A zappare, a mani ignude, sotto il sole di mezzogiorno.

Sto cambiando l’anagrafica anche alla mia patente di guida: con calma ho aspettato che si avvicinasse alla scadenza per fare il tutto senza mettere bizarri adesivi di rinnovo.

Da una parte sono contenta: non avrò più la mia foto con la giacca in pelle dove sembravo più anziana, invece subentra quella col maglioncino viola che avevo fatto per il colloquio all’ikea. Fatta circa 6 anni dopo ma dove sembro molto più giovane. Boh, meccanismi a caso.

Tutto questo per dire che non so se in determinati uffici ti prendono solo se sei insipiente e scazzata: alla motorizzazione civile pare di sì. O perlomeno questa di Parma. A parte che ultimamente un po’ tutti qui nel parmense si sono dotati di questa scopa per il culo che ogni volta che arrivo a reggioemilia mi sembra di parlare con dei Signori rilassati, arguti e sorridenti. Non so. Comunque ecco: le impiegate capiscono poco e per di più ti trattano come un cretino.

Impiegata: “Mi da il documento di identità?”

Fran: “trova la scansione a colori in doppia copia nel fascicolo”

Impiegata: “sì, ma mi dia l’originale, che devo vedere il numero veh”

Fran: “…”

Tolto questo: io ora per un mese ho un problema. Non ho la patente. Ho il permesso per guida con foglio rosa corretto con la biro sull’originale (naturalmente io ho la copia carbonata semilleggibile) dove c’è scritto, con la biro, ma più chiaramente sull’originale, che quello è documento sostitutivo per cambio di anagrafica. Ed è scritto piccolo, in basso, a destra. In pratica non riuscirò a farlo capire a nessuno specie se mi dovessero fermare di notte, in pratica non posso andare all’estero perché ‘sto fogliodipaperino è solo in italiano.

Non dite i mezzi, i treni, il salcazzo. Il pianto, porcozzio.


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