare chi deve leggerti giorno per giorno" mi ha fatto dire "ma chi, io?"
Io ho seriamente tenuto il blog per me ed esorcizzare alcune mie cose, fino a un certo periodo di tempo. Però penso di aver sbagliato, a tenere le difese così basse e ad aver fatto leggere ciò che provavo dentro a tutti. Perché la scrittura non è oggettiva come la matematica, ognuno ci tira fuori quel che vuole e si fa idee. Strane? Strambe.

Io sì, ecco, quello che hai scritto è un bel complimento. Diciamo che la mia è costanza molto noiosa di portare avanti qualcosa. Forse anche perché di costante e duraturo nella mia vita non c'è nulla: cerco qualcosa di routinario e molto rassicurante (la ripetività dei gesti talora lo è) e questa cosa l'ho trovata nello scrivere qui. Poi il problema è che faccio tante cose: perché mi annoio, per guadagnare, perché devo farle, per continuare a vivere. Che non sono cose coincidenti. E quindi alla fine non le racconto più, ma le sublimo e le rimetto qui. Perché come dicevo a un amico oggi che mi ha detto che ormai l'unico blog che è rimasto a seguire con assiduità è il mio, sebbene in pratica ciattiamo in continuazione tutto il giorno. Ma sono cose diverse, gli ho detto io. Tu sai anche i cazzi miei.

Quindi boh, però ecco: scrivo tanto. Non bene, forse, ma tanto. Ed è una cosa che mi riesce più facile di parlare. Se stai in casa con me molto probabilmente non mi sentiresti parlare tantissimo. Poi in realtà scrivo tantissimo e penso quattro volte tanto. Ed è una cosa che non capisco di molti, l'evitare di scrivere. Ci si capisce meglio. Si crea una suggestione. Si può raccontare ad almeno un altro una cosa che puoi condividere. E questa è una roba bellissima che se pensi una volta si doveva essere tutti scrittori letterati, e invece adesso si è cialtroni che ci si rivolge non per rapporto verticale… o meglio, magari chi ti legge è meno cialtrone di te. Ed è bellissimo. Io senza continuare a scrivere quassù non so mica come potrei fare anche se sì, ci sono dei giorni che dico che dovrei postare qualcosa ma sono così svuotata che non ne ho. Lo faccio perché ho paura di perdere il vizio.

Spero boh, di aver chiarito anche se non ero tenuta, ma era bello farlo.
Mi auguro che la statale sotto non si sia allagata o abbia smottato, non so. Io oggi ho saltato il concerto dei dEUS a Modena e mi girano, d'esempio. Ma avevo ordinato l'ubiquità e non me l'hanno ancora data.

Ciao, eh.


0 thoughts on “Lettera semiaperta a chi si spippola il blog in questi giorni (e sono tanti)”

  1. Mah.. io sono una sostenitrice dello stream-of-consciousness…
    il bello del tuo blog sta proprio in quello!!

    Un bacio, Sere

  2. Quando si scrive di getto, senza rileggere, è normale che sfugga qualcosa.
    Ma qui non siamo a scuola, non ci sono i prof  ma qualche saccentino e possiamo concederci qualche licenza!
    Esternare cose personali è sempre un'arma a doppio taglio, c'è chi legge e condivide alcune cose, chi le confuta, chi ha curiosità di sapere, chi invece
    legge per trovare il "tallone d'Achille" e farne uso poter ferire.
    Ma se scrivere è terapeutico, bene così… per il resto si riconosce quasi
    subito chi dissimula e a quel punto si fa presto a prendere le dovute distanze e difese.
    Graziella2204

