Sono indecisa se aprire un Fit/Eat blog collaborativo, o uno sulle malattie croniche intestinali o uno sulle depressioni. Boh.

Vedete, la mia vita è molto semplice: si basa sulle cose di cui sopra interfacciate tra di loro. Ed ecco: voi pensate che sia una vita costellata dallo studiare, dai viaggi, dal vedere concerti e vi chiedete come fai.

Ebbene, non è il vedere concerti o viaggiare il grosso problema. Il mio grosso problema è che sono dipendente da quello che vuol fare il mio intestino: ad esempio oggi ho mangiato ed ho una sensazione di nausea da barcone di immigrati sul canale d’Otranto. Dice cosa hai mangiato, veh? Mezza porzione di pasta. Basta. Se non mangio sto abbastanza bene. Abbastanza significa che mi fa solo male la gola e la testa, che ormai sono dolori di base.

Invece il mio intestino è sempre nel background di ogni cosa figa che faccio:

a) vai con MTV a vedere gli Editors a Budapest? Ok: appena arriverai dopo aver firmato tutti i documenti sull’apparire in video chiederai dove è un bagno. E ci passerai venti minuti. E quasi verranno a cercarti.

b) intervisti finalmente Anna Calvi e tiri giù l’intervistona dell’anno? Quando arriverai però mezz’ora prima all’Hana-bi andrai al loro bagno e benedirai che ci sia sapone e carta igienica a volontà. Perché qualcuno ha deciso che per te ci debba essere questa spinta propulsiva inarrestabile.

c) stai sul treno per tornare in aeroporto a Bruxelles coi minuti contatissimi? BENE. Non dico altro, ma ecco, girare con le salviettine è molto bello, ma temo che a 30 anni dovrò considerare un incrocio tra i pampers e i linidor.

Potrei dirne altre. Io a volte mi deprimo, a volte mi vergogno, qui ne parlo perché non è che voglio rendermi ridicola, ma davvero a volte è una cosa che ti porta a sentirti male, diversa, robe così. Come gli R.E.M. dicevano che nessuno vuole un professore triste credo che nessuno voglia un amico con dei problemi. E questo, ops-cosa-ciclica-tipo-cane-che-si-morde-la-coda, ti crea dei problemi. Che schifo a volte la vita eh. Magari ecco, poi uno linka questo post a presentazione.

Ciao, sono Fran e sono un blogger che può far volentieri marchette obiettive ad aziende di salviettine e carta igienica.


0 thoughts on “Sono indecisa se aprire un Fit/Eat blog collaborativo, o uno sulle malattie croniche intestinali o uno sulle depressioni. Boh.”

  1. Se ne apri uno sulle robe intestinali ti scrivo un post ospite dal titolo “Potevo andare 10 giorni nel Borneo in vacanzavventura gratis, o in bagno. E fu la seconda.”

    Avrei materiale anche per il blog sulle depressioni, ma non avrebbe certamente lo stesso spessore.

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