Ma era una vita fa eh.

Un po’ come quando ierilaltro han passato in radio you oughta know della Morrisette e son stata lì a dire che madò, quella canzone a momenti ha la maggiore età. Son passati eoni. Pensate che calciavo la palla pure io sui campi. Non vorrei fare come l’ex presidente del consiglio che una volta disse che fu operaio anche lui, ma io non vorrei finire in quel modo eh.

Stasera guardavo il Barcellona e pensavo “ma guarda che giocatore Messi”. Domenica parlavo della Juve e continuavo a dire “sì, però questo e quell’altro”. Da una parte è bello vedere che siccome il calcio resta soprattutto uno sport con delle regole di base non ancora stravolte dal coglione di turno (Allarghiamo le porte! La moviola in campo!) è come riandare in bicicletta quando lo vedi. Certo che per ora mi cambiano tante cose: non farei più le trasfertone. Non mi prenderei più ore di freddo/caldo/pioggia. Non mi incazzerei più coi bagar… no, un momento, quello lo faccio ancora per i concerti quando li vedo fuori con le mazzette di biglietti. Ehm. Non vado per via della tessera del tifoso. Non so che dire, mi da fastidio essere diventata tifosa da poltrona, in un periodo in cui per vederti il calcio comunque devi pagare o ravanare negli stream. Boh.

E in tutto questo ringraziamo la Juve che ci tiene liberi durante i mercoledì di Champions! (sisamai eh, i concerti…)

 

 


0 thoughts on “Ma era una vita fa eh.”

Rispondi