La paura, il baubau, la desolazione.

Ci sono stati momenti in cui sembrava l’avvento dei Maya eh: dicevo anche ieri per ammazzare il tempo e la timidezza davanti alla porta chiusa dei Magazzini Generali con Hugo White dei Maccabees che sembra davvero una roba biblica. Terremoti, nebbia, neve. Uno si chiede comecazzo succeda tutto questo, poi pensi al 2012 di Giacobbo e ti stai anche un po’ zitta.

Comunque c’è questa cosa che sabato vi han detto a tutti di non uscire di casa, e invece io mi sono andata a vedere il drogagatti Pete Doherty, uno di quelli che nel mio programma “vediamoli prima che muoiano” di quest’anno era imperdibile.

[comunque terrorizzatevi più spesso sulle condizioni meteo: che le strade sgombere di sabato sono una figata assurda]

Tolte poi le righe che andremmo a scrivere sull’artista (e sul concerto anche di ieri sera) c’è da dire che il mio avvenimento top del weekend è stato il posto di blocco della polizia a Borgo Panigale. Lì, che non è che neppure l’entrata al casello sia esaltante, c’era sta pattuglia della polizia lì a fermarti. E mi sono accorta di una cosa: che mentre mi fermano le forze dell’ordine ungheresi mi cago in mano e confesserei dalla paura anche misfatti non commessi ogni volta che mi fermano gli italiani invece è pronta la pantomima da barzelletta. Signoreiddio.

Appena si ferma mi si butta sullo pneumatico anteriore sinistro chiedendomi se ho le gomme termiche. La tocca. Togliendosi il guanto. Io intanto mi sporgo dal finestrino e gli dico che no, veramente ho le catene dietro, e gli chiedo se devo scendere a mostrarle. Sì, devo. Allora mollo la frizione e mi si spegne la macchina e lui mi fa: “ha fatto bene a spegnerla”. Doh, ma mi pigli per il culo? Se ne accorgeva anche un bimbo che si è spenta per imperizia. Alché dopo aspetta che apra le catene dietro, e via. Si può andare. Tutto questo, a mezzanotteemezza.

Cioè.

E non mi son venute battute lì per lì. Ma più ci penso e più puntineggio con me stessa.


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