  3. Anche io per tanti motivi mi trovo meglio ad esprimersi scrivendo che parlando…nel mio caso credo che sia collegato alla timidezza ed al fatto che spesso, quando si tratta di esprimere concetti complicati o rispondere lungamente e a tono a domande idiote o affermazioni che vengono fatte che mi fanno arrabbiare, a voce sono talmente spazientita o colpita dalle emozioni che non riesco ad esprimere come vorrei (tento a parlare a raffica peggio di Matt e mi mangio le parole), mentre invece scrivendo questo problema non è così importante.
    Poi è anche vero che a me piacere scrivere a prescindere.
    Secondo me il tizio ti ha fatto un bel complimento: inc erti punti, mi è sembrato quasi che si schernisse perchè pensa di non fare abbastanza.
    Per i post personali, hai detto tu stesso perchè esistono: per esorcizzare il tutto. Personalmente non li commento non perchè voglio denigrarti o perchè credo che non dovresti scriverli (ti pare che devi venire a chiedere il permesso a me? Sono affari tuoi) ma perchè spesso temo di essere troppo invadente e non conoscendoti di persona non so cosa rispondere.
    E tutti quei complimenti secondo me te li meriti^^
    (no, non sto cercando i essere ruffiana, lo penso davvero)
    Kira
    Ah, e giusto per: anch'io penso che senza i Radiohead Muse e Coldplay non esisterebbero. Magari esagero, ma ho quest'impressione.

  4. Risposta al commento di Kira sui Radiohead: non essendo giovanissima e avendo sentito tantissima musica, posso affermare con una certa sicurezza che anche i Radiohead non esisterebbero senza un mucchio di gente a cui si sono ispirati a volte anche pesantemente (ma magari non è gente famosissima e pochi lo notano). Ritengo che i Muse sarebbero esistiti anche senza Radiohead. L'influenza che i R. possono aver avuto su di loro è, a mio parere, irrilevante. Mi scuso con chi non la pensa come me: è solo un'opinione personale!         
    Cristina
     

  5. Cristina, io credo ogni band, chi più, chi meno, abbia le sue influenze. Non c'è niente di male in questo, anzi!
    I Muse devono molto ai Radiohead, come anche ad altre band che li hanno ispirati (grazie a Dio Matt ha sempre avuto gusti molto variegati) e io (ribadisco: IO) penso che se non ci fossero stati i Radiohead qualcosa dei Muse come li conosciamo ora non ci sarebbe. Sia Muse che Coldplay (vedi Parachutes) hanno subito pesantemente le loro influenze, e il cantato di Matt è ispirato sia a quello di Thom Yorke che a quello di Jeff Buckley (che aveva un SIGNOR falsetto, complimentoni a lui e alle sue corde vocali!).
    Non voleva essere un offesa a nessuna dei tre gruppi,io sono grandissima fan dei Muse, amo i Coldplay e ho massima stima dei Radiohead., è che dobbiamo ammettere che Muse e Coldplay hanno iniziato sulla scia della band di Thom Yorke e soci, almeno un pò^^
    Sul fatto che "non sarebbero proprio esistit" ammetto che ci può essere un'esagerazione, se ne può discutere ampiamente (non esistevano solo influenze Radiohead, in Shwobiz), ma secondo me hanno contato parecchio. Non a caso entrambe le band venivano definite come una sorta di cloni dei R. Poi entrambe si sono ampiamente sganciate e hanno indirizzato il loro sound verso lidi più personali. E secondo me ottimi, anche. Io soon una di quelle che apprezza Parachutes ma ama moltissimo X and Y, per dire.
    Mi scuso se ho creato polemica, non era mia intenzione…
    Kira

  6. Lo sai, Fran, sono più di tre anni che intrattengo con te questa stranissima relazione via Web che sarebbe un'eresia definire amicizia e ancora ricordo la maniera altrettanto anomala in cui era iniziata (un botta e risposta sulla senectus dei Travis), e nonostante in tutto questo tempo non ti abbia mai incontrato nè parlato e ci dividano migliaia di chilometri di distanza, grazie ai tuoi post dove parli dei tuoi scazzi e della tua passione per la musica in cui rivedo in alcuni momenti un'altra me stessa, sei diventata una delle persone ame più care
    P:S. :Sono convinta che se Leopardi fosse vissuto nel ventunesimo secolo,  QUESTO SLAPS sarebbe stato il suo Zibaldone :P

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