Carlos Denger è uscito dal gruppo.


In realtà questo post è un po' l'emblema del blog: volevo farlo dacché mi garba un casino il titolo.
[lo so, c'è autocompiacimento, ma lo riscrivo qui oltre che nei social network così mi prendo gli allori de 'sta stronzata. Gli è un po' come il titolo qua sopra, che magari la gente lo ricorda perché è buffo. Così]

Il problema di parlare dei dischi delle band che ti piacciono è un grosso problema. Il Bravo Recensore dovrebbe evitare di parlare dei propri beniamini, io ad esempio faccio molta fatica a terminare la recensione dell'album di Jimmy Gnecco su Radionation. Sto cercando di sbollire entusiasmi bambineschi. Ce la farò.
Di solito per recensire le band che mi piacciono vado prima di pancia per la sensazione generale e poi vado di ascolti successivi (che rispetto alle altre volte devono essere dalla 18 alle 22 volte per traccia) per captare cosa hanno tecnicamente fatto. La vivisezione in pratica.

*Fangirlism: gli Interpol mi piacciono. Io Paul Banks non me lo farei, è caruccio ma non mi ispira. Ma siamo nati lo stesso giorno, per quello ho simpatia. Ho cinque anni meno di lui però. Però ho simpatia. Si sa che quello per qui se devo far commenti da osteria li farei su Daniel Kessler, ma con compitezza.*

Dunque, facciamo una prima frase riassuntiva dove vi dico se vale ascoltare il disco? Siete vecchi fan? se lo siete rimarrete un po' così e vi sembrerà al primo ascolto un disco raccapezzato alla meno peggio come se fossero i compiti delle vacanze fatti 3 giorni prima dell'inizio della scuola. Siete nuovi fan e non avete il poster di Curtis, Ian in camera? Vi piacerà, specialmente Barricade vi entrerà nei neuroni fino a farveli piallare e a farvela canticchiare sculettando.

Il problema è principalmente quello della foto: ridono. Cioè, noi non si era abituati a tutto ciò. Eravamo abituati a loro che salivano sul palco, allegri come se i loro gatti fossero stati messi al forno, che si accendevano la sigarettina e facevano i fighi sul palco così, statici. Poi in Julian Plenti abbiamo sopportato le camice country e lui timidone-sorrisone. Dici, ok, è un alterego, morta lì. No, ora sorridono. Piacioneggiano. Mioddio, cioè, capisci? Cosa è questa cosa? Ecco.
[I fan di lunga data sono sempre una rottura di coglioni, diciamocelo. Ah, sì, il loro disco preferito mio è Antics. Sì, ma il primo è tecnicamente migliore.]

Poi ci han fatto uscire Lights. Che era bella cupa giù pesante. Ci han fatto sperare bene. Bene? Oh, non che l'album sia male, solo che è boh. Cioè, dopo un mese e copie migliori (quelle che circolavano non avevano un cazzo di bassi da sentirsi, ok, "that's why we buy cd's", però ecco, per farsi un'idea ce ne è voluta) l'impressione è quella: suoni migliori del cd precedente, canzoni fedeli alla linea Interpol ma senza nulla di nuovo. Un disco svogliato, pur rimanendo bellino. Non so quanto ci abbia messo mano Carlos D. e quanto ha pesato sulla lavorazione (è monco di qualcosa? sarebbe bello saperlo, non ho ancora sentito l'intervista che hanno fatto ieri con Zane Lowe), però visto anche il cambio di lineup 'sto disco doveva uscire, e quindi teniamocelo come è. Mica è brutto.

[e ora vado a fare del pogo da scrivania su Barricade, scusate]


0 thoughts on “Carlos Denger è uscito dal gruppo.”

  1. Già gli Interpol non è che  mi entusiasmassero tanto, ma credo che dopo averli visti nel loro nuovo video suonare in mezzo alle balle di fieno conciati come il fattore de "La casa nella prateria"  li escluderò definitivamente dalle mie preferenze musicali…..:(

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