Ci ho così tanto pessimismo e scoramento che al confronto Leopardi era un Party boy.

Io ho un problema: alcuni pensano che togliendomi una paura possa scongelarsi uno scoglio. In realtà non è così: questo scoglio è un po' come la storia dei sedimenti, delle rocce che si son formate lì con le conchiglie, i gusci di tartarughe e stocazzo.

Già non sono mai stata allegrissima di mio, e se c'era un lato brutto da evidenziare ecco io arrivavo coi riflettori. Poi ci sono state diverse cose nella mia vita, unite con lo sviluppo ormonale, che mi hanno iniziato prima a buttare in una lieve melanconia, quando tutto andava pressoché bene (ossia per du' stronzate che molti prenderebbero come alibi per decenni di analisi e di guerre per risarcimento danni morali) per poi prender giù la depressione maiala peggiorando sempre di più.
Ora c'è un altro piccolo problema e la capoccia mi parte, letteralmente e non mi accorgo di quello che faccio.

E' che il nostro capo è tuttosommato un troiaio. Se ci pensate il nostro cervello è una rete tridimensionale enorme: milioni di punti collegati tra loro, e tali collegamenti aumentano di giorno in giorno. Ogni emozione si imprime nella rete neurale e modifica tutti gli altri collegamenti. Spesso alcune emozioni si imprimono nella rete in maniera più forte rispetto ad altre fino a condizionare come un "virus" il funzionamento della rete stessa. Alcune volte nascono reti neurali maggiormente "plastiche" e recettive e sensibili rispetto ad altre. E spesso le emozioni negative sono quelle che si fissano più fortemente nella rete stessa.

Poi tu dici che vai dai medici, e giù pasticchetta.
Ma te pensi: cosa possono fare i farmaci? Forse disorganizzare temporaneamente il funzionamento della rete? Forse è semplicemente una alterazione dei neurotrasmettitori e dei suoi recettori che porta a questo stato di dolore psichico? O forse questa alterazione neurotrasmettitoriale e dovuta a una causa primaria più profonda, una causa primitiva scritta nel codice della rete neurale stessa? Forse la psicoterapia ha la capacità di cancellare le impronte negative che si fissano nella mia mente?
Io penso che sia tutta una illusione. Inserita nella grande inculata stessa.
Nonostante ci siano tantissime pubblicazioni, studi metanalitici dove si evidenzia come l'ausilio di uno strumento farmacologico e psicoterapeutico abbia dato effetti positivi in alcuni disturbi mentali. Solo che per tentare di uscire da una situazione indesiderata, da un "mare stagnante" occorre per lo meno avere cognizione del punto in cui ci si trova, altrimenti ogni tentativo di uscirne sarebbe affidato completamente al caso. In altri ternini per sapere se e quali cambiamenti sono possibili occorrerebbe trovare gli elementi di una diagnosi, diagnosi che comunque non dovrebbe essere puramente descrittiva e ateorica, ma idonea a capire se ed in quale direzione è possibile un cambiamento. Seconda considerazione: Nel nostro psichismo gioca un ruolo importante sia il domiono logico-formale che quello emotivo. Ora, cercare di afferrare una problematica affidandosi ad uno solo dei due dominii potrebbe far perdere gran parte delle informazioni utili alla comprensione del problema.

Detto tutto questo: vaffanculo. Era meglio essere un chiuaua viziato.


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